SOMMACAMPAGNA (Vr). Chiesa di Sant’Andrea apostolo, con statua dedicata a sant’Antonio abate.

La prima citazione di una chiesa nel centro di Sommacampagna risale al 1415, anno in cui fu terminata la sua costruzione. Nel XVI secolo la parrocchialità fu trasferita dall’antica pieve di Sant’Andrea, posta presso il cimitero, alla chiesa di Santa Maria, situata al centro del paese.
L’attuale parrocchiale, dedicata a Sant’Andrea in ricordo dell’antica pieve, venne edificata tra il 1750 ed il 1762.
Tra il 1916 ed il 1917 fu costruita l’abside; nel 1921 venne realizzata la cappella dei Caduti, nel 1935 il pittore Agostino Pegrassi decorò la chiesa e, nei primi anni 2000, l’edificio venne restaurato.
All’interno una statua rappresenta sant’Antonio abate.

Info:
Piazza Roma 31, 37066 Sommacampagna
Telefono: 045 510022
E-mail: parrocchiadisommacampagna@gmail.com

Segnalazione: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

PAESE (Tv), fraz. Padernello.Chiesa di San Lorenzo diacono e martire, con immagine di sant’Antonio abate intarsiata.

  La chiesa parrocchiale di Padernello, intitolata al patrono San Lorenzo, ha festeggiato nel 2012 il trecentesimo anniversario della sua consacrazione, che avvenne il 26 giugno 1712.
Prima di essa c’erano state assai probabilmente altre due chiese, poiché nei documenti storici si parla di una ricostruzione, dopo il 1344, “vicino alla strada pubblica”.
Nella nuova chiesa settecentesca vennero trasferiti anche vari oggetti: alcuni arredi – il “coro”, otto banchi, il grande armadio della sacrestia e i due confessionali; il tabernacolo in marmo per l’altare maggiore, realizzato nel 1680 da Francesco da Genova; tre preziose alzate d’altare realizzate in scagliola di marmo nel 1669. E tra gli oggetti sacri ha un notevole valore storico-artistico il crocifisso in legno risalente alla fine del Quattrocento, ora custodito nella cappellina a fianco dell’altare.
La chiesa si arricchì nel 1722, dell’opera d’arte di maggior valore, collocata nell’altare di San Valentino: la pala raffigurante la Crocifissione con Maria Maddalena, san Valentino e sant’Antonio da Padova, realizzata dal celebre pittore bellunese Sebastiano Ricci (1659-1738).
Nel 1801 venne realizzato il soffitto e, nel 1804, il pittore veneziano Giovanni Battista Canal (1745-1825) venne chiamato ad abbellire la chiesa con una decina di affreschi: la “Gloria di San Lorenzo” nel soffitto, la “Trinità” sopra l’altare, la “Natività” e l’“Adorazione dei Magi” ai lati dell’altare.
Di particolare suggestione, sempre opera del Canal, sono le cinque monocromie con gli episodi della vita di Giuseppe ebreo:giuseppe venduto Giuseppe viene venduto – consegna delle vesti al padre – Giuseppe si fa riconoscere ai fratelli – Giuseppe mette alla prova i fratelli – incontro di Giuseppe con il Padre, realizzate sulle due pareti laterali, sotto il soffitto.
Un cenno particolare merita la pala dell’altar maggiore. Realizzata alla fine del Settecento ed attribuita al pittore bergamasco Lattanzio Querena, essa raffigura i tre santi che insieme simboleggiano l’unità della parrocchia: San Lorenzo, San Luca e San Gottardo.
Essa venne utilizzata come stendardo per le processioni e celebrazioni fino alla fine degli anni Trenta del secolo scorso, quando venne restaurata e collocata nella posizione attuale. In occasione del Tricentenario della chiesa, nel 2012 la pala è stata restaurata restituendole l’originaria nitidezza e freschezza di colori.
Tra le opere d’arte sacra presenti nella chiesa, il più antico è il Crocifisso, ora collocato nella cappellina sulla sinistra dell’altar maggiore, risalente, secondo gli esperti, all’ultimo quarto del secolo XV. L’antico Crocifisso presenta una struttura tipica del momento di passaggio dal gusto gotico a quello rinascimentale: rinascimentale per si palesa corrette proporzioni del corpo del Cristo e per il volto reso naturalisticamente; goticheggiante per le fitte pieghe geometriche del perizoma e per alcuni particolari anatomici.
Un’immagine di sant’Antonio abate è scolpita ad intarsio alla base di un altare secondario.

Info:
Piazza San Lorenzo, 7, 31038 Padernello TV Paese
Telefono: 0422 959019 – e-mail: padernello@diocesitv.it

MIRANO (Ve), fraz. Campocroce. Chiesa di S. Andrea Apostolo, con statua raffigurante sant’Antonio abate.

Sia la chiesa che il campanile sono edifici della seconda metà dell’Ottocento; in particolare la chiesa venne costruita dal 1897 al 1898. Di forma semplice e modesta, questo sacro edificio e stato dignitosamente decorato al suo interno. Il soffitto reca un affresco del 1906, raffigurante La Gloria di Sant’Andrea, opera del buon pittore veneto Noè Bordignon (Castelfranco 1841-San Zenone degli Ezzelini 1920), allievo, come il noalese Lancerotto, dell’Accademia di Venezia.
Sul retro della parete d’ingresso, in tre riquadri, nel 1952 il pittore trevigiano Giovanni Barbisan, uno dei maggiori incisori contemporanei dipinse un affresco L’Assunzione di Maria, al centro e sulla destra la proclamazione del dogma da parte di Pio XII, mentre nel riquadro sinistro, raffigurò una processione paesana, ritraendo gente del posto ed il Vescovo di Treviso.
Dietro l’altare maggiore si conserva una pala del primo Ottocento raffigurante La Sacra Famiglia, attribuita ad un certo Giannandrea Rusteghello; ed ai lati due tele del seicento con La Madonna e San Giovanni.
I cinque altari sei-settecenteschi sono appartenuti alla vecchia chiesa, abbattuta per far posto alla attuale; in particolare molto bello è l’altare maggiore con due sculture assai vicine ai modi di F. Rizzi (1729–1793). Il San Francesco che si trova in sacrestia è una tela di scuola veronesiana del primo seicento.
All’interno una statua rappresentante sant’Antonio abate.
Pure del Seicento è la casa colonica, in costruzione modesta con un poggiolo in pietra sulla facciata.

 

Info:
Via Chiesa, 12, 30035 Campocroce VE
Telefono: 041 486114 – 041 430411 (Zianigo)
campocroce.mirano@diocesitv.it

VILLAFRANCA (Vr). Duomo di san Pietro e Paolo, con statua dedicata a sant’Antonio abate e pala d’altare con sant’Antonio abate.

La chiesa dei Santi Pietro e Paolo, conosciuta anche come Duomo di Villafranca, iniziata nel 1786 e conclusa nel 1882, si trova in mezzo al corso Vittorio Emanuele II e costituisce, dopo il castello, il più importante monumento del paese.
L’edificio è pressoché identico alla basilica del Santissimo Redentore alla Giudecca di Venezia.

 

L’interno conserva, fra l’altro, una pala d’altare con Sant’Antonio abate tra i santi Bovo e Martino da Tours di Felice Brusasorzi (XVI secolo).

Inoltre vi è una statua dedicata a sant’Antonio abate.

 

 

 

 

Segnalazione: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

 

 

CANZO (Co). Basilica Prepositurale di Santo Stefano Protomartire.

L’edificazione della Basilica, detta anche Gésa granda, ebbe inizio nel 1728 sul luogo di una precedente costruzione, attestata dal 1398 in un documento testimoniante l’autonomia della parrocchia, dedicata allo stesso santo e già dotata nel 1574, durante la visita pastorale di san Carlo, dei cinque altari attuali.
All’interno, ad una navata, vi sono quattro altari minori: entrando, a destra quello del Crocifisso e a sinistra quello con la statua di san Bernardo, e in fondo, a destra quello con la statua di sant’Antonio abate, dal purcèll, e a sinistra quello con la statua della Madonna del Rosario.
Le tre magnifiche statue marmoree settecentesche sono opera di Elia Vincenzo Buzzi (1708 – 1780 ca), noto come autore delle due grandi statue dei transetti del duomo di Milano (Madonna dell’Albero e San Giovanni Buono); il crocifisso ligneo era già presente all’epoca della visita di san Carlo.
La statua di Sant’Antonio abate è una scultura in marmo bianco (ca. 1700 – 1749).

Segnalazione:
Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com