CARMIANO (LE). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via D. Donato Franco, 70
https://goo.gl/maps/z13oGiuX9VjDpnwH7

 

Si tratta della chiesa della seconda parrocchia di Carmiano. La parrocchia fu fondata nel 1973 e le prime celebrazioni avvenivano nell’attuale salone parrocchiale.
Nel 1980 fu posta la prima pietra della chiesa che fu terminata nel 1984.
Nel 1988 fu creata l’oasi verde attorno alla parrocchiale con la fontana “Redemptoris Mater”. Nel 1996 fu realizzato il campo di calcetto ed il parco giochi. Nel 2014 sono state posizionate e benedette cinque campane.

La chiesa, di aspetto moderno, presenta un ampio portale coperto da una pensilina in cemento armato. Sopra di esso un orologio ed ai lati due pareti curve in cemento armato che, superando il corpo centrale, sorreggono la torre campanaria a destra e la croce a sinistra.

La chiesa è ad aula unica con solaio piano; sul presbiterio a destra vi è il tabernacolo incastonato in una croce greca di marmo, l’ambone a sinistra e al centro la mensa eucaristica.
Nel presbiterio sono presenti un grande Crocifisso ligneo, sette statue di cartapesta e tre tele della pittrice Francesca Mele (nata a Novoli nel 1964): nella tela centrale vi è la rappresentazione della Trasfigurazione di Cristo, nel dipinto di sinistra l’Annunciazione e in quello di destra la Cena dei discepoli a Emmaus.
Il fonte battesimale dalla forma esagonale è posizionato a destra vicino al presbiterio, l’organo a sinistra.

Vi sono due statue: di Sant’Antonio abate a destra; dell’Immacolata a sinistra.

 

La festa di sant’Antonio è celebrata a gennaio con cerimonie religiose, intronizzazione della statua, benedizione degli animali e accensione della “focara”.

 


Bibliografia:

Spedicato M. U., Gli edifici di culto di Carmiano. Fonti e storia dal XV al XXI secolo, Youcanprint, Lecce 2020, pp. 75-78

Link:
https://www.prolococarmianomagliano.it/la-citta

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/52752/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

MARSICOVETERE (PZ), frazione Villa d’Agri. Cappella di Sant’Antonio abate

Via Salita Piccininni
https://goo.gl/maps/BrXsSVzqwxobcsou6

 

La Cappella di Sant’Antonio abate, presso il Palazzo Piccininni, era già esistente nel 1736, come si evince da un inventario dei beni del principe Domenico Caracciolo: “Nel nome di Dio, Oggi che sono là sei del mese di marzo 1736  …  da dietro questa rimessa verso oriente vi è una cappella sotto li nome di S. Antonio Abate con altare e l’efficie del medesimo Santo, e di sopra l’istesso una cupoletta”.
In questa cappella si svolgeva la vita religiosa della frazione di Villa d’Agri prima della costruzione della attuale Chiesa Madre.
Fu restaurata nel 1825, come risulta dalla data scolpita sulla finestrella della facciata.

Custodisce la statua di Sant’Antonio abate in legno massello e realizzata a Napoli nel 1826. Il Santo, con la barba scura, nella mano sinistra tiene un libro chiuso con sopra il fuoco, nella destra il bastone a tau; un maiale è ai suoi piedi a destra.

 

Link:
https://www.parrocchiavilladagri.it/Sez_Ieri/sa_abate.php

RÀCALE (LE). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Gallipoli, 48, la via principale, un tempo strada statale che attraversava la città.
https://goo.gl/maps/kWceXMFLJSJatVmDA

 

Esisteva prima del secolo XIV una chiesa, dedicata a S. Antonio abate, abbastanza grande da contenere più altari: era interamente affrescata e aveva anche decorazioni in oro.
Nel 1678 la chiesa era pericolante e crollò nel terremoto del 1743.
Fu costruita al suo posto una cappella di piccole dimensioni, che non resse alle ingiurie del tempo. Nel 1850 la Società Operaia realizzò al suo posto una chiesa di modeste dimensioni, con volta a botte. Tale chiesa fu abbattuta nel 1962 e sostituita con una nuova costruzione ad aula unica con volta piana in cemento armato.
I cedimenti del sottosuolo ne compromisero gradualmente la tenuta statica, per cui la chiesa è stata ricostruita nel 2008.

La facciata, molto semplice, riprende in parte quella della chiesa ottocentesca; ha un ingresso con cornice che termina a semicerchio, sopra vi è un oculo;  è coronata da un  frontone triangolare. Dalla strada è separata unicamente da un breve marciapiede. La copertura è a volta piana in cemento. Piccolo campanile a vela sulla sinistra.

L’interno è costituito da un’unica aula rettangolare, priva di decorazioni, ha sul muro di fondo l’unico altare, sormontato da una finestra. Alle pareti nicchie con statue di Santi.
A sinistra dell’altare vi è una statua di s. Antonio abate.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/52777/Racale+%28LE%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

VALLERANO (VT). Chiesa di San Vittore con immagini di s. Antonio abate

La chiesa risale al XIII secolo e fu ampliata nel XIV.
Le pareti laterali appaiono molto ricche nelle decorazioni dal punto di vista cromatico e grafico; in ogni nicchia laterale vi sono pale d’altare con interessanti dipinti raffiguranti i Santi e scene della cristianità. Notevoli sono anche gli affreschi sull’abside e sul catino.

 

 

 

 

 

Nel secondo altare a sinistra, un olio su tela del XVII secolo raffigura la Madonna col Bambino tra i santi Domenico, Lorenzo, Giovanni Evangelista, Andrea e Antonio abate (a destra).


 

 

Nel secondo altare della parete destra, a fianco dell’ingresso, è raffigurata l’Assunzione della Vergine, sotto è una statua di Sant’Antonio abate, ai suoi piedi un maiale.

 

 

 

Link e immagini:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/83637/Vallerano+%28VT%29+%7C+Chiesa+di+San+Vittore+Martire

https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-di-san-vittore-vallerano-vt/

CORCHIANO (VT). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio
https://goo.gl/maps/RGQSEtuHxoMzEPoq5

 

Nel 1422 fu costruita una piccola cappella dedicata a S. Antonio abate.
Nel 1478 la cappella fu ampliata per l’aumento del numero dei fedeli e prese le dimensioni attuali. Probabilmente allora la facciata a capanna fu trasformata in una a terminazione rettilinea.
Nel 1970 fu realizzato il nuovo altare con rivestimento in marmo bianco che fu posto al centro de presbiterio. Nel 1975 fu rifatta interamente la pavimentazione di aula e presbiterio con mattonelle in gres. Nel 1980 fu rifatto l’impianto elettrico e quello di diffusione audio, poi revisionato nel 2005. Nel 2000, per volere della Confraternita o Fratellanza intitolata al Santo, fu rifatta la tinteggiatura interna, verniciati gli elementi in legno della copertura e furono comprati nuovi banchi sostituendo in parte quelli esistenti. Nel 2007 furono aggiunte due sedute vicino all’Altare a supporto della cattedra.

La Chiesa si trova fuori dal centro storico ed è di modeste dimensioni. Ha una facciata in stile romanico con tufo a faccia vista che presenta in sommità la terminazione rettilinea, un portale con cornice in peperino e due finestre laterali. Sul portale la scritta in latino: “Egidio Ranaldi e Domenico Celli fondarono nel 1478 la chiesa in onore di S. Antonio”.

Internamente si notano affreschi di pregio posti lungo le pareti laterali nei pressi del presbiterio: a sinistra è presente S. Antonio e S. Atanasio nell’atto di narrare la vita di S Antonio abate, mentre a destra un affresco raffigura il Santo.

Nell’abside è posizionata la statua di S. Antonio abate racchiusa in una cornice in legno colorata. Il Santo tiene in mano libro e bastone con campanella.

Al centro della navata di sinistra si trova un dipinto ad olio nel quale viene rappresentato il Cristo Crocifisso con due angeli, tra la Madonna e i santi Antonio abate, Maddalena, Maria di Cleofa, e San Giovanni. Il quadro, rialzato da due peducci, «(risultato dall’assemblaggio di quattro tele di medesimo formato cucite insieme) nonostante sia stato restaurato dai periti del Laboratorio di Restauro di Viterbo (1985-6), non versa in ottimo stato di conservazione. …
Questa tela, che occupa una superficie considerevole pari a 260 x 154 cm) pur nella sua estrema corsività e nella modestia dell’impianto compositivo, sembra riflettersi (almeno nelle linee essenziali) nella Crocifissione di Rieti (oggi proprietà del principe Potenziani) dipinta da Bartolomeo Torresani, il più dotato artisticamente della cerchia di pittori nativi di Verona.
Tale “modello”, con il crocifisso al centro, la Maddalena accasciata su di esso e i quattro dolenti a due a due simmetrici, … fu continuamente riproposto dal fratello Lorenzo Torresani e riprodotto in infinite varianti più o meno convenzionali dall’équipe pittorica da lui capeggiata [e continuata dal figlio Alessandro].»
La cornice della pala reca un’iscrizione: “DIVI ANTONII ÆDES MDLXXXIIII” (1584) e risulta dalle dimensioni e dalla tipologia pertinente alla tela dipinta ed è quindi probabile che fu eseguita per l’occasione da una bottega di intagliatori.
Per la data, si era ipotizzata l’attribuzione ad Alessandro Torresani, ma Andrea Alessi1 la nega tale perché «la tela di Corchiano non presenta alcuna affinità stilistica con gli autografi di Alessandro Torresani eseguiti a Narni»; inoltre l’artistai non è documentato in tale data nel territorio. Alessandro e Pierfrancesco Torresani sono documentati solo fino al 1583 e solo per affreschi, non per tele. Resta un lacerto di firma con lettere che non appartengono alle firme dei Torresani. Quindi l’opera sembra essere di un autore anonimo anche se forse della cerchia dei Torresani.

 

La festa. Il 17 Gennaio la benedizione degli animali con sfilata di cavalli e altri animali e accensione del falò.


Link:

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/86429/Corchiano+%28VT%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

https://www.facebook.com/people/Fratellanza-di-SAntonio-Abate-Corchiano/100068042899004/

1  Alessi-Analisi dei cicli pittorici di Corchiano…

 


 

Nella Chiesa di Sant’Egidio abate a Corchiano vi è un affresco di 330 x 255 cm che raffigura san Macario e sant’Antonio abate, opera di Bartolomeo Torresani, metà XVI secolo.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1200516937