SAN GIMIGNANO (SI). Pieve – oggi Monastero – di Cellole, affresco con s. Antonio abate, XV secolo

Di origini molto antiche, citata nel secolo XI; la chiesa subì degli interventi tra il XII e il XIII secolo. Consacrata nel 1238. Nel Duecento ebbe funzione di lebbrosario.
Oggi monastero della Comunità di Bose. Isolata, a nord ovest dell’abitato di San Gimignano.

Bella facciata con portale  racchiuso da due colonne e sovrastato da  un arco e da una bifora.

La sua struttura è tipicamente romanica e a pianta rettangolare. All’interno, tre navate sono divise da due file di undici colonne che sorreggono gli archi a doppio sesto, e nella parete di fondo si trova un’abside semicircolare.

Nell’edificio si conservano il fonte battesimale in travertino; frammenti di affreschi trecenteschi; su tre delle colonne della navata centrale, sul lato destro, affreschi del XV secolo raffiguranti immagini votive di santi, tra cui si riconoscono sant’Antonio abate, santa Caterina d’Alessandria e san Benedetto.
Sant’Antonio abate tiene con la mano destra un bastone; con la sinistra un libro rosso chiuso e una campanella.

 

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REDONDESCO (MN). Romitorio dei SS. Pietro e Paolo, affresco con s. Antonio abate

L’edificio è citato nel 1033, sito in un luogo isolato sulle rive del torrente Tartaro.
Nel XV secolo furono realizzati interventi di abbattimento della facciata e prolungamento dell’edificio, oltre che la realizzazione degli affreschi che decorano l’interno e che sono stati restaurati nel 1998-2000,

La facciata è molto semplice, con un portale ligneo centrale ad arco acuto, sormontato da una finesterella circolare. Il fronte termina con la copertura a due falde. La chiesa ha una sola navata che termina con un’abside semicircolare, a cui è accostato il campanile in stile romanico che sale leggermente rastremato.

L’abside e le pareti sono decorate con affreschi quattrocenteschi.
Sulle pareti sono figure devozionali e iscrizioni in lingua volgare, tedesco e francese risalenti al XV secolo, che rappresentano una documentazione murale rarissima.


Sulla parete destra, una scena del Battesimo di Gesù poi, centrale, una Madonna col Bambino con ai lati i Santi titolari, poi un’altra Madonna col Bambino con a destra la figura, presumibilmente, di sant’Antonio abate benedicente. Ha la barba bianca, indossa il saio con il mantello e tiene con la mano sinistra un bastone pastorale.

 

Foto da:
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Segnalazione di Valter Bonello

SERRAMAZZONI (MO), frazione Rocca Santa Maria. Pieve di Santa Maria Assunta con affresco di s. Antonio abate

Edificio in pietra, forse fondato nel secolo VIII-IX.
La chiesa è divisa in tre navate da quattro basse e tozze colonne. Conserva sei pregevolissimi capitelli scolpiti databili al secolo XI, tutti diversi; in stile preromanico o romanico precoce, ornati da intrecci vegetali, con foglie e fiori stilizzati, nastri e volute, e sono ritenuti fra i più belli del Nord Italia.
Purtroppo, a causa pesanti interventi di ristrutturazione nel 1750, fu modificata cancellandone i tratti antichi. Tra il 1913 e 1937 la chiesa fu oggetto di lavori al fine di riportarla al suo primitivo aspetto romanico, togliendo le sovrastrutture aggiunte e ricostruendo, in arenaria del luogo, portali e finestrelle demolite. Prima del 1750 il tetto era a capanna, poi fu sopraelevata la navata centrale, alterando la forma della facciata.

Non sono rimaste decorazioni perché nei secoli l’interno fu intonacato, ad eccezione di un frammento con parte della figura, presumibilmente, di sant’Antonio abate che tiene nella mano destra un bastone a tau. Ignota la datazione.

 

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Segnalazione di Valter Bonello

STERNATIA (LE), contrada Farauli. Chiesa della Madonna dei Farauli con affresco di s. Antonio abate, XVI secolo

La chiesa risale ai primi decenni del Cinquecento. L’attuale dedicazione prese il nome della contrada in cui sorge; originariamente era dedicata a Santa Maria della Neve. La facciata, inquadrata fra due paraste, presenta un portale rinascimentale.

 

L’interno, ad aula unica voltata a botte, ha due altari laterali e un altare frontale con una nicchia a conchiglia nella quale è raffigurata la Vergine col Bambino. Resti di affreschi sono su tutte le pareti interne, per lo più immagini devozionali, di autore anonimo del Cinquecento.

In particolare, tra le figure di santi, vi è quella, purtroppo piuttosto rovinata, di sant’Antonio abate, identificato dalla scritta all’altezza del volto e caratterizzato dalla barba biforcata e dal bastone a tau.

 

 

Immagini da:
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Segnalazione di Valter Bonello

CAVALLERMAGGIORE (CN). Santuario della Madonna delle Grazie, immagine di s. Antonio abate

Inizialmente edificato dai monaci agostiniani in forme tardo-gotiche (XV secolo), fu ricostruito all’inizio del XIX secolo in stile neoclassico.
Il Campanile è ancora quello della primitiva chiesa e presenta bifore e monofore.
Attualmente, il Santuario corrisponde all’antica chiesa di Sant’Agostino e l’interno è a tre navate su pilastri quadrilobati reggenti volte a costoloni. L’affresco del pilone votivo raffigurante la Vergine delle Grazie, presso cui avvenne il miracolo nel 1452, si trova, dopo la traslazione avvenuta il 21 agosto 1803, sull’altare maggiore del Santuario, sul fondo dell’abside semiottagonale.

Da notare il dipinto dell’Immacolata di Jan Claret, pittore fiammingo del ’600.

Il dipinto di Giovanangelo Dolce (Savigliano, 1540 – 1606)  raffigura l’incontro di s. Antonio abate (251 – 356) con s Paolo eremita (230 circa – 335 circa); c’è anche in alto il corvo che porta loro il pane.
L’iconografia è quella tipica di questo episodio, come narrato nelle diverse agiografie; s. Antonio è a sinistra con mantello, saio e bastone, a destra s. Paolo vestito di foglie di palma. Vedasi le molte decine di esempi qui: https://www.santantonioabate.afom.it/
(In alcuni siti erroneamente il soggetto è indicato come “san Paolo con san Gerolamo” , ma è impossibile anche perché Gerolamo visse dal 345 al 420, circa un secolo dopo i due eremiti; la confusione deriva forse dal fatto che Gerolamo scrisse una biografia di san Paolo eremita, nella quale narra pure questo episodio.)

 

Indirizzo: Via del Santuario 15 – Cavallermaggiore CN

Bibliografia:
Perotti Mario, Repertorio dei monumenti artistici della provincia di Cuneo, vol. 2c; Quaderno n° 42c, 1986, Amministrazione della Provincia di Cuneo, p.276