SANTA DOMENICA VITTORIA (ME). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Vico Sant’Antonino, 11 / Via Chiesa Madre
https://goo.gl/maps/GLFF2xE6D4zS7aPKA

 

Il paese iniziò a esistere a partire dal 1628, come feudo della famiglia Pagano. Il nome lo si deve ad una vergine, Domenica, che nei tempi del Cristianesimo primitivo, cessate le persecuzioni, si nascose in una grotta nei pressi di quella contrada. I Pagano tennero il territorio denominato “Santa Domenica” fino al 1710. Dopo vari passaggi e una lunga serie di matrimoni e di lasciti, l’erede, Vittoria di Giovanni, sposò Domenico Alliata, principe di Villafranca e governatore di Messina. Ella ebbe una particolare sollecitudine nello sviluppo del paese e curò nel 1776 la trasformazione dell’originaria Cappella in Chiesa Sacramentale, dotando la nuova costruzione di un fonte battesimale con lo stemma della  famiglia Alliata, che è l’oggetto più antico che la chiesa conservi, e di vari arredi preziosi. Il suo nome fu scelto per associarlo a quello di Santa Domenica nel 1864, dovendo il Consiglio Comunale  ovviare all’omonimia di vari comuni.

Nel corso dei secoli, la chiesa madre è stata oggetto di numerosi interventi che in parte hanno stravolto la sua pianta originaria, rendendola come si presenta oggi. La facciata è a salienti con tre ingressi,  sul fianco sinistro vi sono elementi in vista dell’antica struttura e il massiccio campanile con cuspide e orologio.
All’interno, in fondo alla navata di destra, vi è la statua settecentesca del patrono sant’Antonio abate che tiene nella mano destra il pastorale e nella sinistra la fiamma.

Altre statue e dipinti che ornano la chiesa sono recenti.

 

 

 

La celebrazione liturgica del 17 gennaio prevede anche la benedizione del pane e degli animali, ma la festa in onore del Santo si svolge la prima domenica di settembre, giorno in cui il simulacro, adornato degli ex-voto in argento e oro, viene portato in processione per le vie del paese dai devoti vestiti di bianco.

 

 

 

Bibliografia:
Gemmellaro A., Il Culto di S. Antonio Abate in Santa Domenica Vittoria, Scuola Salesiana del Libro, Catania 1958

Immagini da Wikimedia  e dai link sotto.
Link:
https://oldsite.it/santadomenicavittoria/storia.html

https://www.vivasicilia.com/festa-di-sant-antonio-abate-santa-domenica-vittoria/

https://comune.santadomenicavittoria.me.it/turismo/beni-architettonici/

SASSO DI CASTALDA (PZ). Cappella di Sant’Antonio abate

Via Casale
https://goo.gl/maps/5j7fne4KGxmNEShX9

 

La cappella di S. Antonio è sicuramente di origine medievale, e rappresentava il centro spirituale dell’antico Casale, costituto da un piccolo agglomerato medioevale di casupole abitate per lo più da contadini e braccianti, poco distante dal centro urbano vero e proprio (Civita), ai piedi del Castello e intorno alla Chiesa Madre di S. Nicola, che invece era abitato da massari, artigiani e rappresentanti del clero.
L’ultima ristrutturazione, risalente al 1970-75, ne ha ridotto le dimensioni e stravolto la forma originale: ha subito un considerevole ridimensionamento con lo stravolgimento della sua forma originale. La facciata è stata tagliata, quindi ridotta per creare maggiori spazi davanti all’edificio immediatamente adiacente, e sull’area una volta occupata dalla stessa è stata realizzata un ampia scalinata, larga quanto la facciata residua, che porta al sagrato.

La facciata della cappella è caratterizzata dalla presenza di un portale arcuato in mattoni e ai lati due finestre, anch’esse arcuate, con vetrata colorata.

Al suo interno si presenta con un’unica aula disposta in senso trasversale rispetto alla zona del presbiterio, rialzato di un gradino rispetto al piano di calpestio, sul quale si trova una piccola mensa d’altare in marmo.
Sulla parete di fondo, alle spalle della mensa, vi è un’ampia nicchia dove sono collocate le statue di Sant’Antonio abate tra Santa Caterina e Santa Filomena, opera risalente agli inizi del 1500.

All’interno della cappella vi si conservano, in nicchia, le statue in argilla di S. Salvatore e S. Leonardo, di fattura artigianale locale, recuperate da altre cappelle di Sasso ormai distrutte

La cappella è attualmente di proprietà del comune di Sasso.

Davanti alla cappella, fino a pochi anni or sono, si conducevano le greggi e le mandrie del paese, nel giorno della ricorrenza del Santo per la benedizione

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/90467/Cappella_di_Sant’Antonio_Abate_Sasso_di_Castalda

https://www.lucania.one/00page1.php?id3=32395&cit3=sasso%2520di%2520castalda&comune3=sassoc&pgh=12&xx=0&av=av&nome0=rocco&grup=tutti

ISOLA DEL GRAN SASSO D’ITALIA (TE). Resti dell’ex Chiesa di Sant’Antonio abate

I resti si trovano nel Parco presso Largo Sant’Antonio, nel centro della città.
https://goo.gl/maps/Hur5BvMvT4VrK5ej6

 

La Chiesa risale al XIII secolo. Si tratta di un’antica struttura religiosa lasciata in abbandono e crollata definitivamente intorno agli anni Sessanta del secolo scorso perché ormai fatiscente.
A seguito di un restauro effettuato nel 2008 è oggi possibile ammirare una delle pareti laterali della chiesa, il bel portale in pietra, alcune statue, tra cui una di sant’Antonio abate ancora col maialino ai piedi, e reperti vari costituiti da colonne e frammenti di decori.

 

Foto e parte del testo di Francesco Mosca.
Link:
http://www.paesiteramani.it/Paesi/IsolaSAntonio.htm

POLIZZI GENEROSA (PA). Chiesa Sant’Antonio abate

Via S. Gandolfo, 9
https://goo.gl/maps/zT9sYXMUM3sM59Ja9

 

Probabilmente l’edificio fu una antica moschea costruita dagli arabi, per molto tempo centro spirituale della comunità musulmana, anche dopo l’arrivo dei Normanni. Il minareto, distrutto durante la dominazione  degli Angioini, fu ricostruito dagli Aragonesi.
Nel 1361 fu trasformato in chiesa cristiana.

Il prospetto si presenta con ingresso laterale. Interessante è il campanile alla cui sommità si trova la guglia maiolicata in gran parte distrutta nel corso dei secoli.

All’interno vi sono la tela di S. Domenico di Giovanni Giacomo Lo Varchi (Collesano PA, 1606 – 1683) forse del 1635 e quella di S. Biagio realizzata da un anonimo pittore della cerchia dello Zoppo di Gangi (pseudonimo utilizzato da alcuni pittori del XVI – XVII secolo) e l’acquasantiera del XVI secolo di ambito gaginiano (Antonello Gagini, o Gaggini, 1478 – 1536, è stato uno scultore e architetto palermitano che operò soprattutto in Sicilia e in Calabria).

Nella parete sinistra vi è l’altare con la statua di s. Antonio abate in abiti vescovili, libro con sopra il fuoco nella mano sinistra, pastorale nella destra.

 

Link:
https://www.diarch.it/portfolios/chiesa-s-antonio-abate-polizzi-generosa/

TAURISANO (LE). Santuario di Santa Maria della Strada, con immagine di s. Antonio abate

La datazione della bella chiesa romanica è tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo.
«Entro la prima metà del XVI secolo, fu addossato all’edificio originario, sul lato settentrionale, la Cappella dell’Annunciazione, composta da una volta a crociera sorretta da semipilastri e capitelli troncoconici rovesciati. La decorazione pittorica risale al 1534 e vede un san Nicola in trono sul pilastro (destro), una Madonna di Costantinopoli sormontata sul registro superiore dal Dio Padre, un Crocefisso tra la Vergine e san Leonardo (con committente di piccolo taglio), un’Annunciazione con l’impaginazione di richiamo quattrocentesco (Beato Angelico)»1 con l’iscrizione: “ANNO D(OMINI) 1538 / EGO ANGE”.

Sul pilastro sinistro della Cappella vi è la figura di sant’Antonio abate – il nome è scritto a destra in alto – che tiene con la mano destra un libro chiuso e con la sinistra un bastone cui è appeso un campanello. Un maialino è ai suoi piedi a destra. Purtroppo il volto del Santo è abraso.

 

Bibliografia:
1.   Cortese Stefano, Santa Maria della Strada dal XIII al XVI secolo, in: “I Bizantini del XXI secolo” atti dei Convegni di studi sul Salento meridionale, Triggiano 20 gennaio – Corsano 1 febbraio, Taurisano 20 aprile, Ruffano 23 aprile 2013, Domus Dei edit, Ugento 2013, pp. 98-99

Link:
https://www.salentoacolory.it/taurisano-medievale/