PERUGIA. Galleria Nazionale dell’Umbria, tavole con s. Antonio abate di Eusebio da San Giorgio, 1513 e “trittico del Farneto”, prima metà XV secolo
Tempera su tavola centinata di 251,5 x 158 cm, raffigurante “Sant’Antonio abate in trono tra San Francesco d’Assisi e San Bernardino da Siena”.
Opera di Eusebio Da San Giorgio (1465 – post 1539), appartenente alla scuola del Perugino.
Inventario numero 347. In deposito.
Proveniente dalla chiesa di San Francesco al Prato, nota come “pala Berardelli”, l’opera entrò in Pinacoteca con le demaniazioni del 1863.
Attribuita in un primo tempo alla scuola del Perugino, fu poi ascritta a Eusebio da San Giorgio, sulla scorta di una testimonianza dell’Urbini da cui si apprende che Rossi aveva trovato i documenti relativi al dipinto dai quali risultava che la realizzazione della pala era stata disposta per testamento dal perugino Carlo Berardelli e l’esecuzione affidata a Eusebio da San Giorgio nel 1513 (la notizia è riportata in Santi, pp. 148-149).
Durante il restauro del 1980-1981 sono state rimosse la cornice ottocentesca e un’aggiunta sulla sommità della centina. Si tratta probabilmente dell’ultima opera sinora conosciuta di Eusebio da San Giorgio (la cui esistenza però è documentata sino al 1539). Alla pala è unita la predella inv. 289.
Sant’Antonio in trono, con barba scura, tiene nella mano destra un bastone a stampella cui è appesa una campanella; nella sinistra un libro chiuso appoggiato al ginocchio.
Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1000016410
“Trittico del Farneto”, raffigurante: “Madonna col Bambino e due angeli, San Francesco e Sant’Antonio abate”.

Tempera su tavole, ognuna di 129,5 (115 le laterali) x 54,5 x 4 cm. Ha avuto varie e controverse attribuzioni (1), attualmente è considerato opera del “Maestro del Trittico del Farneto” (attivo a Perugia nel XV secolo),
Inventario numeri 84, 86 (S. Antonio abate), 87
Il trittico è entrato in Pinacoteca nel 1867, dal monastero francescano del Farneto, frazione di Perugia.
Sant’Antonio abate, nella tavola di destra, con barba bianca, tiene con la mano destra un lungo bastone e con la sinistra un libro aperto su cui è l’iscrizione latina in caratteri gotici: “IDETE FRA/TRES UT / COR VESTRUM / ET COGITATIO VESTRA/ NON VACET IN VANUM / ET NE SEDUCAT VOS / HUIUS SECULI CUPIDITAS / SECUNDUM VOLUNTATEM DEY / ET NOTRAS EXO/RTATIONES PER OMNIA / CUSTODITE / FILII MEY VOCAVIT / NOS DEUS IN OR/DINE MONACORUM / ET SACERDOTIUM SED IN / VIDEANUS UT NON SIT”.
Link:
(1) https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1000016142-0
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1000016142-3 (tavola con s. Antonio)



