GAZZOLA (PC), frazione Rezzanello. Chiesa parrocchiale di San Savino, statua di s. Antonio abate, XVIII secolo

La statua in legno dipinto raffigurante sant’Antonio abate, settecentesca, è citata nell’Inventario del 1898 stilato da don Alceste Scarani che la colloca nella prima cappella Cornu Evangelii (terza cappella a sinistra) entro una nicchia chiusa da vetro.
Di discreta fattura, il Santo, oggetto di devozione di lunga data per gli abitanti di Rezzanello, come testimonia il suddetto inventario, rispecchia l’iconografia tradizionale ed è riferibile al secolo XVIII, probabilmente proveniente dalla chiesa originaria.
Forse opera di un modesto scultore locale, la statua mostra, al di là della pesante ridipintura, una resa discreta nel volto, specie nel movimento dato alla barba, una fattura più rigida e schematica nell’abito e nel manto
Sant’Antonio abate, in abito marrone e mantello nero su cui spicca la tau, si appoggia con la mano destra su un bastone a tau (incompleto nella parte sinistra dell’elemento superiore) cui è appesa una campanella; nella sinistra tiene invece un libro aperto. Il volto è barbato; sulla testa una semplice aureola metallica. Ai suoi piedi stanno alla sua destra un maiale ed alla sua sinistra un piccolo e stilizzato fuoco. La base sembra non essere pertinente.

 

Probabilmente la statua è conservata nella Parrocchiale di Rezzanello, costruita per volontà di Ferdinando Douglas Scotti tra 1859-1866 su progetto dell’ing. Guglielmo della Cella e dell’Ing. Giuseppe Perreau, modificato dall’arch. Andrea Guidotti. Il campanile fu eseguito su progetto dell’arch. Camillo Guidotti tra 1906 e 1910. Guidotti progettò anche il portale (1910-1912) che fu arricchito da un bassorilievo raffigurante San Savino di Pier Enrico Astorri. Le decorazioni interne risalgono al 1926 e sono opera di Arnolfo Ghittoni.

La Parrocchiale sorge in località San Savino, isolata, al di sopra di una collina, con orientamento NordEst-SudOvest, preceduta da un sagrato cui si accede da una scalinata in pietra. La facciata in stile neogotico, con paramento murario in pietra a fasce bianche e nere alternate, è a salienti, con la parte centrale leggermente in aggetto. Il fronte centrale e laterali hanno cantonali in pietra posti a risega. I rampanti sono percorsi da una cornice ad archetti pensili a tutto sesto in cotto. Al centro si apre l’unico portale, preceduto da un protiro su colonnine, Al di sopra del portale si apre centrale un ampio rosone, strombato, con cornice in cotto, coronato da gocciolatoio in cotto. Al centro del timpano una monofora chiusa. Ai lati del portale i fronti presentano monofore a tutto sesto, con cornice in cotto. I fronti laterali sono forati, nella parte alta da tre finestroni circolari. Sul retro l’abside poligonale presenta due monofore a tutto sesto, ai lati.
Schema planimetrico basilicale, a unica navata, scandita da alte lesene a fascio in tre campate, voltate a crociera, con le volte a costoloni a vista, in cotto. Le pareti della chiesa sono in conci lapidei, alternati a fasce di mattoni a vista, in stile neogotico. Sulla navata si aprono, con archi a sesto acuto, tre cappelle votive per lato, a pianta rettangolare, voltate a crociera; dedicate, quelle di destra al Battistero, al confessionale, alla Beata Vergine Maria; quelle di sinistra ai Santi, al confessionale, al Sacro Cuore. Il presbiterio, rialzato di tre gradini in marmo, sul piano della chiesa, si apre sulla navata con un arco a sesto acuto su pilastri murali. A pianta rettangolare è voltato a crociera. L’abside poligonale è coperto da volta a vele a costoloni a vista.

 

Link:
https://catalogo.cultura.gov.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800164765

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/39482/Chiesa_di_San_Savino_Rezzanello,_Gazzola

SAN MARTINO IN BADIA (BZ), frazione Antermoia. Chiesa di Sant’Antonio abate

La chiesa sorge all’Interno dell’area cimiteriale della frazione Antermoia.
https://maps.app.goo.gl/Sm5zvewJPt7UpW5d6

La chiesa attuale risale al XVIII secolo. All’esterno, una targa riporta che nel 1450 fu consacrata una cappella gotica dedicata ai Santi Valentino e Antonio.
Restaurata nel 1830, fu affrescata nel 1881 all’interno nel presbiterio e nella volta da Franz Rudiferia (Castalta Badia, 1821 – 1903, pittore, architetto e incisore).

La facciata è a capanna a due spioventi è semplice, con un portale di accesso architravato e protetto da una tettoia e sovrastato, in asse, da una finestra con arco a tutto sesto che porta luce alla navata.

La torre campanaria si erge in posizione arretrata, sul lato sinistro accanto all’abside a base poligonale. Alla base della torre si apre un ingresso secondario e l‘abside ha due grandi finestre poste sulle pareti laterali mentre su quella centrale è arricchita esternamente dalla decorazione ad affresco che raffigura la Madonna col Bambino e a fianco una meridiana.
La cella campanaria si apre con quattro finestre a monofora e sotto due di queste c’è l’orologio. La copertura apicale ha forma di piramide acuta a base quadrata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’interno è curato, presenta affreschi nel presbiterio e nella volta con scene della vita di Cristo e figure di Santi.

 

 

Sull’altare un’ancona lignea barocca custodisce la statua di sant’Antonio abate.

 

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(San_Martino_in_Badia)

SOLTO COLLINA (BG). Chiesa di San Rocco e Sant’Antonio abate

Via San Rocco, 18
https://maps.app.goo.gl/qXJme7agbJxNfrMK6

Non si conosce la data di costruzione della chiesa ma dagli atti della visita del 1575 di s. Carlo Borromeo alla Pieve di Solto, si legge che Giovanni Maria Foresti, nel suo testamento, lasciò per la costruzione dell’oratorio di S. Rocco 300 Libbre da pagarsi dai suoi eredi
Negli atti della Visita pastorale del 1594 del vescovo Milani si legge: “Sotto la mia cura vi è una chiesa di S. Rocho la quale non ha entrata alcuna, et ne tengono cura li vicini a essa chiesa, et ben serata, et ben tenuta”
Negli atti della visita pastorale del 1703 del vescovo Ruzzini si legge: San Rocco. La chiesa ha un solo altare il quale ha un’icona in tela (l’icona in tela è l’attuale che raffigura l’Assunta tra i Santi Rocco e Antonio, vedi infra) Il vescovo decreta che nello spazio di due mesi si faccia un altare nuovo e ai cancelli di ferro che vi sono da entrambi i lati si metta una rete.
Negli atti della visita pastorale del 1858 del vescovo Speranza si legge: “Nell’Oratorio di San Rocco si canta Messa il giorno di Sant’Antonio abate dal Parroco e il giorno di San Rocco si canta messa e la sera si cantano i Vespri e si dice il Rosario. Non si conserva il S.S. Sacramento”.
Venne modificato un altare nel 1941. La chiesa fu interessata da un progetto generale di restauro nel 1954 e negli anni seguenti

La facciata, rivolta ad est, è suddivisa in tre ordini con quattro lesene in muratura, complete di capitello inserito nella cornice. Sopra il primo ordine un secondo, senza lesene, contiene un semplice rosone affiancato da riquadri con modanature, e superiormente un timpano coperto da tegole. Nell’ordine inferiore, nel settore centrale è ricavato il portale d’ingresso con contorno in pietra di Sarnico. Sopra, entro riquadro, si legge: “in onore di S. Rocco e S. Antonio abate”. Le nicchie ospitano due modeste statue in gesso dei santi Rocco e Antonio abate, a destra con i consueti attributi.
Sobrio è il disegno del campanile posto sul fianco destro.

Internamente la chiesa si presenta ad una sola navata con pianta rettangolare, suddivisa da lesene e controlesene in tre campate. Le lesene hanno zoccolatura in pietra ben sagomata e continuano poi in muratura; il capitello si inserisce nel cornicione che funge da raccordo delle pareti con la volta. Tre finestre per parte, ricavate nella volta con relative strombature, danno luce alla piccola chiesa. Nella campata centrale, sul lato sud, è ricavato l’ingresso laterale. Il presbiterio,più stretto della navata, presenta pianta rettangolare ed è coperto con volta a botte, dove è ricavata una piccola finestra che illumina l’altare. Sul lato ovest del presbiterio è presente una porta che immette nel campanile mentre sul lato sud un’altra porta conduce al locale sagrestia.

Nella lunetta a sinistra del presbiterio si conserva l’affresco cinquecentesco raffigurante la Pietà e i santi Rocco e Antonio abate; l’immagine è la testimonianza della fase più antica dell’edificio e fu forse preservata perché oggetto di devozione. S. Antonio è raffigurato in abiti vescovili.

All’interno della cornice dalle linee neoclassiche dell’unico altare si trova la bella tela con l’Assunta e i santi Antonio abate e Rocco databile al XVII secolo. Il dipinto è interessante per la plasticità del drappello di angeli che reggono in volo la Vergine dal volto adolescenziale.

Più modeste sono le decorazioni a secco alle pareti che raffigurano finti medaglioni con angeli e ghirlande; al centro della volta del presbiterio, nella cornice in stucco, è dipinta la Colomba dello Spirito Santo. In quella della navata è raffigurato san Rocco mentre ascende sulla nuvola al cielo attorniato da angeli; nella porzione inferiore un malato riceve conforto da una figura femminile. L’opera è da datare sul finire dell’800 e trova alcune analogie con i modi del loverese Giuliano Volpi. Alla parete destra è inserito un bassorilievo raffigurante la Madonna col Bambino, si tratta di una versione ottocentesca, più volte ridipinta, di un modello rinascimentale.

Nelle nicchie della navata sono poste le statue, pesantemente riverniciate, dei  santi Rocco e Antonio abate.

 


Il 17 gennaio viene festeggiato sant’Antonio abate con cerimonie religiose, benedizione degli animali e falò.

 

 

Link:
https://chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=32079

https://www.comune.solto-collina.bg.it/vivere_il_comune/luoghi/luogo_21.html

ROVIGO. Chiesa di Sant’Antonio abate detta di S. Domenico

Via X Luglio, 19
https://maps.app.goo.gl/BXMNFFWNoY7k2DBs9

La prima destinazione d’uso dell’edificio fu quella di ospedale, luogo di accoglienza e rifugio voluto dalla nobildonna Piacenza Casilini nel 1413, come attesta l’antica lapide murata in fondo alla parete destra.
Dopo un disastroso incendio l’ospedale fu fatto ricostruire nel 1505-16 da Giovanni, Marco e Marsilio Casilini con l’aggiunta di una piccola chiesa contenente due altari dedicati uno a S. Antonio abate e l’altro ai SS. Lucia, Sebastiano e Rocco.
Il complesso conservò la funzione di ospedale fino al 1543 quando fu ceduto ai Domenicani, provenienti dal convento di S. Agostino di Padova, che l’anno successivo, sempre con l’aiuto dei Casilini, iniziarono i lavori di adattamento. Prima del 1559 fu eretto l’altare della Madonna del rosario con relativa Confraternita, ai piedi del quale la famiglia Delaiti fece collocare la propria tomba.
Nel 1627 si ebbe un nuovo intervento di ristrutturazione del complesso e d’ingrandimento della chiesa col sostegno del nobile Andrea Redetti. Tra il 1641 e il 1644, fu abbellita realizzando il coro e una cappella simmetrica a quella del sepolcro dei Casalini, dedicata a S. Antonio abate. Nel 1687 fu eretto l’altare di S. Domenico e rifatto l’altare maggiore, mentre quello ligneo di S. Barbara, ormai cadente, fu ricostruito in marmo nel 1707 e prima del 1750 fu eretto quello della Circoncisione.
Nel 1767 la Repubblica di S. Marco decise di sopprimere i piccoli conventi ed incamerarne i beni, di conseguenza i Domenicani nel settembre 1770 lasciarono la città. Il convento incamerato dal Demanio fu acquistato dalle Terziarie Domenicane, che ne entrarono in possesso nel settembre 1771 e vi rimasero fino al 1810 quando, a seguito delle soppressioni napoleoniche, convento e chiesa furono nuovamente abbandonati.
Durante il governo Austriaco, grazie all’intervento di alcuni importanti cittadini e del vescovo mons. Molin, si ottenne la riapertura al culto della chiesa nel settembre 1815. Diversi anni dopo (1887) fu rifatta la copertura, sostenuta da capriate a vista, secondo il progetto dell’architetto R. Cattaneo. Del 1889 è la decorazione ad affresco del coro e delle cappelle ai lati dell’altare maggiore, realizzata dal prof. R. Cessi.
Divenne sede dell’Opera diocesana Adorazione Perpetua nel 1921.
Nel 1941-42 si ebbero: il rifacimento dell’altare maggiore, lo smembramento degli altari di S. Antonio e di S. Liberale, riutilizzandone parti per le porte di accesso alle nuove sacrestie, una nuova pavimentazione e il rivestimento in marmo delle pareti.
La statua di Sant’Antonio abate fu collocata in una nicchia scavata nella parete nord.

Il fronte lineare presenta due portali di accesso a tutto sesto, con stipiti e arco in pietra, uno dei quali sormontato da una nicchia con una statua raffigurante il busto di sant’Antonio realizzato nel XVII secolo e attribuito a Bernardo Falconi.
Sotto gronda corre una cornice a dentelli e mensole in cotto. Il fronte è forato da tre monofore a tutto sesto.

 

All’interno, in controfacciata un rosone collocato  sovrasta la nicchia che ospita la statua di s. Antonio abate in pietra bianca, opera di Bernardo Falcone realizzata nel XVII secolo.

 

Altare maggiore, rifatto nel 1943, adattandovi il preesistente ciborio che culmina con la statuetta del Cristo Risorto di Giovanni Fasolato. Le statue laterali di san Paolo e san Sebastiano, attribuite allo scultore svizzero Bernardo Falcone, provengono dal demolito altare di S. Antonio abate.

Altare del ss.mo nome di Gesù o della Circoncisione
. Secondo il Bartoli l’altare fu realizzato attorno al 1753 su disegno dell’architetto Angelo Franceschini. La pregevole decorazione scultorea è da attribuire allo scultore veneziano Antonio Gai, mentre la pala che raffigura la Circoncisione di Gesù, risalente al XVIII secolo, è del pittore muranese Giovanni Segala.
Altare della Beata Vergine del Rosario. La pala raffigura la Madonna col Bambino circondata dai committenti, donata nel 1563 da Pietro Paolo de Paoli. I quindici ovali con i Misteri del Rosario sono opera del lendinarese Antonio da Corle. Il tabernacolo è invece opera moderna.

Altare di San Domenico. Fu costruito nel 1687 grazie a un lascito di don Pietro Morosini rettore della frazione di Rovigo, Concadirame. La pala, che rappresenta S. Domenico e i maggiori Santi Domenicani, firmata dal dalmata Sebastiano De Vita, è datata 1770.

Altare di Santa Barbara. La statua della Santa è attribuita a Pietro Baratta nel Seicento.

 

 

Link:
https://chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/stampaapprofondimento.jsp?guest=true&sercd=10988

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Rovigo)

PORTOGALLO – ÉVORA. Chiesa di Sant’Antonio abate

Praça do Giraldo
https://maps.app.goo.gl/o34UxAV5H45sBr2K9

La chiesa fu costruita fra il 1557 e il 1563 per volere dell’allora arcivescovo di Évora e cardinale, Enrico, futuro re del Portogallo. Fu eretta nello spazio sul quale vi erano l’antico Albergaria do Corpo de Deus (un ostello) con annessa cappella, entrambi dedicati a sant’Antonio abate.
Pochi anni dopo la sua inaugurazione, la volta fu distrutta da un terremoto (1568). Nel 1572 ebbe luogo la ricostruzione adopera dell’architetto Francisco Varela. Nel 1648 il portale in quercia della Fianfre, fu sostituito con un altro in legno proveniente dal Brasile.
Nei secoli XVII e XVIII la chiesa fu provvista di altari in stile barocco e il 22 aprile 1804 fu riconsacrata dopo lunghi lavori di restauro.

La facciata, in tre ordini, è scandita da due paraste in muratura tra le quali si trova il portale principale, sovrastato da un timpano inscritto in un semicerchio con sopra una grossa finestra rettangolare strombata. Ai due lati estremi si ergono, senza soluzione di continuità con la facciata, due torri sovrastate da altrettanti piccoli campanili e tra le torri e le paraste corrispondenti, si trovano le due porte laterali, accessi alle rispettive navate, sormontate ciascuna da due finestre rettangolari strombate. Sulla sommità centrale, tra le due torri, una vela con al centro un orologio. Alla chiesa si accede per mezzo di un sagrato di alcuni gradini, circondato da una griglia. Una lapide ricorda la fondazione della chiesa.

L’interno, a pianta rettangolare di 33 x 7 m, è a tre navate di pari altezza, separate da due file di ampie colonne ed al termine di ciascuna si trova una cappella, vi è anche la cappella del battistero.

 

Il ricco altare maggiore reca, nella parte inferiore, la  statua di   in legno dipinto risalente al XVII secolo, racchiusa in una nicchia. Il Santo ha la tau sul mantello, nella mano sinistra, con braccio quasi teso, tiene un bastone, mentre la destra sostiene un libro e alla manica è appesa una campanella. Ai piedi del santo è un porcellino.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Evora)