TAGGIA (IM). Basilica dei SS. Giacomo e Filippo, tela con “S. Antonio abate e san Paolo eremita” di L .Cambiaso, 1555-60

Nella terza cappella a destra una tavola, pittura a olio di 175 x 125 cm, opera di Luca Cambiaso (1527 – 1585) del 1555-60.
Il dipinto raffigura l’episodio di sant’Antonio abate e san Paolo eremita che sono sfamati da un corvo che porta loro un pane.

 

La chiesa, sita in piazza Gastaldi ed edificata nel 1675-89, è nota anche come Santuario della Madonna miracolosa.

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0700038078

http://www.confraternitasstrinitataggia.it/madonna_miracol_17.html

CASTELFIORENTINO (FI). Museo del Santuario di Santa Verdiana, “Madonna col Bambino, s. Antonio abate e santi”, 1430-35

Tempera su tavola raffigurante “Madonna col Bambino tra i santi Antonio abate, Lorenzo?, Pietro, Bartolomeo”, proveniente dalla Chiesa di Sant’Jacopo a Voltigiano. Probabilmente era una pala d’altare; realizzata nel1430 – 1435 da ignoto pittore toscano.

La tavola cuspidata conserva la sua cornice originale.
Al centro la Vergine col Bambino, a sinistra in alto sant’Antonio abate, in basso san Pietro; a destra i santi Lorenzo (?) e Bartolomeo.
Lo stile è vicino alle botteghe di Ventura di Moro o dello Pseudo Ambrogio di Baldese.

Sant’Antonio, nella consueta iconografia, presenta barba biforcata, abito monastico con mantello.

 

Il Museo, inaugurato nel 1999, è ospitato in una struttura rustica adiacente al santuario di Santa Verdiana e raccoglie numerose importati opere provenienti dalle chiese del territorio del Comune.

 

Info e immagine:
https://twitter.com/MuseoVerdiana

https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g663797-d11690391-Reviews-Museo_di_Santa_Verdiana-Castelfiorentino_Tuscany.html#/media-atf/11690391/?albumid=-160&type=0&category=-160

https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_di_Santa_Verdiana

http://www.santaverdiana.org/arte-e-cultura/il-museo-di-santa-verdiana/

CASTELFIORENTINO (FI). Santuario di Santa Verdiana, dipinto “La Vergine Assunta tra i santi Verdiana e Antonio abate” di J. Chimenti, 1600

Olio su tela in seguito riportato su tavola di 210 x 160 cm.
Opera del pittore fiorentino Jacopo Chimenti detto l’Empoli (1551 – 1640), nipote del Sansovino.

La spesa del dipinto fu sostenuta da Antonio Berrettari, pievano di S. Verdiana, con il denaro lasciatogli in eredità da una sua domestica. Il quadro fu consegnato nel 1601 agli Opera di Santa Verdiana per essere posto sull’altare maggiore ricostruito tra il 1600 e il 1601. L’opera è datata 1600 e non poté essere commissionata all’Empoli prima del 1599, anno in cui fu eletto pievano il Berrettari; originariamente la tela era centinata come si può riscontare dal disegno preparatorio conservato al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, ma soprattutto priva delle giunte laterali settecentesche.
Nel 1708 la tela fu ingrandita e incollata su tavola. Alessandro Gherardini dipinse in alto due putti in volo che presentano alla Vergine rose e gigli e ne aggiunse un altro in basso sulla sinistra.
Restaurato dal 1963.

Sant’Antonio è raffigurato a destra, in abito monastico, con un bastone nella mano destra, libro e campanella nella sinistra.

 

Info e immagine:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900123144

https://www.beweb.chiesacattolica.it/heritage/work/6172170/Chimenti+J.+da+Empoli+%281600%29%2C+Madonna+tra+Santa+Verdiana+e+Sant%E2%80%A6

Info sulla chiesa:
https://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_di_Santa_Verdiana

https://it.wikipedia.org/wiki/Santa_Verdiana

FIRENZE. Chiesa di Santa Lucia de’ Magnoli, tela “Madonna col Bambino, s. Antonio abate e altri santi” di J. Chimenti, 1606-7

Olio su tela di 302 x 194 cm, raffigurante la “Madonna col Bambino tra i santi Antonio abate (a sinistra), Giovanni Battista, Bernardo di Chiaravalle e Carlo Borromeo” del 1606-7 posto sul secondo altare di sinistra, patronato delle famiglie Barucci e Del Ruota.
Opera del pittore fiorentino Jacopo Chimenti detto l’Empoli (1551 – 1640), nipote del Sansovino.

«La paternità della tavola è certa fin dalle origini: nella ‘Vita dell’Empoli‘ scritta dal suo discepolo Zaballi, si ricorda l’opera eseguita dal maestro per la chiesa di S. Lucia de’ Magnoli, anche se ne viene fornita una descrizione errata. E’ rimasta invece incerta per molto tempo la datazione del dipinto, che pure è possibile fissare al 1606-07 in base alla lapide dedicatoria dell’altare su cui fu collocato sin dall’inizio e dove tuttora si trova. Nel primo studio monografico sul Chimenti, la De Vries datò la nostra tavola al 1620 per confronto con il quadro nella volta del Duomo di Livorno datato 1619, rinvenendo inoltre nel disegno n. 3411F del Gabinetto dei Disegni degli Uffizi un abbozzo della composizione. Nello stesso periodo il Venturi considerò l’opera vicina alla ‘Madonna e quattro Santi‘ nella SS. Annunziata a Firenze datata 1628. In occasione della mostra dei disegni dell’Empoli la Forlani Tempesti identificò altri due studi del pittore per la pala di S. Lucia de’ Magnoli: nn. 3449F, 9344F del Gabinetto dei Disegni degli Uffizi. Il n. 9344F è uno studio di testa per S. Giovannino (nel n. 3411F infatti, che mostra l’ideazione originaria della scena, il Battista è raffigurato fanciullo); il n. 3449F invece, ritrae il S. Giovanni secondo la stesura definitiva, così come compare nel dipinto. Lo studio di questi disegni permise di anticipare la datazione della pala al 1608, ponendola all’origine di quella serie di opere dell’Empoli pervase dall’influsso carraccesco. La Thiem successivamente ha identificato un disegno conservato in una collezione privata come uno studio preparatorio per la testa di S. Bernardo ed ha confermato la datazione al 1608. Soltanto nel 1980 la Bianchini ha precisato l’epoca di esecuzione della pala al 1606-07, sia in base alla lapide che ricorda la consacrazione dell’altare sul quale l’opera si trova sin dall’origine, sia in base ad un’attenta ricognizione stilistica dell’opera del pittore. La pala di S. Lucia appartiene a quel gruppo di opere eseguite dall’Empoli nel primo decennio del ‘600 per numerose chiese fiorentine, caratterizzate da uno stile personale, un ‘modo di esprimersi ormai proprio e naturale’ (Bianchini), improntato al realismo, che ritrae i personaggi con sobrietà e dignità e che si dimostra contemporaneamente aperto alle nuove esperienze pittoriche che si svolgevano altrove in quegli anni. … La nostra tavola infine sembra essere il modello di un successivo quadro dell’Empoli che raffigura la ‘Madonna in gloria col Bambino, i SS. Giovanni Battista, Antonio Abate e Carlo Borromeo‘, datato 1618 e conservato nella chiesa di S. Agostino a Cortona, vedi scheda ; i personaggi, tra l’altro, presentano le stesse caratteristiche fisionomiche, ed è quindi probabile che come quelli della pala di S. Lucia raffigurassero amici e garzoni dell’Empoli.
L’opera fu restaurata nel 1987 presso il laboratorio di Restauro della Fortezza da Basso, con un intervento di pulitura. Riconsegnata alla chiesa di S. Lucia de’ Magnoli con verbali del 21-3-1987. Nel 1989 (U. R. 717) restaurato presso il Centro Restauro.»

 

Testo e immagine:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900227283

https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/6165431/Chimenti+Jacopo+sec.+XVII%2C+Madonna+con+Ges%C3%B9+Bambino+e+Santi

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Jacopo_Chimenti

Info sulla chiesa:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santa_Lucia_dei_Magnoli

CORTONA (AR). Ex chiesa di Sant’Agostino, tela “Madonna in gloria con s. Antonio abate e altri santi” di J. Chimenti, 1618

Olio su tela di 327 x 233 che raffigura la “Madonna in gloria col Bambino, i SS. Giovanni Battista, Antonio abate e Carlo Borromeo”, datato 1618.
Opera del pittore fiorentino Jacopo Chimenti detto l’Empoli (1551 – 1640), nipote del Sansovino.

“Il dipinto, firmato e datato sul retro «DIPINTA DA JACOPO DI CHIMENTI DA EMPOLI NEL 1618 DI MAGGIO IN FIRENZE PER MATTIO DETTO IL 40 PER A CORTONA», si imposta, come l’opera pistoiese del “San Carlo” eseguita 5 anni prima, “secondo un effetto di monumentalità discreta, dovuto a punto di vista assai ribassato”; la scena, concepita con austera semplicità, è chiaramente improntata ai dettami della Controriforma. Anche in questa tela, specie nello stagliarsi della Vergine sullo sfondo, l’artista non manca di evidenziare la virtuosità di luminista che lo contraddistingue.”

L’impostazione del dipinto sembra essere modellata sul quadro del 1606-7 nella chiesa fiorentina di S. Maria de’ Magnoli, vedi scheda.

Sant’Antonio abate, al centro in abito monastico, tiene in mano un bastone

 

La chiesa duecentesca è dal 2008 adibita ad auditorium,

 

Info e immagini:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900089294

http://www.cassiciaco.it/navigazione/monachesimo/chiese/italia/toscana/cortona.html