CATTOLICA ERACLEA (AG). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio abate
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La chiesa, costruita nel 1608 ad opera di immigrati da Raffadali (AG), dedicata inizialmente alla Madonna del Carmelo, è stata la prima matrice di Cattolica Eraclea (poi la Chiesa madre fu quella dello Spirito Santo, chiusa dal 2003 quando crollò la cupola).
Nel 1997 furono eseguiti lavori di manutenzione straordinaria su prospetto principale e torre campanaria, e sulla casa canonica.

L’asse principale è disposto lungo l’orientamento est-ovest e il prospetto principale, che si affaccia su uno spazio che funge da sagrato e da bel vedere, è minimalista con tetto a capanna e con un portale in pietra calcarea decorato con arco a sesto ribassato e, posto un po’ più in alto, un rosone a completamento della facciata.

L’interno della chiesa è ben proporzionato ed è costituito da quattro arcate a tutto sesto, sorretti da paraste che sporgono dalla muratura perimetrale, che scandiscono il ritmo dello spazio architettonico. Solo l’arcata che separa l’aula liturgica dal presbiterio è decorata con foglie e tondi di varie grandezze e nel mezzo è posto il medaglione dedicato a sant’Antonio abate.
Sulla parte alta dell’altare centrale risalta uno stucco rivestito in oro con lo stemma dei Carmelitani che nel 1626 vennero a Cattolica Eraclea fondando il loro convento con la generosità della principessa donna Giovanna De Bosco e Corillas; però la loro presenza durò poco.
A pianta rettangolare ad unica navata, l’aula e il presbiterio, sollevato di due gradini, sono coperti da una volta a botte e l’attacco con la muratura è evidenziato con un semplice cornicione marcapiano.
Le pareti perimetrali della chiesa sono caratterizzate da nicchie che si aprono nella muratura per dare posto alle statue che arredano l’ambiente liturgico, mentre la zona presbiterale è caratterizzata dalla macchina d’altare a tempietto in marmo con doppie colonne e timpano circolare aperto, con nicchia centrale che ospita la statua della Madonna col Bambino.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/21729/Cattolica+Eraclea+%28AG%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

CASTROFILIPPO (AG). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via Palermo / Piazza Sant’Antonio abate
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La costruzione della Chiesa ebbe inizio intorno al 1608.
Fu ristrutturata nel 1934.  A causa degli eventi bellici, dal 1915 al 1918 l’antica chiesa andò in rovina, e intorno al 1923 fu ricostruita. Le opere terminarono nel 1934 e nel 1938 fu elevata a parrocchia. Diventò Santuario nel 1971.

La chiesa di Sant’Antonio abate è sita all’interno del centro abitato del paese; ha dimensioni di circa 18 x 7 m.
La facciata, in stile goticizzante e ornata da una bifora, è costituita da tre archi a tutto sesto da dove si accede ad un portico e al portone principale d’ingresso.
Ai lati della facciata vi sono due imponenti torri di cui una (lato destro) ospita l’orologio, mentre l’altra (lato sinistro) ospita le campane. Su entrambe vi sono nicchie con statue.
Il portone è in legno, del 1928 con 28 formelle decorative.

L’interno è di stile classico rinascimentale e fu arricchito di stucchi ornamentali, in oro zecchino, nel 1950 e poi nel 1974 (dai fratelli Emma di San Cataldo).
La volta è ornata da tre pitture su tela che raffigurano episodi della vita del Santo.

 

Sei affreschi, tre per lato,  con storie della vita del Santo fanno da cornice all’altare maggiore nella cui nicchia è una antica statua lignea che raffigura sant’Antonio abate che tiene nella mano sinistra un bastone d’argento e nella destra un libro.

Le sei nicchie laterali contengono le statue di: San Giovanni Bosco (1932), Sacro Cuore di Gesù (1937), Maria SS. Ausiliatrice (1937), San Francesco d’Assisi (1937), Madonna di Fatima (1940), SS. Crocifisso (1943). Tutte le statue sono state scolpite in legno da Obletter di Ortisei (Bolzano).

 

La festa di Sant’Antonio Abate ha origine nel XVI secolo. Le celebrazioni si svolgono in due momenti: il primo è la solennità liturgica del 17 gennaio, quando si svolge la “Fiera di Sant’Antonio abate”, viene celebrata la messa solenne e poi sul sagrato vengono benedetti gli animali, i frutti della terra e il “pane ex voto”, confezionato in modo da riprodurre le “parti del corpo” in qualche modo guarite per l’intervento del Santo.
In un secondo momento, la penultima domenica di giugno, si celebra la festa esterna, in cui si rinnova la tradizione della Benedizione del pane, degli animali, del sale e dei frutti della terra. Nel pomeriggio ha luogo la Processione del Santo Patrono durante il quale i fedeli intonano canti religiosi e fanno offerte in denaro che viene spillato in apposito nastri appesi al braccio della Statua. Partecipano alla processione anche cavalli bardati a festa.

 

 

Link:
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https://www.vivasicilia.com/santuario-sant-antonio-castrofilippo/

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SANTA VITTORIA IN MATENANO (FM). Chiesa della Risurrezione o “Cappellone”, Oratorio/cappella degli Innocenti con immagine di s. Antonio abate, XV secolo

La chiesa della Resurrezione, che domina il colle Matenano, costituisce ciò che rimane dell’antico monastero farfense edificato a partire dal X secolo e demolito quasi interamente nel 1771. L’attuale edificio sacro comprende il presbiterio seicentesco e la cappella/oratorio degli Innocenti, al cui interno si conservano affreschi del Quattrocento, testimonianza della pittura tardogotica picena.

Nel 934 l’abate Ratfredo fece qui trasportare da Monteleone Sabino le reliquie di Santa Vittoria, collocandole in una cappella nella torre, fece anche costruire le prime residenze per i monaci. In seguito fu edificata la chiesa, incorporando la torre con le reliquie. L’edificio che si estendeva davanti all’attuale facciata della Chiesa della Resurrezione, occupava gran parte dello spiazzo ed era composta da tre navate, lunga una quarantina di metri e larga quindici, sull’estremità orientale si alzava il torrione difensivo con sotto la cripta con i resti della Santa. Nella seconda parte del XIII secolo fu costruito ai suoi piedi un prolungamento della struttura, utilizzato per seppellire i morti; nel 1368 come testimonia una lapide, si aggiunse una piccola porzione alla navata dell’antico edificio sacro: l’Oratorio degli Innocenti.  Nel 1471 fu pagato il ciclo di affreschi che decora il sopravvissuto oratorio; attribuito a Giacomo di Cola, del quale si trovano le fatture dei pagamenti, e al monaco farfense fra’ Marino Angeli, della scuola di Giacomo da Campli, artisti entrambi  originari del paese.
La chiesa fu ancora restaurata tra 1507 e 1533, insieme alla torre e alla cripta. Nel 1629 i monaci passarono dalla congregazione di Montecassino ai Chierici Secolari, rimanendo comunque sottoposti all’abate di Farfa, quattro anni dopo la chiesa fu trasformata in Collegiata. A seguito dei danni del forte terremoto del 1703 i monaci decisero di abbandonare l’edificio, recandosi solo nella chiesa per le pratiche religiose. Divenuta ormai cadente, nel 1770 si decise di non restaurala più ma di demolirla perché pericolante e di ricostruirla poco distante dalla precedente, in luogo più sicuro e stabile (oggi la chiesa Collegiata-Santuario vedi scheda).

Tra il 1645 ed il 1655 fu creato il Cappellone, oggi Chiesa della Resurrezione, girando l’altare dalla parte opposta della chiesa, perché la torre sotto il quale si trovava era divenuta pericolante, e ornandolo di stucchi barocchi opera di Domenico Malpiedi di San Ginesio.
La conservazione di questa parte antica, divenuta chiesa della Risurrezione, si deve alla munificenza della signora Maria Vittoria Perfetti che, a sue spese, dopo il 1771, volle fossero salvati gli stucchi del “Cappellone” e una piccola porzione dell’antica chiesa, quella verso la rupe comprendente l’area presbiteriale e parte della navata, dove c’era la cappella degli Innocenti con gli affreschi. Per questa lodevole impresa dovette superare l’opposizione del comitato preposto alla costruzione della nuova Collegiata, che mirava a riutilizzare tutto il materiale della chiesa cadente e del monastero semiabbandonato. La signora Perfetti fece prolungare di alcuni metri il corpo della chiesa verso nord; fece innalzare la facciata in stile neo-classico e coprire il tutto con tetto a capanna. In seguito l’oratorio fu ancora frequentato dalla Compagnia del Santo Rosario; gli ultimi restauri si ebbero nella seconda metà del XX secolo.

Planimetria chiesa della Resurrezione; l’Oratorio è a sinistra

Vi si accede solo da una piccola porta che che si apre a sinistra dell’altare maggiore della Chiesa della Resurrezione.
Ha pianta trapezoidale e di piccole dimensioni, largo poco più di tre metri, lungo sei metri e mezzo ed alto cinque, è suddivisa in due campate coperte da volte a crociera.

Sulle pareti sono raffigurate le scene dell‘Annunciazione, della Crocefissione, della Dormizione di Maria e della Strage degli Innocenti che da il nome all’oratorio, sui pilastri vi sono varie figure di Santi – tra essi sant’Antonio abate. Rimane qualche porzione di una Natività lesionata dall’apertura dell’attuale ingresso. Sotto la Crocefissione si può notare una piccola nicchia con una raffigurazione della Pietà dove, a livello del pavimento, è dipinto il sepolcro. Nelle vele di una delle volte sono dipinti  i quattro Evangelisti, mentre nell’altra si trovano San Girolamo, Sant’Ambrogio, Sant’Agostino e San Gregorio Magno, i quattro dottori della chiesa; anche i costoloni che dividono le volte sono finemente decorati. Presenti tracce di affreschi anche nella parte con la piccola finestra che illumina l’interno, sulla parete opposta si nota un muro spoglio dove un tempo, c’era il collegamento con la navata della chiesa, il pilastro sfalsato rispetto allo sviluppo delle volte, è frutto di una ristrutturazione nel XIV secolo. Il pavimento attuale è rialzato rispetto a quello precedente e la parte in corrispondenza delle pareti è stata scavata, due vetrate permettono di vedere le sottostanti fosse sepolcrali.

Sulla parte anteriore del pilastro sinistro, a fianco della Dormizione, la figura di sant’Antonio seduto, con il bastone a Tau cui é appesa una campanella nella mano destra; un libro aperto è tenuto con la sinistra appoggiato al ginocchio.

 

Attualmente la chiesa, sita in Via Roma 57, dopo il terremoto del 2016, è ancora chiusa al pubblico: gli affreschi, restaurati nel 2020, sono visibili su prenotazione rivolgendosi al tel. 0734.780111.

 

Link:
http://www.luoghifermani.it/?p=4929

https://www.laprovinciadifermo.com/santa-vittoria-il-paese-senza-chiese-agibili-vergari-restauro-finito-splendono-gli-affreschi-del-cappellone-farfense/

https://www.youtube.com/watch?v=bvJ3Xi5V_K8

Giulia Spina,Il_Cappellone_di_Santa_Vittoria_in_Matenano.pdf

SANTA VITTORIA IN MATENANO (FM). Chiesa Collegiata-Santuario di Santa Vittoria con immagine di s. Antonio abate

Nella chiesa è conservato un dipinto a olio su tela di 400 x 195 cm, del secolo XVIII, raffigurante la Madonna del rosario con il Bambino, santa Teresa d’Avila e santa Caterina da Siena; san Domenico e sant’Antonio abate (a sinistra in basso).
Attribuita a Filippo Ricci nato e morto a Fermo (1715-1793) e poi ritoccata da suo figlio Alessandro (1750-1829).

Sant’Antonio abate, con la Tau sul mantello, tiene con la mano sinistra un libro aperto che sta leggendo.

 

Questa chiesa collegiata-santuario, sita in Via Farfense, 17, conserva al suo interno il sarcofago di santa Vittoria. Si impone all’attenzione dei visitatori con la sua facciata e la sua torre in stile neoclassico, entrambe realizzate nel decennio 1783-1793.
La chiesa ha la pianta a croce latina a tre navate di 47 x 13 m; le cappelle del transetto sono profonde 7 m; copre una superficie complessiva di circa 1000 m²,compresa la Cripta, la Sagrestia e la Cappella del Sacro Cuore. Le sedici statue, gli altorilievi nei pennacchi della cupola, gli stucchi degli altari laterali sono opera dello scultore Domenico Fontana; furono eseguiti nel 1790 con “Gesso di Montefalcone di Marina”. La lapide posta sopra la bussola dell’ingresso ricorda che la chiesa è dedicata all’Assunta, a S. Benedetto, a S. Vittoria.


Link:

http://www.svittoria.it/c044067/zf/index.php/servizi-aggiuntivi/index/index/idtesto/12

https://www.santuaritaliani.it/santuario/s-vittoria-2/

https://www.youtube.com/watch?v=eblnImmBzEY

POZZOMAGGIORE (SS). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Convento
https://goo.gl/maps/HuwvFRwyBfvYZiZj9

 

L’edificio risale ai secoli XVI-XVII. Conosciuta col nome di “Convento” perché attiguo alla chiesetta vi era il convento dei Padri Agostiniani che lasciarono il paese nel 1863; poco dopo, fu confiscato in base alla legge Siccardi e destinato a caserma dei Carabinieri a cavallo; oggi, accoglie il Museo comunale della tradizione contadina e del “cavallo”.
La chiesa è anche detta: “Madonna della Salute”, il cui culto iniziò nel 1855 dopo un’epidemia di colera.

L’edificio presenta un impianto seicentesco contemporaneo al coesistente convento degli Agostiniani.
La facciata è in stile tardo barocco, edificata nel 1790. Nelle forme in cui si presenta attualmente è opera di maestranze piemontesi, probabilmente le stesse che lavorarono più tardi a Mara nella chiesa di Bonu Ighinu.
La facciata di stile barocco, presenta due ordini sovrapposti, divisi da partizioni verticali ed orizzontali. Su di essa sono ancora evidenti alcuni simboli agostiniani, quale il cuore fiammante trafitto da frecce, e una scritta in rilievo che ricorda la conclusione dei lavori: “H. OPE. F. ANNO 1790”.
Il campanile, che fu costruito verso il 1847, quando il convento fu sottoposto a un importante intervento di ampliamento e di ristrutturazione, sembra sbucare dalla navata sinistra ed è cuspidato.

La chiesa, riportata completamente allo splendore originario con i lavori di restauro svolti nel 2001, è a tre navate, quella centrale è voltata a botte. Nelle due navate laterali trovano posto tre cappelle per parte.
L’altare maggiore è del secolo XIX, a quattro colonne con capitelli corinzi che delimitano tre nicchie con le statue della Madonna, di Sant’Antonio abate e di Santa Rita (che vengono spostate a seconda delle festività). In alto, un’altra nicchia con la statua della Madonna della Salute col Bambino, di cui esistono anche un bel quadro (cappella centrale a sinistra) e un simulacro ottocentesco.
A destra dell’altare maggiore, è presente un altarino del secolo XVIII, con una statuina lignea di S. Antonio di Padova. La cappella attigua è dedicata all’Immacolata, con un bel quadro. Da notare le statue lignee restaurate nel 2002 che raffigurano: Sant’Agostino, San Vincenzo Ferreri, San Quirico, San Paolo Eremita, Santa Lucia e la Madonna d’Itria.

 

In questa chiesa si celebrano i culti di Sant’Antonio abate il 17 gennaio, Santa Rita il 22 maggio, la Madonna della Salute il 29 settembre
L’evento più importante della festa dedicata a sant’Antonio abate è ”Su fogulone de Sant’Antoni”, un enorme falò che si accende in piazza Convento di fronte alla chiesa, mentre tutta la popolazione si riscalda, mangia carne di pecora bollita, salsiccia arrosto e beve del buon vino. La tradizione vuole che tutte le famiglie del paese offrano al Comitato un po’ di legna.

Link:
https://comune.pozzomaggiore.ss.it/contenuti/59136/chiesa-sant-antonio-abate