PINZOLO (TN), frazione Sant’Antonio di Mavignola, Chiesa “vecchia” di Sant’Antonio abate

Via Corno di Cavento, 4
https://goo.gl/maps/t2R5afSUT6W6cJzf8

 

A poca distanza dalla nuova chiesa (vedi scheda) sorge l’edificio che risalirebbe alla fine del XIV secolo.
Di piccole dimensioni, 4,5 x 6 m, a pianta longitudinale, con la facciata e il portale rivolti ad occidente, costituito da un unico ambiente, in muratura di pietra locale, con volta a crociera, coperto da tetto a capanna aggettante di scandole di legno.
Nel 1540 la chiesetta venne affrescata dai pittori Baschenis, in particolare da Simone II, una prolifica famiglia originaria di Averara nel bergamasco, che operò in Trentino e nelle Giudicarie.
Nel 1558-59 la chiesa fu danneggiata da un incendio, ma subito riparata.

Gli affreschi esterni furono scialbati nel 1837 per esser poi riscoperti nel restauro del 1953, quando Luigi Battisti li restaurò.
Nel 1978-1979 fu rifatta la copertura e si realizzò un’intercapedine perimetrale per ovviare ai danni causati dall’umidità di risalita.
Nel 1980 Pierpaolo Cristani, sotto la direzione dell’architetto Michelangelo Lupo, operò un primo restauro degli affreschi interni.
Nel 2008 si provvide a un nuovo restauro generale, sotto la guida dell’architetto Roberto Paoli, con il rifacimento del manto di copertura; un intervento di consolidamento statico dell’edificio; la sostituzione della gradinata esterna e della pavimentazione; il restauro di serramenti, intonaci, apparati lapidei e di tutte le decorazioni ad affresco.

Lungo la facciata a capanna si aprono due finestre rettangolari simmetriche e il portale architravato, preceduto da una gradinata in granito e sormontato da una nicchia ogivale dipinta.
La facciata, al di sopra del portale, conserva gli affreschi attribuiti a Simone II Baschenis: nella grande lunetta gotica la Deposizione, e ai lati sei santi: Giovanni Battista, Vigilio, Valentino, sul lato a destra, in abito diaconale, Lorenzo, Stefano e Bartolomeo.
Sulla parte superiore centrale sant’Antonio benedicente che indossa gli abiti da vescovo; al suo fianco san Sebastiano con il pavone simbolo dell’immortalità e a destra san Rocco con il cane simbolo di fedeltà.

 

L’interno presenta una sola quota pavimentale, con l’unico altare in pietra addossato alla parete di fondo. Sopra l’altare un affresco di Simone II Baschenis, raffigura la Madonna in trono col Bambino a ai lati sant’Antonio abate e santa Barbara. L’affresco si salvò dalla scialbatura dell’Ottocento perché coperto dall’ancona, poi persa.

Le pareti laterali e la volta sono affrescate con dodici croci di consacrazione ed immagini sacre. Gli affreschi, secondo alcuni critici, furono realizzati da Cristoforo Baschenis il vecchio e rappresentano al centro Cristo Pantocratore con un cielo stellato e angeli, sopra i simboli dei quattro Evangelisti.

“La pittura dei Baschenis semplice dal punto di vista stilistico non ricerca effetti prospettici, né particolari sfumature cromatiche, ama invece i colori accesi, che sottolineano la vivacità delle scene ritratte. Gli affreschi della Chiesetta di S. Antonio sono uno degli esempi più felici tra quelli portati a termine dalla famiglia dei pittori itineranti bergamaschi, le mani che sono intervenute nel nostro Tempio Sacro sono quelle di Cristoforo Baschenis e Simone II, il frescante più noto e più capace, colui che ha affrescato la Danza Macabra nella Chiesa di S. Vigilio a Pinzolo.” Testo tratto da: https://www.ladigetto.it/Arte+e+Cultura/.

 

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=6224

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_vecchia


NOTA

Un affresco del XVI secolo sul muro di un’abitazione di Pinzolo presenta un’immagine di sant’Antonio abate con bastone e campanella, forse opera dei Baschenis.
Immagine da:
https://www.unsertirol24.com/2021/01/03/tracce-di-fede-a-mavignola/

 

 

 

 

 

 



Data compilazione scheda
: 15-2-2022
Rilevatore: AC


Regione Trentino-Alto-Adige