SASSOFERRATO (AN). Civica raccolta d’arte, statua di s. Antonio abate

La statua lignea, con applicazioni di gesso, lino e pittura, è alta 103 cm.

Opera di bottega marchigiana del Settecento.

Sant’Antonio tiene con la mano destra un alto bastone a terminazione curva cui è appesa una grossa campana. La mano sinistra e aperta col braccio disteso.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100056239

https://www.sassoferratoturismo.it/pinacoteca-civica/

SASSOFERRATO (AN). Chiesa di S. Maria del Piano, statua e dipinto di s. Antonio abate

 

La chiesa, detta anche di Santa Maria del Ponte del Piano perché si trova nelle vicinanze del ponte che sovrasta il fiume Marena), fu edificata nel XIV secolo dai frati Agostiniani nelle dimensioni di una vasta cappella, subì continue modifiche negli anni successivi, fino ai primi del Seicento. Di questa originaria cappella rimane solo la parte absidale, che, infatti, differisce nello stile dal resto della costruzione. Nel 1492 fu costruita la sacrestia e circa un secolo dopo il campanile. La maestosa facciata, di stile barocco, fu fatta edificare nel 1618 da Vittorio Merolli. Annesso alla chiesa il convento, abitato dagli Agostiniani fino alla soppressione del 1810. Nel 1822 l’occuparono i Silvestrini.

 

 

 

Conserva all’interno della prima cappella a sinistra una statua di sant’Antonio abate in legno dipinto, del XVII secolo, alta 169 cm, di autore ignoto di ambito marchigiano.
S. Antonio, con lunga barba e tau sul mantello, ha la mando destra nel gesto di benedizione e la sinistra poggia su un bastone a tau.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100147298


 

All’interno della chiesa vi è anche una tela dipinta a olio che misura 256 x 168 cm che raffigura: “Madonna addolorata con Sant’Antonio abate, Sant’Eligio, San Francesco di Paola”; opera di ignoto di ambito marchigiano della seconda metà del Settecento.
S. Antonio abate è a sinistra in secondo piano, guarda lo spettatore e indica la Vergine, con la mano sinistra tiene un bastone cui è appesa una campanella.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100147378

LASTRA A SIGNA (FI). L’Antico Spedale di Sant’Antonio

Via Dante Alighieri, 34
https://maps.app.goo.gl/DfGByNNvrJfxCFGx8

L’Antico Spedale di Sant’Antonio a Lastra a Signa è un edificio di straordinario valore storico ed architettonico, che rappresenta una tappa fondamentale nel percorso artistico del Rinascimento fiorentino. Realizzato tra il 1416 e il 1421 su volontà dei Consoli dell’Arte della Seta, questo edificio aveva la funzione di ospizio per pellegrini e viandanti che percorrevano la Via Pisana.
L’Antico Spedale di Sant’Antonio di Lastra a Signa è dedicato a Sant’Antonio abate.
La scelta di dedicare l’ospedale a Sant’Antonio abate è legata alla sua figura di protettore dei poveri e degli ammalati. Essendo un eremita, era associato anche ai luoghi solitari e ai viaggi, come potevano essere quelli dei pellegrini che si recavano all’ospedale. Inoltre, la sua festa, il 17 gennaio, cadeva in un periodo dell’anno in cui le necessità dei più deboli erano maggiori.

Una delle caratteristiche più distintive dello Spedale di Sant’Antonio è il suo loggiato a sette arcate, un elemento architettonico che ricorda quello dell’Istituto degli Innocenti a Firenze. Questa somiglianza ha portato gli studiosi ad ipotizzare un possibile coinvolgimento di Filippo Brunelleschi nella progettazione dell’edificio.
Il loggiato, con i suoi portali in legno che conducono ai saloni interni, crea un’atmosfera di accoglienza e serenità, tipica degli ospizi dell’epoca. L’architettura sobria e razionale, unita alla maestria nella lavorazione della pietra, rendono questo edificio un esempio di perfezione formale e funzionale.

L’Antico Spedale di Sant’Antonio è molto più di un semplice edificio religioso. Nel corso dei secoli, ha svolto diverse funzioni, ospitando poveri e ammalati, oltre che pellegrini.

L’importanza storica ed artistica dell’Antico Spedale di Sant’Antonio è stata riconosciuta a livello nazionale ed internazionale. Nel 2022, l’edificio è stato trasferito al Comune di Lastra a Signa, grazie ad un’operazione di federalismo culturale promossa dall’Agenzia del Demanio.
Questo passaggio di proprietà rappresenta un’opportunità unica per valorizzare ulteriormente questo bene culturale e renderlo accessibile a un pubblico sempre più ampio.

Come riporta un articolo pubblicato sul sito del quotidiano toscano «La Nazione», a firma di Lisa Ciardi, sono iniziati, a Lastra a Signa, i lavori di restauro dell’Antico Spedale di Sant’Antonio.
Nei mesi scorsi si erano svolti alcuni interventi per testare la sicurezza dell’immobile anche dal punto di vista sismico.
All’interno della struttura erano stati effettuati alcuni sopralluoghi dalla ditta aggiudicataria dei lavori e dai restauratori che avranno il compito di riportare alla luce le testimonianze artistiche e pittoriche presenti nelle sale, soprattutto del primo piano. Qui sono stati già individuati affreschi e disegni murari risalenti a varie epoche storiche, dal Quattrocento all’Ottocento, che verranno restaurati e conservati all’interno delle stanze, seguendo le indicazioni e sotto la direzione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato.
Con la ristrutturazione, nell’edificio nasceranno locali per co-working, convegni, esposizioni e promozione turistica.

Info:
Comune di Lastra a Signa (Fi)

 

 

 

 

 

CALOGNA VENETA (VR). Santuario della Madonna di San Felice, affresco con s. Antonio abate

Costruita intorno al XII secolo, la chiesa nel 1445 fu concessa dal vescovo di Vicenza ai Padri Serviti che eressero un convento e restaurarono più volte l’edificio. Molti nobili colognesi vennero qui sepolti; nel 1769 il convento venne demolito a seguito della Bolla di Papa Clemente XIII.

Nel 1842 l’arciprete di Cologna acquistò la chiesa, detta Santuario della Madonna del mandamento o di San Felice, meta di numerosi pellegrinaggi. Oggi la Chiesa dipende direttamente dalla Parrocchia di Cologna Veneta.
Nei pressi sorge l’Eremo di San Felice dei Frati minori Conventuali (Cappuccini).

All’interno, nella parte alta una serie di medaglioni riportano busti di santi: a sinistra l’immagine di sant’Antonio abate con lunga barba bianca biforcata; a destra una campanella.

Segnalazione:
Albertino Martignon

MONTEU DA PO (TO). Chiesa parrocchiale di San Giovanni battista, dipinto con s. Antonio abate

In posizione elevata, domina il paese; è probabile che sorgesse già nel secolo XV quando avvenne l’unione delle due parrocchie d’Industria e Monteacuto. Fu incendiata nel 1625 dagli Spagnoli e ricostruita tra il 1631 e il 1636 con il materiale dell’antica casaforte, i cui ruderi sono ancora visibili, e che sorgeva a destra dell’attuale casa parrocchiale.
Sul fianco destro sono murati reperti archeologici provenienti dagli scavi di Industria, tra cui un supporto di erma in marmo grigio databile entro la prima metà del sec. II d.C. e la parte anteriore resecata di una base scorniciata di marmo rosa di Verona, di piena età augustea.

La chiesa è in stile barocco con tre navate: l’artistico altare maggiore è costruito in sette qualità di marmo di vari colori. Tra gli altari minori, quello dedicato alla Madonna di Lourdes e alla Madonna del Rosario copatrona di Monteu.

Nella navata destra, l’ultimo altare, intitolato al Suffragio, ha un’alzata lignea parzialmente dorata, con colonne tortili, timpano spezzato, angioletti scolpiti, e pala seicentesca raffigurante la Madonna venerata dai Ss. Antonio abate, Rocco, Antonio di Padova e Maurizio, con le anime purganti.

Sant’Antonio abate è raffigurato a sinistra in secondo piano, col volto rivolto verso la Madonna, le mani giunte. Il braccio destro regge un bastone a tau cui è appesa una campanella.

 

Rilevatore: Valter Bonello

Link:

https://www.comune.monteudapo.to.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere/parrocchiale-di-san-giovanni-battista-xvii-secolo-6364-1-cfd8021e3e1ef959a89f085a6665840e