CASTEL SANT’ELIA (VT). Chiesetta di Sant’Antonio abate

Il culto di sant’Antonio abate presenta a Castel Sant’Elia, paese eminentemente agricolo, tradizioni secolari e al Santo è stata dedicata la chiesa principale, vedi scheda, oltre alle ripetute immagini in affresco presso la basilica di Sant’Elia.
In tutte le stalle e nei locali di ricovero degli animali è presente il quadretto su carta della tradizionale effigie del Santo.
La religiosità degli abitanti, intorno agli anni ’60 del secolo scorso, ha eretto una piccola chiesetta in suo onore in via Sant’Elia, su un’area messa a disposizione dal Comune, nella quale si conserva il simulacro di Sant’Antonio abate contornato dagli animali.
La sera del 16 gennaio, vigilia della festa del Santo, la statua viene prelevata e in solenne processione condotta nella chiesa parrocchiale.
Il giorno successivo della festività sempre processionalmente viene ricondotta alla chiesetta, nel cui spiazzo antistante è stato acceso un grande fuoco “il focarone” che in precedenza, invece, veniva acceso sulla piazza davanti la parrocchiale, con enormi ciocchi di quercia trasportati sul biroccio dalla vetta di buoi maremmani, quasi in una gara tra butteri.
E’ scomparsa la mbenedizione degli animali, sostituita dalla benedizione delle macchine e dei mezzi agricoli.
Con la festività di Sant’Antonio si fa coincidere a Castel Sant’Elia l’inizio del carnevale.

Bibliografia:
– Vittorio Cati, Castel Sant’Elia, Comune di Castel Sant’Elia, 2004, pp. 113-114.

CIVITELLA MESSER RAIMONDO (CH). Chiesa di Sant’Antonio abate

 

Piano Risorgimento
https://goo.gl/maps/RGQeMhBo4Yg9oeXc8

 

La chiesa fu edificata dopo il terremoto del 1933 nel nuovo quartiere Piano Risorgimento.

La piccola facciata intonacata è conclusa da una cornice di coronamento orizzontale. Al centro si aprono il semplice portale architravato e la finestra circolare.
La chiesa ha un impianto ad aula coperta con solaio piano e tetto a due falde con manto in tegole marsigliesi.
La decorazione interna è quasi inesistente se si esclude la vetrata della finestra circolare, la semplice nicchia sulla parete e il rivestimento d’altare.
Una statua del Santo col maiale, è posta sull’angolo sinistro vicino all’altare.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/9591/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

Video festeggiamenti di s. Antonio abate il fine settimana più vicino al 17 gennaio.
https://www.youtube.com/watch?v=SyFcfAKT0Ww

PRETORO (CH). Chiesa di Sant’Antonio abate

Fuori dall’abitato, all’interno del cimitero comunale, del quale costituisce la chiesa cimiteriale.
https://goo.gl/maps/EKivnDiKKoJst9va6

 

Nel 1915 fu costruito il cimitero e la chiesa medievale fu trasformata in chiesa cimiteriale.
Tra 1945 e 1955, contemporaneamente alle opere di ristrutturazione, l’edificio viene frazionato e la parte absidale venduta a privati che l’hanno trasformata in cappella funeraria.

La facciata con tetto a capanna è inserita all’interno del piccolo portico e decorata esclusivamente dal bel portale medievale.
La chiesa ha un impianto ad aula con soffitto piano e non conserva più nulla delle originarie strutture di epoca medievale, contrariamente alla parte absidale, che tuttavia è separata dalla chiesa ed è diventata una cappella cimiteriale privata. All’esterno infatti è ancora parzialmente visibile la muratura medievale in pietra squadrata e una monofora absidale con profonda strombatura e archivolto decorato con motivi fitomorfi, sovrastati da malta di cemento.
All’interno, a sinistra dell’altare, vi è un quadro con sant’Antonio abate; nell’angolo a destra una statua con i consueti bastone a tau con campanello e porcellino.

 

 

La festa di sant’Antonio è celebrata con cerimonie religiose e con l’accensione della farchie (falò.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/9636/Pretoro+%28CH%29+%7C+Chiesa+Sant%27Antonio+Abate

MONFALCONE (Go). Edicola con mosaico dedicato a Sant’Antonio abate

Vicino al parcheggio delle Terme Romane
https://goo.gl/maps/FuGizzyAvJAGHJx58

Come ogni anno in occasione della festa di S. Antonio abate che si ricorda il 17 gennaio, la comunità parrocchiale del SS. Redentore ha rinnovato la benedizione degli animali, legata dalla tradizione al santo protettore degli animali domestici e delle stalle.
Dopo la Messa delle 10.30 la statua lignea del santo, unica cosa rimasta della chiesetta che sorgeva sulla collina del Lisert e andata distrugga nel primo conflitto mondiale, è stata portata davanti all’oratorio “Don Tonzar” e don Giovanni Derosa dopo aver spiegato il significato della festa, ha benedetto gli animali presenti portati lì dai vari bambini e da persone anziane a cui loro fanno compagnia. È seguito un rinfresco in oratorio cui hanno assistito anche i cani ed i gatti presenti con i loro padroni.
Nel pomeriggio invece presso le Terme Romane in zona Lisert accanto al parcheggio si è svolta l’inaugurazione e la benedizione dell’edicola dedicata proprio a S. Antonio abate.
Davanti ad una numerosa folla ha preso la parola il Sindaco Altran dichiarandosi contenta di condividere con i tanti parrocchiani di Via Romana e del mandamento questo momento tanto atteso di questa opera che raffigura il santo protettore di queste zone. Ha ringraziato poi a nome dell’amministrazione comunale tutte le realtà che hanno contribuito a questa realizzazione, la Società Terme Romane ed i suoi soci, la Ditta costruttrice, la ICI Coop ed il signor Giusto Zoff della parrocchia del SS. Redentore che ha dato sprone e spinta all’idea di questa opera. Ha preso la parola anche don Rino Lorenzini per molti anni parroco nel rione Via Romana- Solvay che se pur in carrozzina per le precarie condizioni di salute, ha voluto essere presente e ha ricordato in breve la storia della chiesetta e di S. Antonio abate legato alla tradizionale benedizione degli animali.
E’ intervenuto poi il dottor Aniello Langella, presidente della prima sezione regionale Archeoclub costituitasi a Monfalcone con il nome di Caput Adrie, il quale ha sottolineato questo evento sotto tre aspetti: in questi giorni si ricorda un secolo dal bombardamento di questa area e quindi anche della chiesa dedicata al santo con una scritta che riporta la data del 12 marzo 1916; S. Antonio era il santo anche del fuoco sacro, oltre che monaco era un taumaturgo perché guariva la malattia del fuoco di S. Antonio, con il grasso del maiale che leniva le ulcere e le ferite; infine questa zona è legata all’acqua elemento purificatore e come il Battesimo, purifica nel corpo e nello spirito, una fonte di acqua che contiene zolfo e che è curativa per varie malattie. “Oggi non si svolge qui solo una commemorazione storica e religiosa- ha detto il dottor Langella – ma vuole essere un momento di riappropriazione di un territorio da parte di tutti i monfalconesi.”
Don Gilberto Dudine parroco di S. Nicolò ha ringraziato il mosaicista Vanni Aita che ha realizzato l’immagine di S. Antonio che si trova all’interno dell’edicola e dopo la preghiera di don Giovanni Derosa e lo scoprimento da parte di due bambini, don Rino ha benedetto quest’opera tanto attesa cui è seguito un caloroso applauso.

 

Autore: Paolo Zuccon

Fonte: www.voceisontina.eu, 1 feb 2016

Segnalazione: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

RANVERSO, festa di s. Antonio abate 2023

Domenica 22 gennaio 2023, si è tenuta la XV edizione della “Benedizione degli animali, dei prodotti della terra e dei mezzi agricoli” presso la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso. Buttigliera Alta – Rosta.

A questo link   https://youtu.be/p7nubI_iXaI
trovate un video realizzato nella circostanza da Umberto Ramello.