SEDRINA (BG), frazione Botta. Chiesa di Sant’Antonio abate

L’edificio è posto sulla parte più elevata dell’abitato, sul lato destro del fiume Brembo, che chiude la val Brembana. Via Camosso, 1
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La chiesa di Sant’Antonio abate “de la Botta, comunis Sedrine”, fu fondata dal vescovo Ludovico Donato nel 1483, e ottenne autonomia parrocchiale separandosi dalla chiesa matrice di Sedrina nel 1506.
Nel Sommario delle chiese di Bergamo e della sua diocesi, redatto dal cancelliere Marenzi nel 1666, la parrocchia di Sant’Antonio, di giuspatronato della vicinìa, risultava nullius plebis (non subordinata a una pieve). Vi erano erette le scuole/confraternite del Santissimo Sacramento, del Rosario e della Dottrina cristiana.
In occasione della visita pastorale del vescovo Dolfin, avvenuta nel 1780 presso la parrocchiale risultavano erette la scuola del Santissimo Sacramento, presso l’altare maggiore; la scuola del Rosario, presso l’altare della Maria Vergine del Rosario, entrambe amministrate da sindaci.
La chiesa, rifatta una prima volta nel XV secolo e successivamente ricostruita nel XVII, fu consacrata nel 1780 dal vescovo Gian Paolo Dolfin.

Nel 1933 fu costruita la nuova chiesa parrocchiale su progetto dell’ing. Franco Mazzoleni, consacrata nel 1936 dal vescovo Adriano Bernareggi, che confermò l’antico titolo sigillando nell’altare maggiore le reliquie dei santi Antonio abate, Alessandro e Faustino
Nel 1945 furono realizzati gli affreschi del presbiterio e del battistero e nel 1954 si eseguì il sopralzo e completamento del campanile.
Restaurati gli interni e posato nuovo pavimento nel 2014.

La chiesa, con l’abside a est, è preceduta dal sagrato delimitato da barriere in ferro. La facciata è preceduta da un alto portico aperto frontalmente in tre arcate, delle quali la centrale più alta, e lateralmente in due arcate della stessa altezza degli archi minori frontali. Il portico si conclude con una cornice aperta in corrispondenza dell’arco centrale e un timpano triangolare. Sulla parte superiore della facciata vi è una grande finestra a tutto sesto atta a illuminare l’aula.

Sul fronte Sud, a ridosso del portico, è addossato il campanile, che per buona parte è incorporato nel volume del complesso architettonico. Dal portico si accede all’interno della chiesa tramite una porta centrale con bussola, sormontata da un’alta finestra oppure tramite una piccola porta laterale che conduce alla cappella battesimale.

L’interno della chiesa a unica navata con volta a botte, preceduta dalla bussola, con sei campate divise da cinque lesene. Le lesene sono complete di alto basamento in marmo venato, reggono la trabeazione completa di fregio e il cornicione.
Vi è una strozzatura iniziale della navata dovuta alla presenza a sud del campanile di poco più arretrato del portico e a nord della cappella del fonte battesimale a pianta quadrata. . Nella prima campata sono collocati due confessionali. La terza campata ospita i due ingressi laterali con le relative bussole. La quarta campata presenta a destra il pulpito in marmo. La sesta campata presenta due aperture ad arco molto alte che mettono in due cappelle: quella di sinistra dedicata a S. Antonio abate e quella di destra alla Madonna del Rosario. Il presbiterio presenta un arco trionfale ristretto rispetto alle pareti della navata così da ospitare gli ingressi alla sagrestia posta a sud ed alla cappella a nord. Il presbiterio a pianta rettangolare è coperto da volta a vela, ha due cantorie, delle quali quella di sinistra ospita l’organo. Il coro semicircolare conclude il presbiterio.

Nell‘abside un grande affresco del 1945, opera del bresciano Eliodoro Coccoli (1880 – 1974), raffigura Santi e angeli e, al centro, Cristo in trono affiancato da due santi: a destra è riconoscibile sant’Antonio abate con lunga barba bianca e bastone pastorale.

La chiesa conserva una statua di S. Antonio abate.

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La domenica più vicina la 17 gennaio si celebra la S. Messa  e la benedizione degli animali e dei veicoli.
Nel pomeriggio la celebrazione dei vespri e la processione.
La festa prosegue con la sagra in oratorio.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/32059/

https://cn10.it/saba-church

https://www.facebook.com/comune.sedrina.bg.it/photos/santantonio-abate-a-bottadomenica-19-gennaio-2025nella-parrocchia-di-botta-di-se/914116287557700/

VEDESETA (BG). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Nel centro storico.
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Nel 1566 la funzione di parrocchiale passò dalla chiesa di San Bartolomeo alla nuova chiesa di Sant’Antonio abate, in occasione della visita pastorale dell’arcivescovo Carlo Borromeo, come risultava da un atto rogato da Giovanni Pietro Scotti, notaio della curia arcivescovile di Milano.
Nel 1585 fu costruito il campanile con il tetto a piramide coperto di rame e nel 1751 vi fu inserito un orologio.
Nel 1794 vi fu la posa della prima pietra della nuova chiesa, aperta al culto nel 1803.
Nel 1809 fu sostituito il tetto in rame del campanile con piode e il rame tolto fu venduto per reperire i fondi per il completamento della nuova chiesa.
La demolizione dell’antica chiesa avvenne nel 1810.
Nel corso del XIX secolo furono eseguiti diversi lavori di migliorie e decorazioni all’interno.
Nel 1896 l’arcivescovo Andrea Carlo Ferrari consacra la nuova chiesa con l’antico titolo di S. Antonio abate. Prescrive che il pavimento dell’intera chiesa in mattoni sia sostituito con mattonelle.
Costruzione del nuovo campanile nel 1912, previa demolizione di quello del 1585.

La facciata, incompiuta nella parte superiore, è ad ordine unico, con alto basamento e quattro paraste in pietra di Berbenno e settori intonacati. Il settore centrale ospita il portale d’ingresso sormontato da un bassorilievo  tondo raffigurante la  Madonna col Bambino e una finestra rettangolare.

L’interno è a pianta ellittica con copertura a cupola. Nella controfacciata si trova l’organo con cantoria. L’aula è scandita da lesene con capitelli corinzi, poggianti su una zoccolatura in verde serpentino. Sulla sinistra si trovano il battistero, un confessionale, l’ingresso laterale, la cappella dedicata a Sant’Antonio abate con in  una nicchia la statua del Santo, e anche l’affresco incorniciato raffigurante s. Sebastiano, e la porta d’ingresso per il campanile. Sulla destra si trova un confessionale, l’ingresso laterale e la cappella della Madonna del Rosario. I Misteri del Rosario nella cappella omonima sono di Antonio Morali di S. Giovanni Bianco. Sempre sulla destra si trova la porta che dà accesso alla sagrestia che è sormontata da pulpito.
Il presbiterio è rialzato di due gradini protetto da balaustrata in marmo; è a pianta rettangolare e si conclude con il coro coperto da catino.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/32166/Chiesa_di_Sant’Antonio_Abate_Vedeseta

VALLECROSIA (IM), frazione Vallecrosia Alta. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Nel centro storico della frazione.
https://maps.app.goo.gl/fgZ6fvTt48b53J9d6

 

La fondazione del primo edificio religioso probabilmente avvenne nel periodo tardo medievale. La struttura attuale risale al rifacimento nello stile architettonico barocco avvenuto nel corso del 1737, quando fu consacrata.

La facciata, ultimata nel 1786, presenta stucchi e statue di Pietro Lucchesi e Pietro Notari.
Al centro, sopra il portale, vi è anche la statua di sant’Antonio abate con i consueti attributi.

Il retrostante campanile, dalla cupola quadrangolare, ha un orologio.

L’interno della chiesa, ad unica navata, è anch’esso barocco. Tra le opere conservate, interessante è il dipinto “Sant’Antonio di Padova implora per Vallecrosia l’intercessione della Vergine”, datato al 1675, opera del pittore Giovanni Battista Casoni (Casone) (1610 – 1686). L’opera, che ha la particolarità della presenza nel dipinto della stessa chiesa parrocchiale così come si presentava prima del rifacimento barocco, fu un ex voto della comunità perché aveva superato indenne la guerra sabaudo-genovese del 1672. Per approfondire e immagine vedi bibliografia.

Altre opere e arredi sacri sono un crocifisso in marmo policromo intarsiato e la statua della Vergine Maria, entrambe realizzate nel XVIII secolo da Giovanni Maragliano (1710-1777); in sagrestia è conservato un altro crocifisso in legno datato tra il XIV e XV secolo. L’organo della chiesa fu acquistato nel 1679.

 

Link:
https://turismo.comune.vallecrosia.im.it/services/chiesasantantonioabate/

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Vallecrosia)

Bibliografia:
Devitini Alessia, Da Lerici a Ventimiglia: l’itinerario ligure di Giambattista Casoni, Intemelion n° 3, 1977 allegato

SPAGNA – ISOLE CANARIE – LAS PALMAS DE GRAN CANARIA. Oratorio / Eremo (Ermita) di Sant’Antonio abate

Pl. San Antonio Abad, 2
https://maps.app.goo.gl/4zMCp52DUmDjH4d88

 

L’attuale cappella di Sant’Antonio abate è un edificio del 1757 sorto al posto di una precedente costruita nel “Real de Las Palmas”, accampamento eretto da Juan Rejón nel 1478 per la conquista dell’isola, costituendo quella che sarà la prima chiesa della città.
Tradizionalmente viene posta in relazione con il passaggio di Cristoforo Colombo dall’isola nel 1492, come indica una targa posta sulla facciata.

La facciata principale, a forma di capanna, presenta al centro una fascia verticale in pietra grigia in cui sono il portale sovrastato da un’apertura con arco a tutto sesto e terminante con un piccolo campanile a vela.

All‘interno, a pianta rettangolare, si trova una pala barocca che presenta tre architravi collegati da archi a tutto sesto. A sinistra vi è la statua di s. Antonio abate con libro, bastone e maialino.

Ai lati si trovano due altari fronteggiantisi. Il pulpito, ubicato a un lato della navata centrale e aggettante, fu realizzato dopo la costruzione della chiesa.

 

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Cappella_di_Sant%27Antonio_Abate_(Las_Palmas_de_Gran_Canaria)

https://www.grancanaria.com/blog/it/article/alla-scoperta-delleremo-di-san-antonio-abad-dove-e-iniziata-la-storia-di-las-palmas-de-gran-can/

Altre info: Las Palmas-SAA.pdf

CONFEDERAZIOEN ELVETICA – BELLINZONA, frazione Sant’Antonio. Chiesa parrocchiale dei SS. Antonio abate e Abbondio

Carmena Paese, 7
https://maps.app.goo.gl/RuoXwJLQpP6MbG4N9

La prima menzione della chiesa risale al 1371.
L’attuale costruzione a navata unica con due cappelle laterali e coro poligonale risale al XVI secolo e fu rimaneggiata nel XVII e XX secolo.
Restauri furono eseguiti nel 1982 e 2000.

La facciata principale è preceduta da un portico a doppia arcata il cui fronte è ornato con affreschi di gusto popolare ritoccati a più riprese; nel frontone, i patroni sovrastati da Dio padre; a sinistra la figura di s. Antonio abate con bastone. Sul lato sinistra un frammento con s. Cristoforo e il Bambino. Il massiccio campanile sorge a sinistra dietro il portico.

Nella lunetta del portale: affresco frammentario della Madonna col Bambino fra i SS. Antonio e Abbondio.


L’elegante spazio interno è coperto da volte a crociera. La decorazione pittorica della navata, fine XIX secolo. L’acquasantiera tardo-quattrocentesca o del primo Cinquecento si trova sotto la cantoria.
Nel coro l’arredo liturgico è moderno. Sull’altare due sculture lignee dell’artista svizzero Ugo Cleis (1903 – 1976): un crocifisso e un tabernacolo, entrambi realizzati nel 1967.

 

In una nicchia sulla parete a destra entrando, nella cappella presso il presbiterio che contiene il fonte battesimale seicentesco, una statua di s. Antonio abate con i consueti attributi, compreso il porcellino.

 

Link e immagini:
https://www.vallemorobbia.com/via-del-ferro/architettura-beni-culturali/

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_dei_Santi_Antonio_Abate_e_Abbondio