VIGGIANO (PZ). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio abate
https://maps.app.goo.gl/aPe3Dcy91rjkgaPb7

 

Situata nel cuore del borgo antico, la Chiesa risale al 1560, quando furono edificate anche le Chiese di San Benedetto e di San Nicola.
Lavori di manutenzione e restauro conservativo hanno interessato la cappella nel 2018. I lavori hanno riguardato l’interno con il rifacimento dell’impianto elettrico, la sistemazione dell’area presbiteriale e la tinteggiatura delle pareti.

La Chiesetta, in forte pendenza, ha un unico ingresso con semplice portale in pietra, una finestra sovrastante e un campanile a vela.

L’interno, di modeste dimensioni, è stato completamente rinnovato e presenta una mensa in muratura collocata su un presbiterio rialzato.
Alle spalle è posta una statua di sant’Antonio abate all’interno di una nicchia. La statua presenta il Santo in saio marrone, con un libro nella mano sinistra e una croce (invece del consueto bastone) nella destra; un maialino è ai suoi piedi.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/gebaude/gebaude/90635/Viggiano+%28PZ%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

ALLUMIERE (ROMA). Chiesa parrocchiale di Santa Maria delle Grazie con dipinto e statua di s. Antonio abate

Olio su tela di 350 x 180 cm raffigurante “San Vincenzo Ferreri con Sant’ Antonio da Padova e Sant’Antonio abate” realizzato nel 1836 da Enrico Bartolomei  (notizie 1836 – 1879).
Iscrizione in basso ; «ENRICO BARTOLOMEI DI FULIGNO FECE IN ROMA NEL 1836».
Restaurato nel 1972. Vedi fotografia in alto.

Sant’Antonio abate è dipinto a destra, con saio e mantello su cui è la tau, tiene nella mano sinistra il bastone a tau cui è appeso il campanello. Le due mani tengono un libro aperto con un’iscrizione.

Immagine e link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1200163065


 

 

Statua contemporanea raffigurante sant’Antonio abate con saio e mantello, la mano destra nel gesto di benedizione, la sinistra regge un bastone a tau con campanella. Un grosso maiale è ai suoi piedi.
Immagine da Wikimedia

 

 

 


La chiesa fu costruita nel 1608 su richiesta degli appaltatori delle miniere, la nobile famiglia Olgiati, che sostituì una piccola cappella che si trovava nei pressi dello stabilimento dell’allume. Inizialmente la chiesa era formata da una sola navata e dipendeva dalla chiesa di Sant’Egidio abate di Tolfa. In seguito fu costituita parrocchia autonoma nel 1752. L’edificio nel 1857 fu ampliato con la costruzione delle navate laterali.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santa_Maria_Assunta_in_Cielo_(Allumiere)

FRANCIA – RIGAUD. Chiesa di Sant’Antonio abate e della Trasfigurazione

Place de l’église
https://maps.app.goo.gl/cLMHm8TvuE9i69Lp6

Il comune di Rigaud fin dal 1388 ha seguito con la contea di Nizza le vicende storiche prima della contea e poi del ducato di Savoia; in seguito, dopo il Congresso di Vienna dal 1915, le sorti del Regno di Sardegna, per essere nel 1860 annesso alla Francia.

Una prima cappella, dedicata nel 1200 a San Salvatore, fu ampliata e trasformata in chiesa durante il Secondo Impero. Furono poi costruite la sacrestia ed il campanile. La base e il muro sud di piccole dimensioni risalgono al primitivo edificio.
La navata misura 25 x 7 metri e brilla d’oro e stucchi del barocco piemontese.
All’interno della chiesa sono conservate varie opere d’arte.

La statua in legno dorato di sant’Antonio abate del XVI secolo, classificata Monumento Storico, ha perso gli oggetti che aveva nelle mani.

 

La pala dell’altare maggiore, olio su tela di 290 x 190 cm, raffigura: “(Pietà) Vergine col Cristo morto circondati da Sant’Apollonia, Sant’Antonio abate, Santa Maria Maddalena e San Giovanni Evangelista”. Opera di ignoto della seconda metà del XVII secolo.
Sant’Antonio abate è posto a destra al centro della tela, tiene la mano destra sul cuore e la sinistra regge il bastone cui è appeso un campanello.

 

 

La pala della “Vergine del Rosario“ fu dipinta nel 1614 da un certo Vicarius e testimonia un arcaismo ingenuo ereditato dalla tradizione medievale.
Un’altra pala d’altare raffigura la “Madonna che consegna lo scapolare a San Pasquale”, ed è del XVI secolo.
Una croce processionale in argento punzonato del 1519 i cui medaglioni rappresentano la Trasfigurazione, Dio Padre e due Santi.

 

Link:
https://rigaud.jimdo.com/visiter-rigaud/l-%C3%A9glise-de-saint-antoine/

https://www.pop.culture.gouv.fr/notice/palissy/PM06000784

 

FREGONA (Tv), fraz. Ciser. Chiesetta di Sant’Antonio abate

Via Borgo Ciser, 52-70, 31010 Ciser TV.

https://maps.app.goo.gl/bzko8ivTrESBRpcr7

 

La Chiesetta  fu costruita nel 1910.

 

 

Segnalazione: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

TERAMO. ex ospedale psichiatrico e cappella di Sant’Antonio abate

Via A. Saliceti, 16
 https://maps.app.goo.gl/dDDLQgwnV1ixCQQR6

 

«Sub anno Domini millesimo trecentesimo vigesimo tertio, Pontificatus Sanctissimi Patri et Domini, Domini Ioannis, Pape XXII». Con queste parole inizia il documento, redatto presso il Palazzo Vescovile del tempo dal regio notaio Lorenzo di Nicola Angelo e datato 28 febbraio 1323, che segnò la nascita di quello che poi divenne il complesso ospedaliero di Sant’Antonio abate. Il documento recava, come attesta lo storico e canonico aprutino Nicola Palma, la bolla del Vescovo Niccolò degli Arcioni con la quale questi concesse al teramano Bartolomeo Zalfoni taluni privilegi per la sua meritoria opera di apertura di un luogo di ricovero e assistenza per i bisognosi della Città, a cui diede la denominazione di Ospizio di Sant’Antonio abate e per le finalità del quale mise a disposizione alcune sue case site nell’attuale zona di Porta Melatina. Il Vescovo indicò Bartolomeo Zalfoni quale «hospitalario» di Sant’Antonio abate e ricondusse alla «divina inspirante gratia» la lodevole iniziativa di realizzare un luogo di ricovero e assistenza per i malati e i poveri, «acciocché potessero al presente e in avvenire servire il Signore e pregarlo con maggiore devozione e tranquillità per i benefattori e per la redenzione dei loro peccati».
Una grande lapide in marmo, un tempo posta nell’atrio dell’ingresso principale del complesso ospedaliero e oggi trafugata, ricordava l’episodio.
Nei secoli la struttura fu ampliata e ristrutturata più volte.

Dopo l’Unità d’Italia, fu istituita in ogni Comune una Congregazione di carità, alla quale doveva essere affidata l’amministrazione di tutte quelle strutture sociali, ospedaliere ed assistenziali sino ad allora operanti nel territorio; quindi anche l’ospizio di Sant’Antonio abate passò sotto la cura di questo nuovo organismo.
Nel luglio 1881, su iniziativa dell’allora presidente della Congregazione di carità, Berardo Costantini, fu istituita in apposita sala al piano terra dell’edificio dell’Ospizio una sezione riservata ai pazienti affetti da disturbi di carattere psichico. Tale reparto col tempo si ampliò sempre più e, dopo la costruzione del nuovo ospedale teramano nel 1925, l’ospizio fu dedicato solo alle attività manicomiali e assunse formalmente la denominazione di «ospedale psichiatrico». Nel 1968 confluì nell’Unità Sanitaria Locale di Teramo che ne è tuttora amministratrice e proprietaria.
L’ospedale restò in funzione per un totale di 675 anni, di cui 117 come ospedale psichiatrico a partire dal 1881 sino alla chiusura nel 1998.

Il 22 Novembre 2022 la Regione Abruzzo annunciò un bando europeo destinato all’intero recupero della struttura la quale, nel suo 75%, ospiterà la Cittadella della Cultura gestita dall’Università, per il rimanente sarà abilitata ad auditorium, piazzali comunali ed ad uno speciale distretto ASL per terapie neurologiche sperimentali.

 

All’interno del complesso, fu edificata la chiesa dedicata a Sant’Antonio abate, tuttora legata alla tradizionale cerimonia di benedizione degli animali che si tiene il 17gennaio.
L’edificio fu decorato successivamente in stile barocco e fungeva da cappella interna dell’Ospedale. Accessibile sia dall’interno che dall’esterno, è collegato al resto delle strutture da una scala a chiocciola. Alla chiesa è annessa una sagrestia. Attualmente fronteggia Via delle Recluse. All’interno della chiesa vi sono statue e quadri di s. Antonio abate di varie epoche.
Una statua a sinistra del presbiterio presenta il Santo che tiene con la mano sinistra un libro su cui è il fuoco, la destra ha perso il bastone che reggeva.

 

Link:
https://www.ospedalepsichiatrico.it/la-storia/