MONTELPARO (FM). Chiesa di San Michele arcangelo con statua di sant’Antonio abate

La Chiesa di S. Michele Arcangelo risale al XII secolo ma l’attuale impianto, è il risultato del susseguirsi di vari interventi nel corso dei secoli. Dopo la chiusura a causa del sisma dell’agosto 2016 (la chiesa era tornata agibile da pochi anni dopo un lungo periodo di lavori!) è stata riaperta nel marzo 2022.

Sant’Antonio abate è presente a Montelparo in alcune opere d’arte tra cui una bella statua in cartapesta e legno, della seconda metà del Seicento, situata nella chiesa matrice di San Michele, nella nicchia destra del presbiterio.
La statua è completamente ridipinta in nero nelle vesti e anche le parti del volto e delle mani hanno subito ridipinture che causano l’impossibile lettura dell’opera originaria. Si intuisce, però, la capacità dell’autore nella resa bella del volto del Santo oramai vecchio e stanco, piegato dalle privazioni della vita ascetica.
Il Santo si appoggia al bastone a forma di tau, è accompagnato dal maialino, e indossa il saio monastico nero.
La plastica, la tridimensionalità e la lavorazione dei panneggi fa ipotizzare che la statua sia di tipo processionale e sicuramente la più antica e bella statua del Santo esistente in Parrocchia.

 

Da più di trecento anni, la festa di Sant’Antonio abate a Montelparo, tre giorni intorno alla data del 17 gennaio è accompagnata dalla Festa del Baccalà che richiama migliaia e migliaia di persone che si ritrovano a mangiare in compagnia nei locali allestiti dal comune nel centro storico.
La festa ha origini lontane e risalgono alla ricostruzione del Convento Agostiniano. I Frati invitarono tutta la cittadinanza e come ringraziamento diedero loro da mangiare proprio il baccalà. Ad ogni persona veniva data una porzione che doveva pesare quanto un Coppo (una tegola). Quando i frati dovettero lasciare il convento tramandarono la tradizione della cottura di questo pesce solamente agli uomini poiché alle donne era vietato l’accesso al convento. È così negli anni si formò il comitato festeggiamenti che oggi porta avanti la tradizione.
Con un Coppo viene data anche una fila di pane e un litro di vino.

Link:
http://www.ancoraonline.it/2016/07/11/conosciamo-la-sua-statua-di-montelparo-di-santantonio-abate/

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/25414/Montelparo+%28AP%29+%7C+Chiesa+di+San+Michele+Arcangelol

http://www.ancoraonline.it/2022/03/14/foto-montelparo-riapre-la-chiesa-san-michele-arcangelo/

ANDRIA (BT). Cripta/chiesa rupestre della Santa Croce ai Lagnoni con affresco di s. Antonio abate, XV secolo

L’affresco si trova sul semipilastro destro dell’arco trionfale.
Sant’Antonio abate, con una folta barba bianca, indossa un saio con mantello e cappuccio. Nella mano destra tiene il bastone a tau. Nella mano sinistra una grossa campana
La figura del Santo esce dai margini imposti dall’incorniciatura e presenta, nel trattamento pittorico e nelle volumetrie, similarità con l’autore del San Leonardo e con il Santo eremita che gli sta di fronte. Risale presumibilmente al XV (o XVI) secolo.

Gli affreschi della chiesa rupestre si sono ben conservati, dipinti in più strati sovrapposti databili dal XI al XVI secolo, e sviluppano un progetto iconografico di stile/linguaggio bizantino. Restaurati nel 1980.

Info sulla chiesa in:
https://www.ultimacena.afom.it/andria-bt-criptachiesa-rupestre-della-santa-croce-ai-lagnoni-con-ultima-cena-xv-secolo/

Immagine da:
https://www.andriarte.it/SantaCroce/santonio_abate-sonofrio-sMariaEgiziaca.html

TERRE ROVERESCHE (PU), municipio di San Giorgio di Pesaro. Chiesa parrocchiale di San Giorgio, tela con sant’Antonio abate, XVIII secolo

Dal 1° gennaio 2017, l’ex comune di San Giorgio di Pesaro, insieme a Barchi, Piagge e Orciano di Pesaro, forma il comune sparso di Terre Roveresche.

Olio su tela di 175 x 130 cm. Autore ignoto del Settecento

La pala fu commissionata dalla famiglia Leonelli, come testimonia lo stemma in basso a destra.
L’ opera appare eseguita da un pittore locale che unisce ad una struttura compositiva arcaica un gusto settecentesco visibile in particolare nella resa della fisionomia del Santo e nella definizione degli Angeli.

L’ arrivo degli Angeli ha distratto il Santo, vestito della tonaca da frate col cappuccio, intento nella scrittura e circondato dai simboli a lui pertinenti. Fra questi si notano il bastone a tau portato da un Angelo e la campanella.
Il teschio e la clessidra sono disposti fra i libri a significare un sapere sempre consapevole della caducità umana, in modo da non cadere in un vuoto orgoglio.

 

 

La Chiesa Parrocchiale sorge ove era la pieve (della quale, nell’Archivio di Stato di Fano, si conserva un documento del 1300 e un inventario del 1433). La chiesa attuale è stata riedificata tra il 1841 ed il 1843 su disegno dell’architetto di Senigallia Giuseppe Ferroni e conserva della precedente, di cui è nota una pianta del 1770, all’esterno il finestrone centrale e, all’interno, varie tele e arredi, mentre l’unica navata è stata allargata e suddivisa in tre parti tramite colonne architravate di ordine ionico, con quella centrale più alta di quelle laterali.

 

Link:
https://comune.terreroveresche.pu.it/contenuti/37442/chiesa-parrocchiale-castello-san-giorgio#lg=1&slide=2

https://www.lavalledelmetauro.it/contenuti/beni-storici-artistici/scheda/5145.html

FOSSOMBRONE (PU), frazione Isola di Fano. Chiesa parrocchiale di S. Giovanni battista, quadro con sant’Antonio abate di G.F. Guerrieri, XVII secolo

L’olio su tela raffigurante la “Madonna col Bambino e i Santi Pietro, Antonio abate, Francesco d’Assisi, Andrea e Vitale martire” è posta nel primo altare di destra della Chiesa Parrocchiale.

Risale, con ogni probabilità, alla quarta decade del XVII secolo ed è stata realizzata da Giovanni Francesco Guerrieri (Fossombrone, 1589 – Pesaro, 1657), su committenza dei fratelli Pietro, Antonio ed Andrea Boldrini di Isola di Fano, i quali vollero che fossero inclusi anche i santi di cui loro stessi portavano il nome. Oltre a questi furono rappresentati San Francesco d’Assisi e San Vitale martire.
I cinque Santi occupano la parte bassa del quadro, invece, sopra di loro, vi è la figura della Madonna con il Bambino sulle ginocchia e appena dietro, più in ombra, compare la figura di Sant’Anna.
Sant’Antonio abate, seduto a sinistra, sta leggendo un libro. Lo identificano la campanella ai suoi piedi e il Tau sulla veste.

La pala, predisposta per uno degli altari della chiesa precedente, fu riadatta in altezza ed in larghezza al primo altare di destra dell’attuale parrocchiale da Carlo Magini di Fano alla fine del Settecento.
Con il restauro della tela, avvenuto in occasione della mostra sul Guerrieri del 1997, la parte aggiunta in alto è stata messa in evidenza.

 

Link:
https://www.lavalledelmetauro.it/contenuti/beni-storici-artistici/scheda/9620.html

https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-francesco-guerrieri_%28Dizionario-Biografico%29/

BELLUNO. Musei Civici “Sant’Antonio abate tra i santi Giovatà, Gottardo, Bartolomeo, e Antonio di Padova” di S. da Cusighe

Tavola di 69,8 x 197,5 cm. Firmato dall’autore sotto il trono di sant’Antonio.
Acquistato dal museo nel 1980 (asta da Sotheby’s Londra)

La storia dell’arte bellunese ha idealmente inizio col pittore Simone da Cusighe (documentato tra il 1386 ed il 1409), autore nel 1394 di un Polittico oggi alla Ca’ d’Oro a Venezia, un tempo sull’altare maggiore della chiesa di Col di Salce.

Sembrano far parte della cultura di Simone, tanto il linguaggio emiliano diffuso in Veneto verso la metà del Trecento, da Tommaso da Modena, quanto qualche richiamo alla cultura veneziana e persino padovana di Trecento, visibile per l’appunto negli spazi prospettici della tavola.

A Belluno si conservano un finto polittico (una sola tavola) rappresentante Sant’Antonio abate tra i santi Giovatà, Gottardo, Bartolomeo, e Antonio di Padova, più due pannelli recentemente acquisiti sul mercato antiquario, appartenenti a uno smembrato polittico e rappresentanti Santa Caterina d’Alessandria e San Giovanni Battista.

 

I Musei Civici di Belluno sono aperti al pubblico dal 1876.  La Pinacoteca dal 2017 è situata a Palazzo Fulcis.

 

Link:
https://izi.travel/it/1ed8-simone-da-cusighe-sant-antonio-abate-in-trono-fra-i-santi-gioata-gottardo-bartolomeo-e-antonio-di/it

https://mubel.comune.belluno.it/

http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/26322/Simone%20da%20Cusighe%20Sant%20Antonio%20Abate%20in%20trono%20

https://it.wikipedia.org/wiki/Simone_da_Cusighe