MASSA MARITTIMA (GR). Chiesa di Sant’Agostino, dipinto con s. Antonio abate di J. Chimenti

Olio su tela di 210 x 73 cm, opera attribuibile per motivi stilistici al pittore fiorentino Jacopo Chimenti detto l’Empoli (1551 – 1640), nipote del Sansovino, che nel 1614 eseguì per l’altare della famiglia Buzzelli-Petrini in S. Agostino una grande tela raffigurante l’Annunciazione. Inoltre fa da pendant con il dipinto raffigurante San Carlo Borromeo e, insieme a questo, costituisce presumibilmente un laterale di una pala d’altare.
L’opera è stata restaurata da Alvaro Fregoli nel 1966, su incarico della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Siena.

Sant’Antonio è raffigurato con un libro nella mano sinistra, nella destra un bastone con terminazione a forcella. Il muso di un maiale spunta ai suoi piedi a sinistra.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Jacopo_Chimenti
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900125239

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Agostino_(Massa_Marittima)

GUBBIO (PG). Chiesa di San Domenico con statua ceramica di sant’Antonio abate e tondi con tre sue storie, 1511

Nel settimo altare dedicato a sant’Antonio abate è posta la sua statua in terracotta verniciata a fuoco, che misura 160 x 119 x 35 cm.
Opera del 1511 di Mastro Giorgio Andreoli (Intra, 1465/1470 – Gubbio, 1555).
Il ceramista perfezionò la tecnica decorativa del “lustro”, ottenuta applicando su una ceramica già cotta una pellicola di sostanze metalliche che, a seguito di nuova cottura a piccolo fuoco, determina effetti di iridescenza.
Sant’Antonio abate è raffigurato seduto in trono, con la mano destra nel gesto di benedizione, la sinistra tiene un libro chiuso.

 

 

Sotto la statua tre tondi in terracotta invetriata del diametro di 20 cm, dello stesso autore, che raffigurano:
1) Sant’Antonio abate fugge dalla tentazione dell’oro in forma di masso

2 Sant’Antonio abate tentato dai demoni

3) Sant’Antonio e san Paolo eremita sfamati dal corvo

 

La chiesa, dalla caratteristica facciata incompiuta, era esistente nel 1063. Ampliata nel XIV secolo dai Domenicani, fu ulteriormente ingrandita nel Quattrocento con l’aggiunta del presbiterio, rinnovata ampiamente nel Cinquecento, quando andarono perse alcune cappelle laterali e buona parte degli affreschi. Ancora restaurata nel Seicento e radicalmente trasformata nel Settecento. Ricca di opere d’arte e affreschi.

 

 

Immagini e link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/4610603/Andreoli+Giorgio+%281511%29%2C+Statua+raffigurante+Sant%27Antonio+Abate

https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/4610928/Andreoli+Giorgio+%281511%29%2C+Sant%27Antonio+Abate+fugge+dall%27oro

https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/4610578/Andreoli+Giorgio+%281511%29%2C+Sant%27Antonio+Abate+tentato+dai+demoni

https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/4610579/Andreoli+Giorgio+%281511%29%2C+Sant%27Antonio+Abate+e+San+Paolo+eremita

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1000064191

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/18537/Chiesa+di+San+Domenico

SENIGALLIA (AN). Pinacoteca diocesana, due dipinti con s. Antonio abate di G. Anastasi, seconda metà XVII secolo

Le due opere furono dipinte per la chiesa di S. Antonio abate, non più esistente. Affiancavano la pala dell’altare maggiore (ritrovata nel 2004 sulla cantoria della Chiesa della Maddalena) nota come la Madonna di S. Biagio.

Opere probabilmente giovanili del pittore di Senigallia Giovanni Anastasi (1653 – 1704).

Predica di sant’Antonio abate
Olio su tela di 255 x 177 cm.

Il Santo è seduto con un libro aperto nella mano sinistra. Una campanella è ai suoi piedi.


Miracolo di Sant’Antonio abate
Olio su tela di 255 x 177 cm (forse realizzato nel 1675 come indica una scritta poco leggibile).
Il Santo tiene bastone e rosario nella mano sinistra. Ai suoi piedi un libro chiuso su cui è una campanella.
Non è attestato in alcuna delle varie biografie del Santo un miracolo in cui riattacca una gamba tagliata. (Forse una confusione con un miracolo simile attribuito a sant’Antonio di Padova?)

 

 

Il Museo è sito in piazza Garibaldi a Senigallia.

Link e immagini:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/6588007/Anastasi+Giovanni+seconda+met%C3%A0+sec.+XVII%2C+Predica+di+Sant%27Antonio+Abate

https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/6588020/Anastasi+Giovanni+seconda+met%C3%A0+sec.+XVII%2C+Miracolo+di+Sant%27Antonio+Abate

https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_diocesano_(Senigallia)

http://librisenzacarta.it/2007/04/05/un-messaggio-di-giovanni-anastasi-attraversa-i-secoli/

 

RONCADE (TV). Chiesa parrocchiale di Tutti i Santi, due dipinti con s. Antonio abate, 1743 e 1577

Sopra l’altare dedicato a sant’Antonio di Padova vi è una Sacra Conversazione di 255 x 125 cm, eseguita nel 1743 dal pittore veneziano Bartolomeo Litterini (1669 – 1748),  raffigurante al centro Sant’Osvaldo re, intorno: Santa Apollonia, Santa Elisabetta d’Ungheria, Santa Lucia, Sant’Antonio abate, Sant’Orsola, San Francesco d’Assisi, San Filippo Neri.
Inscrizione in basso a destra: “DON GIAN GERARDINI PIEVANO F.F. B. LITTERINI 1743”
Sant’Antonio abate è raffigurato a destra in alto con saio bianco e mantello nero, tiene in mano bastone e campanella.

 

Link e immagine:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500313750-3


Nella sagrestia, proveniente da un altare antico della chiesa cinquecentesca, è collocato un polittico ligneo dipinto a olio, datato 1577 e di autore ignoto.
La formella centrale raffigura una Deposizione, di non alto livello artistico, affiancata da quattro riquadri: a sinistra i santi Antonio abate e Sebastiano; a destra un santo Vescovo (san Biagio?) e Girolamo.


Sant’Antonio abate è raffigurato con saio marrone e lunga barba bianca.

 

Immagini da pubblicazione sulla chiesa reperibile su:
https://www.collaborazioneroncade.it/le-chiese/15-la-chiesa-di-ognissanti

LESTIZZA (Ud), fraz. Nespoledo. Chiesa parrocchiale di San Martino, con statua e immagine di Sant’Antonio abate.

A Nespoledo la chiesa di San Martino si trova in centro paese, rialzata di circa 1 m rispetto al piano di campagna; essa ingloba nella parte posteriore un campanile a torre.
La chiesa si trova sull’asse principale dell’abitato e le case che la circondano sembrano creare una cortina continua.
Sebbene non si siano conservate tracce evidenti della struttura difensiva, l’analisi della mappa del catasto napoleonico, la posizione della chiesa e la presenza di un campanile a torre possono suggerire la presenza di una centa.

Le prime notizie risalgono al XVII secolo. Della fase antica della chiesa resta l’altare maggiore in un elaborato barocco, elegante nelle proporzioni, riccamente scolpito tanto nel paliotto che nel ciborio e nel fastigio, che Antonio Gratii, “taiapiera da Venetia”, si impegnò ad eseguire nel 1704.
La statua di sant’Antonio abate a dx e dell’altro santo a sx dell’altare sono state trasferite da una chiesa di campagna.
Il gonfalone si trova in chiesa lato dx.

Segnalazione e immagini: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com