TUFILLO (CH) Chiesa parrocchiale di Santa Giusta, statua lignea di sant’Antonio abate, 1758

La chiesa conserva una statua lignea dipinta e dorata di 118 x 67 x 50 cm.
Opera dello scultore Silvestro Iacobelli (Cerreto Sannita, 1724 – ?).

Sulla base a sinistra la scritta in corsivo: “Silvestro Iacobelli/ scolpì nell’anno 1758”.
Sulla base a destra l’iscrizione: “Restaurata dott. Battista/ Gatto di Tufillo/ anno 1852”.

Il Santo è raffigurato seduto, con il bastone a Tau nella mano destra e nella sinistra il libro su cui è una fiamma. Ai suoi piedi testine di angioletti (?) e un porcellino.

 

La chiesa di Santa Giusta sorge nel punto più alto del borgo, edificata nel 1279, conserva il magnifico portale gotico di pietra scolpita risalente al XIII secolo, di influenza pugliese e simile a quelli coevi di Vasto. Il portale è inserito nella facciata riadattata nelle forme barocche settecentesche e reca la scritta del restauro del 1758: “(is)tus fecit magister Lucas d(i) Tufill(i) / (re) stauratum A. Dom. MDCCLVIII”. Come per gran parte delle chiese abruzzesi, il riadattamento barocco si è sovrapposto a quello più antico, introducendo paraste, cornicioni e cantonali che arricchiscono la facciata, coronata da un cornicione curvilineo realizzato a tre file sporgenti di coppi (“romanelle”).
Un’attestazione certa dell’esistenza della comunità risale al 1324-25 quando a pagare le decime erano i “Clerici de Tufillis” che si aggregavano attorno alla chiesa di S. Giusta.
All’interno l’area presbiteriale è rimasta nel palinsesto medievale con volta ogivale. Vi si conservano dipinti settecenteschi e un altare ligneo dorato di pregevole fattura locale datato 1759.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300091780

SANT’ANGELO LODIGIANO ( LO). Chiesa parrocchiale di S. Antonio abate e S. Francesca Cabrini

Viale Umberto I, 9
https://goo.gl/maps/KGfU33pRmNTFngj89

 

La chiesa, che porta il titolo di basilica, fu costruita nel 1928 – 38 sopra la precedente parrocchiale, la cui storia risale almeno al 1210 quando fu citata per la prima volta come ubicata al centro dell’abitato locale e già dotata di un arciprete nella figura di tale Gerardo.
La chiesa originaria fu demolita e ricostruita nel XV secolo sulla pianta della precedente e nel 1535 fu dedicata a Sant’Antonio abate.
Attorno al 1660, su proposta dei fedeli, il parroco don Domenico Longo s’impegnò per una nuova edificazione della chiesa “con maggior decoro”. I lavori ebbero inizio il 12 giugno 1662 e terminarono il 4 agosto del 1673: questa chiesa era dotata di tre navate con quattro cappelle a destra e tre nicchie a sinistra, oltre al battistero. Venne realizzato in quell’occasione anche il campanile ancora visibile che fu soprelevato nel 1787 in stile barocco e che fu ultimato nel 1826 con la costruzione di una terrazza dove porre una colonna scanalata di stile neoclassico sulla cui sommità svetta ancora oggi una statua di San Michele in marmo di Viggiù, opera dello scultore milanese Butti.

La chiesa attuale fu realizzata nel XX secolo in stile neo-rinascimentale bramantesco. Il primo progetto della basilica venne pensato già dal 1859 per iniziativa del parroco don Bassano Dedè (che fu a suo tempo anche padre spirituale di Francesca Cabrini) e venne messo a progetto dall’ingegnere Giovanni Vandoni di Milano, ma a causa della seconda guerra d’indipendenza italiana il progetto fu accantonato. Solo nel 1921, grazie all’operato del nuovo parroco monsignor Enrico Rizzi, si ripropose il problema della costruzione della nuova chiesa e per questo progetto definitivo venne scelto l’ingegnere milanese Spirito Maria Chiappetta. Il 7 luglio 1928 fu posta la prima pietra e la chiesa fu consacrata il 28 ottobre 1938 da mons. Pietro Calchi Novati, vescovo di Lodi. Il 13 novembre di quello stesso anno avvenne la beatificazione di Francesca Cabrini.
La chiesa si presentava molto spoglia e solo nel 1944 si decise la decorazione interna ad opera del pittore Taragni di Bergamo e della sua scuola, ad eccezione dei grandi affreschi delle lunette, delle tazze e degli absidi che furono affidati al pittore bergamasco Pasquale Arzuffi negli anni ’50 del Novecento. Successivamente furono aggiunte anche le vetrate istoriate realizzate dall’artista lodigiano Gaetano Bonelli.
Gli ultimi lavori di rifacimento all’interno della chiesa si compirono negli anni sessanta del Novecento quando fu ristrutturato il presbiterio. Nel 1969 l’antico altare della chiesa fu trasferito in quella dedicata a Santa Maria Regina nella frazione di Cogozzo e la cappella di Sant’Antonio venne ridedicata al Santissimo Sacramento. Nel 1976  fu rifatto il pavimento con lastre di granito.

La facciata si presenta movimentata e tripartita, con statue di Santi sul tetto e nelle nicchie a lato del portale centrale. Sant’Antonio abate è raffigurato nella statua sul tetto a destra.

La chiesa ha pianta a forma di croce latina con un caratteristico presbiterio a trifoglio; internamente è suddivisa in tre navate: quella centrale, alla corrispondenza coi bracci laterali, si allarga a formare un ottagono, mentre le navate laterali si torcono sino a girare attorno alle absidi stesse. Nel presbiterio ottagonale quelle che sono le volte si portano verso l’alto sino al tiburio, formando una cupola di altezza complessiva di 30 metri.
All’interno della basilica si sono conservate delle tracce della precedente chiesa parrocchiale come la Cappella della Madonna del Rosario, risalente al XV secolo e di pieno stile rinascimentale con altare originale ed affreschi del Morazzone sulla volta, affiancati a quelli recenti del pittore Arzuffi. La statua della Vergine presente nella cappella è realizzata in legno gessato ed è sovrastata da una piccola tela raffigurante Dio padre attribuita a Daniele Crespi.
Di rilievo è anche il battistero seicentesco, dove venne battezzata santa Francesca Cabrini il 15 luglio 1850.
Nella cappella del Sacro Cuore è presente una Madonna con Bambino e Santi del XV secolo, un affresco strappato dalla vecchia chiesa e poi qui ricollocato. In quella del Santissimo Sacramento, è presente invece una tavola lignea del Cinquecento raffigurante San Raffaele e attribuita a Bernardino Lanino in cui è chiaramente visibile l’influenza stilistica di Gaudenzio Ferrari presso la cui bottega il pittore lavorò negli anni della sua formazione artistica.
La più importante tra le cappelle è  quella dedicata a santa Francesca Cabrini dove troneggia una grande tela centrale del pittore Galizzi affiancata da altri due quadri di Cesare Secchi.


Link
:
https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_Sant%27Antonio_Abate_e_Santa_Francesca_Cabrini

https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/LO620-00079/

CITTÁ SANT’ANGELO (PE), frazione Cipressi. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Strada Provinciale, 1
https://goo.gl/maps/BLms7bcZCKqQk3wf6

 

Il borgo di Villa Cipressi, o Cipressi, nella metà del Settecento era costituito da un agglomerato di case edificate attorno alla Chiesa di S. Antonio di Padova.
Tale Chiesa, divenuta troppo vecchia, piccola ed in precarie condizioni di stabilità (sono ancora visibili i ruderi nella parte alta della contrada), fu abbandonata e se ne costruì una nuova tra 1921 e 1929 e fu intitolata a Sant’Antonio abate, probabilmente perché protettore degli allevamenti, principale fonte di guadagno della comunità.
Nel 1953 fu redatto un progetto di massima per il completamento della chiesa.
Secondo quanto riportato in “Storia dell’Archidiocesi di Pescara-Penne” dell’arcivescovo Iannucci, la chiesa venne completata nell’ottobre 1965. Presumibilmente la notizia è da riferire in particolare allo spazio interno.
Nel 2001 sono stati effettuati lavori di consolidamento statico della copertura.

Edificio isolato, imponente struttura realizzata in muratura portante di mattoni pieni.
La facciata è realizzata in laterizio. La forma è in parte riconducibile ad un quadrato, diviso in tre settori verticali da paraste. Il settore centrale, più largo, è prolungato in alto con una lastra, realizzata ancora in mattoni, che contiene un piccolo rosone chiuso, con motivi geometrici in pietra, e termina a due falde. Le cornici delle due falde centrali più alte, e dei due elementi laterali orizzontali, sono realizzati con complesse modanature in laterizio e due ordini di arcatelle caratteristiche del romanico lombardo-abruzzese. Nella parte bassa della facciata, due finestre alte e strette nelle fasce laterali e il portale centrale, con tre livelli di chiusura sommitale, a tutto sesto, a sesto acuto e a due falde rettilinee superiori.
Il piccolo campanile a vela è realizzato in laterizio e posto sulla parte posteriore della chiesa, in corrispondenza dell’arco di trionfo.

La pianta dell’aula è rettangolare, a navata unica, non corrispondente alla tripartizione della facciata. Lo spazio della navata è scandito da paraste che individuano cellule alternate con finestre a sesto acuto e nicchie a sesto ribassato che contengono statue. Un imponente arco di trionfo intonacato, con modanature in mattoni, che continua nel muro superiore, chiude la struttura rettangolare coperta a due falde. Oltre l’arco l’abside trapezoidale, più basso, coperto con tetto a padiglione.
Le pareti interne sono intonacate di colore giallo, con basamento viola e paraste rosa, e finestre ogivali con vetrate decorate policrome. La copertura è costituita da una ripresa moderna di una volta a botte cassettonata in legno, a sezione poligonale.
All’interno è custodita una statua di sant’Antonio abate.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/13004/Citt%C3%A0+Sant%27Angelo+%28PE%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+abate

https://visitcittasantangelo.it/luoghi/chiesa-sant-antonio-abate/

POSTA (RI). Chiesa di Sant’Antonio abate, già di Sant’Agostino

Via Roma, 3
https://goo.gl/maps/CtebXnR8hDy424pC8

 

La chiesa attualmente chiamata “di Sant’Antonio” fu eretta nel XIV secolo in nome di S. Agostino assieme al convento che ospitava le monache agostiniane devote a S. Maria Maddalena.
Nel corso del ‘500 la chiesa e il convento passarono ai frati Eremitani Agostiniani che, con alterne vicende, ne sarebbero rimasti custodi fino al XIX secolo. I frati montarono la pala monumentale dell’altare maggiore con la tela raffigurante S. Nicola, l’altare invece è posteriore di un paio di secoli.
Si pensa che la chiesa attuale sia stata preceduta da un’altra molto più piccola. E’ costituita da elementi di epoche diverse tra cui i più antichi sarebbero stati recuperati dalle macerie del castello di Machialone, antico centro del paese di Posta.
Nel ‘600 il convento agostiniano aveva al primo piano otto stanze, un corridoio e una fontana, al piano superiore nove stanze e un dormitorio.
Nel XVIII secolo, in una nicchia ricavata sulla facciata della chiesa, fu collocata la statua raffigurante S. Agostino o S. Nicola da Tolentino, fino ad allora conservata all’interno dell’edificio. Ricavata da un tronco di salice rosso svuotato all’interno, di altezza naturale, la statua con la mitra dorata e la veste di diversi colori, rappresenta un buon lavoro di scuola abruzzese del XIV-XV secolo.
Quando questa venne sistemata sulla facciata, all’interno della chiesa fu accolta una nuova statua, raffigurante S. Nicola, che sostituiva la precedente. Nel XIX secolo, alla confraternita di S. Agostino subentrò quella di S. Antonio abate e il culto di questo Santo crebbe tanto che alle due statue raffiguranti S. Agostino venne aggiunto un maialino che le rese raffiguranti S. Antonio abate! Anche la chiesa fu considerata, e quindi ribattezzata, come chiesa di Sant’Antonio.
In seguito al terremoto del 1997, la chiesa fu dichiarata inagibile. Sono stati eseguiti alcuni interventi di recupero.

 


 

LA FESTA DI SANT’ANTONIO ABATE

Un’associazione di confratelli, nata a Posta nell’800, si cura di conservare e tramandare la tradizione dei festeggiamenti religiosi e civili in onore del Santo.
La festa in onore di Sant’Antonio abate si svolge il 17 gennaio con la sfilata degli animali che trainano enormi “stanghe” di legno. La nascita della tradizione risale al XIX secolo, quando, per mantenere in vita la chiesa dedicata al Santo e destinata ad essere chiusa, i confratelli usavano i soldi ricavati dalla vendita della legna che andavano a tagliare nei boschi e riportavano in paese con gli animai da soma. Da qui ha origine la tipica “sfilata delle stanghe”, ovvero il passaggio di animali, un tempo soprattutto buoi, oggi principalmente cavalli, che trascinano enormi tronchi di alberi destinati alla vendita. Questo è il momento più caratteristico e suggestivo della festa. Gli animali, con finimenti variopinti, sono accompagnati dalla banda musicale fino al momento della benedizione e della conclusione della sfilata quando poi tutti i partecipanti e gli spettatori si rifocillano mangiando la polenta distribuita nei pressi della chiesa.
Altri momenti salienti dei festeggiamenti sono: l’accensione di un grande fuoco nella piazza del paese, attorno al quale si svolgono le serate danzanti e la sagra degli zampitti (stinchi di maiale cucinati secondo un’antica ricetta).
La festa religiosa si svolge con la celebrazione della Santa Messa e con la processione.

Link:

https://www.comune.posta.rieti.it/it/point-of-interest/742514

https://www.altavalledelvelino.com/chieseposta/50-la-chiesa-di-santantonio.html

AMATRICE (RI), frazione Cornillo Nuovo, Chiesa di Sant’Antonio abate con affreschi e statua

La frazione sorge a 1134 m s l m, sulla piazza principale, Via della Transumanza
https://goo.gl/maps/4S4eyGMPbiFgaBCS8

 

La Chiesa, dedicata a Sant’Antonio abate, un tempo annessa all’Abbazia di San Lorenzo a Trione, presenta una facciata a capanna con portale a tutto sesto in pietra arenaria, portico e campanile a vela.
L’interno ad unica navata ha una copertura a capriata e l’altare maggiore è costituito da un’edicola con cuspidi. Nella nicchia centrale troneggia la statua in terracotta di Sant’Antonio abate  del 1513, attribuita all’artista aquilano Saturnino Gatti (1463 circa – 1518 circa).


Sulla parete di fondo, ai lati dell’altare, è presente un affresco suddiviso in 12 riquadri con le Storie di sant’Antonio abate, accompagnate da descrizioni in lingua volgare. Sull’edicola è presente la firma dell’artista amatriciano Dionisio Cappelli e la data 1511, anno in cui furono realizzati l’altare e la parete di fondo.

Altri affreschi adornano la chiesa: i dodici apostoli col Redentore, la Madonna del Rosario, Sant’Amico, la Madonna con Città e la statua della Madonna con Bambino in terracotta, altra opera di Saturnino Gatti.

 

Dopo il terremoto del 2009, i cicli pittorici ad affresco, in particolare la pregevole raffigurazione delle Storie di Sant’Antonio abate non risultavano rovinati. Però i successivi sismi del 2016 e 2017 hanno danneggiato la struttura dell’edificio, mettendo a rischio gli affreschi.
Sono state messe in sicurezza le due preziose statue in terracotta di Saturnino Gatti, protagonista del rinascimento aquilano e altre opere d’arte presenti nella chiesa; tra esse il tabernacolo ligneo in forma di tempietto dipinto con l’immagine del Cristo risorto e dei santi Giovanni e Antonio abate, siglato con il nome del donatore, Cherubino de Jacobo, con data 1568.

 

Link:
https://www.amatricevive.it/2016/09/19/chiesa-santantonio-abate-xv-sex-amatrice/

https://uss-sisma2016.beniculturali.it/notizie/cratere/lazio/recuperate-opere-chiesa-s-antonio-abate-cornillo-nuovo/

https://video.repubblica.it/dossier/terremoto-24-agosto-2016/terremoto-a-cornillo-nuovo-la-chiesa-che-sopravvive-a-secoli-di-calamita/250796/250956

https://www.youtube.com/watch?v=x2fjHhnASS8&ab_channel=LuigiManfredi

https://www.facebook.com/groups/1261192033974223/permalink/1261488797277880 (per salvare la chiesa)