COMPIANO (PR), frazione Isola. Chiesa di Sant’Antonio abate

Frazione Isola, 15
https://maps.app.goo.gl/wT1yCmMmGAow9KQz9

La chiesa fu edificata probabilmente nel XV secolo; nel 1472 fu citata in un testamento.
Il luogo di culto, con facciata a ovest, era dotato nel XVI secolo di due cappelle laterali, intitolate a san Terenziano e alla Madonna.
Agli inizi del XVII secolo l’edificio fu modificato, ribaltandone l’orientamento: la facciata fu ricostruita a est sulla strada, mentre il presbiterio fu spostato sul lato opposto; negli anni successivi furono costruite le altre due cappelle laterali dedicate a san Marco e alla Madonna di Caravaggio e furono aggiunti gli altari barocchi.
In seguito, fu edificata la torre campanaria in adiacenza alla canonica a nord.
Nel 1928 gli interni furono decorati con affreschi dal pittore Battistini.
Nel 1999 furono avviati i lavori di restauro, che interessarono prima la cappella di San Terenziano, due anni dopo la cappella della Madonna del Rosario e il campanile e tra il 2002 e il 2006 il resto della chiesa e la canonica, che furono consolidate strutturalmente.

Il campanile, interamente intonacato, si innalza a nord, oltre la canonica; la cella campanaria si affaccia sulle quattro fronti attraverso aperture ad arco a tutto sesto, delimitate da massicce lesene coronate da capitelli dorici; in sommità si eleva la lanterna a base ottagonale, illuminata da quattro sottili monofore; a coronamento si staglia infine la piccola cupola.

La simmetrica facciata a capanna intonacata è delimitata alle estremità da due lesene coronate da capitelli dorici; al centro è l’ampio portale con due lesene in mattoni a sostegno dell’architrave in aggetto; su quest’ultimo è impostato un frontone semicircolare spezzato per la presenza di una nicchia contenente una statua marmorea raffigurante Sant’Antonio abate.
Più in alto sulla facciata si apre un finestrone strombato mistilineo, che interrompe la cornice modanata del frontone triangolare di coronamento del prospetto; una piccola finestra cruciforme centrale è collocata in sommità.

La chiesa oggi ha una pianta a navata unica affiancata da due cappelle su ogni lato, con ingresso a est e presbiterio absidato a ovest.
All’interno la navata, coperta da una volta a botte lunettata scandita in due campate e riccamente decorata con affreschi e stucchi, è affiancata dalle ampie arcate a tutto sesto delle cappelle laterali, suddivise da paraste con capitelli dorici, a sostegno del cornicione perimetrale in aggetto. Il presbiterio, lievemente sopraelevato, è preceduto dall’ampio arco trionfale a tutto sesto, retto da paraste doriche; l’ambiente, coperto da una volta a botte lunettata, ospita l’altare maggiore marmoreo a mensa, sostenuto da quattro pilastrini ornati con bassorilievi raffiguranti la Beata Vergine, Sant’Antonio abate, San Terenziano e Santa Lucia.
Al centro dell’abside si staglia l’ancona delimitata da lesene in marmo, e da due colonne tortili, contenente una nicchia ad arco a tutto sesto con la statua lignea di Sant’Antonio abate. Su una predella esagonale a finto marmo grigio-verde, il Santo in veste marrone e libro rosso nella mano sinistra; la destra regge un bastone a tau cui è appesa una campanella. Alla sua destra un maialino bianco.
I restauri artigianali degli anni Trenta del Novecento non permettono più una chiara lettura della scultura, la quale parrebbe eseguita agli inizi del secolo XIX, pur mantenendo precise analogie con i modelli settecenteschi.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/39428/

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800143104

 


Il Catalogo dei Beni Culturali segnala a Compiano, ma senza indicare la precisa collocazione, un’altra statua raffigurante sant’Antonio abate, in legno dipinto.
Su base rettangolare, il Santo, in saio e mantello grigio decorato da un fregio continuo più chiaro, regge con la mano destra un libro rosso con impressioni dorate. Sulla sinistra il maiale, secondo l’iconografia tradizionale
Si tratta di un modesto prodotto dell’artigianato locale da collocarsi fra ‘800 e ‘900.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800132562

PROCIDA (NA). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Vittorio Emanuele, 266
https://maps.app.goo.gl/j48p5QEZiwTFRsRC7

 

La chiesa sorse alla fine del XVI secolo o al massimo nei primi anni del successivo, come testimoniato da una visita pastorale compiuta dall’arcivescovo di Napoli cardinale Ottavio Acquaviva nel 1606.
Fu ricostruita tra il 1749 e il 1759, per poi subire ulteriori interventi nei due secoli successivi.
Al XIX secolo risale anche la canonica, sita al di sopra della sacrestia, e con accesso dalla stessa rampa scale all’interno del campanile.
Lavori di rifacimento e restauro nel 2005 (impianto elettrico) e nel 2020-21 (facciata).

La chiesa presenta un’unica aula rettangolare, voltata a botte, con due cappelle per lato, abside e transetto appena accennato. Al di sopra del presbiterio si eleva la cupola, tra le più grandi dell’isola. Ai lati dell’ingresso vi sono due acquasantiere del 1816, mentre al di sopra è collocata una cantoria, sull aquale vi è l’organo realizzato tra il 1751 e il 1753.
L’opera più prestigiosa di questa chiesa è la grande tela dell‘Immacolata al cospetto della Trinità, firmata da Giacinto Diano (1731 – 1803), posta sull’altare sinistro del transetto.

 

Di ottima fattura artigianale è l’imponente altare maggiore in marmi policromi, scolpito nella seconda metà del XVIII secolo, ai cui lati due nicchie ospitano le due statue lignee settecentesche (o inizi XIX secolo) dell’Immacolata (a sinistra) e di Sant’Antonio abate (a destra) con una tau sul mantello che con la mano destra indica la sinistra che tiene un libro su cui è la fiamma e il bastone a tau cui è appesa una campanella. A destra ai suoi piedi è il maiale.

 

 

 

Di qualche interesse è anche la tela della Morte di San Giuseppe, attribuibile a Domenico Guarino (Napoli, 1683 – 1750) e visibile in una delle cappelle laterali; mentre di modesta fattura sono i quadri di due ignoti pittori della cerchia del Solimena, raffiguranti la Flagellazione, l’Ecce Homo, l‘Orazione nell’orto e la Pietà, ora nella sacrestia (dove vi è anche un San Gennaro attribuibile a un ignoto pittore affine a Jacopo Cestaro).

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/34503/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate+%7C+Procida+%28N

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1500072567

FRIGENTO (AV). Chiesa Madre Santa Maria Assunta in Cielo, statua di s. Antonio abate, prima metà XVII secolo

Edificio imponente e austero, si caratterizza per le numerose stratificazioni che ne attestano l’evoluzione storica, collocato sulla sommità del colle di Frigento e, viste le origini paleocristiane, è il luogo di culto più antico del paese.
Cattedrale nel periodo in cui Frigento è stata sede vescovile dal IV secolo al 1818.
La chiesa fu distrutta dal terremoto del 1732 e ricostruita nel 1760.

 

Conserva anche una statua lignea raffigurante sant’Antonio abate, risalente alla prima metà del Seicento. Il Santo tiene in una mano un libro su cui è una fiamma e appoggia l’altra a un bastone a tau.

La statua giunse in cattedrale dalla distrutta chiesa di S. Antonio abate citato nel Catasto Onciario del 1754.
Nell’opera sono evidenti tracce di naturalismo specie nell’accurata descrizione della barba e della capigliatura che, insieme alla rigidità dell’impostazione lascia supporre una datazione non oltre la prima metà del secolo XVII.
Purtroppo l’eccessiva ridipintura ha compromesso la possibilità di leggere l’opera nella sua originaria integrità stilistica.

 

Link:
https://catalogo.cultura.gov.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1500047864

https://prolocofrigentina.it/2383/alla-ricerca-del-centro-religioso-di-frigento-la-cattedrale-di-frigento-tra-passato-e-presente/

PESCARA. Museo delle Genti d’Abruzzo, statua di s.Antonio abate, prima metà XVII secolo

Il Museo nacque nel 1973 e consisteva di due raccolte ospitate per alcuni anni nel piano inferiore del Museo casa natale Gabriele D’Annunzio.
Nel 1982 il patrimonio storico fu donato al comune di Pescara che inaugurò nel 1998 la nuova sede espositiva in Via delle Caserme con il nome “Museo delleGenti d’Abruzzo”.

Conserva in 13 sale molti reperti e testimonianze della vita abruzzese, dalla Preistoria alla Rivoluzione Industriale.

Tra essi anche una statuetta alta 60 cm e larga 35, in pietra, risalente alla prima metà del Seicento.
Raffigura sant’Antonio abate, purtroppo mutila delle braccia. Fu rinvenuta casualmente in area teramana ed è prodotto di devozione popolare.

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300090919

ANGULLARA VENETA (PD), frazione Borgoforte. Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Ponte, 6
https://maps.app.goo.gl/FPbK3nBPVDePCD9Y6

 

La prima citazione di una chiesa a Borgoforte risale al 1297 ed era filiale della pieve d’Agna ed esonerata dal pagamento delle decime.
Nel 1647 il giuspatronato della chiesa passò alle famiglie Beretta e Frezzato, che lo mantennero fino al XX secolo.
L’attuale parrocchiale fu edificata nel 1695 e restaurata nel 1953.

 

L’interno della chiesa conserva l’altar maggiore, capolavoro barocco in pietra scolpita, marmo policromo e stucco sormontato da un ciborio all’interno di un’edicola realizzata in marmo bianco e rosso scolpito.
È della prima metà del Novecento il Crocifisso processionale in legno intagliato e dipinto, manufatto proveniente da bottega veneta. Il gruppo scultoreo, realizzato da artisti di provenienza veneta tra il 1650 e il 1699, collocato a destra dell’altare maggiore, raffigura la Carità.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Borgoforte)