PALAZZOLO ACREIDE (SR). Chiesa di Sant’Antonio abate

Piazza Sant’Antonio, 14
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La chiesa di Sant’Antonio, consacrata anche alla Madonna Addolorata, è uno degli edifici sacri ricostruiti nel XVIII secolo dopo il terremoto del gennaio 1693 e rimasto incompiuto all’epoca a causa della mancanza di fondi sufficienti.
La chiesa fu dichiarata sacramentale il 12 dicembre 1757 “da papa Benedetto XIV, con le solite solennità”. Nel 1634 era già istituita la Confraternita di Sant’Antonio con le proprie costituzioni. Una delle costituzioni imponeva ai consociati di celebrare “la festa con le solite processioni”, già in uso fin dal 1624 quando, il vescovo Antinoro, dava licenza al procuratore della chiesa di Sant’Antonio di “portare in pubblica processione l’antica statua del Santo” che oggi è malridotta e perciò non la si sposta.

Sulla semplice facciata, il portale barocco è sovrastato da un mensolone adornato da fini bassorilievi; la struttura è retta da due colonne con pregevoli capitelli in stile ionico. Al centro della facciata vi è un finestrone arcuato con una vetrata di recente realizzazione con dipinta la lettera “M” stilizzata, che è l’iniziale della Madonna.
La torre campanaria che si erge sul lato destro della chiesa ha una forma di parallelepipedo. Essa presenta quattro nicchie sovrastate da archi a tutto tondo realizzate in pietra iblea. Nel progetto settecentesco era prevista un’altra torre campanaria gemella, rimasta incompiuta.

La particolarità della chiesa di Sant’Antonio è dovuta alla suddivisione interna in due navate. In origine dovevano essere tre, ma il progetto fu interrotto prima di ultimarle. La navata sinistra, che doveva essere quella centrale, dispone di tre altari laterali. Il primo è dedicato alla Madonna della Consolazione ed è adornato dal quadro della Vergine. Il secondo è invece consacrato a Sant’Isidoro Agricola, patrono di Testa dell’Acqua, frazione di Noto e conserva un dipinto di Antonino Spagnoli raffigurante il santo e una statua dello stesso. Il terzo altare laterale è quello di Santa Lucia martire, che è rappresentata nella pala, opera di un pittore romano, e nella statua in legno del 1852 scolpita dal palazzolese Giuseppe Giuliano.
L’altare maggiore, posto alla fine della navata, è opera di maestri locali, che realizzarono gli splendidi bassorilievi raffiguranti le Storie della Bibbia e il Crocifisso in legno posto sopra il tabernacolo.
Anche nella navata di destra, interamente adornata da teste di angeli, realizzate da Giuliano, vi sono tre altari laterali: il primo è quello della Madonna di Lourdes, in cui è stata riprodotta la Grotta; gli altri due sono consacrati al Sacro Cuore e a Sant’Antonio di Padova e recano i dipinti della Deposizione della Croce e della Pietà.
Alla Madonna Addolorata è dedicata la cappella situata alla fine della navata. Al suo interno è collocata una magnifica Pietà, che completa l’iconografia della Vergine che piange suo figlio Gesù.

 

Link:
https://palazzoloacreide.italiani.it/chiesa-di-santantonio/

https://palazzoloacreide.italiani.it/santantonio-abate-e-la-benedizione-degli-animali/

CASTROFILIPPO (AG). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via Palermo / Piazza Sant’Antonio abate
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La costruzione della Chiesa ebbe inizio intorno al 1608.
Fu ristrutturata nel 1934.  A causa degli eventi bellici, dal 1915 al 1918 l’antica chiesa andò in rovina, e intorno al 1923 fu ricostruita. Le opere terminarono nel 1934 e nel 1938 fu elevata a parrocchia. Diventò Santuario nel 1971.

La chiesa di Sant’Antonio abate è sita all’interno del centro abitato del paese; ha dimensioni di circa 18 x 7 m.
La facciata, in stile goticizzante e ornata da una bifora, è costituita da tre archi a tutto sesto da dove si accede ad un portico e al portone principale d’ingresso.
Ai lati della facciata vi sono due imponenti torri di cui una (lato destro) ospita l’orologio, mentre l’altra (lato sinistro) ospita le campane. Su entrambe vi sono nicchie con statue.
Il portone è in legno, del 1928 con 28 formelle decorative.

L’interno è di stile classico rinascimentale e fu arricchito di stucchi ornamentali, in oro zecchino, nel 1950 e poi nel 1974 (dai fratelli Emma di San Cataldo).
La volta è ornata da tre pitture su tela che raffigurano episodi della vita del Santo.

 

Sei affreschi, tre per lato,  con storie della vita del Santo fanno da cornice all’altare maggiore nella cui nicchia è una antica statua lignea che raffigura sant’Antonio abate che tiene nella mano sinistra un bastone d’argento e nella destra un libro.

Le sei nicchie laterali contengono le statue di: San Giovanni Bosco (1932), Sacro Cuore di Gesù (1937), Maria SS. Ausiliatrice (1937), San Francesco d’Assisi (1937), Madonna di Fatima (1940), SS. Crocifisso (1943). Tutte le statue sono state scolpite in legno da Obletter di Ortisei (Bolzano).

 

La festa di Sant’Antonio Abate ha origine nel XVI secolo. Le celebrazioni si svolgono in due momenti: il primo è la solennità liturgica del 17 gennaio, quando si svolge la “Fiera di Sant’Antonio abate”, viene celebrata la messa solenne e poi sul sagrato vengono benedetti gli animali, i frutti della terra e il “pane ex voto”, confezionato in modo da riprodurre le “parti del corpo” in qualche modo guarite per l’intervento del Santo.
In un secondo momento, la penultima domenica di giugno, si celebra la festa esterna, in cui si rinnova la tradizione della Benedizione del pane, degli animali, del sale e dei frutti della terra. Nel pomeriggio ha luogo la Processione del Santo Patrono durante il quale i fedeli intonano canti religiosi e fanno offerte in denaro che viene spillato in apposito nastri appesi al braccio della Statua. Partecipano alla processione anche cavalli bardati a festa.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/21718/Castrofilippo+%28AG%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

https://www.vivasicilia.com/santuario-sant-antonio-castrofilippo/

https://www.foodtoursicily.it/festa-di-sant-antonio-abate-a-castrofilippo/

POZZOMAGGIORE (SS). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Convento
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L’edificio risale ai secoli XVI-XVII. Conosciuta col nome di “Convento” perché attiguo alla chiesetta vi era il convento dei Padri Agostiniani che lasciarono il paese nel 1863; poco dopo, fu confiscato in base alla legge Siccardi e destinato a caserma dei Carabinieri a cavallo; oggi, accoglie il Museo comunale della tradizione contadina e del “cavallo”.
La chiesa è anche detta: “Madonna della Salute”, il cui culto iniziò nel 1855 dopo un’epidemia di colera.

L’edificio presenta un impianto seicentesco contemporaneo al coesistente convento degli Agostiniani.
La facciata è in stile tardo barocco, edificata nel 1790. Nelle forme in cui si presenta attualmente è opera di maestranze piemontesi, probabilmente le stesse che lavorarono più tardi a Mara nella chiesa di Bonu Ighinu.
La facciata di stile barocco, presenta due ordini sovrapposti, divisi da partizioni verticali ed orizzontali. Su di essa sono ancora evidenti alcuni simboli agostiniani, quale il cuore fiammante trafitto da frecce, e una scritta in rilievo che ricorda la conclusione dei lavori: “H. OPE. F. ANNO 1790”.
Il campanile, che fu costruito verso il 1847, quando il convento fu sottoposto a un importante intervento di ampliamento e di ristrutturazione, sembra sbucare dalla navata sinistra ed è cuspidato.

La chiesa, riportata completamente allo splendore originario con i lavori di restauro svolti nel 2001, è a tre navate, quella centrale è voltata a botte. Nelle due navate laterali trovano posto tre cappelle per parte.
L’altare maggiore è del secolo XIX, a quattro colonne con capitelli corinzi che delimitano tre nicchie con le statue della Madonna, di Sant’Antonio abate e di Santa Rita (che vengono spostate a seconda delle festività). In alto, un’altra nicchia con la statua della Madonna della Salute col Bambino, di cui esistono anche un bel quadro (cappella centrale a sinistra) e un simulacro ottocentesco.
A destra dell’altare maggiore, è presente un altarino del secolo XVIII, con una statuina lignea di S. Antonio di Padova. La cappella attigua è dedicata all’Immacolata, con un bel quadro. Da notare le statue lignee restaurate nel 2002 che raffigurano: Sant’Agostino, San Vincenzo Ferreri, San Quirico, San Paolo Eremita, Santa Lucia e la Madonna d’Itria.

 

In questa chiesa si celebrano i culti di Sant’Antonio abate il 17 gennaio, Santa Rita il 22 maggio, la Madonna della Salute il 29 settembre
L’evento più importante della festa dedicata a sant’Antonio abate è ”Su fogulone de Sant’Antoni”, un enorme falò che si accende in piazza Convento di fronte alla chiesa, mentre tutta la popolazione si riscalda, mangia carne di pecora bollita, salsiccia arrosto e beve del buon vino. La tradizione vuole che tutte le famiglie del paese offrano al Comitato un po’ di legna.

Link:
https://comune.pozzomaggiore.ss.it/contenuti/59136/chiesa-sant-antonio-abate

SANTA DOMENICA VITTORIA (ME). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Vico Sant’Antonino, 11 / Via Chiesa Madre
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Il paese iniziò a esistere a partire dal 1628, come feudo della famiglia Pagano. Il nome lo si deve ad una vergine, Domenica, che nei tempi del Cristianesimo primitivo, cessate le persecuzioni, si nascose in una grotta nei pressi di quella contrada. I Pagano tennero il territorio denominato “Santa Domenica” fino al 1710. Dopo vari passaggi e una lunga serie di matrimoni e di lasciti, l’erede, Vittoria di Giovanni, sposò Domenico Alliata, principe di Villafranca e governatore di Messina. Ella ebbe una particolare sollecitudine nello sviluppo del paese e curò nel 1776 la trasformazione dell’originaria Cappella in Chiesa Sacramentale, dotando la nuova costruzione di un fonte battesimale con lo stemma della  famiglia Alliata, che è l’oggetto più antico che la chiesa conservi, e di vari arredi preziosi. Il suo nome fu scelto per associarlo a quello di Santa Domenica nel 1864, dovendo il Consiglio Comunale  ovviare all’omonimia di vari comuni.

Nel corso dei secoli, la chiesa madre è stata oggetto di numerosi interventi che in parte hanno stravolto la sua pianta originaria, rendendola come si presenta oggi. La facciata è a salienti con tre ingressi,  sul fianco sinistro vi sono elementi in vista dell’antica struttura e il massiccio campanile con cuspide e orologio.
All’interno, in fondo alla navata di destra, vi è la statua settecentesca del patrono sant’Antonio abate che tiene nella mano destra il pastorale e nella sinistra la fiamma.

Altre statue e dipinti che ornano la chiesa sono recenti.

 

 

 

La celebrazione liturgica del 17 gennaio prevede anche la benedizione del pane e degli animali, ma la festa in onore del Santo si svolge la prima domenica di settembre, giorno in cui il simulacro, adornato degli ex-voto in argento e oro, viene portato in processione per le vie del paese dai devoti vestiti di bianco.

 

 

 

Bibliografia:
Gemmellaro A., Il Culto di S. Antonio Abate in Santa Domenica Vittoria, Scuola Salesiana del Libro, Catania 1958

Immagini da Wikimedia  e dai link sotto.
Link:
https://oldsite.it/santadomenicavittoria/storia.html

https://www.vivasicilia.com/festa-di-sant-antonio-abate-santa-domenica-vittoria/

https://comune.santadomenicavittoria.me.it/turismo/beni-architettonici/

SASSO DI CASTALDA (PZ). Cappella di Sant’Antonio abate

Via Casale
https://goo.gl/maps/5j7fne4KGxmNEShX9

 

La cappella di S. Antonio è sicuramente di origine medievale, e rappresentava il centro spirituale dell’antico Casale, costituto da un piccolo agglomerato medioevale di casupole abitate per lo più da contadini e braccianti, poco distante dal centro urbano vero e proprio (Civita), ai piedi del Castello e intorno alla Chiesa Madre di S. Nicola, che invece era abitato da massari, artigiani e rappresentanti del clero.
L’ultima ristrutturazione, risalente al 1970-75, ne ha ridotto le dimensioni e stravolto la forma originale: ha subito un considerevole ridimensionamento con lo stravolgimento della sua forma originale. La facciata è stata tagliata, quindi ridotta per creare maggiori spazi davanti all’edificio immediatamente adiacente, e sull’area una volta occupata dalla stessa è stata realizzata un ampia scalinata, larga quanto la facciata residua, che porta al sagrato.

La facciata della cappella è caratterizzata dalla presenza di un portale arcuato in mattoni e ai lati due finestre, anch’esse arcuate, con vetrata colorata.

Al suo interno si presenta con un’unica aula disposta in senso trasversale rispetto alla zona del presbiterio, rialzato di un gradino rispetto al piano di calpestio, sul quale si trova una piccola mensa d’altare in marmo.
Sulla parete di fondo, alle spalle della mensa, vi è un’ampia nicchia dove sono collocate le statue di Sant’Antonio abate tra Santa Caterina e Santa Filomena, opera risalente agli inizi del 1500.

All’interno della cappella vi si conservano, in nicchia, le statue in argilla di S. Salvatore e S. Leonardo, di fattura artigianale locale, recuperate da altre cappelle di Sasso ormai distrutte

La cappella è attualmente di proprietà del comune di Sasso.

Davanti alla cappella, fino a pochi anni or sono, si conducevano le greggi e le mandrie del paese, nel giorno della ricorrenza del Santo per la benedizione

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/90467/Cappella_di_Sant’Antonio_Abate_Sasso_di_Castalda

https://www.lucania.one/00page1.php?id3=32395&cit3=sasso%2520di%2520castalda&comune3=sassoc&pgh=12&xx=0&av=av&nome0=rocco&grup=tutti