PESCANTINA (VR), frazione Settimo. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via Chiesa 1
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La Chiesa fu edificata tra il XIV ed il XV secolo; di tale edificio, obliterato in seguito ai successivi lavori di ampliamento della chiesa, rimangono oggi visibili ai lati dell’altare alcune decorazioni ad affresco raffiguranti “la discesa dello Spirito Santo” e “i primi Martiri cristiani”, risalenti alla seconda metà del XV secolo e recentemente attribuiti a un maestro veronese.
Nel 1744 l’edificio fu ampliato in lunghezza in direzione del presbiterio, che venne rinnovato.
Risale al 1896 la soprelevazione del campanile alla quota attuale.
La chiesa di S. Antonio abate fu eretta in Parrocchia in data 2 marzo 1949, smembrandone il territorio dalla Parrocchia di S. Ulderico in Castelrotto. Decreto a firma del vescovo di Verona Girolamo Cardinale (1923-1954).
Nel 1954 la chiesa fu ampliata con la costruzione di un’ampia aula per i fedeli sul lato settentrionale del presbiterio.
Risale al biennio 2005-2006 il restauro della facciata e della torre campanaria.

L’edificio si presenta con facciata a capanna in stile neoclassico. Orientamento ad occidente. L’ingresso principale, con bussola lignea interna, si apre al centro della parete di facciata; è presente un’entrata laterale, con vestibolo di ingresso, sul fianco settentrionale della navata.
Le strutture di elevazione sono realizzate in muratura portante di pietrame misto composto da conci di pietra calcarea, tufo, ciottoli di fiume e mattoni in cotto legati con malta di calce.

Impianto planimetrico ad unica aula rettangolare, con presbiterio quadrangolare rialzato di tre gradini e concluso con abside semicircolare; lungo i fianchi dell’aula due semi-cappelle laterali accolgono, sul lato meridionale, l’altare di S. Anna, con quadro del 1808, e l’altare dell’Addolorata, sul lato opposto. Lungo la parete settentrionale della chiesa si sviluppa un corpo edilizio che ingloba il volume emergente della cappella dell’Addolorata e all’interno del quale è stata ricavata, in corrispondenza del presbiterio, un’aula minore per i fedeli.
Sul lato meridionale del presbiterio si colloca la sacrestia; sullo stesso lato si addossa la torre campanaria con basamento a pianta quadrangolare, fusto slanciato, cella campanaria ad edicola, caratterizzata da una grande apertura a tutto sesto per ciascun lato; la copertura metallica a cupola poggia su un tozzo tamburo a forma ottagonale.

Aula e presbiterio sono coperti da una controsoffittatura piana in canniccio intonacato; in corrispondenza dello spazio centrale del presbiterio la soffittatura è sfondata con una calotta emisferica ribassata, ornata verso l’intradosso con decorazioni a tempera. Copertura a due falde con travature e capriate lignee portanti; manto in coppi di laterizio. La pavimentazione della navata è realizzata in quadrotte di marmo rosso Verona e marmo biancone posate a corsi diagonali.

Lo spazio interno della chiesa è contraddistinto da una composizione architettonica e decorativa sobria ed equilibrata, con una soffusa illuminazione naturale proveniente dalle finestrelle sommitali, mentre due ampie finestrature illuminano diffusamente lo spazio del presbiterio.
I prospetti interni, intonacati e tinteggiati, sono coronati da una trabeazione modanata che si sviluppa lungo l’intero perimetro, sorretta da lesene con capitelli compositi in corrispondenza del presbiterio; le pareti longitudinali della navata sono decorate da due arcatelle a tutto sesto con contorni modanati, cieche quelle prossime all’ingresso, aperte verso gli altari laterali quelle verso il presbiterio.
Lungo la parete di controfacciata insiste il soppalco ligneo della cantoria.

L’altare maggiore in marmo ha una pala raffigurante la Madonna col Bambino e ai lati sant’Antonio abate e san Rocco, opera di Revera Alessandro (Castelfranco Veneto 1813 – Venezia 1895), olio su tela del 1862.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/17453/Pescantina+%28VR%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

https://www.gardatourism.it/chiesa-di-sant-antonio-abate/

MAROSTICA (VI). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate, con immagini del Santo.

Via Rialto, 10
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Si hanno notizie di questa chiesa dal 1383 , nell’età del dominio scaligero (1311-1387). L’edificazione è avvenuta su un sito ove, forse, sorgeva un ospizio per pellegrini.
Alle origini la chiesa presentava una struttura modesta e dal 1440 le fonti documentarie attestano l’esistenza di un piccolo convento di frati francescani, adiacente la chiesa stessa. I frati vi rimasero fino al 1656, quando il convento fu soppresso, perché troppo povero e privo di rendite. Nel Seicento la chiesa e il convento passarono sotto la direzione della Confraternita del Carmine.
Nel 1730-1740 la chiesa fu ristrutturata e ampliata, come attesta l’iscrizione sulla facciata, assumendo le dimensioni attuali. Successivamente e fino alla sua erezione in chiesa parrocchiale (1930) fu “chiesa succursale” dipendente dalla chiesa arcipretale di Santa Maria.
Il campanile, originale, ha le fattezze di una torre, le cui tozze proporzioni sono ingentilite dalle bifore a sesto acuto della cella campanaria e slanciate dalla cuspide conica.

A metà facciata vi è un grande bassorilievo che raffigura S. Antonio abate.

Il chiostro è quanto di originale si può ancora vedere dell’antico Convento. Struttura semplice, che si sviluppa su due lati, ha un portico, un piccolo giardino interno, un modesto brolo e pochi vani di modeste dimensioni. Sotto il portico del chiostro sono conservate alcune opere scultoree quali San Rocco e San Sebastiano, risalenti al XV sec., San Bernardino da Siena e San Giuseppe, San Pietro e San Paolo, sculture che un tempo si trovavano nel presbiterio della chiesa.

L’interno ad aula unica, conserva l’opera d’arte di maggior pregio della città di Marostica: la pala dell’altare maggiore nota come la Predica di San Paolo all’Areopago di Atene di Jacopo Dal Ponte (1510 c.- 1592), detto il Bassano, e di suo figlio Francesco, eseguita nel 1574.
Gli altari di cui la chiesa è ricca sono impreziositi da paliotti che risalgono ai secoli XVII e XVIII. Il paliotto sul fronte della mensa dell’altare è ricco di decorazioni che fanno riferimento a sant’Antonio abate, è in pietra e scagliola incisa e testimonia la presenza nel territorio di maestri scagliolisti di grande perizia e bravura.
Gli affreschi con la Gloria di San Antonio abate nei tre scomparti del soffitto della chiesa si devono a Giuseppe Graziani (1699 – dopo 1760), immagini sotto.

Vi è anche la pala d’altare, olio su tela di 250 x 140 cm, di Giuseppe Cignaroli detto Fra’ Felice (1727-1796), realizzata nel 1768 che raffigura la Deposizione di Cristo con Santi.
A circa metà dell’aula, a destra sopra la porta vi è un grande dipinto eseguito nel 1617 da Luca Martinelli (? – 1640), dove è raffigurata la Santissima Trinità e Santi. Con questa opera viene confermata la presenza francescana in questo luogo perché, ai lati della Trinità, vi sono le figure dei santi Ludovico da Tolosa, Bonaventura, Francesco e di papa Pio V.
Sul lato sinistro dell’aula un altare presenta una statua rappresentante Sant’Antonio abate.
A destra vi è l’altare di San Francesco con il dipinto olio su tela 250 x 130 cm, attribuito a Luca Martinelli: “San Francesco riceve le stimmate”.

Link:
https://www.visitmarostica.eu/it/vivere/luoghi-da-vedere/chiesa-di-santantonio-abate/#approfondimento

BOSCO CHIESANUOVA (VR), frazione Valdiporro. Chiesa parrocchiale e cappella di Sant’Antonio abate

 

Chiesa Parrocchiale: Piazza 13 Comuni, 35
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Gli abitanti di Valdiporro, per le funzioni religiose, dovettero far riferimento alla parrocchiale di Roverè fino al 1375, e successivamente, fino alla metà del XVI sec., a quella di Bosco Chiesanuova, quando venne edificata la prima chiesa di Valdiporro, dedicata a S. Antonio abate.
I lavori iniziati nel 1549, ebbero compimento nel 1576 e fu eretta in Parrocchia l’anno successivo (1577) su decreto del vescovo di Verona Agostino Valier.

La facciata a capanna presenta quattro paraste con capitelli corinzi. Sopra il portale, in una nicchia, una statua di s. Antonio abate.

Di particolare interesse le volte del presbiterio e dell’abside sono decorate con un ciclo di affreschi realizzato nel 1898 dal pittore Rocco Pittaco (1822-1898).

 

Link:
https://www.visitverona.it/it/luoghi/chiesa-di-sant-antonio-abate-a-valdiporro

 

 

 

 

 

 



BOSCO CHIESANUOVA (VR), frazione Valdiporro. Cappella di Sant’Antonio abate

A circa 3,4 km a ovest della parrocchiale, Via Sant’Antonio, 38
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La cappella dedicata a S. Antonio abate venne eretta nel 1705 da Antonio Caneva, figlio del nobile Giovanni Battista, che nel 1684 aveva fatto costruire a sue spese in contrada Brolla un’altra cappella dedicata a S. Giovanni, nella quale si era poi fatto seppellire.
Sulla chiave di volta dell’ingresso è collocata un’epigrafe che ricorda l’evento; il testo recita: “D.O.M. ANT.CANEVA HA ADEMPITO L’INTENTION DELO GIO BATTA SUO PADRE ANNO 1705”.
L’ingresso si apre al centro della facciata, direttamente prospiciente la strada comunale, da cui è accessibile discendendo due gradini esterni. La chiesetta risulta addossata sul lato meridionale ad un fabbricato residenziale di altra proprietà.
I paramenti esterni sono privi di intonacatura. La facciata è interamente edificata in blocchetti irregolare di pietra calcarea locale incorniciati lateralmente da blocchi squadrati di grandi dimensioni, anch’essi di pietra calcarea.

L’interno è un unico ambiente di modeste dimensioni a pianta rettangolare, con altarino addossato alla parete di fondo. Lo spazio interno è coperto da una semplice volta a crociera intonacata e tinteggiata verso l’intradosso.
Pavimentazione in quadrotte di marmo rosso Verona e nembro rosato. Un lacerto di affresco con la raffigurazione della Vergine è conservato nella parete di fondo; anche le lunette del registro superiore presentano decorazioni ad affresco. Copertura a due falde con manto in lastroni di pietra della Lessinia.
La cappella di S. Antonio abate è priva di campanile.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/17234/Bosco+Chiesanuova+%28VR%29+%7C+Cappella+di+Sant%27Antonio+Abate

VENEZIA. Chiesa di San Sebastiano, statua di s. Antonio abate di A. Vittoria, 1564

Statua marmorea del Santo, opera dello scultore Alessandro Vittoria (Trento, 1525 – Venezia, 1608).
La statua fa parte di un gruppo di tre eseguite dal Vittoria per la cappella Grimani nel 1564.

La scultura raffigura S. Antonio abate in piedi, a figura intera, con il volto dalla fluente barba chinato verso il basso. Dalle spalle scende un mantello che lascia scoperte le sole mani e un piede. Il Santo indossa uno scapolare su cui è inciso il nome dello scultore.
Con la sinistra regge una campanella, mentre con la destra tiene stretto un lembo del mantello che cade con lunghe pieghe fino a terra. La statua poggia su un piedistallo di forma ottagonale su cui è inciso il nome del Santo.

Il Vasari nel 1568, parlando delle statue, si limitava a riferire che erano alte “tre piedi” l’una, mentre nel 1581 il Sansovino parlava solo del busto di Marcantonio Grimani. In seguito le statue furono menzionate raramente e con brevi note. Esemplari in tal senso sono il Sajanello e il Moschini che riprese il passo del Vasari senza commentarlo.

Secondo il Venturi, la statua di S. Antonio è ispirata ad un’opera precedente dello stesso Vittoria, oggi nella chiesa di S. Francesco della Vigna a Venezia, vedi scheda.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500137611

VENEZIA. Chiesa di San Francesco della Vigna, opere con s. Antonio abate: pala Giustinian del Veronese; dipinto del Salviati; statua di A. Vittoria; XVI secolo

La chiesa francescana, edificata per la prima volta nel 1300, in seguito fu ampliata e ornata di molti capolavori.

CAPPELLA GIUSTINIAN “della Salute”,  lato sinistro, quinta cappella

Pala Gustinian – 1551 – Paolo Veronese

Dedicata alla Beata Vergine della Salute, la cappella fu acquistata nel 1536 dal nobilomo Lorenzo Giustinian.

Sull’altare, in pietra d’Istria in stile corinzio con colonne scanalate, vi è il dipinto :Sacra Famiglia con san Giovannino, santa Caterina e sant’Antonio abate” detto anche “pala Giustinian”.

Olio su tela di 319 x 187 cm, del 1551, opera di Paolo Caliari detto il Veronese (1528 -1588) che si ispira alla “pala Pesaro” di Tiziano, in Santa Maria Gloriosa dei Frari. Restaurato nel 1980.

Sant’Antonio è a destra, col saio scuro, poggia u n piede su una colonna abbattuta, tiene con la mano destra un rosario e un bastone dritto; ai suoi piedi, al di là della colonna, spunta il muso di un maiale nero.

 


CAPPELLA DANDOLO, lato sinistro, quarta cappella

Cappella Dandolo-S. Francesco della Vigna – Vergine con il Bambino, s. Antonio abate, s. Bernardo – 1555 – G. Porta

Dedicata a San Bernardo, la cappella fu acquistata nel 1538 dal nobilomo Vincenzo Grimani, Procurator de San Marco, ed in seguito rivenduta a Elisabetta Dandolo che l’acquistò per ricordare Antonio Dandolo († 1554 ) e Bernardo Dandolo († 1555).

Sull’altare, di semplice fattura, in stile corinzio con colonne scanalate il dipinto olio su tela “Vergine con il Bambino, Sant’Antonio abate e san Bernardo”, del 1555, opera di Giuseppe Porta  detto il Salviati (Castelnuovo di Garfagnana 1520-Venezia 1575).

Sant’Antonio, a sinistra, seduto su un gradino del basamento del trono della Madonna, tiene il bastone nella mano destra, con la sinistra un libro.

 

 

 

 

 


CAPPELLA MONTEFELTRO, lato sinistro, seconda cappella

Nicola da Urbino, conte di Montefeltro, nel 1397 redasse un testamento in cui dispose che alla sua morte i Procuratori de San Marco spendessero un terzo dei suoi 2.000 zecchini per erigere una cappella nella chiesa di San Marco. La volontà non fu rispettata e solo 150 anni dopo la cappella venne eretta nella chiesa di San Francesco in occasione della ricostruzione della fabbrica e dedicata a Sant’Antonio abate.
L’altare, del 1561 di F. Smeraldi, ha colonne in marmo cipollino (di cui la terza da sinistra tagliata controvena); su di esso tre statue marmoree: al centro San Antonio abate, a destra San Sebastiano e a sinistra San Rocco opera di Alessandro Vittoria (Trento, 1525 – Venezia, 1608).

 

 

 

 

 

 

 


Link:
https://www.isevenezia.it/it/chiesa-e-convento/storia-della-chiesa-e-del-convento-di-san-francesco-della-vigna

http://www.veneziamuseo.it/TERRA/Castello/Giustina/giust_cie_vigna.htm