PIACENZA D’ADIGE (PD). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Piazza Caduti per la Libertà, 9
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Originariamente dipendente dalla pieve di Santa Maria di Merlara, nel 1294 l’antica chiesa di Piacenza d’Adige passò sotto la giurisdizione di quella di San Prosdocimo di Castelbaldo. La chiesa, che non era stata elencata nella decima papale del 1297, è ricordata però nella visita pastorale del 1448, effettuata dal vescovo Fantino Dandolo. Dalla relazione della visita del 22 maggio 1683 si conosce che la chiesa era stata consacrata nel 1413 da Andrea da Montagnana, vescovo di Drivasto, su richiesta del vescovo di Padova Pietro Marcello. Nel XVI secolo, a causa delle inondazioni del fiume Adige, il pavimento della chiesa venne rialzato di oltre un metro.
Nel 1700 ormai la chiesa risultava insufficiente a causa dell’incremento della popolazione e, così,all’inizio del XX secolo, l’antica parrocchiale fu demolita e fu sostituita dell’attuale, a tre navate ed in stile neoromanico, iniziata nel 1943 e consacrata il 21 ottobre 1950.

Sulla facciata, la lunetta sopra il portale è un bassorilievo che raffigura sant’Antonio abate con bastone e libro.

 

L’interno, ricco di altari e decorazioni, presenta sull’altare dedicato a Sant’Antonio abate, sulla parete destra, una pala dipinta alla metà del XIX secolo, raffigurante Sant’Antonio abate tra i santi Paolo eremita e Caterina d’Alessandria.

 

 

 

 

 

 

Collocata nell’antifacciata della chiesa, sul lato destro, è la statua di Sant’Antonio, scolpita dall’artista di Orisei Giuseppe Riflesser nel 1935.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Piacenza_d%27Adige)

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/2895/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate+%7C+Piacenza+d%27Adige+%28PD%29

ROCCHETTA LIGURE (AL). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Piazza della Chiesa, 3
https://maps.app.goo.gl/dtdCSy8EPKP2ktYf6

L’originaria cappella di Sant’Antonio abate sorse, presumibilmente, verso il XIII secolo; la prima citazione dell’ecclesia S. Antonii de la Rocheta unita cum dicta plebe risale però al 1523 ed è inserita in un elenco di chiese della diocesi di Tortona, mentre da documenti di qualche decennio posteriori si sa che essa dipendeva dalla pieve di San Giovanni Battista di Albera Ligure.
Nel 1655 la comunità rocchettina fu costituita in parrocchia autonoma, indipendente dalla matrice d’Albera; la prima pietra della nuova chiesa fu posta nel 1663 e l’anno successivo l’edificio era già terminato per volontà di Napoleone IV Spinola.
Si provvide a posare il pavimento nel 1881, anno in cui la parrocchiale fu elevata alla dignità prepositurale; l’anno successivo fu consacrata.
Nel 1938 furono realizzati gli affreschi nella navata a cura di Clemente Salsa, che proseguì i più antichi affreschi del catino absidale.

La facciata a capanna della chiesa è suddivisa da una cornice marcapiano in due registri, entrambi tripartiti da lesene; quello inferiore presenta due nicchie contenenti le statue dei santi Pietro e Paolo; centralmente è il portale d’ingresso. Il registro superiore superiore è caratterizzato da una serliana e coronata dal timpano di forma triangolare al centro del quale spicca un cartiglio con stucchi raffiguranti i simboli attribuiti a sant’Antonio abate: la mitra, il libro e il bastone con il campanello.
Annesso alla parrocchiale è il campanile a pianta quadrata, la cui cella presenta su ogni lato una monofora affiancata da lesene corinzie ed è coronata dalla cupoletta poggiante sul tamburo

L’interno dell’edificio si compone di un’unica navata, sulla quale si affacciano le cappelle laterali introdotte da archi a tutto sesto e le cui pareti sono scandite da paraste sorreggenti la trabeazione modanata e aggettante sopra la quale si imposta la volta a botte; al termine dell’aula si sviluppa il presbiterio, rialzato di alcuni gradini, delimitato da balaustre e chiuso dall’abside semicircolare.

Al centro della parete di fondo, sopra gli stalli lignei del coro del XVII secolo, è collocata la grande tela datata 1780, con la Gloria di S. Antonio abate, che sembra raffigurare anche, sullo sfondo, la primitiva chiesa dedicata a S. Antonio, eretta sulla sponda sinistra del Sisola, e poi abbandonata perché in rovina.

Gran parte degli arredi come le acquasantiere marmoree all’ingresso, i dipinti degli altari laterali, il bellissimo organo con una cassa ad ante dipinte con strumenti musicali collocata su una cantoria in legno dipinto, sono donazioni della seconda metà del ‘700 della popolazione e del marchese Giovanni Battista Spinola.

Sulla parete destra un altare ha una pala raffigurante s. Antonio abate.

 

Nel presbiterio, sulla parete sinistra, in una nicchia è conservata una statua di s. Antonio abate.

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/43282/

https://www.comune.rocchettaligure.al.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere/parrocchiale-di-sant-antonio-abate-6081-1-1467c5661289b0ab0f3807d747e1ef47

LUCOLI (AQ). Collocazione ignota. Statua e dipinti di S. Antonio abate

Il Catalogo dei Beni culturali indica a Lucoli, ma senza specificare la collocazione, una statua e alcuni dipinti raffiguranti sant’Antonio abate.

 

1) Statua lignea. Il Santo tiene con la mano destra un bastone a tau cui è appesa una campanella e con la sinistra un libro sul quale + il fuoco.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300218029

 


2) Dipinto murale datato al XVI secolo. Il Santo ha un libro nella mano sinistra e un bastone a tau cui è appesa una campanella nella destra.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300217241


3) Dipinto murale datato 1583, in cattivo stato di conservazione e racchiuso da cornice dipinta di forma ovale. Il Santo è nella consueta iconografia

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300217916


4) Dipinto murale datato 1588. Il Santo ha un libro nella mano sinistra e un bastone a tau nella destra.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300217975


5) Olio su tela del Seicento attribuito alla scuola di Giulio Cesare Bedeschini. (1582 – 1627).
Sant’Antonio abate, vestito con tunica e mantello, è in piedi. Con la mano destra si appoggia al bastone, con la sinistra tiene il libro che legge.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300005962


6) Olio su tela raffigurante s. Antonio abate a ¾ , datato al XVIII secolo. Il Santo sta leggendo un libro che regge con la mano destra. Il braccio sinistro tiene un bastone cui è appesa una campanella. Il maiale è a sinistra, sotto la croce. Opera priva di originalità.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300186898

NOVARA DI SICILIA (ME). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Ada Negri
https://maps.app.goo.gl/ahpXN1wGNk6Bym1Y6

I lavori della chiesa furono iniziati intorno al 1538 e ultimati solo nel XVIII secolo. Scolpite nell’iscrizione posta sul lato destro della facciata, le date di inizio costruzione dell’edificio attuale e fine lavori di perfezionamento, il periodo tra il 1609 e il 1669.
Il portale centrale ad arco acuto di stile normanno reca scolpite sugli stipiti le figure di Sant’Antonio abate col bastone e un porcellino a sinistra, e San Paolo apostolo con la spada e un serpente a destra. Entrambi i soggetti sono affiancati da un angelo.

I piccoli portali laterali presentano un arco a tutto sesto in conci squadrati.

La facciata è rivolta a sud e ripartita da due paraste in conci. Varchi d’accesso sovrastati da finestre, quella centrale incorniciata da timpano triangolare spezzato. Il secondo ordine centrale è raccordato al primo da vele, chiudono la prospettiva due vasotti e un pinnacolo con croce apicale in ferro battuto al centro.
Campanile composto da tre ordini, cella dotata di quattro monofore, cuspide centrale ottagonale di stile normanno rivestita di mattoni colorati, quattro pinnacoli ai vertici e decori intermedi. La sua costruzione, iniziata in epoca remota, è stata ultimata nel 1732, come indica un cartiglio.

Interno a impianto basilicale ripartito in tre navate per mezzo di 10 colonne in pietra arenaria locali. I capitelli corinzi uguali a coppie, gli archi, i decori interni ed esterni, i fregi, sono opera degli scalpellini locali. La volta della navata centrale in muratura nasconde il tetto a capriate in legno ove sono presenti mensole raffiguranti maschere e personaggi
La navata destra ha quattro campate: la prima con la cappella dell’Odigitria; la seconda con la cappella di Santa Caterina e la statua del XVI secolo raffigurante la Santa e proveniente dalla demolita chiesa a lei dedicata; terza con la cappella di San Bartolomeo e un dipinto di Gaetano Bonsignore del 1834; nella quarta campata vi è il varco per la sacrestia.
Navata sinistra: prima campata; seconda con la cappella di Gesù alla Colonna con la statua in cartapesta; terza con la cappella della Pentecoste; segue la quarta campata.
Absidiola destra: cappella di San Francesco di Paola con la statua lignea del Santo scolpita dal Cardella ad Agrigento nel 1872. Nel braccio destro del transetto sorge la cantoria dotata di un organo a canne del 1848.

Absidiola sinistra: cappella di Sant’Antonio abate. L’altare custodisce la statua lignea raffigurante Sant’Antonio abate ascrivibile al 1600 ma recante la data 1738, anno di un primo restauro.

Nel braccio sinistro del transetto trovano posto un grande crocifisso ligneo; la statua lignea di San Marco evangelista del 1500; la statua in cartapesta di San Giorgio martire, provenienti dalla chiesa omonima nel 1986 quando i locali furono adibiti ad auditorium.

 

 

 

 

 

Sull’altare centrale campeggia il seicentesco dipinto a olio su tela  raffigurante Sant’Antonio abate con san Paolo di Tebe.


Festa di Sant’Antonio il 17 gennaio. Celebrata con processioni e riti religiosi. Û du uri: funzione religiosa celebrata due ore prima del crepuscolo; benedizione degli animali.
Û fogu: fuoco acceso la sera della vigilia al piano terra con la legna che i fedeli portano in dono compiendo û viaggiu, che è la visita devozionale al santo compiuta per chiedere la grazia e debellare l’herpes zoster (o fuoco di Sant’Antonio). Il fuoco con le sue fiamme nei secoli ha annerito e consumato i gradini della rudimentale scala in pietra che porta in cima al campanile.

 

Immagini da Wikimedia
Link:

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Novara_di_Sicilia)

MONTELEONE ROCCA DORIA (SS). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio
https://maps.app.goo.gl/n3jvUgSasqh3xuDb7

 

Si tratta di una chiesetta posta a settentrione del paese a metà strada tra questo e la sommità del Monte: fu certamente la parrocchiale dell’antichissimo borgo che andò distrutto nell’assedio del 1436.
La chiesa risale al XII secolo, in stile romanico-gotico, ha un bel rosone al centro della facciata e un delicato fregio sopra al portone a forma di arco acuto.

 

 

 

 

 

Ha un’abside in conci in pietra illuminata da una finestrella.

Anche l’unica navata riceve la luce da due finestrelle poste sulla parete nord.

Alla sommità dei due pioventi della facciata vi è un piccolo campanile a vela e due pinnacoli.

Attualmente sono in corso i lavori di restauro per ridare alla chiesa le originali linee celate sotto gli intonaci.

 

L’interno è molto semplice e conserva due statue di sant’Antonio abate.
1 Statua in legno dipinto, della seconda metà del XVII secolo. Misura 32 x 133 x 45 cm, raffigura Sant’Antonio abate con la croce nella mano destra ed un libro con sopra il fuoco nella sinistra. Immagine a sinistra.

 

 

2 In gesso, del 1900-1924. Misura 38 x 118 x 43 cm. Il Santo tiene la mano destra nel gesto di benedizione, la sinistra regge un bastone a croce cui è appesa una campanella. Un maiale a sinistra. La statua è posta sopra l’altar maggiore.

 

 

Link:
https://comune.monteleoneroccadoria.ss.it/luoghi/2308012/chiesa-s-antonio-abate

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/2000145970 (XVII secolo)

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/2000145971 (XX secolo)