FRANCIA – COLMAR.  Museo Unterlinden, altare di Isenheim/Issenheim con immagini di s. Antonio abate, di M. Grünewald, 1515

Nel periodo tra il 1512 e il 1516 Guido Guersi, abate del monastero/precettoria dei monaci Antoniani di Issenheim (in tedesco Issenheim, comune francese nel dipartimento dell’Alto Reno)  vedi scheda ex precettoria, commissionò a Matthias Grünewald (1480–1528) l’esecuzione di una complessa macchina d’altare da poter utilizzare per diverse funzioni religiose offrendo così immagini diverse per la preghiera dei monaci antoniani e dei malati che venivano accolti nell’ospedale. È un’opera che si presta a diversi livelli di lettura proprio per far fronte alla diversità di usi cui era destinata.

 

Si tratta di una sorprendente struttura fatta di ante fisse e rimovibili, che possono assumere tre diverse configurazioni, composta da 11 pannelli, di cui quattro grandi ante dipinte sul retto e sul verso, due ante fisse e una predella formata da due riquadri mobili con un’unica raffigurazione che si estende dall’una all’altra.

 

 

Le tre configurazioni sono le seguenti.

 

Nella prima (altare aperto con la prima anta) troviamo da sinistra verso destra l’Annunciazione, la Natività (nelle due ante centrali) e la straordinaria Resurrezione.

 

 

 

 

Nella seconda (altare aperto con le seconde ante) ci sono ai due lati i santi eremiti Antonio e Paolo e le Tentazioni di Sant’Antonio (foto in alto).
Le due ante fiancheggiano un’edicola lignea scolpita realizzata da Hagenauer che raffigura: a sinistra s. Agostino, al centro s. Antonio abate in trono, a destra s. Gerolamo; nella predella Gesù con gli Apostoli a gruppi di tre a mezzo busto.

 

 

 

 

Nei due pannelli raffiguranti i santi Antonio e Paolo e le tentazioni – o meglio i tormenti – di sant’Antonio, entrambe le scene sono immerse in paesaggi impervi al quale fa da controparte, nella prima raffigurazione, la presenza di un cerbiatto, simbolo di atmosfera pacata; nel pannello di destra vi è una casa diroccata dal terremoto e i diavoli ci ballano sopra. Nelle tentazioni, il Santo viene trascinato dai demoni tra animali, strane chimere dai corpi misti, esseri immaginari che si contrappongono all’omino coperto di pustole che compare in basso, essere realistico e rappresentante di una società che vive tra guerre e pestilenze.

Nella terza configurazione (altare chiuso) trova posto la raffigurazione della Crocefissione fiancheggiata sugli sportelli laterali fissi dalle figure di san Sebastiano e sant’Antonio. Nella predella è raffigurato il Compianto sul Cristo morto.
Sant’Antonio abate è raffigurato in piedi su un basamento (come il corrispondente san Sebastiano), con in mano uno particolare bastone metallico che termina col Tau, e compare un diavolo colto nell’atto di spaccare i vetri della finestra per entrare.

 

 

 

Di Matthias Grünewald (1470/75 – 1528), si sa molto poco. Solo intorno al 1930 si scoprì il suo vero nome: Mathis Gothardt o Neithardt, ignota l’origine del soprannome Grünewald. Certo è che lavorò come architetto per il capitolo del Duomo di Mainz/Magonza e dal 1510 per l’arcivescovo di Magonza, Uriel von Gemmingen, la cui residenza ufficiale era ad Aschaffenburg; alla sua morte nel 1514 Grünewald continuò a lavorare per il suo successore Albrecht von Hohenzollern, già vescovo di Halberstadt, poi Magdeburgo dal 1513, e dal 1514  arcivescovo elettore di Magonza.
Il pittore morì di peste nel 1528.

 

Il Museo Unterlinden, situato tra le mura di un ex monastero delle monache Domenicane fondato nel XIII secolo, nella cittadina alsaziana di Colmar, ospita una vasta collezione di opere locali e internazionali. In particolare, è noto per la preziosa raccolta di dipinti e sculture dal XV al XXI secolo, che attira ogni anno 200 mila visitatori da tutto il mondo.

 

Link:
https://web.archive.org/web/20041220120649/http://www.paletaworld.org/artist.asp?id=1300

http://www.scuoladomuspicturae.it/altare-di-isenheim-di-matthias-grunewald/

Data compilazione scheda: 20-2-2022
Rilevatore: AC


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