ISTRANA (Tv), fraz. Ospedaletto. Chiesa della Purificazione della Beata Vergine Maria con immagine di sant’Antonio abate.

L’edificio attuale fu ricostruito nel XVIII secolo, fu consacrato il 24 settembre 1774.
Venne successivamente ampliato nel 1900 con la costruzione delle due navate laterali.
È una costruzione pregevole e tra le varie opere che la ornano si ricorda l’affresco del soffitto, una Purificazione attribuita al Tiepolo; vanno menzionati poi la pala di Filippo de Blancey e un preziosissimo apparato per le Quarantore placcato in oro, attualmente non utilizzato. La chiesa, alla quale era annesso l’ospedale-monastero, dipese dall’abbazia di San Cipriano di Murano, passando poi in commenda al patriarca di Venezia dal 1587 al 1944 (pur dipendendo sempre dalla diocesi di Treviso).
Uno degli altari laterali presenta un dipinto con sant’Antonio abate.

Info:
Via Chiesa 9, 31036 ISTRANA TV
tel. 0422 738128 (Istrana)
Email: ospedaletto@diocesitv.it

Segnalazione e immagini: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

TREVIGNANO (Tv). Chiesa di San Teonisto e Compagni Martiri, con immagine di sant’Antonio abate.

La primitiva chiesa di Trevignano doveva essere di dimensioni piuttosto esigue ad aveva molto probabilmente un campaniletto incorporato.
Nel 1164 furono assegnate alla rettoria di Trevignano le chiese di Venegazzù e di Falzè; quest’ultima fu scorporata nel 1343 ed resa filiale della pieve di Montebelluna.
Tra i secoli XV e XVI la chiesa fu riedificata e dedicata non solo ai Santi Tabra, Tabrata e Teonisto, ma anche a Santa Margherita. L’edificio, al quale era annesso il cimitero, venne restaurato nel XVII secolo.
L’attuale parrocchiale venne costruita nel XVIII secolo. Il progetto del nuovo edificio fu redatto da Giorgio Massari, ma il capomastro che doveva dirigere i lavori non voleva seguire le indicazioni date e ciò portò a delle diatribe con la popolazione; alla fine la questione si risolse con un accordo che permise di far terminare l’edificazione della chiesa.
Nel 1940, con l’aumento della popolazione locale, vennero costruite le due navatelle laterali; in quell’occasione l’organo fu sposato in un’altra parte della chiesa ed eliminati quasi tutti gli stucchi delle pareti e del soffitto.

All’interno balza subito all’occhio il grande affresco anonimo del soffitto raffigurante l’Assunzione della Vergine Maria.
Sulla parete di destra, dopo la statua lignea di Sant’Antonio da Padova (1920-21) di Ferdinand Demetz, si trova una tela del Bambino Gesù con i santi della tradizione popolare Antonio da Padova, Antonio Abate, Apollonia e Lucia (1855- 57) realizzato dall’accademico veneziano Amadio Lorenzi e un Sacro Cuore di Gesù (1946), opera del pittore trevigiano Gino Borsato.
Al lato opposto troviamo un’altra pala del Lorenzi raffigurante San Sebastiano e San Valentino, santo contitolare della chiesa (1857) e – di faccia al Sacro Cuore – una statua lignea della Madonna di Lourdes (1955-56) realizzata dallo scultore Prinoth di Ortisei.
Solo nel 1933 venne aperto il transetto che attualmente ospita quattro opere pittoriche: le due grandi tele del pittore veneziano Guido Levorati rappresentanti Il miracolo della mula e L’ultima cena (1904), la Madonna del Rosario col Bambino e i Santi Domenico e Caterina da Siena (1850-55) del Lorenzi e la Madonna col Bambino e i Santi Girolamo e Francesco d’Assisi (1620 ca.) commissionata all’artista Bartolomeo Orioli dal nobile locale Girolamo Onigo.

Info:
Via Mons. Floriano, Via Mazzarolo, 14, 31040 Trevignano TV
Telefono: 0423 819819 – trevignano@diocesitv.it

Segnalazione: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

PIOMBINO DESE (Pd), fraz. Torreselle. Chiesa dei santi Simone e Giuda Taddeo apostoli, con immagine di sant’Antonio abate.

Già chiesa curata nel 1470, soggetta alla pieve di Albaredo, e dedicata ai S.S. Simone e Giuda Taddeo, è stata edificata nelle forme attuali nel 1753, su disegno di Giorgio Massari, ed è di notevole valore architettonico.
All’interno, sono conservati gli altari marmorei di S. Macario, con pala di Palma il Giovane, e quello del Rosario, con dipinto attribuito a Domenico Maggiotto.
Sull’altare maggiore, a fianco del ciborio di marmo a colori sono poste le statue dei titolari, datate 1756, e due statue lignee di fine ‘500 dei re Giobbe e David, collocate su mensole, ornano le paraste del presbiterio.
Nella pala di un altare laterale compare un’immagine di sant’Antonio abate.

Info:
Tel. 049 9365185 Email: torreselle@diocesitv.it

Segnalazione:
Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

FIRENZE. Galleria degli Uffizi, tavoletta con s. Antonio abate di F. Lippi, 1452-3

 

Tempera su tavola (57 x 24 cm ognuna) attribuite a Filippo Lippi, databili tra il 1452 e il 1453 circa.
Le quattro tavolette raffigurano: “La Vergine Annunziata e l’Angelo annunziante; Sant’Antonio abate e San Giovanni Battista”,


Non si conosce la provenienza e la destinazione originaria di queste tavolette, che sono agli Uffizi dal 1919. Le dimensioni fanno escludere l’uso come pannelli laterali di una pala d’altare, ma parrebbero piuttosto delle decorazioni per qualche oggetto ecclesiastico.
La qualità non è eccelsa, per cui sono state in passato riferiti alla bottega del Lippi. Sono presenti ridipinture e lo stato di conservazione non è ottimale. Attualmente la critica ritiene si possa trattare di opere autografe del maestro, del periodo del soggiorno a Prato del Lippi.

Sant’Antonio abate, di profilo, indossa saio e cappuccio, regge il mantello con la mano destra e tiene il bastone con la sinistra.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Vergine_annunciata,_Angelo_annunciante,_sant%27Antonio_Abate_e_san_Giovanni_Battista

VENEZIA. Gallerie dell’Accademia, due tavole con s. Antonio abate di G. Bellini

Giovanni Bellini (Venezia, 1430 – Venezia, 1516)

La “Vergine in gloria e santi” è un dipinto a olio su tavola di 350 x 225 cm), databile al 1510-1515 circa. Vedi immagine in alto.
Fu realizzato, probabilmente con l’ausilio della bottega, per la chiesa di Santa Maria degli Angeli a Murano. Dopo essere stata trasferita nella vicina chiesa di San Pietro Martire fu infine destinata alle Gallerie dell’Accademia.

L’iconografia è quella dell’Assunzione della Vergine, raffigurata in giovane età, che sembra ascendere sullo sfondo di un limpido paesaggio di colline e castelli tra angeli.
Al posto dei tradizionali Apostoli delle raffigurazioni dell’Assunzione, qui si trova, però, un gruppo di otto santi in estasi, che fa piuttosto pensare a un’apparizione in gloria di Maria. I Santi sono rappresentati su una specie di terrazza con pavimento a scacchiera, separata dal paesaggio tramite un parapetto e si identificano: Marco, Giovanni evangelista, Luca, Francesco d’Assisi (col saio e le stimmate), Ludovico di Tolosa (il vescovo giovane), Antonio abate, Agostino vescovo e Giovanni Battista.

La figura di sant’Antonio, al centro-destra del dipinto, ha la barba bianca e tiene il bastone.


Link:

https://it.wikipedia.org/wiki/Vergine_in_gloria_e_santi


 

Il “Trittico di San Sebastiano” è un dipinto a tempera su tavola, pannello centrale 127 x 48 cm, pannelli laterali 103 x 45 cm, lunetta 59 x 170 cm, databile al 1464-1470 opera di Giovanni Bellini e collaboratori.

Quattro trittici (di San Sebastiano, di San Lorenzo, della Madonna e della Natività), furono realizzati tra il 1464 e il 1470 circa per la chiesa di Santa Maria della Carità a Venezia, che era stata ricostruita a metà del secolo e i cui altari erano stati eretti nel 1460-64.
Le opere furono smontate e ricomposte in epoca napoleonica, poi destinate alle Gallerie dell’Accademia, con attribuzione originaria ai Vivarini.
In alto, nella lunetta, si trova un’Annunciazione con al centro il Padre Eterno benedicente.
I tre scomparti inferiori mostrano a figura intera i santi Giovanni Battista, Sebastiano e Antonio abate.
Sant’Antonio, che indossa saio, mantello e cappuccio scuri, tiene nella mano sinistra il bastone e nella destra la campanella.


Link:

https://it.wikipedia.org/wiki/Trittico_di_San_Sebastiano