SIRMIONE (BS). Chiesa di San Pietro in Mavino con due affreschi di s. Antonio abate, 1320 circa

È la chiesa più antica di Sirmione e, da scavi archeologici del 2005, risulta che fu edificata nel punto più alto della penisola già nel V secolo e non nel VII-IX. Il nome deriva probabilmente dal termine dialettale navino, diminutivo di nava, indicante un campo pianeggiante circondato da boschi. L’edificio originale era una chiesa cimiteriale a pianta rettangolare con tre absidi a emiciclo.
Durante la ristrutturazione avviata nel XIII secolo fu rasato il podio, innalzato di un metro il presbiterio (livello attuale), realizzato un decoro dipinto di cui restano sei santi nell’abside centrale, il velario nell’abside nord; il primo strato di un riquadro votivo sulla parete sud; un probabile san Giovanni in controfacciata.
Nel 1320, contestualmente al sopralzo dell’aula, fu riedificata la facciata aprendovi l’attuale portale (data incisa su di un mattone alla sua destra) e l’anno dopo (iscrizione del riquadro con gli apostoli strappato dall’abside centrale e appeso alla parete nord) fu ridipinto il corpo absidale. Ormai nel secolo XV, nell’ottica di un ulteriore riutilizzo del cimitero, l’area esterna fu livellata e la quota pavimentale della navata elevata a quella attuale.
Nel XVII e XVIII secolo la facciata subì delle modifiche, con l’apertura di due finestre ogivali. Il campanile fu eretto nel secolo XI mantenendo lo stesso stile della chiesa.
Restaurata all’interno e all’esterno nel 2003-8 e nel 2011-13. L’ultimo restauro degli affreschi risale al 2020.

L’interno, conserva affreschi con almeno quattro strati sovrapposti due anteriori al 1320, uno del 1320-1 e uno del 1525. Nel registro superiore dell’abside centrale, racchiuso da una cornice a motivi geometrici e floreali, troneggia il Cristo in mandorla del Giudizio universale fiancheggiato dalla Vergine e dal Battista, ai cui lati due angeli suonano lunghi flauti. Lo spazio soprastante è occupato dalle fronde fiorite di due sicomori. Nel registro inferiore si sviluppava a gruppi di tre la teoria degli Apostoli di cui oggi restano solo sei figure. Nell’abside di sinistra la Madonna in trono con Giovanni Battista e l’Evangelista che racchiudono la scena, completata da due angeli con turibolo che spiccano nella volta celeste. La decorazione dell’abside di destra, divisa in due registri, presenta nel superiore la Crocifissione. Caratteristica di questi dipinti, dall’impianto generale ancora bizantineggiante, è il forte arcaismo, che si esplicita nelle pose frontali, nei gesti rigidi, e nella fissità dei volti. Lungo la parete settentrionale è ancora leggibile, anche se mutila, una teoria di santi e vescovi, mentre sul lato opposto, delimitati dall’identica cornice policroma, si susseguono riquadri con santi di non sempre chiara identificazione e una Madonna in trono.


Un’immagine sul lato sinistro tra due santi Vescovi è identificabile con sant’Antonio abate, con barba bianca biforcata, che tiene con la mano destra la campanella e nella sinistra un bastone pastorale.

 

 

Un’altra immagine simile sulla parete destra, presso l’abside, dove s. Antonio è in un riquadro singolo, tiene la campanella con la mano sinistra e la destra è nel gesto di benedizione.

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagini da Wikimedia e in parte di Giancarlo Righetti da Facebook

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/4m010-00195/
https://www.gardatourism.it/chiesa-di-san-pietro-in-mavinas/

Rilevatore: Valter Bonello


Regione Lombardia