ZINASCO (PV), frazione Zinasco Vecchio. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

La chiesa sorge nella parte più antica di Zinasco.
https://goo.gl/maps/SHoPtrKKsfKNUiuS6

 

La chiesa fu edificata nel 1757-73. Fu eretta a parrocchiale.
Nel 2012 fu restaurata la copertura.
Nel 2021-22 è stato effettuato un restauro conservativo della facciata principale della Chiesa

L’abside è rivolta ad est mentre la facciata è rivolta ad ovest ed è simmetrica: al centro si colloca l’unico ingresso principale costituito da un portale che dà accesso alle tre navate dell’interno della chiesa. E’ possibile distinguere le navate in facciata dalle partizioni verticali in mattoni alternate da rivestimenti esterni in intonaco.
Sopra il portale un bassorilievo con la figura di sant’Antonio..
I prospetti laterali nella parte centrale delle navate e nella parte absidale non sono rivestiti in intonaco ma con mattoni a vista e si congiungono con la parte absidale anch’essa rivestita esternamente da mattoni pieni a vista.
L’abside è costituita da 3 lati che determinano un semi-esagono. Il campanile è di forma quadrata in pianta ed è rivestito esternamente da intonaco e presenta in sommità una cella campanaria e un orologio.

All’interno una statua del Santo.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/19770/Zinasco+%28PV%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

PIACENZA. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio a Trebbia

Via Emilia Pavese, 198
https://goo.gl/maps/Qj6sChfKv69buPLo7

 

La chiesa primitiva di Sant’Antonio risale attorno al 1170. La costruzione della chiesa avvenne di fianco all’ospedale fondato dai frati Ospedalieri Antoniani. Il Ciampi accenna ad una precedente chiesa “piccola e antica che insieme con l’Hospitale di Sant’Antonio doveva aver avuto principio molti anni prima”.
Nel 1360 fu sostituita dall’attuale edificio gotico. Probabilmente l’arch. Pietro Vago contribuì alla ricostruzione.
Il complesso costituito da chiesa, ospedale, chiostro, sacrestia, giardino, peschiera, orto e cimitero, costruito come era consuetudine ad ovest rispetto al nucleo urbano (in contrapposizione al lazzaretto che invece soleva essere posizionato ad Est, San Lazzaro), fu gestito dai frati Antoniani fino al 1595.  Attorno al complesso ospedaliero si sviluppò il Borgo di Sant’Antonio.
Nel 1471 tutti gli ospedali al servizio della città furono unificati, tuttavia l’ospedale di Sant’Antonio, così come quello situato a San Lazzaro Alberoni, rimase escluso dall’accorpamento, mantenendo la propria autonomia.
Nel 1589 la chiesa di Sant’Antonio fu elevata a parrocchia.
Nel 1595 furono chiamati ad officiare la chiesa di Sant’Antonio i Frati francescani.
Nel 1805 il convento di Sant’Antonio fu soppresso con un decreto napoleonico; eccetto la chiesa, tutte gli edifici che componevano il complesso diventarono di proprietà del demanio che li cedette nel 1811 al comune di Sant’Antonio, costituitosi nel frattempo (il Comune sarà nel 1923 annesso a Piacenza).
Nel 1815 i Francescani lasciarono S. Antonio e la parrocchia fu amministrata da Rettori del clero secolare fino al 1839, poi per rinuncia dei Religiosi, vennero nominati degli ecclesiastici del clero secolare.
Sul finire dell’Ottocento fu abbattuto un pronao che ornava la porta laterale della chiesa verso la via Emilia.
Negli anni venti del Novecento si pensò a un progetto di restauro radicale di cui l’arch. Guidotti aveva già steso un progetto. Tutti gli interventi effettuati nel corso del XX secolo non intaccarono però l’aspetto originario della chiesa.
Nel 1931 fu rifatto il pavimento e restaurato il campanile al quale fu aggiunta una guglia. Nel 1933 fu risistemato il sagrato.

La Chiesa ha orientamento Nord-Sud. La facciata romanica, in mattoni a vista, è a capanna, rinserrata agli angoli da robusti contrafforti. al centro si apre l’unico portale, rettangolare, con gli stipiti in pietra. Al di sotto dei rampanti del tetto corre una cornice ad archetti pensili, in cotto. I fronti laterali sono scanditi in tre campate da robusti contrafforti. Al centro di ogni campata si aprono monofore a sesto acuto, strombate.
La torre campanaria sorge e si addossa sulla destra del presbiterio. In mattoni a vista, a pianta quadrata, con lesene d’angolo, termina con una cella aperta sui quattro lati da monofore a tutto sesto; la cella è coperta da tetto a cuspide conica in cotto.

All’interno, la chiesa ha schema planimetrico basilicale, a navata unica di due campate, voltate a crociera. con costoloni a vista. Le campate sono separate da archi a sesto acuto su pilastri murali in mattoni a vista. Il presbiterio, rialzato di un gradino, in marmo, sul piano della chiesa, è a pianta rettangolare, a unica campata, voltata a botte. la volta è forata dalle unghie dei finestroni del presbiterio.
I costoloni delle volte e la volta della seconda campata sono affrescati.
Sull’altar maggiore una statua di sant’Antonio che misura cm 185 di altezza, cm 50 di larghezza e cm 40 di profondità; è stata ricavata da un unico massello di legno di pioppo, successivamente scavato nel retro e dipinto. Il Santo indossa una cappa blu scuro, con cappuccio ripiegato, che cade sulla veste marrone. Nella mano destra tiene un bastone con l’estremità superiore a forma di Tau, da cui pende il campanello; nella mano sinistra reca un libro chiuso con la copertina blu. E’ possibile che la scultura risalga alla seconda metà del secolo XIV. Restaurata nel 2012.
La chiesa conserva un quadro a olio su tela, di 304 x 182 cm, che raffigura San Giuseppe e Gesù bambino con sant’Antonio abate e sant’Antonio di Padova. Dopo la recente ripulitura sono emersi la data e le iniziali dell’autore: “F.P.F. Firenze 1870”.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/63617/Piacenza+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+a+Trebbia

http://www.santantonioatrebbia.it/storia.html

GALLARATE (VA). Chiesa e cappella di Sant’Antonio abate

Chiesa, in Via Sant’Antonio, 2
https://goo.gl/maps/5tLRn488bFN9x2qG6

 

La chiesetta si trova nel centro storico. Non si hanno molte notizie sulla sua origine; si sa con certezza che già nel XV secolo esisteva in questo luogo un oratorio intitolato a Sant’Antonio abate.
La chiesa attuale è stata riedificata nel 1767, su un progetto in stile barocco misurato ed armonioso di Biagio Bellotti (Busto Arsizio, 26 febbraio 1714 – Busto Arsizio, 5 agosto 1789;  pittore, architetto, organista, scrittore, coreografo e canonico).
Il minuscolo edificio ha una pianta rettangolare, con corpo in mattoni a vista e ha la caratteristica di avere un doppio ingresso.

La facciata di Piazzetta Ponti è quella più antica. A capanna, in stile barocchetto e intonacata, presenta due paraste angolari con capitelli corinzi, vetrata policroma e ricercati stucchi su tutta la superficie. Sopra il portale un affresco del Bellotti che raffigura sant’Antonio, al di sopra una vetrata policroma  del 1938 che raffigura il Santo (foto in alto).

L’accesso da Corso Italia risale al 1962, quando vennero eseguiti i lavori di conservazione principalmente ad evitare che la chiesa si deteriorasse eccessivamente, fu inoltre abbattuto il campanile e venne aperta un’altra facciata. Il portale nord, posto all’estremità sinistra, è incorniciato da un breve protiro, con frontone spezzato e spioventi a ricciolo, del XVII secolo proveniente dalla chiesa parrocchiale di Lonate Pozzolo. Sul lato destro si trova una statua di san Carlo, collocata in una nicchia ricavata nel corpo del nuovo campanile a vela (foto a destra).

All’interno della chiesa, sulle pareti laterali quattro riquadri del Bellotti raffigurano: Incontro tra s. Antonio e s. Paolo eremita; Un Vescovo consegna un mantello per proteggere san Paolo; Il viaggio di ritorno scortato da un angelo; La scoperta del corpo di s. Paolo cui i leoni stanno scavando la fossa e, sulla volta Sant’Antonio in gloria circondato da angeli.
Nel presbiterio l’altare maggiore a tempietto, di marmi policromi è composto da un’edicola coronata da gruppi di angeli e, al centro, la statua di sant’Antonio abate.
Sulle pareti del coro vi sono altri affreschi del Bellotti: a sinistra Santa Marta prega Gesù di risuscitareLazzaro e, a destra, Gesù in casa di Marta; sulla volta, Santa Marta in gloria.
Chiude la parete del coro un cantoria barocca con un organo inserito in una cornice lignea policroma e dorata sormontata da un busto di s. Antonio abate
La chiesetta conserva una statua di santa Marta.
Gli interni sono illuminati da vetrate policrome, eseguite nel 1962 su progetto del pittore gallaratese  Silvio Zanella (9 ottobre 1918 – 23 giugno 2003) raffiguranti episodi della vita di Cristo: La moltiplicazione dei pani e dei pesci, Maria che spalma l’unguento sui piedi di Gesù, La lavanda dei piedi e l’Ultima Cena.

 

Altre info su: Gallarate-opuscolo chiesa SAA

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Gallarate)

 


Cappella di Sant’Antonio abate presso l’Ospedale

Via Bonomi
https://goo.gl/maps/17b2e3LCFhKG25hN6

A Gallarate un ospedale intitolato a s. Antonio abate esisteva nel Cinquecento, ma in precedenza doveva già dal XIII secolo esserci uno “xenodochio”.
L’attuale ospedale fu edificato a partire dal 1870 e con continui rimaneggiamenti e ampliamenti.
La cappella intitolata a Sant’Antonio abate ha struttura moderna.

SAN NAZZARO VAL CAVARGNA (CO). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio. Si trova lungo la strada che porta alla frazione di Crevegno – Rovolè.
https://goo.gl/maps/2bHjNKP63ZECrv3N9

 

Il piccolo oratorio venne costruito probabilmente nel XVI secolo. Restaurato nel 1894 e nel 1929.

La facciata, rivolta verso la valle, reca l’occhio sotto il tetto a capanna, la porta al centro e due finestrelle rettangolari ai lati protette da grate metalliche. A destra un piccolo campanile a vela con una campanella.
Sono ancora visibili ampie porzioni di affreschi esterni. A sinistra in alto, in una finta nicchia, la figura di sant’Antonio con barba bianca, mantello e bastone nella mano sinistra.

L’edificio ha pianta rettangolare e aula unica. All’interno il pavimento è di pietre squadrate, il soffitto in travetti e cotechette senza alcun quadro né dipinto.
Ha un’aula di circa otto metri per quattro, un piccolo presbiterio a terminazione piana, notevolmente rialzato rispetto all’aula, illuminato da un’apertura collocata sul fianco destro e munito di balaustra di granito. Vi è un altare in muratura su cui è un statua di sant’Antonio.

 

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO250-00498/

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/15182/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

PONTI SUL MINCIO (MN). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Piazza Parolini, 59A (Via G. Marconi), in posizione centrale
https://goo.gl/maps/65bmMqDQK1dUdzfZA

 

L’antica chiesa di Ponti, nel 1145 era fornita di fonte battesimale e di cimitero. Nel 1532 fu rifatto il pavimento e l’interno della pieve nel 1541 fu ampliato e arricchito di arredi sacri. Il vescovo Valier in visita a Ponti constatò che la chiesa di San Giacomo, presso il fiume, era ormai poco adatta ad accogliere l’accresciuta popolazione; pertanto ordinò che venisse costruita una nuova chiesa parrocchiale in un luogo più adatto, cioè dove sorgeva l’oratorio di Sant’Antonio, al centro del paese. La costruzione della nuova chiesa iniziò nel mese di luglio 1583, in seguito all’emanazione del decreto di edificazione. Nel testo inoltre si legge che “l’oratorio di Sant’Antonio venga ampliato ed adattato a parrocchiale, che il fonte battesimale sia trasportato dalla chiesa di San Giacomo presso la nuova sede e che si provveda a sistemare l’interno con arredi sacri di pregio e nuove tele agli altari”. L’oratorio di Sant’Antonio fu demolito quasi interamente, mantenendo le fondamenta e sulla parete esterna un affresco della Madonna (probabilmente compreso nell’antico altare).
Nel 1596 all’interno della costruzione c’erano quattro altari: quello di Sant’Antonio con due figure di angeli e una pala, a sinistra fu eretto l’altare della Beata Vergine, a seguito uno in stucco (non ancora terminato) e non ancora dedicato. A finire, a destra in posizione avanzata verso il centro della chiesa, un altro altare in marmo, non ancora terminato e non dedicato.
Fu ricavata a sinistra verso l’entrata, una piccola cappella per accogliere il fonte battesimale; nel 1639 fu ampliata la sacrestia. L’arciprete Don Gerolamo Danesi attuò, tra 1694 e 1697, il progetto di ampliamento della chiesa: innalzamento del tetto e della facciata, avanzamento della navata verso la piazza antistante, demolizione e successivo rifacimento degli altari laterali (da quattro diminuiscono a tre), costruzione di un nuovo fonte battesimale e installazione di un nuovo organo e cantoria. Gran parte delle opere fu portata a compimento dal suo successore, don Alessandro Barai. Nel 1696 fu anche costruito l’altar maggiore in marmo.
Nel 1730 i lavori di abbellimento continuarono, con la costruzione della cantoria dell’organo, che fungeva anche da bussola. Dal 1730 al 1768, fu installato il portale d’ingresso in legno di quercia, costituito da una serie di formelle intagliate. Anche le bugnette della cornice sovrastante sono intagliate a rilievo.
Il progetto dell’ing. Giuseppe Pinchetti del 1868 previde l’ampliamento verso sud della chiesa stessa, sulla parte del coro ed occupando una porzione della sagrestia e della stalla esterna.
Durante il periodo di don Forzani, 1869-72, fu demolito l’antico coro dietro l’altare maggiore, spostato il muro di fondo e costruito un nuovo presbiterio.
Nel 1913-17 fu costruita una nuova nicchia sul lato destro dell’altare della Madonna del Rosario per collocarvi la nuova statua di Sant’Antonio e un’altra nicchia di fronte. Nel 1919 fu fatto il restauro conservativo della facciata. Nel 1926 fu aperta una nuova porta laterale della chiesa, verso la strada comunale.
Nel 1963-65 furono portate a termine le opere di ampliamento della chiesa, in particolare: la demolizione del cassettone interno del tetto, la sostituzione con volta a tutto sesto e la trasformazione della facciata, nella parte superiore, seguendo lo stile neoclassico, uniformando così l’aspetto anteriore a quello già esistente nel presbiterio.
Tra 1978 e 1990 furono fatti lavori di restauro, consolidamento copertura e risanamento.

L’aspetto attuale della chiesa è ben differente da quello che la chiesa aveva prima del XVI secolo, ben più piccola ed arretrata.
La facciata si presenta ad ordine unico rialzata di cinque gradini in marmo rosso di Verona, con portale centrale con due colonne ad ordine gigante con capitello dorico su entrambi i lati. Queste sorreggono una cornice e una fascia senza fregio, che è a sua volta sormontata da una spessa cornice e da un frontone triangolare con croce sommitale. Tra le due colonne giganti a destra e a sinistra del portale ci sono due nicchie contenenti statue di Santi, a destra sant’Antonio col maialino. Il campanile si trova alla destra dell’abside.

L’interno rispecchia l’esterno ed è a navata unica affiancata, per ogni lato, da una cappella laterale voltata a botte con decorazione a cassettoni su ogni lato contenente l’altare minore. A fianco dell’arco a tutto sesto delle cappelle laterali vi sono due paraste con capitello ionico. Alla base della volta a botte della navata c’è una cornice marcapiano.
L’accesso dalla navata al presbiterio avviene tramite due gradini in marmo: qui vi è dapprima una mensa in marmo e poi l’altare maggiore in marmi policromi color rosato e bianco. Dietro quest’ultimo è presente un coro ligneo, ora in disuso. L’ambone è in marmo e si trova alla destra dell’altar maggiore, in corrispondenza dell’inizio del gradino più alto. Nell’ala destra c’è una cappella minore, alla quale è possibile accedere attraverso un arco affiancato da due colonne con capitello ionico, arredato con panche in legno. Da questa cappella è possibile accedere alla sagrestia con arredi mobili in legno.
Le pareti laterali sono intonacate a tinta unica di color crema. Sono scandite da paraste con capitelli ionici poggianti su un basamento, ai lati degli archi delle cappelle laterali.
A sinistra dell’entrata vi è il battistero. La navata centrale è voltata a botte con lo stesso color dell’intonaco delle pareti laterali dell’aula, e presenta degli affreschi ovali. Le volte delle cappelle laterali sono decorate con affresco con motivo a cassettoni. La cappella feriale a sinistra del presbiterio ha una soffittatura piana intonacata di bianco. La volta dell’abside è a catino e fu completamente affrescata da F. Offoiach nel 1970.
Di particolare risalto è la settecentesca scultura lignea della Madonna con Bambino che indossa un abito elegantemente ricamato. Si segnala poi la tela della “Madonna del Carmelo col Bambino con San Sebastiano, San Francesco che intercede per le anime purganti” dei fratelli fiamminghi Martino e Giovanni Meves (fine ‘700, molto produttivi in diocesi di Verona a cui appartiene anche Ponti sul Mincio fino al 1978).
Un affresco del 1400 fu probabilmente era stato realizzato per la struttura preesistente: Crocifissione con Maria e Giovanni.

Nell’abside, a sottolineare la dedicazione della chiesa, è presente una pala, olio su tela di 275 x 185 cm, che rappresenta le “Tentazioni di Sant’Antonio“. Ricordato dal Bertolotti (1893, p. 136) come opera “di qualche pregio”, il dipinto può essere, secondo il Magnato (com. or., dicembre 1973), collocato nell’ambito dell’attività o dell’immediata influenza del pittore veronese Sante Creara (1574-1630).

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/49446/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300015261