CRANDOLA VALSASSINA (LC). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Carso
https://goo.gl/maps/VRBVLAy3Rfj9E16N6

 

La chiesa fu consacrata nel 1474 ed è popolarmente detta anche “del purcel”, poiché il Santo patrono è il protettore degli animali.

La facciata dell’edificio presenta due affreschi molto deteriorati raffiguranti i Santi Antonio abate e Cristoforo ai lati di un Crocifisso.
Con una sola navata, coperta da volta come il presbiterio, ha tre altari: quello maggiore, quello dell’Immacolata Concezione a destra e quello di Sant’Antonio di Padova a sinistra.
Le pareti della navata furono affrescate con episodi di Vita della Vergine nel Settecento.

Altorilievi in stucco sono distribuiti sulla volta, mentre sulla parete di fondo si aprono tre nicchie contenenti statue: quelle laterali con i Santi Lorenzo e Sebastiano e quella statua centrale con Sant’Antonio abate, in abiti vescovili, con la mano destra nel gesto di benedizione e la sinistra che tiene il bastone con campanella e il libro con sopra il fuoco.

 

Nel Comune si festeggia sant’Antonio nel weekend più vicino al 17 gennaio, con falò il sabato sera e la domenica con la benedizione degli animali.

 


Link:

http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=ParrocchieMAP&idSessioneEsterna=112233445566778899&sercd=13859


Data compilazione scheda: 
16/1/2022
Rilevatore: AC

FIVIZZANO (MS). Chiesa dei Santi Jacopo e Antonio abate

Via Umberto I, 6
https://goo.gl/maps/FvmeXkZ3cWXyYimp9

 

La chiesa originaria fu fondata dai monaci ospitalieri Antoniani che alla fine XIII secolo vennero da Vienne (Francia) per assistere i pellegrini, individuando in Fivizzano un punto nodale di quelle vie che da Roma conducevano alla Francia. Testimonianza della loro presenza è ancora oggi il bel fonte battesimale scavato in un unico blocco di pietra che si trova subito entrando nella navata sinistra. È ornato con il simbolo del Tau di sant’Antonio abate e con il bastone da pellegrino di Giacomo il Maggiore.

L’edificio originario fu interamente ricostruito nel 1576, ruotato in direzione della piazza ed ingrandito, come apprendiamo da una descrizione del parroco di allora, aveva 15 colonne, 7 dal lato della torre campanaria che occupava una campata ed 8 dall’altra; la maggior parte di esse era un monolite di “macigno sereno” alte braccia fiorentine 71/6 e larghe 24/6 dalla base alla sommità del capitello, quattro di queste colonne, due per lato, sono inglobate nei vecchi sostegni dell’arco trionfale. Da ciò sembrerebbe che la posizione dell’arco trionfale non sia mutata e che, sul suo asse, sia stato eseguito l’ingrandimento dell’edificio raddoppiandolo verso la piazza situata dalla parte opposta. Il coro era grande e capace, in noce intagliato a due ordini. Sembrerebbe che l’architetto della nuova chiesa sia stato il celebre maestro carrarese Ducarelli da Torano anche valente scultore dei capitelli e delle basi.

La facciata della prepositura dei Santi Iacopo e Antonio è stata ricostruita, in stile romanico, dopo il terremoto del 1920 e presenta un andamento a quattro spioventi, con la torre campanaria inserita nel lato destro della pagina muraria del prospetto, in pietra grigia a disegno isodomo. Nella parte inferiore si aprono tre portali gerarchizzati, riconducibili a modelli dei secoli XIII-XIV, con mensole di raccordo in marmo apuano e lunette raffiguranti a bassorilievo i santi patroni e la Beata Vergine dell’adorazione. Le porte laterali sono sormontate da una monofora e fiancheggiate da due finestrelle più piccole collocate, dalla parte interna, all’altezza dell’architrave. Al al centro, in asse con il portale maggiore, si apre un’ampia bifora con colonnina in marmo apuano e capitelo fogliato, tema ripetuto frequentemente nelle riduzioni in stile di quel periodo. A destra, in corrispondenza della torre campanaria, lo stemma mediceo.

 

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=23268

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_dei_Santi_Jacopo_e_Antonio


Data compilazione scheda:
 4/1/2022
Rilevatore: AC

RICALDONE (AL). Oratorio di Sant’Antonio abate

Via D’Alanconio
https://goo.gl/maps/acY6pAW9bEKPBGuW8

 

L’oratorio era ed è tutt’oggi proprietà della Confraternita di Sant’Antonio. Ubicato, presso la chiesa parrocchiale e subordinata ad essa, inizialmente fu eretto sul fianco orientale della chiesa, successivamente nella prima metà del Settecento i Gandolfi (feudatari di Ricaldone) trasferirono la propria residenza dall’antico castello di origini militari, che sorgeva di fianco alla chiesa parrocchiale, alla dimora signorile ancora esistente.
Sul sito dell’antico castello, che era stato demolito, fu costruito verso il 1740 l’attuale Oratorio della Confraternita di Sant’Antonio Abate, utilizzando in parte il materiale di risulta del precedente oratorio di proprietà della Confraternita.
Tutt’oggi l’oratorio si trova tra l’edificio della canonica ed un’abitazione privata con buona parte dei fianchi e della parte absidale che si sviluppano lungo la profonda scarpata che confluisce nella sottostante Via Barbacani.

Il più antico dato architettonico e unico riferimento relativo all’erezione dell’oratorio ci viene fornito dalla notizia che nel 1740 il priore di allora Giovanni Maria Cuttica fece diverse spese per la costruzione della nuova fabbrica dello stesso (presupponendo pertanto una preesistente costruzione). Il più antico documento cartaceo relativo invece alla Confraternita risulta essere una relazione datata 1577 a firma del visitatore apostolico Mons. Ragazzoni che ingiunse ai Confratelli di dotarsi degli ordinamenti dati dal concilio Tridentino; tale documento fa retrodatare l’esistenza dell’oratorio.
Nel 1811 il governo napoleonico decise di sopprimere tutte le confraternite, con la caduta dell’Impero napoleonico fu ripristinata la situazione preesistente e nel 1816 l’Oratorio fu consacrato come chiesa.
Nel periodo post bellico e fino agli anni ’60 del Novecento l’attività della Confraternita si ridusse parecchio e l’Oratorio venne utilizzato solo in occasione della ricorrenza dei defunti. Dopo il 1962 l’attività cessò del tutto (l’Oratorio divenne un garage), ma la confraternita rimase giuridicamente in vita perché nel 1987 don Bartolomeo Bruna l’aveva confermata presso il registro tenuto dalla Prefettura di Alessandria

Nel 2011 fu convocata un’assemblea, aperta a tutta la popolazione di Ricaldone, che approvò il nuovo statuto e decise di predisporre il progetto generale per i lavori di restauro e consolidamento conservativo dell’Oratorio, che nel 2015 fu approvato dalle Soprintendenze del Piemonte. In data 24 settembre 2018 è stato stipulato un contratto di comodato con il Comune di Ricaldone della durata di ventinove anni in base al quale il Comune si impegna a realizzare i restauri.

All’interno dell’oratorio, due nicchie ai lati dell’altare contengono sul lato destro la statua lignea di Sant’Antonio abate, titolare dell’oratorio e sul lato sinistro la statua lignea della Vergine del Carmelo.

 

Link:
http://atlas.landscapefor.eu/category/secxviii/poi/18312-oratorio-di-santantonio-abate-di-ricaldone/17476-la-confraternita-di-ricaldone/ e pagine collegate

www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/scheda.jsp?sercd=12372#

Data compilazione scheda: 31/12/2021
Rilevatore: AC

CANELLI (AT). Chiesa di Sant’Antonio abate

Regione Santa Libera, 33. Località Sant’Antonio
https://goo.gl/maps/gRsLhZYgJydMy3Xm8

 

Chiesa campestre, le prime testimonianze risalgono alla fine del XVI secolo. Fu costruita a spese dei vignaioli della zona.
Ristrutturata e ampliata alla fine dell’Ottocento, nel 1906 fu totalmente ricostruita nelle attuali forme neogotiche.
Isolata su un poggio, presenta una statua di sant’Antonio abate nel timpano.

 

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/scheda.jsp?sercd=12775#

Data compilazione scheda: 31/12/2021
Rilevatore: AC

NEVIGLIE (CN). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Mango / Strada Provinciale
https://goo.gl/maps/6SqvKdotZm4poDc46

 

Edificata tra metà XII e XIII secolo, la chiesa mostra evidenti segni della propria origine romanica nel fianco meridionale (foto in basso) e nel blocco presbiteriale con la piccole abside semicircolare. Fu utilizzata tra il 1630 e il 1635 per depositarvi i morti della peste fuori dal centro abitato, in attesa di sepoltura.
La cappella, così come si presenta oggi, è il risultato di continui ritocchi che si sono susseguiti tra XV e XVI secolo.

Edificio di piccole dimensioni, ad aula coperta da una volta a botte lunettata, ha impianto rettangolare, concluso da un’abside coperta da un semicatino che si innesta, tramite un arco trionfale appena accennato, nello spazio destinato ai fedeli.
La facciata, semplice e lineare, ha andamento a capanna priva di qualunque elemento di distinzione architettonica oltre al portale, inquadrato da lesene e sormontato da una pseudotrabeazione, e dalla sovrastante finestra.
All’interno, statua di sant’Antonio abate sopra l’altare. (foto a destra)

 

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=10087

Data compilazione scheda: 28/12/2021
Rilevatore: AC