FIRENZE. Museo Bardini, sant’Antonio abate di Bartolo di Fredi, 1380-85

Scomparto di polittico, tempera con fondo oro brunito, su tavola di 137 x 41,5 cm, raffigurante Sant’Antonio abate, opera di Bartolo di Fredi (1330 circa – 1410).

Esposto nella Galleria Corsi.
Fino al 1938 nella Collezione Corsi, donato al Museo.
All’insieme appartengono la “Madonna in trono col Bambino“, che era lo scomparto centrale di un polittico a cui apparteneva anche il “San Giovanni Battista” già nella collezione Dan Fellows Platt e Collezione Corsi, ora disperso. Meno certo è invece che allo stesso polittico debbano venir riunite anche due cuspidi, l’una con “Santa Lucia” (già Metropolitan Museum of Art), l’altra con “Santa Caterina d’Alessandria” nel convento di Assisi. Per la posizione dei Santi si deduce che il polittico era composto di cinque tavole principali.
Proviene da Montalcino (SI), Mont’Antico.

Sant’Antonio stante, con barba bianca riccia e biforcata; appoggia la mano sinistra sul bastone a Tau con campanella e tiene con la destra un libro.
Simile al dipinto a mezzo busto conservato ad Avignone  vedi scheda.

 

Il Museo si trova in Via dei Renai, 37 a Firenze.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900458149

GERMANIA – FRANCOFORTE SUL MENO. Städel Museum, trittico con sant’Antonio abate, 1480-95

Tempera su legno di pioppo di 52,5 x 11,5 cm. Pannello sinistro del trittico con sant’Antonio abate e Santa con fiaccola (?), in alto Angelo dell’Annunciazione.
Inventario numero 996. Non esposto.

Il trittico (foto in alto) raffigura la Madonna col Bambino, sopra la Crocifissione; ai lati quattro Santi e Annunciazione, realizzato nel 1380 – 1395 circa da Cristoforo di Bindoccio, attivo a Siena e Pienza tra 1360 e 1409, forse, in collaborazione con Meo di Pero (Piero), attivo a Siena dal 1356 al 1407.

Sant’Antonio stante, tiene nella mano sinistra il bastone e nella destra il libro.

 

Il Museo si trova in Schaumainkai, 63 a Frankfurt am Main.

 

Link:
https://sammlung.staedelmuseum.de/en/work/triptych-of-the-madonna-with-the-child-and-saints

FRANCIA – AVIGNONE. Musée du Petit Palais, due tavole con s. Antonio abate di Bartolo di Fredi 1405 e di Zanino di Pietro 1389-1400

Dipinto a tempera e fondo oro su tavola di legno di pioppo di 45 x 31 cm.
Sala 4. Inventario n° 20163
Prestito a lungo termine dal Museo del Louvre.

Dipinto nel 1405 circa dal pittore senese Bartolo di Fredi (1330 circa – 1410).

Il Santo è a mezzo busto, con barba bianca riccia e biforcata; appoggia la mano sinistra sul bastone a Tau e tiene con la destra un libro dalla copertina rossa.

 

Immagine da Wikimedia

Link:
https://collections.louvre.fr/en/ark:/53355/cl010053393


Polittico con s. Antonio abate.
Tempera su tavola, larghezza 29 cm, circa 1389-1410
L’autore è Zanino di Pietro, o Maestro di Roncaillette, o Giovanni di Francia, identificato recentemente con Giovanni Caharlier (circa 1380 – 1443), pittore di origine francese attivo nella Repubblica di Venezia.

Il pentittico raffigura al centro “Calvario” o Crocifissione, a sinistra i santi Pietro e Giovanni Battista e a destra ; i santi Girolamo e Giacomo Maggiore.
Nella predella: beata francescana (?), san Francesco, due giovani apostoli (Filippo e Giacomo Minore?), sant’Antonio abate, santa Chiara (? Dopo il restauro del 1900 restano solo frammenti, mentre l’immagine dell’Archivio Zeri mostra una santa francescana, vedi immagine in basso a destra).

Inventario numero MI 421 , non esposto. Prestito a lungo termine dal Museo del Louvre.

Provenienza: Roma, collezione Campana; Parigi, Musée Napoléon III (1862); Parigi,
Musée du Louvre (1863-1872); Digione, Musée des Beaux-Arts (1872-1954)

Sant’Antonio abate, pur mancando di bastone e campanella è stato identificato per le caratteristiche dell’abito e del volto (barba ecc.).

Immagine da Wikimedia

Bibliografia:
Baradel Valentina, Zanino di Pietro nel contesto della cultura figurativa veneziana fra Tre e Quattrocento, Tesi di dottorato di ricerca in storia, critica e conservazione dei beni culturali, Università di Padova, XXX ciclo, 2014, pp. 272-77

Link:
https://collections.louvre.fr/ark:/53355/cl010053911

https://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/25693/Zanino%20di%20Pietro%2C%20Crocifissione%20di%20Cristo%2C%20San%20Giovanni%20Battista%

SEZZE (LT). Chiesa della Sacra Famiglia o del Bambin Gesù, pala con s. Antonio abate

La congregazione Suore Collegine della S. Famiglia, rivolta all’educazione delle giovani donne, fu fondata nel 1717 su ispirazione del pensiero del card. Pietro Marcellino Corradini. L’edificio fu realizzato su progetto dell’architetto Giuseppe Sardi, ristrutturando due palazzi esistenti. La casa-madre di Sezze, entrata in contatto con la congregazione delle suore oblate del Santo Bambino Gesù, nel 1926 aderì all’unione di cui si era fatta promotrice la casa di Roma, da cui il cardinale Corradini aveva preso alcune delle prime convittrici giunte a Sezze.
Nel 2019 le Collegine della Sacra Famiglia hanno riaperto una loro comunità a Sezze. Però la chiesa, intitolata alla Sacra Famiglia, è ancora localmente nota come “del Bambin Gesù” per la omonima congregazione di Suore che risiedettero nel XX secolo nell’attiguo convento.

La chiesa della S. Famiglia è un edificio barocco, a pianta centrale coperto a cupola con vele. La facciata, debitrice del linguaggio borrominiano, combina andamenti concavi e convessi e presenta l’uso di stucchi a fini decorativi.
L’interno è articolato in due cappelle laterali gemelle, il presbiterio con l’altare maggiore e da quattro nicchie sulle pareti minori.
Conserva opere della prima metà del XVIII secolo – commissionate dal cardinale fondatore dell’ordine – attribuite in passato a Sebastiano Conca: sull’altare di sinistra è collocata una Gloria di S. Margherita da Cortona e sull’altare maggiore la pala dedicata alla S. Famiglia con i santi Giovanni Battista, Gioacchino, Anna, Zaccaria ed Elisabetta, entrambe riconducibili alla collaborazione tra Marco Benefial e Filippo Evangelisti.

Sull’altare destro una tela di 360 x 155 cm che raffigura S. Michele arcangelo che scaccia i demoni che tentano sant’Antonio abate, è attribuita oggi a Giacomo Zoboli (Modena, 1681 – Roma, 1767).

 

Immagine da:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1200102605

Notizie sulla chiesa:
https://www.compagniadeilepini.it/musei/focus-arte-sezze/

SEZZE (LT). Chiesa di San Lorenzo, tela con s. Antonio abate, XVIII secolo

La chiesa di origine tardo-medievale, fu ornata da un portale nel XVIII secolo. Fu ampliata nel XIX secolo.

Su un altare laterale, conserva il dipinto a olio su tela, di ignoto autore del XVIII secolo, che raffigura sant’Antonio abate stante, che tiene nella mano sinistra il bastone a Tau con campanello e nella destra una fiamma. Il muso di un maiale scuro sbuca da sinistra.

Il dipinto, da sempre collocato all’interno dell’antichissima chiesa cittadina, è stato sottoposto ad un certosino lavoro di restauro nel 2021.

Link:
https://www.latinaquotidiano.it/sezze-restaurato-il-quadro-di-santantonio-abate-della-chiesa-di-san-lorenzo/

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/79036/Sezze+%28LT%29+%7C+Chiesa+di+San+Lorenzo