GERMANIA – MAGONZA / MAINZ. Antoniterkapelle

Adolf-Kolping-Straße 10, 55116 Mainz
https://maps.app.goo.gl/6hvM6SEgvQAQa4zZ6

Una prima cappella fu costruita intorno al 1134. Un insediamento degli Antoniani è citato a Magonza nel 1324. La Cappella e il monastero antoniano furono costruiti nel XIV secolo in stile gotico e il complesso, chiamato anche Antonihof, sorgeva in un’area periferica della città. Una donna di nome Mechthildis nel 1332 donò la cappella, che aveva fatto costruire dal 1330 e aveva dedicata a sant’Antonio abate, a Frater Nikolaus von Andernach che divenne così il fondatore del monastero. Nikolaus morì nel 1333 e fu sepolto nella chiesa.

Nel 1528 il priore del complesso antoniano concesse il monastero all’elettore Alberto di Brandeburgo. Poco dopo l’Antonihof fu chiuso per mancanza di monaci. Dal 1619 il convento fu utilizzato dalle monache Clarisse.
Chiuso durante il dominio napoleonico, il complesso ebbe diversi utilizzi. Durante la seconda guerra mondiale la chiesa fu parzialmente distrutta da un incendio nel 1942, ma fu ricostruita nel 1948 e durante il restauro furono scoperti alcuni affreschi medievali, sulla volta. I dipinti, restaurati, mostrano santi in cornici di trafori. Si tratta dell’unico ciclo originale di affreschi in una chiesa medievale di Magonza.
La Cappella è formata da una navata, che è stata aggiunta al coro.
La porta della Cappella porta ancora un rilievo con la tau (immagine a destra).

 

La statua sul pilastro destro della galleria, sotto l’organo (la figura sull’altro pilastro rappresenta Sant’Antonio di Padova) è sant’Antonio abate accompagnato dal maiale.

 

Link:
https://bistummainz.de/cityseelsorge/mainz/unsere-kirchen/st.-antonius/index.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Cappella_Antoniter

GALEATA (FC), bg. Pianetto. Chiesa di Santa Maria dei Miracoli, con immagine di sant’Antonio abate

Gioiello dell’architettura rinascimentale toscana, conserva al suo interno pregevoli opere pittoriche del XVI e XVIII secolo.
La Chiesa di Santa Maria dei Miracoli si trova nel Borgo di Pianetto a 2 km circa da Galeata; il complesso si inserisce fra gli edifici del piccolo borgo e ha sul davanti una piazzetta con fontana centrale (sistemata negli ultimi decenni dell’Ottocento) da cui ha inizio il sentiero che conduce ai resti del castello.
La costruzione della chiesa avvenne per volere della cittadinanza in seguito ad un evento miracoloso avvenuto a Pianetto nel 1497, nella casa di Cione di Francesco, in cui una tavoletta raffigurante la Vergine con il Bambino fra Santi fu vista piangere e versare dal seno gocce più dense e bianche simili al latte (lettera di Pietro Delfino, Generale Camaldolese, 1497).
Per il miracolo e l’immediata venerazione tributata alla Sacra Immagine, si decise di costruire in quel luogo la chiesa e l’annesso Convento dei Padri Minori Conventuali su decreto del camaldolese Sebastiano Fabbri, abate di S. Ellero e Vescovo di Melitene.

La facciata, in blocchi squadrati di arenaria, è stata oggetto di un restauro conservativo nel 1994 insieme alla chiesa; presenta sobrie linee compositive di chiara impronta rinascimentale ed è caratterizzata da un grande portale a lunetta cui è sovrapposto un oculo.
Sui blocchi d’arenaria della facciata si notano delle scritte incise, che ricordano vicende particolari legate alla storia della comunità galeatese: sulla destra del portale si legge ‘A DI 18 giugno 1707 cadde una fiera tempesta che levò il tutto’, sulla sinistra ‘A D 21 febbraio 1598 … ara ritorno sotto’ interpretato ’21 febbraio 1598 Ferrara ritornò sotto il Papa’.
L’interno è a unica navata con tetto a capriate lignee ed abside poligonale. Elemento caratteristico è il tempietto in cui è conservata la tavoletta del miracolo (fine XIV – inizio XV sec.) che dalla parete sinistra si sviluppa fino al centro della navata (probabilmente l’inconsueta posizione ricorda il luogo reale del miracolo), dando alla chiesa uno sviluppo spaziale tutto particolare.
A fianco del tempietto e nella parete di destra vi sono altari ad edicola finemente decorati, che conservano al loro interno opere pittoriche commissionate da illustri famiglie locali. Nelle tele e negli affreschi cinquecenteschi è prevalente l’iconografia mariana (l’evento miracoloso era allora molto vivo nella memoria della gente), mentre nelle tavole del ‘700 prevalgono temi legati al culto dei Santi.
Nella parete a destra dell’altare privilegiato, è conservata una tela di Giovanni Stradano (Jan Van Der Straet, Burges 1523 – Firenze 1605) datata 1599, che rappresenta la Visitazione della Vergine a Santa Elisabetta, entrambe incinte, con a fianco la presenza significativa di San Francesco che riceve le stigmate e Sant’Ambrogio.
Altre opere da segnalare sono una Deposizione di scuola vasariana (XVI secolo – altare a destra dell’ingresso), un affresco con Annunciazione e Santi fra cui un sant’Antonio abate – (Anonimo del 1527 – III altare a destra), una tela di Matteo Confortini raffigurante l’Assunzione della Vergine (fine XVI secolo, significativa perché rappresenta l’unica opera firmata del pittore). Sant’Antonio è raffigurato con un bastone nella mano destar e un libro nella sinistra. A terra sono la campanella, il fuoco e, a destra un piccolissimo maiale della cinta senese.

Fra le opere settecentesche, due tele del pittore ferrarese Giuseppe Ghedini: una raffigurante San Giuseppe da Copertino e l’altra i Santi Agostino, Bonaventura e Chiara.
Nelle opere pittoriche del ‘500 è evidente l’apporto stilistico toscano, mentre in quelle del ‘700 è predominante la componente emiliano – romagnola.

Info:
Orario feriale e festivo di apertura: Dalle ore 8.00 alle ore 19.00.
Come arrivare: Galeata dista 34 km circa da Forlì, percorrendo la Strada Provinciale 4 del Bidente; Borgo Pianetto si trova a 2 km da Galeata in direzione S. Sofia.
Via Borgo Pianetto, 24 – 47010 Galeata (FC)
Parrocchia di Galeata 0543981655 – www.scoprigaleata.it

Fonte:
https://turismoforlivese.it/it/arte-cultura/chiesa-di-s-maria-dei-miracoli-a-pianetto/

Segnalazione e immagini: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

CONFEDERAZIONE ELVETICA – AVEGNO GORDEVIO, frazione Gordevio. Oratorio di Sant’Antonio abate

Gordevio è un ex comune del Canton Ticino, distretto Vallemaggia, aggregatosi nel 2008 con Avegno per formare il comune di Avegno Gordevio.
https://maps.app.goo.gl/T527fLakn7cFiuZQA

Nella frazione Brié di Gordevio fu costruito nel 1666 l’oratorio dedicato a S. Antonio abate. Già nel XIV secolo Avegno e G. avevano un proprio cappellano; i due villaggi si staccarono dalla matrice di Maggia e si separarono probabilmente intorno al 1645.

 

Sulla facciata dell’oratorio un affresco raffigura sant’Antonio abate benedicente che tiene nella mano sinistra il bastone cui è appesa una campanella. Fotografia a destra.

 

Sulla parete sinistra esterna dell’oratorio un altro affresco raffigura s. Antonio, con libro e bastone pastorale; vedi immagini in basso.

 

Link:
https://hls-dhs-dss.ch/it/articles/002267/2022-09-16/

CONFEDERAZIONE ELVETICA – BUSENO. Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Antonio abate

Buseno è un comune nel Cantone Grigioni. Borlion, 42
https://maps.app.goo.gl/g7DKQxabfHrp8qSS9

 

La struttura sorge sul luogo di un precedente edificio religioso, consacrato nel 1438 e intitolato ai santi Pietro apostolo, Antonio abate e Lucio di Coira nel 1611.
Fu ricostruita nel 1776 da Giuseppe Pelini e restaurata nel 1928 e nel 1990.

La chiesa ha una pianta a croce, terminante in un coro semicircolare.
L’unica navata ha una copertura a crociera, mentre il coro è sovrastato da una cupola e i bracci laterali da una volta a botte.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_dei_Santi_Pietro_e_Antonio_Abate

BORTIGALI (NU). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Principe Umberto
https://maps.app.goo.gl/ptgi3vbLJaZGBtkv7

La chiesetta, edificata nel XVIII secolo, ha la particolare e suggestiva caratteristica di essere scavata quasi interamente nella roccia. Di forma quadrata, i capitelli dei pilastri centrali sono ornati dai classici dentelli rinascimentali. Tetto a due falde con un piccolo campanile a vela a destra.
Nelle tre nicchie sopra l’altare, a sinistra è posta la statua lignea di S. Barnaba, proveniente dalla chiesa un tempo esistente sulla vetta del Monte Santu Padre, al centro la statua di s. Antonio di Padova e a destra quella di sant’Antonio abate, con libro, bastone con campanella e porcellino ai piedi.

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Sant’Antonio abate è festeggiato a Bortigali la domenica successiva al 17 gennaio con l’accensione della “tuva” nella piazza della parrocchia.

Immagini da:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_(Bortigali)

Link:
https://catalogo.sardegnacultura.it/card/178657/