BRITTOLI (PE). Cappella di Sant’Antonio abate

Via Gemma 1
https://maps.app.goo.gl/bKkzbGqatkjBT64h6

 

La chiesetta è annessa al palazzo Pagliccia, costruita in pietra sbozzata (XVII secolo).
La facciata è molto austera, il campanile è a vela.
L’interno è semplice a navata unica.
Danneggiata dal terremoto del 2009, è stata in seguito restaurata.

 

 

Link:
https://www.abruzzocitta.it/comune/brittoli/

BOLOGNANO (PE). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Viale dei Colli, 2
https://maps.app.goo.gl/CaVC4hUxNVzvdPmXA

Nel 1537 la chiesa fu edificata con il contributo dei fedeli e del Comune.
Nel 1600 l’edificio fu ampliato per opera del benefattore Giambattista Ricci. In seguito la chiesa passò alla giurisdizione della diocesi di Chieti.
Nel 2015 la chiesa fu oggetto di lavori di consolidamento e restauro di coperture, murature portanti, facciate e interni.

La facciata è a due livelli: il basamento è in pietra squadrata con portale con cornice, architrave inscritto, stemma e lunetta; la parte superiore è intonacata, più stretta, con paraste binate angolari, finestrone centrale con cornice architravata e timpano triangolare con occhio centrale. Sul fianco destro, posteriormente, si erge il campanile.

La chiesa ha un impianto a croce latina con altari laterali ed è coperta con volta a botte lunettata sui bracci e calotta emisferica sul presbiterio.
La decorazione interna è costituita da un ordine di paraste con capitelli compositi dorati, trabeazione e cornice, che inquadrano le arcate contenenti gli altari laterali. Questi sono in stucco con figure e medaglioni, mentre i due altari alle testate del transetto sono in muratura e stucchi con colonne binate e timpani mistilinei spezzati. Le volte sono decorate con stucchi, riquadrature e dorature nello stesso stile degli altari laterali.

L’arco sopra l’altare maggiore presenta un dipinto murale che raffigura sant’Antonio abate inginocchiato in preghiera, nel deserto.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/9556/Bolognano+%28PE%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

SANT’OMERO (TE). Chiesa parrocchiale della SS. Annunziata, già di Sant’Antonio abate

Largo Beato Tommaso, già Largo del Convento
https://maps.app.goo.gl/x6SgvJjwdMQy5Sf16

Il cenobio di S. Omero fu citato tra i conventi dei Francescani della Custodia Aprutina nel “Provinciale Vetustissimum” del 1334-1344. Nel corso dei secoli la chiesa, dedicata a S. Antonio abate, subì diverse modifiche e rimaneggiamenti, l’ultimo dei quali databile al Settecento. La data 1754 incisa sul portale di facciata indica probabilmente l’inizio dei lavori che videro il completo rifacimento della chiesa in forme barocche.
La facciata assunse la semplice scansione in due ordini con una terminazione mistilinea. Sul fianco esterno dell’edificio si nota un blocco di imposta con un motivo a rilievo databile al secolo VIII che, riutilizzato nella ricostruzione, è oggi il più antico ritrovamento di S. Omero, le cui notizie a livello documentario compaiono solo due secoli più tardi, nel 988.
Nel XVIII secolo la chiesa assume un impianto a navata unica con due campate rettangolari coperte da volte a vela lunettate e abside semicircolare, una scelta inconsueta per una chiesa francescana.
Dopo la soppressione napoleonica dell’Ordine dei Minori Conventuali (1809-10), il titolo di chiesa parrocchiale della S.S. Annunziata venne traslato nell’ex chiesa di S. Antonio abate. Non è nota la data esatta del cambio di intitolazione.

A partire dalla seconda metà del XVIII secolo, l’interno fu impreziosito da altari laterali ricavati entro nicchie, da cornici modanate e medaglioni a stucco, oltre che dal maestoso altare maggiore concluso da uno scenografico parapetto, in linea con le soluzioni adottate dal Fanzago nella chiesa di Gesù e Maria di Pescocostanzo. Ai lati dell’altare maggiore le statue in stucco dorato raffiguranti Sant’Imerio, vescovo di Amelia, ed il beato Migliorato, rimandano alla scultura barocca di ascendenza berniniana.
Nella curva absidale è collocato un organo realizzato dal maestro Onofrio Cacciapuoti da Vasto nel 1760 ed il coro ligneo barocco; sono inoltre da ricordare un Crocifisso ligneo del XVI secolo ed una maiolica raffigurante S. Antonio abate, datata 1753. Il Santo è a mezzobusto e tiene con la mano sinistra un bastone a tau.

 

 

Link e immagini:
http://portalecultura.egov.regione.abruzzo.it/abruzzocultura/loadcard.do?id_card=114352&theme=aritwainew&force=1

MIGLIANICO (CH), frazione Mezzano. Chiesa di Sant’Antonio abate

In Contrada Cerreto, 125
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Fu edificata nel XVI secolo dai signori Valignani come cappella cimiteriale; fu poi donata alla comunità ecclesiale in cambio di una cappella sita nel cimitero di Miglianico nel 1973, in vista della nascita della nuova parrocchia di Cerreto.
In quella occasione fu risistemata e restaurata. La parrocchia fu eretta nel 1974 col titolo di “Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo”. Nel 2006 le due parrocchie di Miglianico sono state unificate.

La facciata rettangolare in laterizio presenta una cornice di coronamento con fastigio; il portale, leggermente disassato e affiancato da due aperture, è caratterizzato da una cornice a piccole punte di diamante nell’archivolto.
La torre campanaria, recente, realizzata con due pareti ortogonali rastremate in cemento armato e posta sullo spigolo posteriore sinistro, non è in armonia con l’edificio.

La chiesa ha un impianto ad aula coperta da due falde inclinate scandite con finte travi in legno; le pareti sono interamente rivestite con mattoni a vista che compongono un disegno ad archi ciechi nella parete del coro.

 

Link:
https://www.chiesamiglianico.it/wp/2006/10/19/la-chiesa-di-santantonio-abate/

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/9625/Miglianico+%28CH%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

CALASCIO (AQ). Chiesa di Sant’Antonio abate

Calascio – i quartieri e la chiesa di S. Antonio abate

La chiesa è all’estremità ovest della via principale di Calascio, su un piccolo pianoro.
https://maps.app.goo.gl/JLe1ecHiVm7iejEC7

 

 

La chiesa risale al 1641.  La facciata è barocca  e presenta le statue di s. Pietro e s. Paolo nelle due nicchie ai lati della finestra rettangolare sopra il portale.

 

All’interno della chiesa, l’artista abruzzese Teofilo Patini (1840-1906) ha realizzato dipinti sulla volta; sul soffitto vi è l’Annunciazione.

L‘altare maggiore, di 750 x 304 x 207 cm, in marmo, eretto nel 1645, fu sicuramente abbellito dagli stucchi dello scultore Giovanni Fenenziani (1851 – 1931), quando nei primi anni del Novecento, l’edificio fu restaurato.

Il dipinto centrale, di 195 x 136 cm, che raffigura “Le Tentazioni di Sant’Antonio nel deserto”, fu eseguito da Carlo Patrignani (L’Aquila, 1869 – Carpegna, 1948), allievo di Teofilo Patini, ed è una copia il cui originale, si trova nella collezione della famiglia Frasca.
Il Santo, con espressione sofferente, giace a terra e il diavolo tentatore si allontana sconfitto in alto a sinistra.

 

La chiesa conserva all’interno una statua di s. Antonio abate col maialino.

 

Vi sono anche due formelle in gesso di 28 x 24 cm, superstiti di un ciclo sulle “storie di s. Antonio abate”; sono molto rovinate per cui è difficile individuare il soggetto; sarebbe quindi necessario un sollecito intervento per impedire un ulteriore degrado.

 

 

 

 

 

 

Link e immagini:
https://www.calascio.com/it/turismo/passeggiare-per-calascio

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300186389 altare

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300186391 dipinto

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300186390 formelle