SELARGIUS (CA). Chiesa di Sant’Antonio abate

Vico Maria Vergine Assunta, 7
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Racchiusa in una piccola corte, la chiesa, dedicata a “Sant’Antoni de su fogu” (Sant’Antonio del fuoco), venne edificata in stile neogotico nel 1950 sullo stesso sito di una più antica chiesetta, demolita nel 1949, risalente alla seconda metà del ‘600 e smembrata, presumibilmente, nel 1786 per il rifacimento dell’altare maggiore.

Attualmente il sacro edificio presenta una facciata a cuspide, con un bel rosone traforato, un campanile a vela e, sopra il portale a doppio battente, una lunetta con l’immagine a mezzo busto di sant’Antonio, opera di Antonio Marini di Selargius.

L’interno della chiesetta è realizzato con arcate a sesto acuto, con l’abside semicircolare, due cappelle laterali a volta ellissoidale a crociera cordonata e una piccola gemma centrale.
Tra i pezzi più pregevoli, vi è un ex-voto con l’immagine della Madonna d’Itria e di Sant’Efisio, raffigurante il salvataggio di un uomo in procinto di annegare nel fiume di Pula (1883) e, in una delle cappelle, la statua della Madonna del Carmelo.

Sull’altare principale si trova una statua del Santo forse databile al XVIII secolo.

 

L’edificio è sede della Confraternita della Madonna d’Itria e ogni anno ospita la festa in onore di sant’Antonio abate protettore dei malati e degli animali.
Tradizione vuole che la chiesa sia addobbata con arance amare e venga eretta una grande catasta di legno, composta da ‘sas tuvas‘, tronchi di alberi resi cavi dai fulmini e dal tempo, privati di tutti i rami e in cui vengono inserite fronde di alloro. La pira viene accesa al tramonto del 16 gennaio, ma solo dopo che il parroco l’ha benedetta, compiendo tre giri intorno ad essa e dando il via ufficialmente alla festa, fra canti, balli tradizionali e distribuzioni di dolci, che sanciscono l’inizio ‘ufficiale’ del Carnevale. Ma la fede popolare attribuisce al Santo di origine egiziana anche poteri curativi: durante la messa vengono benedetti limoni, arance e mandarini, poi messi a contatto col corpo delle persone malate o degli animali, di cui Antonio è il protettore.

 

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