PEGLIO (CO). Chiesa parrocchiale dei Santi Eusebio e Vittore, cappella di s. Antonio abate con affreschi del Fiamminghino, 1615

Originariamente alle dipendenze della pieve di Gravedona, nel 1461 la chiesa fu elevata al rango di parrocchiale. L’originale edificio tardogotico fu demolito nei primi anni del Seicento e subì tra il 1607 e il 1613 opere di ricostruzione ed ampliamento, seguendo un progetto di abbellimento che, nei dieci anni successivi, comportò la realizzazione di un ricchissimo ciclo di affreschi. Tra il 1614 e il 1623, a più riprese, vi lavorò il Fiamminghino.

La Cappella di Sant’Antonio abate è la prima a destra entrando e fu affrescata, tra il 1614 e il 162 con scene della vita di sant’Antonio abate da Giovanni Mauro Della Rovere detto Fiamminghino (Milano, 1575 – Milano, 1640).

 

1  Miracolo di s. Antonio abate. (immagine in alto)
Affresco circoscritto da cornice in stucco con cherubini
La scena mostra cammelli che si abbeverano; il riferimento è al capitolo 9 della Leggenda di Patras, vedi https://www.santantonioabate.afom.it/la-leggenda-di-patras-su-s-antonio-abate/

 

 

2  Sant’Antonio abate
Affresco circoscritto da cornice rettangolare con medaglioni e cherubino in stucco.
Il Santo è intento al lavoro dei campi, ha in mano una zappa e ha accanto un bue.

 

 

3  Sant’Antonio abate
Affresco circoscritto da cornice rettangolare con medaglioni e cherubino in stucco.
La scena è simile alla precedente per dimensioni e impostazione; il Santo è davanti a un tavolo su cui ci sono oggetti che sembrano preziosi: potrebbe essere una anomala raffigurazione della tentazione della ricchezza.

 

4  Tentazioni di sant’Antonio abate
Affresco circoscritto da cornice in stucco con cherubino e volute nella parte in alto.
Il Santo è circondato da bestie feroci. Su una roccia ai suoi piedi il bastone e la campanella.

 

 

5 Morte di sant’Antonio abate
Affresco circoscritto da cornice ottagonale in stucco con cherubini.
Il corpo del Santo è disteso su una stuoia e intorno ci sono due suoi confratelli.

Link:
1 https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300222620-36

2 https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300222620-40

3 https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300222620-39

4 https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300222620-34

5 https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300222620-38

https://www.prolocopegliocomo.com/articolo.php?articolo=45

https://www.treccani.it/enciclopedia/della-rovere-giovan-mauro-detto-il-fiamminghino_%28Dizionario-Biografico%29/

GUIDONIA MONTECELIO (Roma). Chiesa di Sant’Antonio abate a Montecelio

Situata sul pendio detto di Monte Albano, frazione Montecelio, via del Passaggio, 226
https://maps.app.goo.gl/4hLzduzHbY1gqtAc7

Il piccolo edificio era in origine dedicato ai SS. Cecilia e Rocco, per voto fatto dal popolo in occasione di un’epidemia e infatti il più antico documento che la cita risale al Consiglio Comunale del 24 novembre 1585, che la indica come chiesa di S. Cecilia e ne denuncia lo stato rovinoso. Doveva quindi essere già antica, testimoniato dagli affreschi absidali, risalenti agli ultimi anni del XV secolo o ai primi del XVI.
All’inizio del ‘600 si stanziarono nella chiesa la Confraternita del Suffragio e la Fratellanza di S. Antonio abate, che vi eresse una cappella coperta a cupola e decorata finemente con stucchi e motivi floreali. La chiesa si chiamò da quel momento S. Antonio abate.
La Confraternita del Suffragio si trasferì altrove nel secolo successivo. Un primo restauro fu eseguito nel 1628, come risultava da un’epigrafe riportata in un manoscritto del ‘700; un secondo restauro, compiuto nel 1791, diede all’edificio l’aspetto attuale, la navata fu prolungata e sopraelevata ed assunse l’aspetto di un’aula neoclassica, in quanto vennero escluse dalla vista dei fedeli sia la cappellina curvilinea a destra dell’ingresso, sia l’abside affrescata, per accedere alla quale fu lasciata una porticina nascosta dall’altar maggiore nella parete che chiudeva la navata.
La chiesa in seguito fu gradualmente abbandonata. Nel 1971 l’intervento della Soprintendenza effettuò un restauro agli affreschi absidali; alla fine di quel decennio fu rifatto il tetto.

L’edificio, di tipo rurale, presenta una struttura molto semplice, con muratura a vista. Al corpo longitudinale si aggrega un’abside semicircolare; il campanile a vela presenta due fornici per le campane e il tetto è a spioventi coperto da tegole. La facciata, a capanna semplice, è realizzata in muratura intonacata; una incorniciatura a rilievo e il timpano inquadrano la parte centrale in cui è ricavata la porta e un lunettone a giorno.

L’interno, a navata unica, con una sola cappella al centro della parete destra e volta a botte, presenta una struttura a leggere membrature aggettanti che creano un motivo di cornici, mensole e archi lungo le pareti e sulla volta. Questa a sua volta presenta due vele nella parte centrale, in una delle quali è praticata una apertura. La parete d’altare è dritta, occupata al centro da una decorazione a edicola con timpano triangolare, al centro della quale si apre una cornice centinata con una decorazione a motivi floreali in alto. L’altare è completamente in stucco dipinto a finto marmo.

L’altare dedicato a s. Antonio abate conserva la statua del Santo benedicente che tiene con la mano sinistra un lungo bastone a tau cui è appesa una campanella; ai piedi un maiale.

Al centro del tamburo absidale vi è l’affresco con la Madonna seduta in trono mentre allatta il Bambino, a destra santa Liberata e santa Cecilia a sinistra. Più lontane, a destra la figura di santa Lucia e a sinistra di santa Caterina. Al centro del catino absidale è il Cristo in Maestà, entro una mandorla formata da una larga banda rossa; ai lati genuflessi.

Parte del testo e alcune immagini da:
https://www.montecelio.it/Chiese_e_Monumenti/Chiesa_San_Antonio_abate.htm

https://www.romaguidetour.it/blog/tesori-chiesetta-san-antonio-abate-montecelio/

https://www.clickanddiscover.it/2021/03/28/chiesa-di-santantonio/

SOMMATINO (CL). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Piazza XI Febbraio
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La chiesa fu edificata nel XIX secolo alla porte del paese poiché, a causa delle precarie condizioni statiche, la chiesa di Santa Barbara, che era situata fuori l’abitato poco distante dal nuovo sito, fu demolita e ricostruita, riutilizzando tutto il materiale. L’edificazione fu curata dall’ingegnere Filippo Volpes, amministratore del principe di Trabia. La statua di Santa Barbara fu trasferita presso la chiesa madre di S. Margherita e la nuova chiesa fu intitolata a Sant’Antonio abate. L’Annuario Diocesano riporta la data del 1840.
Tra il 1861 e 1889 Giuseppe Virone, rettore della chiesa, fece restaurare l’interno e la facciata, danneggiati da un fulmine. Fu inoltre costruita la sacrestia grazia ai finanziamenti approntati dalla signora Grazia Flores
Nella seconda metà dell’Ottocento fu collocato l’organo del collegio dei gesuiti di Caltanissetta, acquistato dal sindaco di Sommatino per quaranta onze. L’organo fu sostituito nel 1903 da quello acquistato dal sacerdote Giacinto Burgio, che fece realizzare “un coretto”

La chiesa ha impianto ottocentesco; il prospetto principale, riconfigurato nel Novecento, è disegnato in modo asimmetrico da pilastrini e travi di colore grigio. La parte centrale, decorata da pannelli di vetro rettangolari disposti in modo sfalsato, è conclusa da un coronamento a capanna con elementi aggettanti. Sul lato ovest si erge, dalla cornice di coronamento, una cella campanaria a due livelli.
L’impianto spaziale è costituito da aula e coro coperti da volte a botte lunettate, scandite da fasce in corrispondenza delle lesene, e tripartita longitudinalmente. Le pareti dell’aula sono ritmate da arcate cieche, inquadrate da lesene corinzie trabeate. L’aula è conclusa dal catino absidale.
L’intradosso dell’arco di trionfo, le fasce del catino absidale e del fregio del coro e dell’abside hanno decorazioni a motivi fitomorfi. Gli arredi sono moderni.

Al fondo della parete sinistra della navata, sopra un altare è posto un dipinto che raffigura il Santo titolare inginocchiato in preghiera mentre tiene un bastone a tau nella mano sinistra e un rosario appeso al braccio

 

 

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/38757/Sommatino+%28CL%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

BORGOSESIA (VC), frazione Ferruta. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

La chiesa sorge all’interno della frazione
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L’antica chiesa di Ferruta fu edificata a metà del XVI secolo, quando ancora la odierna piccola frazione era comune autonomo, prima del 1867, quando fu accorpata a  Borgosesia.

La chiesa è preceduta da un piccolo ed elegante porticato, realizzato nel 1590.
L’elegante campanile rettangolare, del periodo di edificazione della chiesa e che ospita cinque campane, fu sopraelevato verso la fine del XIX secolo. La campana maggiore è l’unica originale, fusa in loco nel 1705 da due fonditori provenienti da Aosta, mentre le due minori del concerto vennero fuse nel 1890 da Pasquale Mazzola di Valduggia, il quale cercò di intonarle sulla maggiore quando fu modificato il campanile.

La chiesa e contiene numerosi affreschi che ornano la zona del presbiterio, i quali accolgono un bel altare di marmo stuccato.

 

Info da:
https://www.youtube.com/watch?v=gldC65G4Nps

RAIANO (AQ). Chiesa di Sant’Antonio abate

L’edifico è inserito tra le case della parte più antica del centro abitato.
https://maps.app.goo.gl/AwCEVy2D9D8whqTE8

Sopra il portale della piccola chiesa si legge: “A.D. 1004 erectum. 1776 restauratum”.
L’edificio attuale è opera delle ristrutturazioni del XVIII secolo.

La facciata è rettangolare e piuttosto bassa, con due piccole aperture ai fianchi del portale, che presenta una cimasa decorata, e al di sopra una più grande finestra rettangolare dotata di cornice.

 

Sant’Antonio abate è festeggiato il 17 gennaio e, con il compatrono san Venanzio, il 17 maggio.

I festeggiamenti per s. Antonio comprendono anche una processione della statua del Santo dalla chiesa omonima sino alla chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore.
La statua lignea è abbigliata con paramenti in stoffa; nella mano destra ha un bastone a tau; nella sinistra un libro con sopra una fiamma.

 

Immagini da:
https://m.facebook.com/p/Comitato-Solenni-Festeggiamenti-San-Venanzio-Martire-Raiano-100064602466063/?locale=be_BY