VENEZIA. Palazzo della ex-schola de Sant’Antonio abate dei luganegheri, con statua di sant’Antonio abate.

La Scuola dei Luganegheri è un’architettura di Venezia, ubicata nel sestiere di Dorsoduro ed affacciata sul Canale della Giudecca.
La struttura risale al XVII secolo; fu acquisita dalla confraternita dei Luganegheri (salumai), fondata nel 1497 ed avente sede liturgica a San Salvador.
Nel 1681, la schola de luganegheri fece di questo palazzo la loro nuova sede, che fino ad allora era stata in una piccola scuola a Rialto, e ne curò il restauro.
Dopo la soppressione della schola, in seguito agli editti napoleonici del 1806, l’edificio venne inizialmente adibito a deposito, quindi a luogo per rappresentazioni teatrali e verso la fine dell’800, come magazzino di pellami. Ad oggi vi risiedono attività commerciali.
Si tratta di un edificio a due piani, caratterizzato al piano terra da quattro ingressi rettangolari sovrastati da monofore quadrangolari; il tutto è fortemente rimaneggiato ed oggi gli ingressi sono funzionali all’attività ristorativa di cui sono sede gli ambienti interni del pian terreno, un tempo adibito a ospitare gli animali da macellare.
Di maggior rilievo gli elementi che compongono la facciata al primo piano: due grandi monofore a tutto sesto con mascherone in chiave di volta poste alle estremità, tra le quali, incorniciata da due lapidi, si trova un’ampia nicchia, disegnata su modello delle monofore, contenente la statua di Sant’Antonio abate, protettore della confraternita.

Ai lati della statua, su altrettante grandi lapide sono incise due iscrizioni, da una parte:
SCUOLA DELL’ARTE
DEI LUGANEGHERI COMPRATA
CON IL DINARO DI
DETTA ARTE L’ANNO
MDCLXXXI
e poi dall’altra parte:
RISTAURATA A MIGLIOR
COMODO DE’ CONFRATELLI
DI DETTA ARTE NELL’ANNO
MDCLXXX

 

STRAMBINO (TO). Chiesa parrocchiale dei SS. Michele e Solutore o della Madonna del Rosario, dipinto con s. Antonio abate

La chiesa, iniziata nel 1764 in sostituzione delle due precedenti parrocchiali di San Michele (in castello) e San Solutore in rovina (e più tardi abbattuta), sorge in Corso Duca degli Abruzzi, 4/ P.zza don Luigi Vesco.

L’altare della Beata Vergine del Carmine è in marmo realizzato da Stefano Albuzzi e Giacomo Marchese su disegno di Carlo Andrea Rana, 1781-1784.
La pala è un olio su tela dipinto da Giovanni Domenico Molinari nel 1783-84 e raffigura “La Madonna del Carmine, Sant’Alberto da Vercelli e Sant’Antonio abate. Il Santo, in piedi a destra, si appoggia al bastone cui è legata una campanella.

 

Link:
https://www.ascs-onlus.it/la-chiesa-in-breve/

MORTARA (Pv). Abbazia di Sant’Albino con immagine di Sant’Antonio abate.

L’abbazia di Sant’Albino è stata fondata nel V secolo e si trova sul percorso della via Francigena.
La storia dell’abbazia è legata alla battaglia, detta di Pulchra Silva, combattuta nelle più immediate vicinanze del complesso nel 773 tra i Longobardi e l’esercito di Carlo Magno.
Il sedime dell’abbazia sorge su un terreno ricco di tombe; il complesso venne ricostruito nell’XI secolo. Il monastero andò in decadenza a partire dal 1290.
Nel 1540 la chiesa venne ricostruita. Nel cortile del cascinale annesso alla chiesa (un tempo “ospitale” per i pellegrini che numerosi transitavano lungo la via Francigena) troviamo una finestra ogivale trecentesca decorata con formelle di cotto.
Posta accanto ad un cascinale e dotata di poderoso campanile romanico, la chiesa si presenta come un piccolo edificio, introdotto da una facciata dotata di frontone e preceduta da un porticato del 1540.
Internamente, la chiesa ha un’unica navata e un solo altare ed è stata completamente restaurata negli anni a cavallo tra il XX e il XXI secolo, in occasione del Giubileo del 2000.
La parete sud del presbiterio e parte del muro absidale ospitano affreschi raffiguranti un Sant’Antonio abate, il Battesimo di Gesù e una Vergine in trono coi SS. Albino, Iacopo, Agostino e il Committente, databili 1410 e firmati da Giovanni da Milano. Sotto ad essi si trova un affresco anonimo raffigurante San Lorenzo.

Autore: Feliciano Della Mora

TARZO (TV). Chiesa Parrocchiale della Purificazione della Beata Vergine Maria con immagine di s. Antonio abate

La chiesa è costruita a navata unica con ottima acustica che ben si adatta ai concerti.
Eretta nel 1597, subì una radicale ristrutturazione nel 1742. Il portale in pietra, opera dei Gerardini di Lago, risale al 1860.
La facciata, che imita quella della cattedrale di Vittorio Veneto, venne inaugurata il 5 aprile 1926.
Accanto alla chiesa vi è il caratteristico campanile pendente risalente al 1540 e sopraelevato nel 1722.

All’interno della chiesa si possono ammirare la Pala di Cesare Vecellio sull’altare maggiore, il soffitto affrescato da Sebastiano de Boni, una pregevole “Via Crucis” con cornici dorate in legno ed altre opere d’arte.
Il coro in legno reca sulle pareti due affreschi incompiuti di Giovanni De Min.
Gli altari sono costituiti da preziosi marmi policromi recuperati dalla chiesa di San Francesco di Conegliano, demolita nel 1810.

Uno degli altari laterali è dedicato a Sant’Antonio abate, con una pala di anonimo di ambito veneto, olio su tela di 220 x 110 cm, raffigurante: San Francesco d’ Assisi (in alto), San Carlo Borromeo (a sinistra) e Sant’Antonio abate, del XVII secolo. Restaurato nel 1973-74.
Sant’Antonio è a destra in basso, col maiale. Sta leggendo un libro e tiene nella mano destra una campanella.

Info:
Via Roma, 19, 31020 Tarzo TV
Tel. 0438 587189 – e-mail: parrocchiatarzo@libero.it

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500037219

https://www.parrocchiaditarzo.it/www/?page_id=166


Il testo in bibliografia segnala che in sacrestia sono conservati il dipinto raffigurante Madonna col Bambino tra San Benedetto e San Rocco e San Francesco tra San Carlo e Sant’Antonio abate del cenedese Silvestro Arnosti (1560 – 1625) e il quadro Madonna col Bambino, San Pietro, San Francesco tra San Carlo e Sant’Antonio abate dipinto nel 1744 da Egidio Dall’Oglio (Cison di VAlmarino, 1705 – 1784) per la chiesetta di San Pietro alla Rive.

Bibliografia:
– -, L’alta Marca Trevigiana, con il patrocinio di Provincia di Treviso, Comunità Montana, Unpli, Cierre Edizioni,Caselle di Sommacampagna VR, 2000, p. 261

MIANE (TV), borgo Vergoman. Oratorio di Sant’Antonio abate

Piazza Sant’Antonio
https://goo.gl/maps/q7viwtaWAC5t3tVRA

 

Nella cinquecentesca chiesetta di Sant’Antonio abate si possono ammirare opere di Gerolamo Frigimelica Roberti e di Rossi nonché il moderno Sant’Antonio abate (1991) dipinto da Ernani Costantini.

Tra le opere d’arte e gli arredi sacri sono da citare l’altare ligneo barocco, in legno dipinto e decorato, con il paliotto raffigurante i Santi Pietro, Paolo e Antonio, attribuito al pittore Rossi di Belluno, primo maestro del Tiziano e la pala raffigurante la Vergine con Bambino e Sant’Antonio abate, di scuola Tizianesca.
Nel 2013, durante alcuni lavori di ristrutturazione della chiesetta, sono stati scoperti alcuni affreschi databili al XV secolo.


Segnalazione:
Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com