CALASCIO (AQ). Cappella di San Leonardo, affresco con sant’Antonio abate, XVI secolo

La chiesa, in Via Vincenzo de Bartolomeis, fu edificata in onore di San Leonardo da Noblac (?-559) un eremita la cui fama crebbe in tutta Europa durante il dodicesimo secolo.
La parte centrale della cappella fu costruita nel 1263 ma la struttura cadde in rovina dopo la peste e il terremoto in Abruzzo del 1703. Le aggiunte laterali sono state apportate secoli dopo.

I progetti di restauro hanno conservato gli affreschi originali all’interno.

 

La Cappella di San Leonardo resta chiusa ai visitatori e viene aperta occasionalmente solo durante il mese di agosto.

 

Conserva un affresco di 164 x 100 cm, mutilo della parte inferiore, del XVI secolo.
Situato in controfacciata, lato sinistro.
Raffigura sant’Antonio abate che tiene nella mano destra un bastone con una inconsueta terminazione e nella sinistra la campanella

 

Link:
https://catalogo.cultura.gov.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300186313

https://www.calascio.com/it/turismo/passeggiare-per-calascio

IMOLA (BO), frazione Spazzate Sassatelli. Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Cardinalato, 7a, Spazzate Sassatelli è una località a circa km 22 da Imola
https://maps.app.goo.gl/xmwYpiKWHGsSHoVG9

 

Nel 1671 fu eretta dai marchesi Sassatelli nella loro tenuta una chiesa intitolata a Sant’Antonio abate.
Essendo di modeste dimensioni, nel 1787 fu costruito un edificio un altro più grande, con la facciata orientata verso sud-est e un portale contraddistinto dallo stemma della nobile famiglia scolpito in marmo bianco. Quando l’erede dei Sassatelli decise di rinunciare ai diritti e agli oneri relativi alla chiesa, fu dichiarata sede parrocchiale nel 1929 e nello stesso anno, su progetto dell’ingegnere lughese Montanari, viene rifatta la facciata e innalzato il campanile.
In seguito all’aumento del numero degli abitanti del luogo, nel 1957-59 si stabilì di edificare il tempio attuale, collocato in via Cardinala, su progetto di Fornoni e Sacchi di Bergamo.

La facciata è tinteggiata di un colore rosso mattone e il portale è racchiuso da una cornice in muratura la cui sagoma la forma della facciata. Al centro, nove finestre rettangolari allineate l’una accanto all’altra.

L’interno, a pianta rettangolare con una sola navata, è adornato con una statua dell’Immacolata e una di Sant’Antonio abate della scuola di Ortisei, inoltre da una vecchia statua di Sant’Antonio di Padova e una Via Crucis in ceramica di Giuseppina Calderoni.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/37772/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

CONCOREZZO (MB). Chiesa parrocchiale dei SS. Cosma e Damiano, immagine di s. Antonio abate

La prima chiesa della cittadina della provincia di Monza e Brianza, risale al 1098. La nuova parrocchiale, progettata da Luigi Cagnola, fu iniziata nel 1810; i lavori si interruppero tre anni dopo, per poi riprendere nel 1819. Nel 1821 la chiesa fu consacrata e la costruzione portata a termine nel 1834. In seguito l’edificio fu ingrandito e consacrato nel 1899.

Sull’altare laterale di San Rainaldo, un olio su tela raffigurante Sant’Antonio abate della quale non abbiamo notizie dell’autore e della datazione.
Il Santo ha la mano destra nel gesto di benedizione; con la sinistra tiene un libro aperto e un bastone cui è appesa una campanella. Ai suoi piedi a destra il muso di un maiale e a sinistra il fuoco.

Se qualcuno avesse informazioni sul dipinto, per favore le comunichi alla mail: info@afom.it

 

 

Immagine da:
https://www.archiviodiconcorezzo.it/archivio_immagini.php?dettaglio=6320&g_id=&da_anno=&a_anno=

CARBOGNANO (VT). Ex chiesa di Santa Maria dell’Immacolata Concezione con varie immagini di s. Antonio abate, XVI secolo

Costruita nel 1522 come si legge sul portale, sulle basi di una chiesetta preesistente della quale sono ancora visibili bifore gotiche nella sezione di muro esterno posta tra l’abside e la porta che conduce alla sagrestia,
La costruzione della chiesa fu resa possibile grazie alla generosità di Giulia Farnese, signora di quei luoghi dove trascorse gli ultimi venti anni della sua vita, che fece scrivere la memoria della costruzione: “ANN. DNI MDXXII Tpe. ill. D. Juliae de Farnesio”.
La chiesa fu abbandonata quando fu ultimata la nuova parrocchia e fu utilizzata come luogo di sepoltura fino al 1873, quando fu realizzato l’attuale cimitero.
Nel 1900 sprofondò il tetto di copertura, sostituito molti anni dopo da una copertura temporanea; per lunghi anni è stata poi utilizzata come palestra.

Solo agli inizi del 2006 è iniziato il completo recupero che ha riportato alla luce interessanti affreschi opera dei Torresani, famiglia di pittori veronesi: noti sono i fratelli Bartolomeo di Cristoforo (m. prima del 1567) e Lorenzo (m. 1564 circa), alla seconda generazione appartiene Alessandro, figlio di Lorenzo.
La chiesa, di proprietà comunale, dovrebbe essere destinata a sede espositiva.

Tra gli affreschi, nella prima nicchia di sinistra è affrescato un Sant’Antonio abate in trono incoronato da angeli, datato MDLXV….; intorno scene della vita del santo. L’opera è forse stata iniziata da Bartolomeo di Cristoforo Torresani e completata dal nipote Alessandro.
Sant’Antonio tiene nella mano sinistra un libro e la destra è nel gesto di benedizione, l’espressione sembra severa.
Intorno scene con episodi della sua vita: a sinistra in basso, Morte del Santo, al di sopra Incontro col satiro; in alto S. Antonio è picchiato dai diavoli, al centro in alto Apparizione di Cristo al Santo?; a destra S. Antonio e due monaci con un guerriero armato di arco, episodio non identificabile.  Sulla parte destra al centro, Incontro con s. Paolo eremita e il corvo che porta il pane, in basso a destra, Morte e seppellimento di Paolo eremita.

 


Nella seconda nicchia di sinistra è affrescata una Crocifissione, ai piedi del Cristo la Madonna, San Giovanni e Sant’Antonio abate, è di mano della prima generazione dei Torresani.
Il Santo è a destra, in secondo piano, con lunga barba bianca e tiene nella mano sinistra un bastone e una campanella. Ai suoi piedi un maialino scuro.


Nella quarta nicchia di sinistra, probabilmente di mano della prima generazione dei Torresani, è affrescata una Madonna in trono col Bambino con a sinistra Sant’Antonio abate e a destra Sant’Antonio di Padova.
Sant’Antonio ha nella mano sinistra un bastone a tau e nella destra una campanella. Sotto la Madonna si trovano cinque giovanette inginocchiate e oranti, a sinistra il classico maialino nero e a destra un cervo.
Più in basso un contadino conduce due buoi, un cane e una capra, altro riferimento al Santo protettore degli animali.


Nell’ultima nicchia della parete sinistra è affrescata nella calotta una Madonna col Bambino su una nuvola contornata da angeli musicanti, nel tamburo San Giovanni evangelista, San Girolamo (col leone) e un Santo con barba biforcata, probabilmente ancora Sant’Antonio abate.


Bibliografia:
Della Rocca Luca (a cura di), La Chiesa di Santa Maria dell’Immacolata Concezione di Carbognano, Ediz Archeoares, Viterbo 2023

Link e parte delle immagini:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-di-santa-maria-della-concezione-carbognano-vt/

Rilevatore: AC

CONDOVE (TO), frazione Lajetto. Cappella di San Bernardo con immagine di s. Antonio abate, XV secolo

Probabilmente il nucleo più antico risale al periodo tra XI e XIII secolo; vi fu quindi una seconda fase costruttiva tra il XIV e la prima metà del XVI secolo. L’edificio, che occupa l’angolo sud-est del cimitero, è stato oggetto di accurati interventi nel corso degli anni novanta del secolo scorso.

La chiesa presenta un corpo principale a forma di parallelepipedo, cui si affianca un altro, di dimensioni più piccole e di forma quadrata, che ospita l´abside.
Le superfici interne dell’aula sono intonacate e tinteggiate, mentre l’area absidale, presenta un interessante ciclo di affreschi di un pittore non ancora identificato, che opera alla maniera tipica dell’arte tardogotica con modelli ancora trecenteschi. Un’iscrizione in gotico porta la data del 1436 e il nome del committente, Antonio de Lectis.
Il ciclo affrescato è composto da riquadri autonomi: sulla parete nord san Michele e san Bernardo di Aosta; sulla parete frontale, dopo un vistoso vuoto che genera uno squilibrio percettivo, al centro la Madonna in trono con il Bambino ed alla sua sinistra santa Caterina. Di seguito, sul muro destro contiguo, compaiono santa Margherita e sant’Antonio abate; subito dopo l’arco trionfale, a sinistra, compare una figura di difficile identificazione, probabilmente santa Maddalena o santa Barbara. Sulla volta, in quattro riquadri, i simboli degli Evangelisti.

Sant’Antonio abate(sec. XV) con barba biforcata tiene un libro rosso nella mano sinistra, la destra è nel gesto di benedizione.


 

 

 Immagine in alto da:
https://www.oltreilponte.org/news/benvenuti-a-lajetto/

Link e altre immagini:
https://archeocarta.org/condove-laietto-to-cappella-san-bernardo/

https://www.chieseromaniche.it/Schede/849-Condove-San-Bernardo-d-Aosta.htm