SOAVE (VR), frazione Costeggiola. Chiesa di Sant’Antonio abate
Via Pigna, 10
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La chiesa di Costeggiola, originariamente cappella soggetta alla chiesa parrocchiale di S. Maria Maddalena in Castelcerino, fu edificata nel corso del XV secolo.
La chiesa fu riedificata nel 1707.
Il 25 giugno del 1929 la chiesa di S. Antonio abate in Costeggiola fu smembrata dalla parrocchiale di S. Maria Maddalena ed eretta in Parrocchia autonoma. Decreto a firma del vescovo di Verona Girolamo Cardinale.
Nel 1927-36 l’edificio fu modificato e ampliato con la costruzione di due navatelle laterali e l’allungamento della navata di una campata (da 4 a 5). Conseguentemente la facciata, che prima dell’intervento era a capanna, venne spostata in avanti e riedificata come è oggi, a salienti e rivolta a occidente.
La torre campanaria è addossata al fianco settentrionale del presbiterio e parzialmente inglobata in esso; della struttura emerge solo parte del fusto tozzo e massiccio. Nei lati nord e ovest sono collocati due orologi. Cella campanaria ad edicola di gusto rinascimentale, caratterizzata da un’apertura a bifora per ciascun lato; copertura a pigna in laterizio.
La copertura della chiesa è a due falde, e ad unico spiovente in corrispondenza delle navate minori, con travature lignee portanti e manto in coppi di laterizio.
Sul lato settentrionale del presbiterio si collocano, oltre alla torre campanaria, l’ambiente della vecchia sagrestia; sul lato opposto la nuova sacrestia. Lungo il fianco meridionale della chiesa insiste l’edificio della casa canonica.
L’ingresso principale, con bussola lignea interna, si apre al centro della parete di facciata, verso il modesto sagrato antistante, preceduta da una breve scalinata esterna; è presente un’entrata laterale lungo il fianco settentrionale dell’aula (navata sinistra).
Un rosone e due oculi chiusi da croci in muratura illuminano la navata, mentre due monofore a tutto sesto aperte nelle ali laterali illuminano le navate minori. Sul vertice sommitale, infisso in un supporto litico, campeggia una croce in ferro, mentre sui vertici laterali dei quattro spioventi sono collocati altrettanti pinnacoli.
L’impianto planimetrico è a tre navate separate da due file di arcate a tutto sesto su pilastri; il presbiterio quadrangolare è rialzato di due gradini e concluso con il coro a fondale piatto. Lo spazio interno è coperto da controsoffittature piane con decorazione a finto cassettonato in corrispondenza della navata centrale e del presbiterio. La pavimentazione della navata è realizzata in piastrelle di marmi policromi; il piano del presbiterio è pavimentato in scaglie di marmo grigio.
Lungo le pareti d’ambito delle navate minori sono disposti gli altari laterali ed il fonte battesimale.
Le pareti interne sono intonacate e tinteggiate; i prospetti del presbiterio sono arricchiti con decorazioni pittoriche. Risale ai primi anni del XXI secolo la decorazione delle pareti laterali delle navate con il ciclo pittorico comprendente le Storie di Sant’Antonio abate, la Crocifissione, la Resurrezione e la discesa dello Spirito Santo.
Sulla parete di fondo dell’abside, l’affresco di Sant’Antonio abate è di autore ignoto.
La decorazione del soffitto con finti cassettoni a vista ha sostituito intorno alla metà del XX secolo i precedenti affreschi raffiguranti i quattro Evangelisti.
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