CASALROMANO (MN), frazione Fontanella Grazioli. Santuario della Malongola, immagine di s. Antonio abate

Edificato nel XIII secolo a navata unica con capriate e con un campanile sormontato da un cono. Durante la peste del 1630, la chiesa fu adibita a lazzaretto e gli affreschi che ornavano le pareti furono ricoperti di intonaco.
L’edificio è stato restaurato per il Giubileo del 2000.

All’interno sono presenti alcuni importanti affreschi; parte di quelli nell’abside è datata al 1392 (in alto un Cristo in gloria e in basso figure di Santi). Una Deposizione e una Crocifissione sono sopra la porta del campanile,

Sulla parete sinistra, affreschi cinquecenteschi che raffigurano: Madonna in trono con Bambino e san Donnino, sant’Antonio abate, San Francesco che riceve le stimmate.
Sant’Antonio abate tiene con la mano sinistra un bastone pastorale cui è appesa una campanella. Ai suoi piedi, a destra, un piccolissimo maiale.

 

Link:
https://www.parrocchiadiasola.it/storia-malongola

https://www.sordello.it/storia-di-goito/edifici-storici-e-monumenti/la-chiesa-di-massimbona/

GOITO (MN), frazione Massimbona. Chiesa di San Pietro in Vincoli, immagini di s. Antonio abate

Di probabile fondazione benedettina, legata al controllo dei guadi sul fiume Mincio, risale al periodo romanico, XII-XIII secolo. Nel corso dei secoli ha subito modifiche, tra cui il rifacimento dell’abside e l’innalzamento della struttura.
Conserva pregevoli affreschi dal XIV al XVI secolo emersi casualmente nel 1994.

Il dipinto, posto sulla parete nord, a sinistra entrando, presenta sant’Antonio abate in una composizione della seconda metà del Cinquecento di autore ignoto che raffigura la Madonna in trono con Bambino, san Giovanni Battista e sant’Antonio abate. Qui il Santo ha un aspetto giovanile, indossa il tradizionale saio e stringe solo il bastone da eremita.

Sulla parete sud, accanto a un’Ultima Cena, vi è, opera di un ignoto pittore mantovano del XIV secolo, l’affresco della Madonna in trono con Bambino tra Santi (150 x 284 cm).
Riporta l’iscrizione con data, è in un pessimo stato di conservazione: mancano alcune parti e parecchie sono le scritte graffite. Il trono è di fattura diversa rispetto al precedente: è concluso da un arco in alto e da una predella veneta in basso, assai curato geometricamente. La Vergine tiene in braccio il Bambino, che ha sul braccio sinistro un uccellino, ed è simile al precedente. Due Santi potrebbero forse essere un san Pietro e un sant’Antonio abate con aspetto anziano e bastone da pellegrino.

 

Link:
https://www.youtube.com/watch?v=anRMJlPcZ88&t=184s

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FOLIGNO (PG). Basilica di Santa Maria “infra portas”, affresco di s. Antonio abate, inizi XVI secolo

Chiesa tra le più antiche di Foligno sorge dove un tempo esisteva una cappella dell’VIII secolo dedicata all’Assunta, a san Pietro e a san Paolo, che nella costruzione del XII secolo fu inglobata nella navata di sinistra. Fino al XIII secolo la chiesa era esterna alle mura della città ed era chiamata “foris portam”; con la costruzione della nuova cinta alla fine del Duecento, l’edifico venne a trovarsi fra le due mura urbiche e prese il nome di ” infra portas”.
L’attuale forma del prospetto in pietra bianca e rosa si deve alla risistemazione ottocentesca che ha reimpiegato elementi di un precedente rosone per realizzare una bifora che non è proporzionata alla facciata. Anche il piccolo portico è ottocentesco con il riuso di colonne e capitelli dell’XI-XII secolo; alla sua destra un’edicola del 1480 con una sinopia di un affresco di S. Anna coronata da angeli attribuito al Mezzastris.

L’interno a tre navate divise da pilastri conserva molte pregevoli testimonianze pittoriche di Ugolino di Gisberto; di Pietrantonio Mezzastris; di Giovanni di Corraduccio; di Lattanzio di Niccolò e Niccolò Alunno.

Nella sagrestia vi sono interessanti affreschi di ignoto folignate degli inizi del XVI secolo, raffiguranti Madonna col Bambino, San Rocco e Sant’Antonio abate.
Sant’Antonio abate, rappresentato entro una nicchia con cornice a trompe l’oil, ha la barba biforcata, indossa saio e mantello; tiene con la mano destra un libro chiuso e una campanella; con la sinistra un alto bastone con terminazione a tau molto elaborata.

 

 

Link:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/basilica-di-santa-maria-infraportas-foligno-pg/

 

GOITO (MN). Basilica di San Pietro o Madonna della Salute, immagine e scultura di s. Antonio abate

San Pietro Apostolo fu eretta a Basilica minore nel 1946 con il titolo di “Madonna della Salute” di stile barocco, fu opera dell’artista e architetto Giovanni Maria Borsotti nel 1729.
Chiesa solenne, con arredo d’arte importante, con un’unica navata e quattro cappelle a volta dedicate a “S. Antonio abate”, al “Sacro Cuore”, alla “Madonna della Salute”, a “Gesù Crocefìsso”.
La facciata si presenta di elegante fattura con colonne e lesene che formano otto riquadri: nei due superiori vi si trovano due nicchie con le statue dei santi Pietro e Paolo.
Sopra il portale principale dedicato alla Vergine, opera di notevole pregio artistico dello scultore Giuseppe Menozzi con scolpite immagini di illustri personaggi che parteciparono alla storia di Goito (Sordello, Poma Visconti, Painelli, Guglielmo Gonzaga, Vittorino da Feltro, don Enrico Tazzoli), è un mosaico con l’immagine della Madonna della Salute.

All’interno è conservata la grande tela di Giuseppe Bazzani de la Consegna delle chiavi a San Pietro del 1739, il, dipinto con San Francesco del pittore barocco Domenico Petti e la piccola tela de La Natività, attribuita alla scuola del Correggio.
Nello stile di Giuseppe Bazzanisono le quindici piccole tele con i Misteri del Rosario, racchiuse in fastosi decori lignei intagliati, della prima metà del ‘700. Il Crocifisso tra Santi del 1769 è invece opera dell’artista Giovanni Ghirlandini.
Significative sono le opere San Francesco che riceve il viatico e il Miracolo Eucaristico, opera, quest’ultima, di Francesco Borgani; inoltre la Croce portata in trionfo dagli Angeli fu dipinta dal seicentesco veneziano Domenico Celesti.
La chiesa conserva anche un busto di Madonna in terracotta del 1400 ritrovato fra le macerie delle mura del castello dopo il terremoto del 1702.
Le opere di scultura del casteldariese Giuseppe Menozzi sono due grandi candelabri in bronzo con scene della vita di Sordello e Virgilio; i pannelli bronzei dell’altare raffiguranti “L’Ultima Cena”, “II Battesimo di Cristo” e “L’Annunciazione”, il grande bronzo di “Cristo Crocefisso”, dietro il tabernacolo. Il coro seicentesco proviene dall’Eremo della Fontana.

 

La chiesa conserva una statua di s. Antonio abate, probabilmente recente, con il Santo che tiene con la mano destra la campanella e con la sinistra un basso bastone a tau; ai piedi un maiale .
Del mantovano Giovanni Cadioli(1710 circa – 1767) è la pala di S. Antonio abate, posta sopra l’altare omonimo.

Chi avesse fotografie della pala e/o informazioni sulla statua, per favore le invii a info@afom.it

 

Link:
https://gotogoito.it/index.php/cultura/51-le-principali-chiese.html

PONTE IN VALTELLINA (SO). Chiesa di San Maurizio, affresco con s. Antonio abate, XV secolo

Le sue origini sono riconducibili al XIII secolo e all’intraprendenza dei Quadrio che da Como si erano stabiliti a Ponte. Del primitivo edificio sopravvive solo il campanile romanico, forato da monofore, bifore e trifore; il resto è da ascrivere alla metà del Trecento ma soprattutto all’ampliamento intrapreso a metà del Quattrocento in forme gotiche
Bernardino Luini (1481 circa – 1532) è autore della lunetta rinascimentale affrescata sopra l’ingresso; a lui è intitolata la bella piazza su cui si affaccia la chiesa.
La chiesa conserva all’interno pregevoli dipinti, sculture e arredi di epoche diverse, ma molto armoniche. Nella prima cappella di sinistra gli affreschi di Battista Malacrida (1501) convivono con i dipinti del Gavazzeni (1899). Il fonte battesimale è del 1585.

La cappella di destra è intitolata alla Madonna delle Grazie e custodisce l’ancona di Giacomo del Maino (1491-1505 ca.), scolpita, dipinta e dorata nell’ultimo decennio del XV secolo con sei formelle che narrano le Storie di San Gioacchino e Sant’Anna. La volta è stata affrescata da Felice Scotti, che vi ha dipinto angeli musicanti e busti di Profeti e Sibille, occhieggianti, in suggestive prospettive, da cornici tonde.

Alle pareti l’affresco raffigurante San Nicola da Tolentino e tre affreschi tardo-quattrocenteschi “strappati” e riportati su tela, raffiguranti Sant’Allo, Sant’Antonio abate e San Giovanni Battista. Una cancellata in ferro battuto artisticamente lavorata chiude la cappella.
Sant’Antonio abate, con mantello, saio e scapolare, ha la mano destra nel gesto di benedizione,; con la sinistra tiene un alto bastone con terminazione a “L”.

Il presbiterio e l’abside furono le ultime opere in muratura realizzate, e concluse nel 1500; furono dapprima commissionate all’architetto milanese Giovanni Antonio Amadeo, che, tuttavia, non potè portarle a conclusione; intervennero quindi i fratelli Giacomo e Tommaso Rodari di Mareggia che ultimarono la cappella, abbellendola con lesene culminanti in capitelli scolpiti e un grazioso portale che immette nella sagrestia. Otto medaglioni in marmo bianco, di altissima fattura, con volti di Apostoli, sono disposti nel fregio che corre tutt’intorno alle pareti. Il ciborio in bronzo, realizzato nel 1578 secondo i canoni controriformistici dettati da San Carlo Borromeo, è opera quasi unica di due orafi pontaschi, i fratelli Innocenzo e Francesco Guicciardi. Alle spalle del ciborio si trovano gli stalli corali, opera realizzata in momenti diversi, con l’intervento di Pietro Brasca, (1500), Pietro Ramus (seconda metà del 1600) e Giovanni Picceni (XX secolo). Alle pareti tre tele del pittore morbegnese Giovan Pietro Romegialli (Morbegno 1738 – 1799): l‘Ultima Cena, la Lavanda dei Piedi, sul fondo San Maurizio e Compagni. Le settecentesche quadrature che le ornano sono di Giuseppe Porro.

 

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Maurizio_(Ponte_in_Valtellina)

https://www.parrocchiaponte.it/chiese/san-maurizio

Segnalazione di Valter Bonello