CREMA (CR). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via XX Settembre, 49
https://goo.gl/maps/mNrFiSRLzSn1Uwap7

 

Le prime informazioni che riguardano la presenza di una comunità di Canonici regolari di Sant’Antonio di  Vienne risalgono all’epoca del ducato di Gian Galeazzo Visconti; in un decreto dell’anno 1398 l’Ordine veniva dispensato da imposizioni, tagli, oneri, gabelle e dazi in virtù delle opere di pietà svolte.
Gli Antoniani costituirono un ospedale/ospizio e reggevano la chiesa dedicata Sant’Antonio abate.
Esenzioni furono date dai Visconti (1441) e successivamente, quando Crema passò sotto il dominio di Venezia, dai dogi (1449). Questi favori permisero di mantenere l’autonomia del piccolo ospedale nonostante nel 1455 la Comunità cittadina avesse chiesto al pontefice l’unificazione di tutti gli ospedali e le opere pie religiose.
Il priorato in seguito decadde e il visitatore apostolico Castelli osservò nel 1570 come l’ospizio fosse ridotto ad una sola stanza senza camino, con tre soli letti, senza possibilità di dividere uomini e donne.
L’anno della trasformazione in commenda non è noto ma sembrerebbe che Francesco Pesaro – priore tra il 1491 e il 1534 – fosse già commendatario.

Nel 1750 salì sulla cattedra vescovile di Crema Marcantonio Lombardi, discendente di una nobile e facoltosa famiglia veronese. Fu vescovo per 29 anni e impiegò larga parte del suo patrimonio in ambito edilizio con interventi sul seminario, la trasformazione in stile barocco degli interni del duomo di Crema (1776-1780) e la quasi totale ricostruzione della chiesa di Sant’Antonio, che consacrò il 23 luglio 1780, anche con l’intento di farne il suo personale sacello. Monsignor Lombardi morì il 16 gennaio 1781, e il suo corpo fu traslato nella chiesa il giorno dopo, di mattino presto e senza corteo né orazione funebre, come da volontà testamentarie.
Della chiesa antica venne preservato solo il campanile; il livello inferiore è antico (due-trecentesco), in mattoni a vista, con lesene angolari e concluso da due file di archetti pensili in cotto; al centro delle specchiature si trovano quattro finestre tamponate in stile gotico. Il livello superiore è frutto di una sopraelevazione di fine Ottocento ad imitazione di quello inferiore, all’interno del quale sono collocate le cinque campane.

La facciata dà sulla via XX Settembre ed è composta da due ordini divisi da un cornicione in stile dorico. L’ordine inferiore è suddiviso in tre parti da lesene, di cui quella centrale è sporgente e nella quale si apre il semplice portale ed una finestra rettangolare; le due parti laterali sono rastremate e lievemente asimmetriche con tre riquadri incorniciati con due aperture nei due superiori. Il secondo ordine è composto da una cimasa che si raccorda al cornicione tramite due volute, conclusa da un timpano triangolare; in mezzo vi è collocato lo stemma di Marcantonio Lombardi.

Poiché l’area occupata dalla chiesa era relativamente limitata, si pensò di ricavare all’interno del lotto rettangolare una forma quadrata con inserito un ottagono terminante con un’alta cupola per dare spazialità verticale agli interni, una sorta di pianta a croce greca senza i bracci. L’ottagono ha due archi aperti, uno costituisce l’arco trionfale verso il presbiterio e l’altro dà su un vano che si forma fino alla controfacciata interrotto a mezz’altezza di una balconata.
Anche il presbiterio è coronato da una cupola rotonda e ai suoi lati vi furono ricavati due ambienti, per l’accesso al campanile e per la sacrestia.

La chiesa conserva opere pittoriche di varie epoche, soprattutto settecentesche; le decorazioni della cupola sono ottocentesche.
Sull’altare maggiore, vi è una statua di sant’Antonio abate, in legno scolpito e dipinto, di bottega lombarda del 1850-1859 circa.

 

Il 17 gennaio si svolge la tradizionale benedizione degli animali.

 

Bibliografia:
Redondi Emilio, La chiesa di Sant’Antonio Abate in Crema, Crema, Tip. Trezzi, 2011.

Link:
https://www.wikiwand.com/it/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_%28Crema%29

 

PRATO. Oratorio di Sant’Antonio abate

Piazza Sant’Antonino
https://goo.gl/maps/cFcpkLuRsVYtCWNU7

 

Edificato dalla famiglia Ginori tra il 1492 e il 1494 come sede dell’Ordine dei cavalieri gerosolimitani, poi detti Cavalieri di Rodi e, dal 1530, di Malta, qui trasferiti da una cappella dedicata a Sant’Antonio abate e fondata agli inizi del Quattrocento in località Paperino, a sud-est di Prato, in via del Ferro, da cui prese il nome di Sant’Antonio del Ferro che perdurò per qualche tempo anche nella nuova sede.
L’oratorio fu trasformato all’interno in forme barocche nel Settecento.
L’oratorio accolse, nella metà dell’Ottocento, la Compagnia degli Innocenti, ed eresse la Congregazione di San Antonio abate.
Fa parte del complesso monumentale della Chiesa di San Francesco (Prato).

Sulla semplice facciata a capanna è presente lo stemma della famiglia Ginori, posto sull’architrave del portone, sormontato da una lunetta con sant’Antonio abate fra due angeli, copia – realizzata nel 1923, anno in cui fu deciso di ricoverare l’originale all’interno del Museo di Palazzo Pretorio – della terracotta invetriata eseguita nel 1490-95 da Andrea della Robbia.

L’interno ha un’aula stretta e alta, dalla pianta rettangolare, modificata da interventi avvenuti nel primo Settecento. La copertura è a botte con un cornicione in stucco che percorre tutto il perimetro. Da un arco trionfale si accede al presbiterio lievemente rialzato dove si trova l’altare maggiore di Giovan Battista Neuroni, riccamente decorato con stucchi.

Sull’altare vi è un olio su tela del pittore pistoiese Pietro Marchesini, detto l’Ortolanino (1692 – 1757) che raffigura “La Predica di S. Antonio abate” del 1727.
Nell’altare laterale settecentesco è custodito un prezioso crocifisso ligneo del XVI secolo.

 

Davanti all’Oratorio, nel giorno della festività del Santo (il 17 gennaio), vengono benedetti gli animali domestici presenti e distribuiti, come da antica tradizione, i panini benedetti di Sant’Antonio.

 

Link.
https://www2.po-net.prato.it/it/artestoria/citta/chiese/antonio-abate/pagina69.html

https://www.sanfrancescoprato.it/spazi-architettonici/oratorio-santantonio-abate/

AREZZO. Resti dell’antico Ospedale di S. Antonio abate e statua del Santo

Via della Madonna del Prato, 55 (angolo Via Garibaldi)
https://goo.gl/maps/PCiZPFysabmvNoX58

 

Originariamente destinato ad ospitare lebbrosi, fu voluto dalla “Compagnia di sant’Antonio” forse già nata nel secolo precedente, e realizzato grazie alla donazione del marzo 1423 di Donato di Gerio, detto “Mazza”, e della moglie Tessa. I due benefattori sono ricordati in una lapide marmorea a destra dell’entrata.

Oggi è ridotto ad un portale ad arco a sesto acuto al cui interno vi è un’attività commerciale.
Il portale, che reca nell’architrave lo stemma della Compagnia di Sant’Antonio al centro e gli stemmi delle famiglie Lippi e Geri ai lati è decorato con un affresco raffigurante il Santo a mezzo busto affiancato da angeli. L’esecuzione della pittura ha avuto due tempi diversi. Gli angeli sono quattrocenteschi e attribuibili ad ambito aretino.

Invece la figura di sant’Antonio è stata eseguita da Salvi Castellucci nella seconda metà del Seicento in sostituzione della statua del 1420-34 in terracotta dipinta attribuita a Michele da Firenze e conservata oggi al “Museo statale d’arte medievale e moderna” in Via San Lorentino, 8.
Raffigura sant’Antonio abate benedicente, che tiene con ala mano sinistra un libro, e siede su un faldistorio.

 

Link:
http://www.catola.com/scheda_evento.asp?id=316

https://www.arezzonotizie.it/foto/eventi/l-ospedale-di-sant-antonio-abate/#foto-1-l-ospedale-di-sant-antonio-abate-si-trovava-dove-si-incontrano-le-odierne-via-garibaldi-e-via-madonna-del-prato.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Ospedale_di_Sant%27Antonio_Abate_(Arezzo)

CUASSO AL MONTE (VA), frazione Cuasso al Piano. Chiesa di Sant’Antonio abate

Frazione Cuasso al Piano
https://goo.gl/maps/K8LqN4edX3L5LEwg8

 

La chiesa fu edificata nel XVII secolo; fu ricostruita nel Settecento, dopo un disastroso incendio.
Nel 2009 è stata completamente restaurata.

La chiesa, raggiungibile tramite una scalinata, affaccia sulla valle e presenta un bel sagrato in porfido, denominato “balcone” proprio in virtù del panorama.
Elegante la facciata, di stampo manierista e con andamento a salienti. Rivestita di pietra chiara, è scandita in due ordini di lesene dal cornicione. Il portale è affiancato da statue di santi in nicchia, presenti anche nella sezione superiore ad ornamento di una vetrata policroma. La statua di sant’Antonio abate è in basso a destra.

L’edificio ha pianta rettangolare, con cappelle laterali che creano una sorta di transetto e campanile con una slanciata cuspide sulla sommità. Decorata da affreschi all’interno.

Link:
https://upel.va.it/2021/06/21/chiesa-di-santantonio-abate-a-cuasso-al-piano/

BORGO VALBELLUNA (BL), frazione Sant’Antonio Tortal. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

L’ex comune di Trichiana, cui apparteneva la frazione di Sant’Antonio Tortal, si è fuso con altri per dare origine nel 2019 al nuovo comune di Borgo Valbelluna.
Località Sant’Antonio Tortal, 112
https://goo.gl/maps/L78hajWP4n3buzSh8

La chiesa di S. Antonio, consacrata nel 1345 come ricordato dall’epigrafe conservata in chiesa, fu rimaneggiata nel corso dei secoli.
Era in origine cappella esterna della pieve di Trichiana. La cura d’anime però è molto antica.
La chiesa attuale fu costruita dopo il 1867 dal vescovo Manfredo Bellati..
Curazia dal 30 ottobre 1868, divenne parrocchia il 17 gennaio 1938 con decreto del vescovo E. Beccegato.

 

Link:
https://www.diocesivittorioveneto.it/territorio/parrocchie.asp?for=1&parr=5