CERAMI (En). Feste di sant’Antonio abate e della Benedizione degli animali.

FESTA SANT’ANTONIO ABATE A CERAMI – 8-17 GENNAIO
Forte spessore antropologico caratterizza la festa invernale in onore di Sant’Antonio Abate: i festeggiamenti hanno inizio giorno 8 Gennaio con l’Intronizzazione del simulacro del Santo sull’Altare Maggiore e il Solenne novenario e si concludono giorno 17 Gennaio, giorno in cui la Chiesa fa memoria del Santo della Tebaide.
Sin dalle prime ore del mattino di giorno 17 gennaio, il rullo dei tamburi, il suono festoso delle campane e i colpi a cannone annunciano che è arrivato il giorno dell’Abate Sant’Antonio; una serie di Celebrazioni Eucaristiche si susseguono nella mattinata e tra queste, quella che sicuramente ha una valenza maggiore è sicuramente la “messa dei fratelli”, ossia la Solenne Celebrazione Eucaristica con la partecipazione di tutti i confrati.
Nel pomeriggio alle ore 15:00 nella piazza antistante la chiesa di Sant’Antonio si rinnova la tradizionale “calata du Circu”, manifestazione di forte valenza antropologica che affonda le sue radici nelle origine greche di Cerami.
U “Circu” è una struttura costruita su una base circolare (da qui il nome Circu) realizzata interamente in alloro tra i cui folti rami viene legato del pane a forma circolare (cuddura) con al centro un’arancia.
U “Circu” viene realizzato dai membri della Confraternita la sera della vigilia della festa e le tecniche di realizzazione vengono tramandate dai più anziani ai più giovani seguendo un ricambio generazionale che garantisce il tramando della tradizione; può essere offerto da singoli cittadini, per le cosiddette “prummisioni”, cioè per i voti religiosi – le promesse che i fedeli fanno in cambio di grazia ricevuta o da ricevere – oppure può essere offerto dalla stessa Confraternita e viene benedetto dal sacerdote al termine della Celebrazione Eucaristica dei Confrati.
Nel pomeriggio del 17 gennaio, con il caratteristico rullo di tamburi, ‘u “Circu” viene prelevato dalla chiesa e viene issato con delle funi al centro della piazza; collocato sul posto, alcuni esponenti della Confraternita dal campanile della chiesa e dai balconi delle abitazioni che sia affacciano sulla piazza lanciano alla folla presente dei fazzoletti contenenti delle caramelle.
Terminato il lancio dei fazzoletti le campane e i tamburi annunciano il cuore dell’evento, “a calata do Circu”; ‘u “Circu” viene abbassato e issato al centro della piazza mediante delle carrucole mentre i giovani presenti, in una contrapposizione di forze, tentano di aggrapparsi con l’intento di, come si dice in gergo, “far Calare ‘u Circu” per riuscire a prendere quanto vi è stato appeso.
Oggi “’a calata du circu” è senz’altro un momento di socializzazione e condivisione, ma fino gli inizi del secolo scorso, quando la miseria e la fame colpivano parte della popolazione ceramese, tale manifestazione rappresentava un aiuto concreto ed un gesto di carità da parte della Confraternita Sant’Antonio Abate e dei devoti del Santo che con pane e arance cercavano di sfamare questa porzione di popolo.

Localizzazione e recapiti: Confraternita Sant’Antonio Abate, Piazza Sant’Antonio, Cerami (En)
Email: santantoniocerami@gmail.com
Pagina Facebook: Sant’Antonio-Cerami link: https://www.facebook.com/santantoniocerami

Bibliografia di riferimento: Testo a cura del dott. Giacomo Michele Fascetto
Siti internet di riferimento: Rete Italiana per la Salvaguardia e valorizzazione delle Feste di Sant’Antonio Abate link: https://reteitaliana.santantuono.it/festa-di-santantonio-abate-a-cerami/
Nome rilevatore: Dott. Giacomo Michele Fascetto

Vedi manifesto della celebrazione del 2024: Cerami Festa sant’Antonio abate 2024

FESTA SANT’ANTONIO ABATE A CERAMI- ULTIMA DOMENICA DI LUGLIO
Nel mese di luglio, in un mix di fede, folklore e religiosità popolare, la cittadina ceramese festeggia nuovamente Sant’Antonio Abate con una serie di eventi che culminano con la processione del Santo l’ultima domenica di Luglio.
La festa ha inizio il primo giorno della Novena con l’Intronizzazione del Simulacro del Santo che prelevato dalla sua nicchia viene collocato dai confrati sull’Altare Maggiore dove resterà per tutto il periodo dei festeggiamenti.
Nei nove giorni che precedono la festa, il Santo viene omaggiato con una serie di iniziative quale ad esempio un pellegrinaggio che in suo onore si snoda dalla chiesa di Sant’Antonio Abate e lungo un percorso di 6 Km, giunge all’edicola votiva del Santo in C.da Timpone di Sant’Antonio. Giunti nel luogo i pellegrini che hanno compiuto il pellegrinaggio in devota preghiera, alcuni anche scalzi, dopo l’omaggio floreale da parte del Superiore della Confraternita, partecipano alla Santa Messa.
Tra le varie manifestazioni che contraddistinguono la festa di Sant’Antonio Abate assumono particolare rilievo la tradizionale “’ntinna”, o albero della cuccagna e il gioco dei “pignati” o pentolacce. Entrambi i giochi si svolgono nella medesima serata anche se la tradizione prevedeva il loro svolgimento in occasione della festa del 17 Gennaio.
Nella mattinata dell’ultimo sabato del mese di Luglio, vigilia della Festa, si svolge la tradizionale cavalcata in onore di Sant’Antonio Abate. Il corteo, guidato dal palio della Confraternita, muove dalla chiesa di S. Antonio e fa tappa al già menzionato “Timpone di Sant’Antonio”, giunto in questo luogo il sacerdote imparte la benedizione ai cavalli e ai cavalieri e dopo un breve ristoro, a base di biscotti e vino, riparte in direzione del paese. Arrivata nuovamente in paese, la cavalcata si snoda lungo le stradine del borgo nebroideo e fa tappa presso la contrada “San Leonardo”dove vengono distribuiti a tutti i presenti pane e formaggio offerti in onore del Santo e benedetti dal sacerdote. La cavalcata continua percorrendo i vicoli del centro storico per giungere nella chiesa di S. Antonio Abate dove i cavalieri rendono omaggio al Santo al termine del percorso.
Alla sera, tra le stradine del centro storico di Cerami, si svolge la processione della Reliquia di Sant’Antonio Abate dove prendono parte tutte le Confraternite del paese; per questa processione tutti i Confrati della Venerabile Confraternita Sant’Antonio Abate hanno l’obbligo di “vestizione”, ossia l’obbligo di partecipare con il proprio abito. Al termine della processione, dopo il canto dei Primi Vespri, mentre tutte le Confraternite vengono congedate, la Confraternita di Sant’Antonio, mantenendo l’ordine processionale sfila all’interno della chiesa e ogni singolo Confrate giunto davanti l’Altare Maggiore bacia la Reliquia.
L’ultima domenica di Luglio Cerami entra nel vivo della Festa di Sant’Antonio Abate omaggiando il Santo con una solenne processione lungo le vie cittadine. Dopo la Messa Solenne il simulacro del Santo, tra il suono dei tamburi e le grida dei devoti, viene prelevato dall’Altare Maggiore e collocato sull’artistico fercolo processionale.
Il fercolo ligneo, copia di un originale seicentesco, viene portato a spalla dai devoti e presenta nella parte sommitale 10 anelli, 5 per lato, su cui vengono agganciati i “lazzuna”, ovvero delle funi che, decorate da “giummi”, ossia delle nappe multicolori, e campanelle, vengono tirate dai devoti lungo il tragitto ed in particolari circostanze per far riguadagnare equilibrio al fercolo e facilitare alcune manovre.
Di grande effetto è certamente a “’A Nisciuta”, ossia la trionfale uscita del Santo dalla propria chiesa; alle ore 12:00, sulle note dell’Inno a Sant’Antonio, tra le grida esultanti dei devoti, qualche pianto di commozione e lo sparo dei fuochi, Cerami riabbraccia il glorioso Sant’Antonio Abate e dà avvio alla processione. Lungo il tragitto il Santo fa sosta diverse volte per le cosiddette “bippite”, ossia le tradizionali offerte di biscotti a “S” e vino, fatte da alcune famiglie per sciogliere un voto dando sostentamento ai portatori del fercolo. Al mattino, il giro esterno, caratterizza la prima parte della processione che si conclude con la sosta del simulacro di Sant’Antonio all’interno dell’Abbazia di San Benedetto. Tale sosta, ormai divenuta tradizionale, consentiva alle suore benedettine di clausura di partecipare ai solenni festeggiamenti e godere della presenza del Santo per l’intero pomeriggio.
La sera, dall’Abbazia di San Benedetto, il fercolo con il simulacro di S. Antonio esce nuovamente in processione percorrendo il giro interno, ossia le vie principali del paese, e giunto al Corso Roma, il Santo viene omaggiato con un suggestivo spettacolo pirotecnico.“ ’A cursa”, ossia la salita in corsa, per percorrere la faticosa Via Umberto caratterizza l’ultima parte della processione prima del rientro del Santo nella sua chiesa.

Localizzazione e recapiti: Confraternita Sant’Antonio Abate, Piazza Sant’Antonio, Cerami (En)
Email: santantoniocerami@gmail.com
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Bibliografia di riferimento: Testo a cura del dott. Giacomo Michele Fascetto
Siti internet di riferimento: Rete Italiana per la Salvaguardia e valorizzazione delle Feste di Sant’Antonio Abate link: https://reteitaliana.santantuono.it/festa-di-santantonio-abate-a-cerami/

Nome rilevatore: Dott. Giacomo Michele Fascetto

BENEDIZIONE DEGLI ANIMALI
La domenica che precede il 17 gennaio nella piazza antistante la chiesa di Sant’Antonio ha luogo la benedizione dell’aria, dei prodotti della terra, del fuoco e degli animali.
Per l’occasione, sul sagrato della chiesa viene allestito un banco con una serie di prodotti tipici del territorio, viene acceso un modesto falò in corrispondenza della torre campanaria e dalle campagne vengono condotti in paese diverse specie animali; ad alcuni di questi animali viene riservata un’apposita postazione, altri invece, soprattutto cani ed equini sfilano davanti la chiesa condotti dai loro proprietari per ricevere la benedizione.

Localizzazione e recapiti: Chiesa Sant’Antonio Abate, Piazza Sant’Antonio, Cerami (En)
Email: santantoniocerami@gmail.com
Pagina Facebook: Sant’Antonio-Cerami link: https://www.facebook.com/santantonioceramiSiti internet di riferimento: Rete Italiana per la Salvaguardia e valorizzazione delle Feste di Sant’Antonio Abate link: https://reteitaliana.santantuono.it/festa-di-santantonio-abate-a-cerami/

Nome rilevatore: Dott. Giacomo Michele Fascetto

Scheda illustrazione dell’edificio religioso, vai a: https://www.santantonioabate.afom.it/cerami-en-chiesa-santantonio-abate-con-immagini-e-statue-del-santo/

 

 

 

CASTEL SANT’ELIA (VT). Chiesetta di Sant’Antonio abate

Il culto di sant’Antonio abate presenta a Castel Sant’Elia, paese eminentemente agricolo, tradizioni secolari e al Santo è stata dedicata la chiesa principale, vedi scheda, oltre alle ripetute immagini in affresco presso la basilica di Sant’Elia.
In tutte le stalle e nei locali di ricovero degli animali è presente il quadretto su carta della tradizionale effigie del Santo.
La religiosità degli abitanti, intorno agli anni ’60 del secolo scorso, ha eretto una piccola chiesetta in suo onore in via Sant’Elia, su un’area messa a disposizione dal Comune, nella quale si conserva il simulacro di Sant’Antonio abate contornato dagli animali.
La sera del 16 gennaio, vigilia della festa del Santo, la statua viene prelevata e in solenne processione condotta nella chiesa parrocchiale.
Il giorno successivo della festività sempre processionalmente viene ricondotta alla chiesetta, nel cui spiazzo antistante è stato acceso un grande fuoco “il focarone” che in precedenza, invece, veniva acceso sulla piazza davanti la parrocchiale, con enormi ciocchi di quercia trasportati sul biroccio dalla vetta di buoi maremmani, quasi in una gara tra butteri.
E’ scomparsa la mbenedizione degli animali, sostituita dalla benedizione delle macchine e dei mezzi agricoli.
Con la festività di Sant’Antonio si fa coincidere a Castel Sant’Elia l’inizio del carnevale.

Bibliografia:
– Vittorio Cati, Castel Sant’Elia, Comune di Castel Sant’Elia, 2004, pp. 113-114.

CIVITELLA MESSER RAIMONDO (CH). Chiesa di Sant’Antonio abate

 

Piano Risorgimento
https://goo.gl/maps/RGQeMhBo4Yg9oeXc8

 

La chiesa fu edificata dopo il terremoto del 1933 nel nuovo quartiere Piano Risorgimento.

La piccola facciata intonacata è conclusa da una cornice di coronamento orizzontale. Al centro si aprono il semplice portale architravato e la finestra circolare.
La chiesa ha un impianto ad aula coperta con solaio piano e tetto a due falde con manto in tegole marsigliesi.
La decorazione interna è quasi inesistente se si esclude la vetrata della finestra circolare, la semplice nicchia sulla parete e il rivestimento d’altare.
Una statua del Santo col maiale, è posta sull’angolo sinistro vicino all’altare.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/9591/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

Video festeggiamenti di s. Antonio abate il fine settimana più vicino al 17 gennaio.
https://www.youtube.com/watch?v=SyFcfAKT0Ww

PRETORO (CH). Chiesa di Sant’Antonio abate

Fuori dall’abitato, all’interno del cimitero comunale, del quale costituisce la chiesa cimiteriale.
https://goo.gl/maps/EKivnDiKKoJst9va6

 

Nel 1915 fu costruito il cimitero e la chiesa medievale fu trasformata in chiesa cimiteriale.
Tra 1945 e 1955, contemporaneamente alle opere di ristrutturazione, l’edificio viene frazionato e la parte absidale venduta a privati che l’hanno trasformata in cappella funeraria.

La facciata con tetto a capanna è inserita all’interno del piccolo portico e decorata esclusivamente dal bel portale medievale.
La chiesa ha un impianto ad aula con soffitto piano e non conserva più nulla delle originarie strutture di epoca medievale, contrariamente alla parte absidale, che tuttavia è separata dalla chiesa ed è diventata una cappella cimiteriale privata. All’esterno infatti è ancora parzialmente visibile la muratura medievale in pietra squadrata e una monofora absidale con profonda strombatura e archivolto decorato con motivi fitomorfi, sovrastati da malta di cemento.
All’interno, a sinistra dell’altare, vi è un quadro con sant’Antonio abate; nell’angolo a destra una statua con i consueti bastone a tau con campanello e porcellino.

 

 

La festa di sant’Antonio è celebrata con cerimonie religiose e con l’accensione della farchie (falò.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/9636/Pretoro+%28CH%29+%7C+Chiesa+Sant%27Antonio+Abate

MONFALCONE (Go). Edicola con mosaico dedicato a Sant’Antonio abate

Vicino al parcheggio delle Terme Romane
https://goo.gl/maps/FuGizzyAvJAGHJx58

Come ogni anno in occasione della festa di S. Antonio abate che si ricorda il 17 gennaio, la comunità parrocchiale del SS. Redentore ha rinnovato la benedizione degli animali, legata dalla tradizione al santo protettore degli animali domestici e delle stalle.
Dopo la Messa delle 10.30 la statua lignea del santo, unica cosa rimasta della chiesetta che sorgeva sulla collina del Lisert e andata distrugga nel primo conflitto mondiale, è stata portata davanti all’oratorio “Don Tonzar” e don Giovanni Derosa dopo aver spiegato il significato della festa, ha benedetto gli animali presenti portati lì dai vari bambini e da persone anziane a cui loro fanno compagnia. È seguito un rinfresco in oratorio cui hanno assistito anche i cani ed i gatti presenti con i loro padroni.
Nel pomeriggio invece presso le Terme Romane in zona Lisert accanto al parcheggio si è svolta l’inaugurazione e la benedizione dell’edicola dedicata proprio a S. Antonio abate.
Davanti ad una numerosa folla ha preso la parola il Sindaco Altran dichiarandosi contenta di condividere con i tanti parrocchiani di Via Romana e del mandamento questo momento tanto atteso di questa opera che raffigura il santo protettore di queste zone. Ha ringraziato poi a nome dell’amministrazione comunale tutte le realtà che hanno contribuito a questa realizzazione, la Società Terme Romane ed i suoi soci, la Ditta costruttrice, la ICI Coop ed il signor Giusto Zoff della parrocchia del SS. Redentore che ha dato sprone e spinta all’idea di questa opera. Ha preso la parola anche don Rino Lorenzini per molti anni parroco nel rione Via Romana- Solvay che se pur in carrozzina per le precarie condizioni di salute, ha voluto essere presente e ha ricordato in breve la storia della chiesetta e di S. Antonio abate legato alla tradizionale benedizione degli animali.
E’ intervenuto poi il dottor Aniello Langella, presidente della prima sezione regionale Archeoclub costituitasi a Monfalcone con il nome di Caput Adrie, il quale ha sottolineato questo evento sotto tre aspetti: in questi giorni si ricorda un secolo dal bombardamento di questa area e quindi anche della chiesa dedicata al santo con una scritta che riporta la data del 12 marzo 1916; S. Antonio era il santo anche del fuoco sacro, oltre che monaco era un taumaturgo perché guariva la malattia del fuoco di S. Antonio, con il grasso del maiale che leniva le ulcere e le ferite; infine questa zona è legata all’acqua elemento purificatore e come il Battesimo, purifica nel corpo e nello spirito, una fonte di acqua che contiene zolfo e che è curativa per varie malattie. “Oggi non si svolge qui solo una commemorazione storica e religiosa- ha detto il dottor Langella – ma vuole essere un momento di riappropriazione di un territorio da parte di tutti i monfalconesi.”
Don Gilberto Dudine parroco di S. Nicolò ha ringraziato il mosaicista Vanni Aita che ha realizzato l’immagine di S. Antonio che si trova all’interno dell’edicola e dopo la preghiera di don Giovanni Derosa e lo scoprimento da parte di due bambini, don Rino ha benedetto quest’opera tanto attesa cui è seguito un caloroso applauso.

 

Autore: Paolo Zuccon

Fonte: www.voceisontina.eu, 1 feb 2016

Segnalazione: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com