SCARMAGNO (TO): Cappella di Sant’Eusebio al Màsero, affresco di s. Antonio abate.

La cappella si trova in un boschetto a breve distanza dalla borgata Màsero.

 

Un AFFRESCO  del XV secolo, opera del “Maestro del chirurgo Domenico della Marca d’Ancona” ben conservato e delle dimensioni di m. 2,68 x 1,56 è dipinto sulla parete destra: composto da cinque riquadri, è contornato da una cornice sulla quale si possono leggere alcuni nomi dei santi raffigurati e la data in cui fu eseguito (MCCCCXXIIII). Nel riquadro centrale è la Madonna che allatta il Figlio, in quelli a sinistra si trovano un Santo martire (S. Defendente?) il cui nome è indecifrabile e S. Sebastiano, nei due a destra S. Eusebio e S. Antonio abate. L’opera presenta elementi tipici della pittura gotica.
S. Antonio tiene nella mano sinistra una campanella e un libro rosso; nella destra un bastone.

 

Bibliografia:
BONICATTO Simone, Il Maestro del chirurgo Domenico della Marca d’Ancona e il contesto pittorico del Canavese, Editris, Torino 2022

Note:
Per ogni dettaglio vai su:
http://archeocarta.org/scarmagno-to-cappella-santeusebio-masero/

Rilevatore: Feliciano Della Mora

 

UDINE. Galleria dei Disegni e delle Stampe Antiche, in Castello, acquerello raff. S. Antonio abate

Il Castello, che sorge sul colle del centro cittadino, conserva il nome della costruzione precedente, distrutta dal terremoto del 1511, ma in realtà è un imponente palazzo, progettato da Giovanni Fontana nel 1517.


Sede del Luogotenente veneto fino al 1797, poi del dominio austriaco, dopo essere stato anche caserma e carcere divenne sede di Musei udinesi terminato il restauro del 1906.
Un radicale restauro fu eseguito  a seguito del terremoto del 1976, per cui i Musei si riappropriarono della sede nel 1988 riallestendovi nell’ordine, dopo gli uffici, la Biblioteca d’Arte e la Fototeca, le sezioni museali: Lapidario, Museo Archeologico, Raccolte Numismatiche, Galleria d’Arte Antica (inaugurata nel 1990).

La Galleria dei Disegni e delle Stampe Antiche, configuratasi con la distinzione delle sezioni museali creata nel 1946, si fonda su consistenti lasciti, come quelli dell’abate G.B. Del Negro (1873), del co. Francesco di Toppo (1883) e di Carlo Cosmi (1934).
Rinnovata nel 1960 con una nuova selezione delle opere, si presenta nell’allestimento inaugurato nel 1998 con una nuova scelta di poco più di trecento esemplari tra disegni e incisioni.
Per quanto riguarda i disegni, di cui si conservano nel Gabinetto Disegni e Stampe oltre duemila esemplari, essi sono per la gran parte opera di artisti veneti del Sei e Settecento; ben rappresentati anche gli artisti locali, soprattutto per l’Ottocento.

Le stampe conservate sono oltre tremila, quelle esposte duecento, datate dal Cinquecento all’Ottocento. Sono stampe d’invenzione e stampe di traduzione da opere di celebri pittori, dai soggetti mitologici e storici a quelli religiosi, dai ritratti alle scene di vita, dalle carte geografiche ai paesaggi e alle vedute di città.

Nella Sala 4, in una cassettiera, viene conservato, fra l’altro, un acquerello su pergamena, mm. 273 x 210, (inv. 1031; Lascito Joppi, 1906), raffigurante un Sant’Antonio abate e datato 1554.

Bibliografia:
 – Cristina DONAZZOLO CRISTANTE, I Musei del Castello di Udine, La Galleria dei Disegni e delle Stampe Antiche, Udine 2001, pp. 91

Fruibilità:
Orario apertura dei Musei Civici di Udine.
Da martedì a sabato: 9,30 – 12,30 e 15 – 18  Domenica: 9,30 – 12,30.  Lunedì chiuso
Info: tel. 0432 271591  – E-mail: civici.musei@comune.udine.it

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 15/12/2008

SAUZE D’OULX, fraz. Jouvenceaux (To). Cappella di S. Antonio Abate – esterno.

Si arriva a Jouvenceaux (altitudine m 1382) percorrendo l’autostrada che da Torino conduce al traforo del Fréjus e uscendo al casello di Oulx, oppure seguendo la statale 24 del Monginevro; da Oulx in pochi chilometri si arriva a Jouvenceaux. La cappella è situata al centro del paese vecchio in una piazzetta, nella quale si trova anche una fontana in pietra, originariamente collocata in un altro luogo.
https://goo.gl/maps/qgEVXdTGTGNawRxy6

 

La cappella ha una facciata a capanna, con una porta laterale e una finestra centrale, ed è coperta con lose; sulla parte posteriore sinistra del tetto è impostato un piccolo campanile a vela.
Sulla facciata è affrescato il Giudizio Universale: al centro in alto è rappresentato Cristo, circondato da angeli; nel registro inferiore la Vergine e S. Giovanni Battista sono affiancati, ai due lati della finestra, dagli Apostoli, che hanno a loro volta ai lati i Patriarchi a sinistra e i Profeti a destra. Nel terzo registro sono rappresentati a sinistra i Santi Confessori, al centro i Martiri e a destra le Vergini; inoltre due coppie di angeli chiamano i morti resuscitati, che sono avviati al Paradiso, affrescato a sinistra, sotto forma di una torre, o all’inferno, la cui immagine è andata perduta.

Sul fianco sinistro, nel registro superiore sono raffigurati S. Michele Arcangelo, l’Annunciazione, S. Antonio abate e sulla destra, in grandi dimensioni, S. Cristoforo; nel registro inferiore sono rappresentate, in due riquadri, le scene della Confessione e della “Messa ascoltata con buona e cattiva disposizione”.
S. Antonio, che è collocato in un paesaggio montano, regge nella mano sinistra il bastone e la campanella e ha ai piedi il fuoco e il maialino; il Santo è circondato da alcuni malati di herpes, che, reggendosi su stampelle, mostrano le loro piaghe agli arti.

 

Note storiche:
Gli affreschi sono attribuiti alla bottega del pinerolese Bartolomeo Serra e del figlio Sebastiano, attivi nella seconda metà del Quattrocento in Valle di Susa, oltre che nel Pinerolese e nel Canavese.

In particolare a Bartolomeo in prima persona sono assegnati il Giudizio Universale, le Storie di S. Antonio e la Crocifissione, mentre avrebbe realizzato insieme a collaboratori gli affreschi del lato esterno.

La Deposizione e la Madonna con il Bambino e S. Biagio sono di mano di un altro pittore, sempre appartenente alla bottega dei Serra.

 

Per gli affreschi e le opere all’interno, vedi scheda “interno”:
https://www.santantonioabate.afom.it/sauze-doulx-fraz-jouvenceaux-to-cappella-di-s-antonio-abate-interno/

Fase cronologica:
La cappella è stata costruita nella seconda metà del Quattrocento.
Gli affreschi, interni ed esterni, risalgono al decennio 1480-1490.

 

Bibliografia:
 – A. GRISERI, Jaquerio e il realismo gotico in Piemonte, pag. 133 nota 121, Torino 1965
– E. ROSSETTI BREZZI, La pittura in Valle di Susa tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento, in G. ROMANO (a cura di), Valle di Susa. Arte e storia dall’XI al XVIII secolo, Catalogo della mostra (Torino 12 marzo – 8 maggio 1977), pag. 186, Torino 1977
– M. TUA – G. DE BERNARDI, Affreschi del XV e XVI secolo in Chiese e Cappelle dell’Alta Valsusa, in E. REGIS – M. TUA – G. DE BERNARDI, Santi e dannati negli affreschi del XV e XVI secolo in Alta Valsusa, pagg. 37-43, supplemento al n. 26 di Segusium 1989, Susa 1989
– C. BERTOLOTTO, Le stagioni della pittura murale, in AA. VV., Il patrimonio artistico della Valle di Susa, pagg. 177-178, Torino 2005
– ASSOCIAZIONE AMICI DI JOUVENCEAUX (a cura di), Cappella di S. Antonio Abate in Jouvenceaux –Sauze d’Oulx, Rovereto 2005. [Questa opera descrive la cappella nel complesso delle sue vicende storiche e artistiche, e documenta gli interventi e i restauri eseguiti, con la relativa bibliografia]
– S. DAMIANO – F. NOVELLI – A. ZONATO (a cura di), Itinerari di Arte Religiosa Alpina – Valle di Susa, pagg. 100-101, Centro Culturale Diocesano, Susa 2007.

Link:  http://www.centroculturalediocesano.it
http://archeocarta.org/sauze-doulx-jovenceaux-to-cappella-santantonio-abate/
Email: museo@centroculturalediocesano.it

Note:
Nel 1996, per iniziativa dell’Associazione Amici di Jouvenceaux, si è iniziato il risanamento delle strutture della cappella; gli affreschi sono stati scoperti nel corso di interventi successivi, dopo l’asportazione dell’intonaco che copriva le pareti interne. Scavi archeologici eseguiti nel 2000 hanno permesso di portare alla luce, sotto la pavimentazione, i resti di un’abitazione altomedievale.

 

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 01/09/2008

 

SAUZE D’OULX, fraz. Jouvenceaux (To). Cappella di S. Antonio Abate – interno.

Per info sulla storia della cappella e gli affreschi esterni vedi scheda “esterno”:
https://www.santantonioabate.afom.it/sauze-doulx-fraz-jouvenceaux-to-cappella-di-s-antonio-abate-esterno/

 

L’interno della cappella quattrocentesca è composto da un’unica navata coperta da un cassettonato ligneo, e da un presbiterio, edificato successivamente, con volta a crociera; sul lato destro del presbiterio una porta conduce alla sacrestia; sulla controfacciata è collocata una cantoria lignea.

La pala d’altare rappresenta la Madonna con il Bambino e S. Antonio abate; il Santo, inginocchiato davanti alla Vergine, si appoggia a un bastone a cui è appesa la campanella e ha ai piedi il fuoco e il maiale. Vedi le prime due immagini in basso). La pala è stata eseguita alla fine del Seicento o agli inizi del Settecento, opera di un pittore vicino all’ambiente artistico della corte sabauda.

A destra dell’altare è collocata una statua, di fattura molto recente, che raffigura S. Antonio abate, con il bastone nella mano destra, un libro nella sinistra e ai piedi il maiale. (immagine 3 in basso)
A sinistra dell’altare si trova una statua lignea di S. Sebastiano che risale all’inizio del Seicento.

In una tela sulla parete destra del presbiterio è rappresentato S. Antonio abate in preghiera; il Santo, riconoscibile per la lettera tau dipinta sul mantello e per il fuoco ai suoi piedi, è inginocchiato in preghiera davanti ad un libro. Il dipinto  risale al primo quarto del Settecento. ( vedi immagine  4 in basso).
Nella cantoria, una tela, che risale al Settecento, raffigura la Madonna con Bambino, Santi e le anime del Purgatorio.

 

Sulle pareti della navata i recenti restauri hanno portato alla luce un ciclo di affreschi con le storie di S. Antonio abate, analogo a quelli di Ranverso, di Savoulx e di Salbertrand. (immagini  5 – 6 – 7  – 8  – 9 in basso)
Gli episodi, su due registri, hanno inizio dalla parete sinistra della navata, continuavano sulla parete di fondo, poi demolita per far posto al presbiterio, e terminavano sulla parete destra.
Le scene più leggibili si trovano sulla parete sinistra: nel primo riquadro del registro superiore: ascoltando l’omelia della messa, Antonio decide di abbracciare la vita monastica; nel secondo episodio affida la sorella a un convento di monache; nel riquadro successivo distribuisce i suoi beni ai poveri.
La prima scena del registro inferiore rappresenta S. Antonio assalito dai diavoli; il riquadro seguente mostra il sogno di S. Antonio, che apprende da un angelo l’esistenza di Paolo, un eremita più anziano di lui, e quindi decide di andare a trovarlo, come è narrato nell’episodio successivo, in cui S. Antonio è guidato da un centauro.
I riquadri del registro superiore della parete destra, molto lacunosi, rappresentano le tentazioni a cui S. Antonio è sottoposto da parte del demonio.
Nel registro inferiore della medesima parete destra, dopo alcuni riquadri molto frammentari, l’ultima scena rappresenta le esequie del Santo.

Nell’ultimo registro in basso della stessa parete, accanto al frammento di una Deposizione, è raffigurata una Madonna con il Bambino e S. Biagio; in alto vi è la scritta “hoc opus fecit fieri Johannes Martin [?] ad honorem V[…]”.
Nello spazio triangolare dell’arco santo è affrescata una Crocifissione.

 

Note storiche:
Gli affreschi sono attribuiti alla bottega del pinerolese Bartolomeo Serra e del figlio Sebastiano, attivi nella seconda metà del Quattrocento in Valle di Susa, oltre che nel Pinerolese e nel Canavese.
In particolare a Bartolomeo in prima persona sono assegnati il Giudizio Universale, le Storie di S. Antonio e la Crocifissione, mentre avrebbe realizzato insieme a collaboratori gli affreschi del lato esterno.
La Deposizione e la Madonna con il Bambino e S. Biagio sono di mano di un altro pittore, sempre appartenente alla bottega dei Serra.
Gli affreschi, interni ed esterni, risalgono al decennio 1480-1490.

 

Bibliografia:
 – A. GRISERI, Jaquerio e il realismo gotico in Piemonte, pag. 133 nota 121, Torino 1965
– E. ROSSETTI BREZZI, La pittura in Valle di Susa tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento, in G. ROMANO (a cura di), Valle di Susa. Arte e storia dall’XI al XVIII secolo, Catalogo della mostra (Torino 12 marzo – 8 maggio 1977), pag. 186, Torino 1977
– M. TUA – G. DE BERNARDI, Affreschi del XV e XVI secolo in Chiese e Cappelle dell’Alta Valsusa, in E. REGIS – M. TUA – G. DE BERNARDI, Santi e dannati negli affreschi del XV e XVI secolo in Alta Valsusa, pagg. 37-43, supplemento al n. 26 di Segusium 1989, Susa 1989
– C. BERTOLOTTO, Le stagioni della pittura murale, in AA. VV., Il patrimonio artistico della Valle di Susa, pagg. 177-178, Torino 2005
– ASSOCIAZIONE AMICI DI JOUVENCEAUX (a cura di), Cappella di S. Antonio Abate in Jouvenceaux –Sauze d’Oulx, Rovereto 2005. [Questa opera descrive la cappella nel complesso delle sue vicende storiche e artistiche, e documenta gli interventi e i restauri eseguiti, con la relativa bibliografia]
– S. DAMIANO – F. NOVELLI – A. ZONATO (a cura di), Itinerari di Arte Religiosa Alpina – Valle di Susa, pagg. 100-101, Centro Culturale Diocesano, Susa 2007.

Link: http://www.centroculturalediocesano.it
http://archeocarta.org/sauze-doulx-jovenceaux-to-cappella-santantonio-abate/
Email: museo@centroculturalediocesano.it

Note:
Nel 1996, per iniziativa dell’Associazione Amici di Jouvenceaux, si è iniziato il risanamento delle strutture della cappella; gli affreschi sono stati scoperti nel corso di interventi successivi, dopo l’asportazione dell’intonaco che copriva le pareti interne. Scavi archeologici eseguiti nel 2000 hanno permesso di portare alla luce, sotto la pavimentazione, i resti di un’abitazione altomedievale.

Fruibilità:
Per le visite ci si può rivolgere al Centro Culturale Diocesano, via Mazzini 1 – 10059 Susa (To) – tel. e fax 0122 622640.

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 01/09/2008

FANO (Pu). Chiesa di Sant’Antonio abate

Posta come fondale ad un “trebbio” (trivio), dove convergono sulla piazza Costanzi le vie Bovio e Cavour.
https://maps.app.goo.gl/7NrzPVPJGqdPzax49
 

Eretta nel 1400 vi fu sepolto l’architetto Matteo Nuti; crollata, venne interamente ricostruita nel 1749 su disegno dell’architetto Gianfrancesco Buonamici.
Al suo interno, sugli altari laterali, sono conservate le pregevoli tele di Sebastiano Ceccarini (la Sacra Famiglia e Vergine con i santi Liberata, Gaetano da Tiene e Antonio di Padova).

 

Sull’altare maggiore un olio su tela di 360 x 226 cm, realizzata dal pittore fanese Carlo Magini (1720-1806) nel 1750 che raffigura Sant’Antonio abate orante. Il vecchio eremita è inginocchiato davanti a delle rocce su cui poggiano una croce, un libro aperto e un teschio; alle sue spalle due putti alati (mutuati dal Sant’Andrea Corsini di Guido Reni) sorreggono le insegne abbaziali (mitra e pastorale); sullo sfondo si staglia una veduta collinare con una città fortificata

Gli ovali con le immagini dei Santi che ornano le paraste sono opera del pittore veneto Francesco Pittoni.

La facciata venne completamente rinnovata nel 1922, come testimonia una targa lapidea.

All’esterno è  visibile una formella in terra cotta che riporta l’intitolazione.

 

 

 

Note:
Attualmente di culto ortodosso
: il vescovo della Diocesi di Fano, Fossombrone, Cagli e Pergola Armando Trasarti ha concesso nel 2011 ai cristiani ortodossi l’uso della chiesa che si è costituita in parrocchia intitolata ai SS. Antonio, Teodoro e Tatiana.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100245562

Fruibilità:
Normalmente non visitabile.

Rilevatore: Valter Bonello

Data ultima verifica sul campo: 15/09/2008