USA – WASHINGTON. National Gallery of Art, stampa con S Antonio abate di M. Schöngauer, XV secolo

Incisione, stampa su carta, opera dell’artista tedesco Martin Schöngauer (1435/1450 – 1491)
Inventario numero 1943.3.56 Non esposta
Proviene dalla Collezione Rosenwald

Il Santo tiene nella mano sinistra un bastone, un campanello e una croce patriarcale (o di Lorena).
La mano sinistra è appoggiata alla cintura. Dietro di lui un maiale col campanello.

Link:
https://www.nga.gov/collection/art-object-page.3268.html

USA – WASHINGTON. National Gallery of Art, tavola con s. Antonio abate di Neroccio de’ Landi, 1490-95

Tempera su tavola di 158,5 × 142 cm. Raffigura Madonna con Bambino, Sant’Antonio abate e San Sigismondo; circa 1490/1495.
Opera di Neroccio de’ Landi, pittore senese (1447 – 1500)
Esposto nell’Edificio Ovest, Piano terra – Galleria 08
Inventario numero 17.5.1952

Proviene dall’Altare sinistro della chiesa dell’ex Ospedale di San Bartolommeo, Rapolano (Siena), del 1865; Ireneo Magi, sindaco di Rapolano, del 1910; (Elia Volpi [1858-1938], Firenze), marzo 1925; (Robert Langton Douglas [1864-1951], Londra); Arthur Sachs [1880-1975], New York, entro febbraio 1931; venduto marzo 1943 tramite (Jacques Seligmann & Co., New York) e (Moses & Singer) alla Samuel H. Kress Foundation, New York; donato nel 1952 alla National Gallery.

Le dimensioni della tavola fanno sospettare che fosse originariamente destinato all’altare maggiore di una chiesa. Il fatto che sia stato tagliato e reinquadrato ne suggerisce fortemente la provenienza da un altare diverso, e l’assenza di San Bartolomeo tra quelli raffigurati fa ipotizzare che fosse dipinto per un’altra chiesa.
L’Ospedale dei Poveri di San Bartolomeo, già esistente nel 1297, fu soppresso intorno al 1760; i suoi possedimenti furono messi in vendita e la chiesa ceduta all’Ospedale della Scala di Siena. Non è da escludere che il dipinto sia pervenuto a Rapolano solo successivamente a tale data, tramite lo Spedale della Scala.

La figura di sant’Antonio abate è a sinistra. Il Santo, stante, tiene con al mano destra il bastone a tau con campanello, la destra tiene appoggiata alla gamba un libro rosso chiuso e un rosario (?). Ai piedi un maialino.

 

Link:
https://www.nga.gov/collection/art-object-page.41627.html

FIRENZE. Galleria degli Uffizi, tavola con s. Antonio abate di C. Rosselli, 1470 circa

Olio su tavola di 155 x 187 cm. Raffigura la Madonna col Bambino in trono, angeli, e s. Antonio abate e san Nicola di Bari
Realizzato intorno al 1470 da Cosimo Rosselli (Firenze 1439/1440 – 1507)

Collocazione A26. Inventario 1890 n.39411890, n. 3941

Il dipinto fu commissionato a Cosimo Rosselli nell’aprile del 1470 e fu collocato come pala d’altare di una cappella intitolata ai santi Antonio abate e Nicola, fondata tra il 1462 e il 1468 per volontà testamentaria di Mariano di Stefano Nese, nella chiesa di San Pier Scheraggio. L’edificio, tuttora esistente, fu inglobato da Vasari all’interno della struttura architettonica degli Uffizi.
L’opera è pervenuta nelle collezioni granducali in seguito alla soppressione degli enti ecclesiastici promossa da Pietro Leopoldo di Lorena nel 1784.

La tavola è una delle opere più antiche tra quelle note di Cosimo Rosselli, che si formò nella bottega di Neri di Bicci. Come il suo maestro, l’artista predilige modelli tradizionali e consolidati nel repertorio artistico del tempo: le cortine di stoffa che “aprono” la scena, già molto utilizzate da Alessio Baldovinetti; il pavimento marmoreo deriva da quello dipinto dal Pollaiolo per la Pala del Cardinale del Portogallo in San Miniato al Monte, di pochi anni precedente (e ora agli Uffizi); il Bambino in piedi ricorda i rilievi marmorei di Desiderio da Settignano. Nella costruzione della scena sacra, la prospettiva converge fortemente verso il centro, accentuata dalle figure in primo piano poste di tre quarti e dai pilastrini del trono, che stringono verso il fondo.
A sinistra di chi guarda è raffigurato san Nicola.

A destra invece è Sant’Antonio abate, qui rappresentato con la lunga barba, il bastone a forma di tau e un piccolo maiale il cui muso punta da dietro la sua figura.

 

Link:
https://www.uffizi.it/opere/rosselli-madonna-e-santi

MALCESINE (VR). Chiesa di Santo Stefano con immagine di sant’Antonio abate di A. Recchia, 1862

La chiesa è pieve di antica origine, ma riedificata tra 1729 e 1739.

Conserva varie opere d’arte e tra esse il dipinto a olio su tela di 260 x 120 cm che raffigura San Giuseppe col Bambino in braccio tra angeli e, in basso, Sant’Antonio abate e San Valentino.
L’opera fu realizzata nel 1862 dal pittore veronese Angelo Recchia  (1816 – 1882).

Sant’Antonio abate è raffigurato a sinistra, stante, mentre sta leggendo un libro che tiene con la mano sinistra, con la destra si appoggia al bastone a Tau; ai suoi piedi a sinistra le fiamme e a destra la campanella. Sullo sfondo, tra i santi Antonio e Valentino, ci sono vari animali.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/5026664/Recchia+A.+%281862%29%2C+San+Giuseppe+Sant%27Antonio+e+San+Valentino

https://www.comunemalcesine.it/antica-pieve-di-s-stefano-di-malcesine/

PERUGIA. Galleria Nazionale dell’Umbria, tavola con s. Antonio abate, Andrea di Bartolo, 1400-1410

Scomparto di polittico, tempera su tavola cuspidata con cornice ad archetti nella parte superiore che misura 100 x 36,5 cm.
Attribuito al pittore senese Andrea di Bartolo (1360/65 – 1428).
Inventario numero 976.

La tavola, insieme alla Santa Dorotea (inv.975) nella stessa raccolta, è stata donata al Museo nel 1953 da Ilona Tocchi Van Marle in memoria del padre, che l’aveva acquistata a Parigi nel 1916.
Faceva in origine parte di un pentittico, di cui la parte centrale è stata riconosciuta nella Madonna con Bambino in collezione Platt ad Englewood, e l’altro laterale destro nel San Savino del museo parigino del Louvre. Concordemente attribuito dalla critica a Andrea di Bartolo, viene datata per ragioni stilistiche ad un momento di poco precedente il 1410 (Santi, 1969, pp. 106-107 con bibliografia precedente)

Sant’Antonio, stante, con barba bianca riccia e biforcata, appoggia la mano destra al bastone a Tau e la sinistra tiene un libro chiuso

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1000017172