VENEZIA. Gallerie dell’Accademia, “Sant’Antonio abate e san Paolo Eremita” di G. Savoldo, 1520

Olio su tavola di 165 x 137 cm
Opera di Giovanni Gerolamo Savoldo (Brescia, 1480 circa – post 1548), attivo soprattutto a Venezia, dove risiedette a lungo.
Inventario numero 328 . Esposto nella Sala XIV
Proviene dalla Collezione Manfrin, acquistato nel 1856

 

Nella sua Legenda aurea, scrive Jacopo da Varagine che sant’Antonio abate visitò Paolo, che da quarant’anni viveva da eremita, nutrito da un corvo che ogni giorno gli portava il pane. Il dipinto, che raffigura l’incontro dei due Santi in un anfratto rupestre dove sono intenti in preghiera, è caratterizzato da una sapiente struttura monumentale e da una straordinaria cura dei dettagli, descritti attraverso una luce obliqua.
L’opera mostra la capacità dell’artista di riunire gli elementi più moderni del suo tempo e di presentarli attraverso un linguaggio nuovo e personale. Oltre al rapporto diretto con le xilografie di Dürer (Valcanover 1983), e soprattutto con il suo San Girolamo del 1512, vi sono anche elementi tipicamente lombardi, come la potente plasticità, la forma isolata delle figure svettanti che quasi sporgono oltre il loro supporto, la gravità e la semplicità dei due Santi, e i toni pacati e semplici della luce che ricordano Foppa e Bergognone.
Quando la superficie fortemente ridipinta fu rimossa durante il restauro del 1977, i segni precedentemente illeggibili furono interpretati come la data “1520”.

 

Immagine da Wikimedia
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https://www.gallerieaccademia.it/en/saints-anthony-abbot-and-paul-hermit


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