GROSIO (SO). Chiesa di San Giorgio, affresco e polittico con s. Antonio abate, fine XV secolo

Recenti indagini d’archivio provano l’esistenza della chiesa solo a partire dal terzo decennio del Trecento. Un secolo dopo l’edificio, non più sufficiente per il culto, subì un ampliamento tale da rendere necessaria una nuova consacrazione nel 1485.
La facciata a capanna, di austera semplicità, presenta la cornice ad archetti ciechi che corre lungo il sottotetto e il rosone marmoreo dalla strombatura modanata. Lo stesso motivo cordonato ritorna nel portale con architrave e lunetta sormontati da una copertura in pietra a spioventi. Negli spazi al di sotto delle finestre si intravedono ancora tracce di affreschi cinquecenteschi.
L’interno ad aula unica è dilatato in larghezza, chiuso dal presbiterio voltato a crociera e dal catino absidale. La copertura è a capriate. Lungo la controfacciata corre ancora il ballatoio ligneo risalente alla seconda metà del XV secolo. Di poco precedente è l’acquasantiera in pietra che mescola elementi romanico-gotici, come il tralcio vegetale e i pesci, alla baccellatura rinascimentale.
Imponente e pregevole è l’impianto pittorico e decorativo della chiesa che, con affreschi, statue lignee e stucchi, si sviluppa per un arco cronologico che va dal XV al XVII secolo. La testimonianza pittorica più antica, della metà del XV secolo, è quella conservatasi sul fronte dell’altare maggiore a mensa. Raffigura, anche se mutilo nella parte inferiore, San Giorgio e la principessa.
Lungo la parete destra della navata si snodano, divisa su due registri, una serie di affreschi votivi raffiguranti la Vergine e diversi santi. Le immagini, corredate da iscrizioni con la data d’esecuzione e il nome dei committenti, si collocano tra l’ultimo quarto del XV secolo e i primi decenni del successivo. Anche la parete opposta presenta soggetti simili, con la stessa datazione.
Tra essi un affresco con la figura di sant’Antonio abate con la mano destra nel gesto di benedizione e la sinistra che regge un bastone a “L” da cui pende una campanella.
Gli affreschi della chiesa sono stati restaurati nel 1980.
Nella Cappella della Natività Andrea de Passeris affrescò la Madonna della Misericordia, gli Angeli musicanti, l’Annunciazione e Santi che ornano le pareti, datati al 1498. Sempre al medesimo pittore si deve l’importante ciclo decorativo del presbiterio e dell’abside, raffigurante il Giudizio universale, le Storie di san Giorgio, i Dottori della Chiesa e i Profeti eseguito all’inizio del XVI secolo.

POLITTICO DELLA NATIVITÁ, 1492-94
Legno policromato e dorato di 123 x 128 cm, scolpito da Pietro Bussolo, scultore milanese attivo fra il 1473 ed il 1526.


Il polittico era stato commissionato per l’altare laterale a destra del presbiterio dedicato alla Madonna, e è ancora in quella cappella che è chiusa da una cancellata seicentesca.
La scultura presenta tre livelli; quello inferiore ha nella nicchia centrale la scena dell’Adorazione di Gesù in fasce di Maria e Giuseppe, inserita in uno sfondo alpino, con monti e animali al pascolo. Separate da pilastrini ornate a candelabre, vi sono, a sinistra di chi guarda, la statua di san Giorgio nell’atto di uccidere il drago e, a destra, sant’Antonio abate.
Il livello superiore presenta tre nicchie di misura inferiore con a destra la piccola statua a mezzo busto di san Gregorio Magno, centrale l’Imago pietatis che sporge leggermente dall’arco intagliato in cui è posizionato, e a sinistra la statua  a mezzo busto di san Giacomo.
L’ancona termina con una cimasa composta dal timpano dove vi è la rappresentazione di Dio benedicente.
Sulla trabeazione posta tra i due livelli vi è leggibile la scritta “1494 die 8 marti Andrea Passeris”; gli studi eseguiti sull’artista milanese e le analisi critiche, hanno stabilito che il De Passeris ha sicuramente eseguito la parte pittorica mentre il Bussolo la parte scultorea.
Il polittico ha una predella scultorea composta da tredici piccole parti ad arco dove sono inserite le raffigurazioni dei dodici Apostoli con l’immagine centrale di Cristo nell’atto di benedire il pane.

 

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/1n120-00148/

https://it.wikipedia.org/wiki/Polittico_della_Nativit%C3%A0_%28Bussolo%29

Rilevatore:
AC

ZINASCO (PV), frazione Zinasco Vecchio. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

La chiesa sorge nella parte più antica di Zinasco.
https://goo.gl/maps/SHoPtrKKsfKNUiuS6

 

La chiesa fu edificata nel 1757-73. Fu eretta a parrocchiale.
Nel 2012 fu restaurata la copertura.
Nel 2021-22 è stato effettuato un restauro conservativo della facciata principale della Chiesa

L’abside è rivolta ad est mentre la facciata è rivolta ad ovest ed è simmetrica: al centro si colloca l’unico ingresso principale costituito da un portale che dà accesso alle tre navate dell’interno della chiesa. E’ possibile distinguere le navate in facciata dalle partizioni verticali in mattoni alternate da rivestimenti esterni in intonaco.
Sopra il portale un bassorilievo con la figura di sant’Antonio..
I prospetti laterali nella parte centrale delle navate e nella parte absidale non sono rivestiti in intonaco ma con mattoni a vista e si congiungono con la parte absidale anch’essa rivestita esternamente da mattoni pieni a vista.
L’abside è costituita da 3 lati che determinano un semi-esagono. Il campanile è di forma quadrata in pianta ed è rivestito esternamente da intonaco e presenta in sommità una cella campanaria e un orologio.

All’interno una statua del Santo.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/19770/Zinasco+%28PV%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

PIACENZA. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio a Trebbia

Via Emilia Pavese, 198
https://goo.gl/maps/Qj6sChfKv69buPLo7

 

La chiesa primitiva di Sant’Antonio risale attorno al 1170. La costruzione della chiesa avvenne di fianco all’ospedale fondato dai frati Ospedalieri Antoniani. Il Ciampi accenna ad una precedente chiesa “piccola e antica che insieme con l’Hospitale di Sant’Antonio doveva aver avuto principio molti anni prima”.
Nel 1360 fu sostituita dall’attuale edificio gotico. Probabilmente l’arch. Pietro Vago contribuì alla ricostruzione.
Il complesso costituito da chiesa, ospedale, chiostro, sacrestia, giardino, peschiera, orto e cimitero, costruito come era consuetudine ad ovest rispetto al nucleo urbano (in contrapposizione al lazzaretto che invece soleva essere posizionato ad Est, San Lazzaro), fu gestito dai frati Antoniani fino al 1595.  Attorno al complesso ospedaliero si sviluppò il Borgo di Sant’Antonio.
Nel 1471 tutti gli ospedali al servizio della città furono unificati, tuttavia l’ospedale di Sant’Antonio, così come quello situato a San Lazzaro Alberoni, rimase escluso dall’accorpamento, mantenendo la propria autonomia.
Nel 1589 la chiesa di Sant’Antonio fu elevata a parrocchia.
Nel 1595 furono chiamati ad officiare la chiesa di Sant’Antonio i Frati francescani.
Nel 1805 il convento di Sant’Antonio fu soppresso con un decreto napoleonico; eccetto la chiesa, tutte gli edifici che componevano il complesso diventarono di proprietà del demanio che li cedette nel 1811 al comune di Sant’Antonio, costituitosi nel frattempo (il Comune sarà nel 1923 annesso a Piacenza).
Nel 1815 i Francescani lasciarono S. Antonio e la parrocchia fu amministrata da Rettori del clero secolare fino al 1839, poi per rinuncia dei Religiosi, vennero nominati degli ecclesiastici del clero secolare.
Sul finire dell’Ottocento fu abbattuto un pronao che ornava la porta laterale della chiesa verso la via Emilia.
Negli anni venti del Novecento si pensò a un progetto di restauro radicale di cui l’arch. Guidotti aveva già steso un progetto. Tutti gli interventi effettuati nel corso del XX secolo non intaccarono però l’aspetto originario della chiesa.
Nel 1931 fu rifatto il pavimento e restaurato il campanile al quale fu aggiunta una guglia. Nel 1933 fu risistemato il sagrato.

La Chiesa ha orientamento Nord-Sud. La facciata romanica, in mattoni a vista, è a capanna, rinserrata agli angoli da robusti contrafforti. al centro si apre l’unico portale, rettangolare, con gli stipiti in pietra. Al di sotto dei rampanti del tetto corre una cornice ad archetti pensili, in cotto. I fronti laterali sono scanditi in tre campate da robusti contrafforti. Al centro di ogni campata si aprono monofore a sesto acuto, strombate.
La torre campanaria sorge e si addossa sulla destra del presbiterio. In mattoni a vista, a pianta quadrata, con lesene d’angolo, termina con una cella aperta sui quattro lati da monofore a tutto sesto; la cella è coperta da tetto a cuspide conica in cotto.

All’interno, la chiesa ha schema planimetrico basilicale, a navata unica di due campate, voltate a crociera. con costoloni a vista. Le campate sono separate da archi a sesto acuto su pilastri murali in mattoni a vista. Il presbiterio, rialzato di un gradino, in marmo, sul piano della chiesa, è a pianta rettangolare, a unica campata, voltata a botte. la volta è forata dalle unghie dei finestroni del presbiterio.
I costoloni delle volte e la volta della seconda campata sono affrescati.
Sull’altar maggiore una statua di sant’Antonio che misura cm 185 di altezza, cm 50 di larghezza e cm 40 di profondità; è stata ricavata da un unico massello di legno di pioppo, successivamente scavato nel retro e dipinto. Il Santo indossa una cappa blu scuro, con cappuccio ripiegato, che cade sulla veste marrone. Nella mano destra tiene un bastone con l’estremità superiore a forma di Tau, da cui pende il campanello; nella mano sinistra reca un libro chiuso con la copertina blu. E’ possibile che la scultura risalga alla seconda metà del secolo XIV. Restaurata nel 2012.
La chiesa conserva un quadro a olio su tela, di 304 x 182 cm, che raffigura San Giuseppe e Gesù bambino con sant’Antonio abate e sant’Antonio di Padova. Dopo la recente ripulitura sono emersi la data e le iniziali dell’autore: “F.P.F. Firenze 1870”.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/63617/Piacenza+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+a+Trebbia

http://www.santantonioatrebbia.it/storia.html

GALLARATE (VA). Chiesa e cappella di Sant’Antonio abate

Chiesa, in Via Sant’Antonio, 2
https://goo.gl/maps/5tLRn488bFN9x2qG6

 

La chiesetta si trova nel centro storico. Non si hanno molte notizie sulla sua origine; si sa con certezza che già nel XV secolo esisteva in questo luogo un oratorio intitolato a Sant’Antonio abate.
La chiesa attuale è stata riedificata nel 1767, su un progetto in stile barocco misurato ed armonioso di Biagio Bellotti (Busto Arsizio, 26 febbraio 1714 – Busto Arsizio, 5 agosto 1789;  pittore, architetto, organista, scrittore, coreografo e canonico).
Il minuscolo edificio ha una pianta rettangolare, con corpo in mattoni a vista e ha la caratteristica di avere un doppio ingresso.

La facciata di Piazzetta Ponti è quella più antica. A capanna, in stile barocchetto e intonacata, presenta due paraste angolari con capitelli corinzi, vetrata policroma e ricercati stucchi su tutta la superficie. Sopra il portale un affresco del Bellotti che raffigura sant’Antonio, al di sopra una vetrata policroma  del 1938 che raffigura il Santo (foto in alto).

L’accesso da Corso Italia risale al 1962, quando vennero eseguiti i lavori di conservazione principalmente ad evitare che la chiesa si deteriorasse eccessivamente, fu inoltre abbattuto il campanile e venne aperta un’altra facciata. Il portale nord, posto all’estremità sinistra, è incorniciato da un breve protiro, con frontone spezzato e spioventi a ricciolo, del XVII secolo proveniente dalla chiesa parrocchiale di Lonate Pozzolo. Sul lato destro si trova una statua di san Carlo, collocata in una nicchia ricavata nel corpo del nuovo campanile a vela (foto a destra).

All’interno della chiesa, sulle pareti laterali quattro riquadri del Bellotti raffigurano: Incontro tra s. Antonio e s. Paolo eremita; Un Vescovo consegna un mantello per proteggere san Paolo; Il viaggio di ritorno scortato da un angelo; La scoperta del corpo di s. Paolo cui i leoni stanno scavando la fossa e, sulla volta Sant’Antonio in gloria circondato da angeli.
Nel presbiterio l’altare maggiore a tempietto, di marmi policromi è composto da un’edicola coronata da gruppi di angeli e, al centro, la statua di sant’Antonio abate.
Sulle pareti del coro vi sono altri affreschi del Bellotti: a sinistra Santa Marta prega Gesù di risuscitareLazzaro e, a destra, Gesù in casa di Marta; sulla volta, Santa Marta in gloria.
Chiude la parete del coro un cantoria barocca con un organo inserito in una cornice lignea policroma e dorata sormontata da un busto di s. Antonio abate
La chiesetta conserva una statua di santa Marta.
Gli interni sono illuminati da vetrate policrome, eseguite nel 1962 su progetto del pittore gallaratese  Silvio Zanella (9 ottobre 1918 – 23 giugno 2003) raffiguranti episodi della vita di Cristo: La moltiplicazione dei pani e dei pesci, Maria che spalma l’unguento sui piedi di Gesù, La lavanda dei piedi e l’Ultima Cena.

 

Altre info su: Gallarate-opuscolo chiesa SAA

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Gallarate)

 


Cappella di Sant’Antonio abate presso l’Ospedale

Via Bonomi
https://goo.gl/maps/17b2e3LCFhKG25hN6

A Gallarate un ospedale intitolato a s. Antonio abate esisteva nel Cinquecento, ma in precedenza doveva già dal XIII secolo esserci uno “xenodochio”.
L’attuale ospedale fu edificato a partire dal 1870 e con continui rimaneggiamenti e ampliamenti.
La cappella intitolata a Sant’Antonio abate ha struttura moderna.

SAN NAZZARO VAL CAVARGNA (CO). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio. Si trova lungo la strada che porta alla frazione di Crevegno – Rovolè.
https://goo.gl/maps/2bHjNKP63ZECrv3N9

 

Il piccolo oratorio venne costruito probabilmente nel XVI secolo. Restaurato nel 1894 e nel 1929.

La facciata, rivolta verso la valle, reca l’occhio sotto il tetto a capanna, la porta al centro e due finestrelle rettangolari ai lati protette da grate metalliche. A destra un piccolo campanile a vela con una campanella.
Sono ancora visibili ampie porzioni di affreschi esterni. A sinistra in alto, in una finta nicchia, la figura di sant’Antonio con barba bianca, mantello e bastone nella mano sinistra.

L’edificio ha pianta rettangolare e aula unica. All’interno il pavimento è di pietre squadrate, il soffitto in travetti e cotechette senza alcun quadro né dipinto.
Ha un’aula di circa otto metri per quattro, un piccolo presbiterio a terminazione piana, notevolmente rialzato rispetto all’aula, illuminato da un’apertura collocata sul fianco destro e munito di balaustra di granito. Vi è un altare in muratura su cui è un statua di sant’Antonio.

 

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO250-00498/

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/15182/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate