SAN SEVERINO MARCHE (MC), frazione Castel San Pietro. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

La chiesa fu eretta lungo la direttrice sud ovest – nord est sul margine occidentale del borgo di Castel San Pietro, frazione a circa km 18 a nord del comune di San Severino Marche.
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L’impianto originale risale al 1500-1510, quando la chiesa fu costruita sui resti del bastione difensivo del borgo. Tracce di questa prima fase sono tuttora visibili in alcuni punti della base del campanile.
Nel 1769 il priore di San Severino, Nicola Collio, si fece promotore della ricostruzione della chiesa poiché l’antica costruzione risultava umida e fatiscente. Ne dà testimonianza una lapide murata in sacrestia.
La chiesa fu dipendenza dell’abbazia di San Clemente di Elcito (nel medesimo comune a circa km 24 a nord), fino al 1817. In seguito il vescovo di San Severino, mons. Rangiaschi, trasferì a questa chiesa il titolo di parrocchiale ed ordinò che i nuovi nati venissero battezzati in questa sede.
La facciata in stile neoclassico fu realizzata nel 1845.
Il primo restauro di cui si possiede documentazione fu operato nel decennio 1960. La chiesa fu danneggiata dal sisma del 1997, quindi restaurata nei primi anni del 2000. Gli interventi riguardarono in particolar modo le volte in canniccio.
La chiesa è stata danneggiata dal sisma del 2016 e dai successivi ed è purtroppo chiusa.

Il prospetto principale sud ovest, a capanna, in laterizio, segue lo schema compositivo di un tempio classico: un pregevole portale con cornice modanata in laterizio, raccordato al livello del sagrato da una scalinata e sormontato da ampio timpano curvo modanato sopra cui si apre un grande oculo, è posto al centro del prospetto ed è inscritto tra due coppie di paraste che poggiano su alti plinti che insistono su un alto basamento e che sorreggono una spessa trabeazione su cui poggia un profondo timpano con cornice modanata. Alla sinistra del prospetto emerge in secondo piano il volume della cappella laterale, a destra il modesto volume della nicchia dell’altare laterale.
In secondo piano è, inoltre, visibile la casa canonica con loggiato a due campate delineate da altrettanti archi a sesto acuto, che è costruita in adiacenza alla chiesa: è la testimonianza tangibile dell’antico insediamento del priorato benedettino che dipendeva dall’abbazia di Elcito.

Il prospetto laterale nord ovest è segnato al centro dal volume della cappella laterale sinistra e poco oltre, in alto in corrispondenza del presbiterio, da un’ampia finestra lunettata e più in basso all’estrema sinistra da una finestra rettangolare che illumina la sagrestia. Il prospetto nord est è caratterizzato al centro dalla superficie cieca dal profilo a capanna della sagrestia e a sinistra dall’elevato campanile a base quadrata, in pietre irregolari e laterizi, con cella campanaria segnata da quattro fornici a tutto sesto coperta con tetto a padiglione rivestito in coppi. Oltre il campanile prosegue a sinistra il prospetto di altra costruzione adiacente.
Il prospetto laterale sud est, intonacato, è caratterizzato da sinistra a destra da una lapide commemorativa, dal volume corrispondente alla nicchia dell’altare laterale destro sopra cui insistono due finestre rettangolari e dal volume della costruzione adiacente sopra alla cui copertura si apre un’ampia lunetta finestrata, simmetrica a quella posta sul fronte opposto.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/70634/San+Severino+Marche+%28MC%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

ROCCAVIVARA (CB). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Vittorio Veneto
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La chiesa di Sant’Antonio Abate, anticamente chiesa cimiteriale, risale al XIV secolo.
Il sacerdote di Roccavivara, don Duilio Lemme, nella prima metà del 1900, si impegnò per la conservazione e il restauro di questa Chiesa.
Nel 2017 sono terminati i lavori di risanamento della copertura, di consolidamento delle murature, di rifacimento del pavimento, con pietra locale, degli intonaci, della tinteggiatura e dell’impianto elettrico.
La facciata, intonacata fino al 1934, si presenta in pietra faccia vista. È in stile romanico abruzzese a forma quadrata con campanile a vela centrale. Di particolare pregio sono il rosone e il portale in pietra, finemente lavorati dallo scalpellino Elia Domenico dell’Aquila e messo in opera dallo stesso nel 1934. Il portone di ingresso è di noce rivestito con formelle di rame.

La chiesa, di forma rettangolare con superficie lorda in pianta di circa mq 116, si presenta ad una sola navata con soffitto formato da capriate lignee. Su ciascuna parete laterale sono presenti due piccole monofore. In fondo alla parete destra c’è la porta di accesso ai locali della sacrestia.

All’interno si trovano un’urna in legno quattrocentesca, restaurata nel 1936. Entro un dossale ligneo cinquecentesco vi è la statua di Sant’Antonio abate, della seconda metà del 1300, con alto bastone e libro. La base dell’altare fa parte di ruderi rinvenuti in località Canneto di Roccavivara.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/26935/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1400043600

PALESTRINA (Roma). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via del Carmine, 1
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La presenza dei Padri Carmelitani in città ha origine nel 1467, quando Francesco Colonna, signore di Palestrina, fece edificare la prima chiesa e la affidò a loro e consentì che vi costruissero accanto un convento.
Nel 1620, P. Sebastiano Fantoni, Priore Generale dell’ordine e nativo di Palestrina, intraprese l’opera della costruzione di una nuova chiesa che fu progettata da Orazio Turriani, per fare ciò venne demolita la prima chiesa e alcune case adiacenti, e fu abbassato il terreno al fine di adeguare il piano della chiesa con quello del convento.
Il tempio, ultimato sotto il Generalato del Canali, nel 1623, venne consacrato il primo settembre 1626 da mons. Cacucci, a ciò deputato dal card. Domenico Ginnasi.
Probabili ammodernamenti furono effettuati nei secoli XVIII e XIX.
Nel XX alcuni lavori di restauro architettonico hanno interessato l’intero edificio.

La chiesa ha una sola navata a volta e sei cappelle laterali.
L’altare maggiore si alza sino all’altezza del primo cornicione della chiesa. Ha come pala il quadro della Vergine del Carmelo con ai lati angeli di bronzo dorato; è stata realizzata nel 1570 per l’antica chiesa e poi ricollocata in quella nuova. Invece il quadro dipinto su rame acquistato a Napoli da P. Fantoni è collocato della cappella feriale vicino la sagrestia.
Partendo dall’entrata della chiesa la prima cappella a destra, quella del battistero, racchiude tre dipinti: il centrale raffigura sant’Elia profeta; quello nella parete sinistra, San Vito martire, mentre l’Arcangelo Raffaele è collocato sulla parete di destra.

La seconda cappella è dedicata a sant’Antonio abate, titolare della Chiesa, e la pala dell’altare, raffigurante il Santo, è stata eseguita nel 1688 da Bernardino Balduino e commissionata dall’Associazione dei Mulattieri.
Una statua di s. Antonio abate benedicente è posta sopra l’altare.
Nelle pareti laterali i dipinti di santa Maddalena de’ Pazzi e di san Pier Tommaso, patriarca di Costantinopoli.

Conclude la serie di cappelle collocate a destra quella che reca la statua del Sacro Cuore di Gesù, ma originariamente era dedicata a San Nicola da Bari, San Biagio vescovo ed a San Guarino vescovo di Palestrina. Sono collocati sulle pareti laterali due dipinti; uno ritrae S. Simone Stock che riceve lo scapolare dalla Madonna, l’altro S. Alberto Avogadro di Gerusalemme, che dà la regola dell’Ordine a san Brocardo.
A sinistra, la prima cappella vicino l’altare maggiore quella della Confraternita del Carmine. Originariamente, la Cappella ospitava la statua dell’Addolorata, nel secondo dopoguerra la Confraternita deliberò di collocare la statua della Vergine del Carmine, precedentemente custodita nell’oratorio del sodalizio. Sull’altare è collocata la statua della Madonna del Carmine che viene portata in processione ogni anno, la domenica più vicina alla sua festa liturgica.
Sant’Alberto di Sicilia è il titolare della seconda cappella, ed è raffigurato sulla pala dell’altare. Sant’Avertano ed il Beato Franco da Siena, ambedue carmelitani, sono dipinti sulle pareti laterali della cappella.
La cappella del Crocifisso conclude le cappelle di sinistra. Sull’altare è collocata una tela raffigurante Gesù in croce, e vi è esposta alla venerazione della popolazione una statua di san Pio da Pietrelcina. Alle pareti laterali le immagini di sant’Anna e di Santa Brigida.

Altri preziosi dipinti cinquecenteschi e seicenteschi sono custoditi all’interno del convento.

 

La chiesa parrocchiale è tuttora gestita dall’Ordine religioso dei Carmelitani. Dalla chiesa ogni 17 gennaio parte il corteo di carri, animali e carretti che sfilano per la città in occasione delle celebrazioni di Sant’Antonio.

 

Link:
https://santantoniopalestrina.it/la-chiesa/

https://www.tibursuperbum.it/ita/escursioni/palestrina/ChiesaS.Antonio.htm

https://santantoniopalestrina.it/mulattieri-carrettieri-e-bovari/

CASTELSANTANGELO SUL NERA (MC), frazione Macchie. Chiesa di Sant’Antonio abate

È ubicata a un’estremità del paese, in via San Giovanni.
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La chiesa fu costruita nel XIV secolo come cappella privata della famiglia Sili, ed è antecedente a quella di San Giovanni, situata anch’essa a Macchie.
Tra il XVII ed il XVIII secolo fu decorata internamente e a quel periodo risale anche l’altare ligneo intagliato. Il lato inferiore dell’arco trionfale fu dipinto con motivi a cassettoni e rosette e, sulla parete del presbiterio invece, furono rappresentate delle tende drappeggiate rosse, gialle e bianche.
Nel XX secolo è stata rovinata da un incendio. Per molti anni la chiesa è rimasta chiusa, ma è stata riaperta dopo un restauro degli affreschi interni.

L’esterno è in conci di pietra a vista e la facciata è semplice e a capanna.
La chiesa ha un soffitto a doppio spiovente ligneo, ed è divisa in due parti da un arco a tutto sesto.

Dietro l’altare un affresco rappresenta sant’Antonio abate circondato da animali; sullo sfondo è rappresentato uno scorcio del paese.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Macchie)

GARGNANO (BS), frazione di Sasso. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via del Perdono, 2
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L’edificio è probabilmente sorto sulle rovine di una cappella romanica del XII.
Le prime notizie riguardanti la chiesa di S. Antonio abate di Sasso e Musaga risalgono alla visita pastorale del Vescovo di Brescia mons. Domenico Bollani nel 1566, ma non vi sono documenti attestanti l’erezione canonica della chiesa, ne riguardanti le dimensioni della stessa.
Nel 1646 le vicinie e i comizi locali ottennero il distacco della chiesa dalla pieve di S. Martino di Gargnano, erigendola di parrocchia autonoma di patronato dei comizi.

Nel 1771, dai documenti dell’archivio parrocchiale di Sasso, si deduce che iniziarono i lavori di allargamento e sistemazione – o ricostruzione – della chiesa giudicata inadeguata dalla Vicinia.
I documenti dell’archivio della parrocchia di Sasso, nel 1787 descrivono le prime opere edili della fabbrica, iniziate quell’anno dopo un periodo di pausa; tali opere comprendono le muraglie del coro e del presbiterio fino al tetto, il cornicione interno compreso in tutta l’aula, e la rifinitura delle pareti.
Nei primi anni del 1800, furono ricollocati i tre altari provenienti dalla vecchia chiesa.
Nel 1826 fu completata l’aula e realizzato l’organo. Il 5 ottobre 1845 si iniziò la costruzione del campanile affiancato alla chiesa.
La chiesa fu consacrata nel 1949.

La facciata, molto semplice e lineare di stile neoclassico, si presenta scandita da quattro lesene che terminano nella parte alta con un frontone triangolare.
Edificio in muratura continua composto da pietrame e laterizi, con volta a botte e copertura a due falde. Presenta un corpo di fabbrica, staticamente indipendente, addossato sul lato nord-est che si collega direttamente al presbiterio.

Interno. L’impianto architettonico è composto dal corpo principale della chiesa ad aula unica con volta a botte e altezza doppi; addossati a questa ci sono due locali comunicanti, di cui una piccola sagrestia e un campanile.
All’interno il corpo principale risulta semplicemente intonacato, senza pitture murali, con la presenza di un cornicione in stucco lungo il perimetro dell’abside e delle pareti.
Le paraste dotate di capitelli compositi sorreggono la trabeazione che corre lungo tutto il perimetro interno della chiesa andando ad interessare anche la zona presbiteriale, nella quale è posto l’altare maggiore policromo sopra cui si apre un’edicola in pietra che racchiude la statua di Sant’Antonio abate.

Tra le opere d’arte custodite in questa chiesa, l’Ultima Cena (XVIII secolo) opera del pittore benacense Stefano Celesti (Venezia ? – post 1659).

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/59661/Gargnano+%28BS%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate