CAVRIGLIA (AR). Museo di arte sacra della Pieve di San Giovanni Battista, dipinto con s. Antonio abate, XVIII secolo

Il piccolo museo, in via G. di Vittorio, 7,  è allestito dentro a quella che era la cappella della compagnia dedicata al Nome di Gesù. La cappella sorge addossata alla navata sinistra della Pieve e vi si accede, oltre che dall’originario ingresso aperto sulla facciata, anche dalla navata laterale della chiesa.
Il Museo è stato costituito al fine di conservare e rendere fruibile al pubblico un patrimonio artistico che è testimonianza storica della vita e della fede di una comunità ecclesiale. Gli oggetti esposti provengono dal tesoro della pieve, e dalle chiese di Monastero e Montaio.

 

Nella Cappella-museo, sopra l’altare vi è una cornice a stucco settecentesca che racchiude, in alto, un dipinto della Circoncisione di Benedetto Veli e, in basso, ai lati di una nicchia ora vuota, due dipinti ovali settecenteschi.
Quello a destra è un dipinto a olio su tela di 47 x 34 cm, raffigurante il volto di s. Antonio abate.
Di modesta fattura quasi certamente locale, l’opera ha il suo pendant nell’altro ovale raffigurante santa Maddalena de’ Pazzi.
Sembra da identificare con l’ovale che era situato al centro del cornicione dell’altare di S. Francesco nella pieve (Inventario Berti, 1837, p. 7)

L’identificazione del Santo, con lunga barba, è consentita dalla presenza della lettera tau; la cocolla, qui rossa, non è invece usuale nella sua iconografia.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900223072

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900223065

SASSOFERRATO (AN). Abbazia di Santa Croce, affresco con s. Antonio abate

La prima chiesa romanica di Santa Croce, il cui monastero è menzionato nel 1105, fu completamente murata e inglobata all’interno di un complesso abbaziale del XVI secolo senza alcuna ragione di ordine statico, lasciando aperto un interrogativo sulle reali motivazioni che hanno indotto a realizzare tale opera. Secondo un’ipotesi – priva tuttora di riscontri archeologici – formulata nel 1853 dall’archeologo e professore Camillo Ramelli  Santa Croce sarebbe stata edificata sopra un tempio pagano costruito dagli abitanti della vicina antica città romana di Sentinum nel III sec. d.C. e dedicato al dio Mitra.

 

 

Sulla parete sinistra della chiesa si trova l’altare di Sant’Alberto con il catino absidale completamente affrescato; al centro in basso una Madonna con Bambino con, a destra, una Crocifissione e, a sinistra, le figure di Sant’Antonio abate e Sant’Apollonia. Nei quattro quadri superiori sono dipinte scene della vita di Sant’Apollonia.

 

 

Sant’Antonio abate, di cui è scomparsa la parte inferiore destra e parte del volto, veste un saio e tiene nella mano sinistra un libro.

 

 

Link:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/abbazia-di-santa-croce-sassoferrato-an/nggallery/page/2

SASSOFERRATO (AN). Civica raccolta d’arte, statua di s. Antonio abate

La statua lignea, con applicazioni di gesso, lino e pittura, è alta 103 cm.

Opera di bottega marchigiana del Settecento.

Sant’Antonio tiene con la mano destra un alto bastone a terminazione curva cui è appesa una grossa campana. La mano sinistra e aperta col braccio disteso.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100056239

https://www.sassoferratoturismo.it/pinacoteca-civica/

SASSOFERRATO (AN). Chiesa di S. Maria del Piano, statua e dipinto di s. Antonio abate

 

La chiesa, detta anche di Santa Maria del Ponte del Piano perché si trova nelle vicinanze del ponte che sovrasta il fiume Marena), fu edificata nel XIV secolo dai frati Agostiniani nelle dimensioni di una vasta cappella, subì continue modifiche negli anni successivi, fino ai primi del Seicento. Di questa originaria cappella rimane solo la parte absidale, che, infatti, differisce nello stile dal resto della costruzione. Nel 1492 fu costruita la sacrestia e circa un secolo dopo il campanile. La maestosa facciata, di stile barocco, fu fatta edificare nel 1618 da Vittorio Merolli. Annesso alla chiesa il convento, abitato dagli Agostiniani fino alla soppressione del 1810. Nel 1822 l’occuparono i Silvestrini.

 

 

 

Conserva all’interno della prima cappella a sinistra una statua di sant’Antonio abate in legno dipinto, del XVII secolo, alta 169 cm, di autore ignoto di ambito marchigiano.
S. Antonio, con lunga barba e tau sul mantello, ha la mando destra nel gesto di benedizione e la sinistra poggia su un bastone a tau.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100147298


 

All’interno della chiesa vi è anche una tela dipinta a olio che misura 256 x 168 cm che raffigura: “Madonna addolorata con Sant’Antonio abate, Sant’Eligio, San Francesco di Paola”; opera di ignoto di ambito marchigiano della seconda metà del Settecento.
S. Antonio abate è a sinistra in secondo piano, guarda lo spettatore e indica la Vergine, con la mano sinistra tiene un bastone cui è appesa una campanella.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100147378

LASTRA A SIGNA (FI). L’Antico Spedale di Sant’Antonio

Via Dante Alighieri, 34
https://maps.app.goo.gl/DfGByNNvrJfxCFGx8

L’Antico Spedale di Sant’Antonio a Lastra a Signa è un edificio di straordinario valore storico ed architettonico, che rappresenta una tappa fondamentale nel percorso artistico del Rinascimento fiorentino. Realizzato tra il 1416 e il 1421 su volontà dei Consoli dell’Arte della Seta, questo edificio aveva la funzione di ospizio per pellegrini e viandanti che percorrevano la Via Pisana.
L’Antico Spedale di Sant’Antonio di Lastra a Signa è dedicato a Sant’Antonio abate.
La scelta di dedicare l’ospedale a Sant’Antonio abate è legata alla sua figura di protettore dei poveri e degli ammalati. Essendo un eremita, era associato anche ai luoghi solitari e ai viaggi, come potevano essere quelli dei pellegrini che si recavano all’ospedale. Inoltre, la sua festa, il 17 gennaio, cadeva in un periodo dell’anno in cui le necessità dei più deboli erano maggiori.

Una delle caratteristiche più distintive dello Spedale di Sant’Antonio è il suo loggiato a sette arcate, un elemento architettonico che ricorda quello dell’Istituto degli Innocenti a Firenze. Questa somiglianza ha portato gli studiosi ad ipotizzare un possibile coinvolgimento di Filippo Brunelleschi nella progettazione dell’edificio.
Il loggiato, con i suoi portali in legno che conducono ai saloni interni, crea un’atmosfera di accoglienza e serenità, tipica degli ospizi dell’epoca. L’architettura sobria e razionale, unita alla maestria nella lavorazione della pietra, rendono questo edificio un esempio di perfezione formale e funzionale.

L’Antico Spedale di Sant’Antonio è molto più di un semplice edificio religioso. Nel corso dei secoli, ha svolto diverse funzioni, ospitando poveri e ammalati, oltre che pellegrini.

L’importanza storica ed artistica dell’Antico Spedale di Sant’Antonio è stata riconosciuta a livello nazionale ed internazionale. Nel 2022, l’edificio è stato trasferito al Comune di Lastra a Signa, grazie ad un’operazione di federalismo culturale promossa dall’Agenzia del Demanio.
Questo passaggio di proprietà rappresenta un’opportunità unica per valorizzare ulteriormente questo bene culturale e renderlo accessibile a un pubblico sempre più ampio.

Come riporta un articolo pubblicato sul sito del quotidiano toscano «La Nazione», a firma di Lisa Ciardi, sono iniziati, a Lastra a Signa, i lavori di restauro dell’Antico Spedale di Sant’Antonio.
Nei mesi scorsi si erano svolti alcuni interventi per testare la sicurezza dell’immobile anche dal punto di vista sismico.
All’interno della struttura erano stati effettuati alcuni sopralluoghi dalla ditta aggiudicataria dei lavori e dai restauratori che avranno il compito di riportare alla luce le testimonianze artistiche e pittoriche presenti nelle sale, soprattutto del primo piano. Qui sono stati già individuati affreschi e disegni murari risalenti a varie epoche storiche, dal Quattrocento all’Ottocento, che verranno restaurati e conservati all’interno delle stanze, seguendo le indicazioni e sotto la direzione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato.
Con la ristrutturazione, nell’edificio nasceranno locali per co-working, convegni, esposizioni e promozione turistica.

Info:
Comune di Lastra a Signa (Fi)