BOLOGNA. Pinacoteca Nazionale, tavola “Sant’Antonio abate e san Rocco”, 1467

Tempera su tavola di 113,5 x 75 cm.
Attribuita al pittore bolognese Cristoforo di Benedetto (notizie dal 1456 al 1497).
Inventario numero 232

Questa tavola, e quella con i Santi Sebastiano e Prospero, facevano parte di un complesso smembrato proveniente dalla chiesa di S. Prospero che portava al centro una Madonna col Bambino in collezione De Clemente (Firenze) intorno alla metà del ‘900. Questa tavola, porzione centrale del polittico, presentava l’iscrizione “XPOFORUS PINXIT 1467”.

L’artista, influenzato da Marco Zoppo, si mostra qui al corrente delle novità prospettiche rinascimentali, evidenti nel motivo del pavimento a piastrelle convergenti verso un unico punto centrale, che però si mescolano ancora allo stile tardogotico.

 

Link:
https://www.pinacotecabologna.beniculturali.it/it/content_page/item/143-santi-antonio-abate-e-rocco

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800078843

FIRENZE, località Arcetri. Chiesa di San Leonardo, trittico con s. Antonio abate, scuola di Lorenzo di Niccolò, 1390-1410

La pieve romanica, il cui aspetto attuale dipende in gran parte dai restauri e ripristini del 1899 e del 1929, conserva sull’altare maggiore un trittico “Madonna col Bambino in trono, san Leonardo e sant’Antonio abate (pannello di sinistra); san Giacomo maggiore e san Lorenzo (pannello di destra).

Il dipinto realizzato nel 1390-1410, è vicino all’area pittorica – o è della scuola – di Lorenzo di Niccolò (Firenze, 1373 circa – 1412 circa), pittore attivo in Toscana tra il 1392 al 1412. L’artista considerato in passato come figlio di Niccolò Gerini, però gli studiosi ritengono ormai che questa identificazione sia erronea, dal momento che la sua registrazione nel registro delle tasse di Firenze del 1398 riporta il nome di Lorenzo di Niccolò di Martino.

Sant’Antonio è raffigurato nella consueta iconografia, con saio, mantello, libro rosso e un bastone a stampella.

 

Link:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/4470/Lorenzo%20di%20Niccol%C3%B2%2C%20Madonna%20con%20Bambino%20in%20trono%2C%20San%20Leonardo%20e%20sant%27Antonio%20Abate%2C%20San%20Giacomo%20Maggiore%20e%20san%20Lorenzo

http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=61268&Chiesa_di_San_Leonardo_in_Arcetri__Firenze

BELGIO – BRUXELLES. Musei Reali di Belle Arti, pannello “Sant’Antonio abate e san Giuliano ospitaliere” di Lorenzo di Niccolò

Tempera su tavola di 95 x 53 cm , insieme col pannello gemello raffigurante “Sant’Abbondio di Como e san Giacomo maggiore”.

 

Nella scheda del Museo è indicato come opera di “Lorenzo di Nicolò Gerini”, considerato in passato come figlio di Niccolò Gerini, però gli studiosi ritengono ormai che questa identificazione sia erronea, dal momento che la sua registrazione nel registro delle tasse di Firenze del 1398 riporta il nome di Lorenzo di Niccolò di Martino, quindi l’autore di quiest’opera è da indicare come: Lorenzo di Niccolò (Firenze, 1373 circa – 1412 circa), pittore attivo in Toscana tra il 1392 al 1412.

Inventario numero 6595 – 6596
Esposto nella sede “Oldmasters Museum”, Rue de la Régence/Regentschapsstraat 3

Venduto dal mercante d’arte Paul Neuhuys, Bruxelles, a Kajetan Mühlmann; rivenduto a Hermann Göring la cui collezione fu trasferita da Carinhall a Berchtesgaden nel 1945; recuperato dalla divisione American Monuments, Fine Arts & Archives a Berchtesgaden nel 1945 (Berchtesgaden n. 510 e 537); trasferito al punto di raccolta München (Monaco di Baviera); rimpatriato in Belgio (Servizio Ripresa Economica n. A.32 e A.33); assegnato nel 1951 ai Musei Reali di Belle Arti del Belgio, Bruxelles.

 

Sant’Antonio è dipinto nella consueta iconografia con saio, mantello, libro rosso e bastone.

 

 

Link:
https://cultural-goods-wwii.fine-arts-museum.be/en/artworks/lorenzo-di-niccolo-gerini

EGITTO. Il Monastero di Sant’Antonio.

Il monastero di Sant’Antonio è uno dei principali monasteri copti dell’Egitto. Si trova a circa 40 km ad ovest di Zafarana e a circa 160 km a sud-est del Cairo, nel deserto orientale, non distante dal Mar Rosso. È il più antico monastero cristiano del mondo.
Il monastero venne costruito verso il 356 sulla tomba di sant’Antonio abate. Poco si conosce del primo periodo di vita del monastero.
Durante il sesto e settimo secolo parecchi monaci provenienti dall’area di Scetes si rifugiarono in questo monastero per fuggire dalle frequenti incursioni dei beduini del deserto occidentale. I beduini riuscirono a distruggerlo parzialmente nell’XI secolo.
Il monastero riuscì a riprendersi e fiorì dal XII fino al XV secolo, ma venne saccheggiato nel 1454 dai beduini. In risposta a questi attacchi attorno al monastero venne costruita una struttura simile ad una fortezza per proteggerlo.
Il monastero in epoca moderna è un villaggio indipendente con giardini, un mulino, un forno e cinque chiese.
Le mura sono adorne di affreschi che ritraggono cavalieri in colori brillanti ed eremiti in colori più tenui.
Gli affreschi sono rovinati da secoli di fuliggine, grasso delle candele, olio e polvere. In uno sforzo collaborativo tra il Consiglio supremo di antichità e il Centro di ricerche americano in Egitto sono stati intrapresi dei lavori di restauro dei dipinti, dei quali i più antichi risalgono al VII e VIII secolo, mentre quelli più recenti al XIII secolo.
Il monastero possiede anche una biblioteca con oltre 1700 manoscritti. Questa probabilmente ospitava molti più volumi, ma il loro numero si ridusse significativamente a causa dei saccheggi compiuti dai beduini, che utilizzarono molti dei manoscritti come combustibili per cucinare.
La grotta dove Antonio visse come un eremita sale per 2 km dal monastero e si trova 680 metri sul livello del Mar Rosso.
Nel 2005, sotto la chiesa degli Apostoli, vennero alla luce le celle dei monaci del IV secolo – le più antiche mai trovate.

Info:
Ras Gharib, Red Sea Governorate 1996702, Egitto

Articolo correlato: EGITTO. Sant’Antonio nel deserto: viaggio nell’Egitto dei Copti.

Galleria immagini:

 

USA – CAMBRIDGE. Harvard Art Museums, tavola “Cristo in croce con i ss. Margherita, Antonio abate, santo diacono, Francesco, Miniato e Dorotea”, XIV-XV secolo

Tempera su tavola, 35,9 x 66,8 x 10,2 cm
Attribuito a Lippo di Andrea, fiorentino (c. 1370 – prima del 1451) In precedenza  fu attribuito a Ventura di Moro e allo Pseudo Ambrogio di Baldese.

Inventario numero 1962.278
Lascito di Lucy Wallace Porter all’Harvard Art Museums, 1962.
Provenienza: Collezione A. Kingsley Porter, New York (NY); Asta American Art Association, New York (NY) Vendita Volpi, 21-27 novembre 1916, n. 1001; E. Volpi, Firenze , 1916; Asta Galardelli e Mazzoni, Firenze,vendita D’Annunzio, 3-14 giugno 1911, n. 523, Collezione G. D’Annunzio, Firenze .

 

Sant’Antonio abate si trova a sinistra in saio scuro, con bastone a tau nella mano destra e un libro rosso nella sinistra.

 

Link:
https://hvrd.art/o/228233

http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/12139/Ventura%20di%20Moro%2C%20Cristo%20crocifisso%20tra%20sant%2