SANREMO (IM), frazione Coldiroli. Museo di Villa Luca, “Le tentazioni di sant’Antonio” di S. Rosa, 1645

Olio su tela di 125 x 93 cm.

In quest’opera il pittore napoletano Salvator Rosa (1615 – 1673) porta l’orrore del male ad un culmine. In un luogo desertico e roccioso sant’Antonio abate viene distolto dalla meditazione dalla comparsa improvvisa di iperbolici mostri e terrificanti figure demoniache. Si rotola a terra impugnando contro di essi la croce, il suo corpo si torce sopra la stuoia su cui stava pregando. In primo piano, seminascosti, si scorgono il Vangelo e il teschio, simbolo della meditazione del Santo sulla fugacità della vita umana e sul triste destino di morte che accomuna gli uomini. Tra le forze del male spicca per le sue dimensioni una creatura mostruosa, un essere ermafrodita che sembrerebbe essere uscito da un bestiario medievale. La sua natura si compone di elementi sovradimensionati di vari animali: la corporatura ricorda lo scheletro di un uccello in posizione eretta, la testa è quella di un cavallo con lunghe zanne di cinghiale, la coda serpeggiante richiama l’immagine di un ratto. La presenza del mostro suscita uno stato di inquietudine già solo per la sua grandezza fuori scala rispetto a sant’Antonio. È il demonio, un incubo notturno ben lontano dalla creatura mistica o dalla donna dall’aspetto conturbante dell’iconografia religiosa tradizionale.

 

Conservato nella Pinacoteca Rambaldi sala 3
Dal 2006 la Raccolta Rambaldi è stata riallestita nei più ampi locali del Museo di Villa Luca a Coldirodi. (Esposto nel 2008 in una mostra ad Amburgo.

Vi sono somiglianze di impostazione col dipinto di Salvador Dalì, posteriore di tre secoli (vedi scheda).

Link:
http://pinacotecarambaldi.it/sala-3/


 

Esistono altre copie/versioni di questo dipinto.
FIRENZE. Uffizi, Galleria Palatina, Sala di Ulisse
Una, 125 x 93 cm, ai primi del 1700 era a Palazzo Pitti. Iscrizione sul retro: 5096- 7960- 290. Fu portata agli Uffizi intorno al 1784 e nel 1798 fu riportata a Palazzo Pitti. Il Baldinucci (ed. 1830, p.18) dice che fu dipinto per il principe Giancarlo de’ Medici. Nel 1878 il dipinto era ancora a Palazzo Pitti (Chiavacci 1878, p.141). Nel 1944 fu portato nel Museo degli Argenti e nel 1946 fu esposto nella Galleria Palatina. Il quadro viene dai più datato intorno al 1645.

Un’altra copia, già nei Depositi delle Gallerie degli Uffizi, (inv. 1890 n° 5703) che misura 75 x88 cm, è in deposito temporaneo dal 1976 alla Camera dei Deputati a Roma.

Info:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900021593

https://arte.camera.it/detail/IT-CD-GA-OA-000000208/tentazioni-s-antonio


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