TRENTO. Cappella di Sant’Antonio abate

Piazzale Europa/ Via Angelo Bettini.  La Cappella è accessibile da una gradinata laterale esterna.
https://goo.gl/maps/kUFraXSfroo2uPi7A

 

Cappella a pianta ottagonale con un piccolo campanile a vela, datata 1662, che sorge arroccata su uno sperone roccioso su cui si innesta anche una rigogliosa macchia di alberi, ricordo di una cultura contadina che contrasta con gli alti palazzi circostanti edificati negli anni Settanta del Novecento. A quest’epoca risale anche la forma moderna della Chiesa di Madonna Bianca costruita nel 1974-76 , quasi del tutto interrata e con un caratteristico tetto a quattro falde e di cui la Cappella è pertinenza.

Nel 1986 l’interno della cappella è stato risanato e arredato dalla famiglia Giorgio Rizzoli di Madonna Bianca, in memoria dei propri genitori. La cappella custodisce una gioiello: la pala di Sant’Antonio abate (di un autore tedesco ignoto).

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Madonna_Bianca
https://www.sharry.land/it/meraviglie/la-cappella-di-sant-antonio-abate-sulla-roccia-a-trento

DAMBEL (TN). Cappella di Sant’Antonio abate

Piazza Dante Alighieri
https://goo.gl/maps/ahcHVFcThZ8c7vpt7

Nel 1554 la peste indusse gli abitanti di Dambel a raccogliere offerte per edificare una nuova chiesetta o cappella, che fu terminata nel 1561 e consacrata nel 1569.
Dagli esterni molto semplici, all’interno ospita una tela di Diodato Massimo (Badia Polesine, 1846 – Bolzano, 1924).

 

Link:
https://www.comune.dambel.tn.it/Territorio/Il-paese-di-Dambel/Storia-e-cultura/Cenni-storici-su-Dambel-e-le-sue-chiese/La-chiesetta-di-S.Antonio-Abate

http://www.diodatomassimo.eu/01/index.php?varL=it&varM=01

CANAZEI (TN), frazione Alba. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via Soraperra, 14
https://goo.gl/maps/QPpjpd1ysiZiQfHi6

Nel 1410 il principe vescovo di Bressanone, Udalrico di Vienna, concesse a un certo Cristano di Alba il permesso di costruire una piccola cappella intitolata a Sant’Antonio che potesse servire gli abitanti della sua vicinia. Il cantiere si protrasse per alcuni anni, tanto che il 23 ottobre 1414 fra Tommaso, vescovo titolare di Cesarea e suffraganeo vescovo brissinese, concesse quaranta giorni di indulgenza a coloro che avessero contribuito a portare a compimento la costruzione del sacello. La cappella si sviluppava secondo l’odierno orientamento e aveva pianta rettangolare e abside semicircolare. L’edificio può ritenersi concluso entro il 1455, anno in cui è citato in un atto di compravendita che coinvolge il massaro di Sant’Antonio. Contestualmente al tempio fu costruita anche una prima torre campanaria, cui si accedeva direttamente dalla navata, attraverso il portale murato presente sulla parete destra della quarta campata.

Quasi nulla rimane della primitiva cappella quattrocentesca, che fu totalmente rimaneggiata verso la metà del XVI secolo, quando si procedette al prolungamento e all’ampliamento verso sinistra della navata, nonché alla costruzione dell’attuale presbiterio con abside poligonale.

Nel XVI secolo l’edificio venne ampliato con un allungamento ed allargamento della navata, inoltre vennero costruiti il nuovo presbiterio e furono sistemate le volte. Dopo l’ampliamento gli interni vennero affrescati e molti di questi lavori in seguito vennero imbiancati.
La consacrazione, officiata dal vescovo ausiliario Biagio Aliprandini da Livo di Bressanone, venne celebrata nel 1561.
Ottenne dignità curiaziale nel 1692.
All’inizio del XIX secolo venne ampliata, con la realizzazione di una nuova facciata. Fu sostituita anche la pavimentazione della sala.
Nel 1818 la chiesa passò dalla diocesi di Bressanone a quella di Trento e, nel 1856 venne ristrutturata la torre campanaria. Il secolo si concluse col rifacimento del tetto.
Nel XX secolo gli interni vennero decorati e, in seguito, queste opere pittoriche vennero imbiancate. Dopo la fine del primo conflitto mondiale, nel 1919, venne istituita la parrocchia ad Alba di Canazei, con dedicazione a Sant’Antonio abate. Nel secondo dopoguerra l’edificio venne riparato dai danni subiti durante le incursioni dell’aviazione alleata e la navata venne ulteriormente allungata, con l’erezione di un nuovo prospetto. A partire dalla seconda metà del secolo vennero realizzati vari interventi che portarono a migliorie ed adeguamenti. L’ultimo restauro conservativo si è realizzato nel 1992.
Ai lavori condotti all’indomani della seconda guerra mondiale (1947-1948) si deve l’ulteriore prolungamento della navata con la costruzione della prima campata con cappelle laterali e la realizzazione dell’attuale facciata monocuspidale, con portale archiacuto protetto da un portico a due spioventi e sormontato da un oculo circolare. La fabbrica presenta fiancate simmetriche, caratterizzate dall’emergere dei corpi delle cappelle laterali e ritmate dalle aperture delle monofore archiacute, disposte in corrispondenza di ogni campata e nei lati obliqui delle cappelle e dell’abside. Sul lato destro sorge la torre campanaria, con cella illuminata da due ordini di bifore e trifore, conclusa da una copertura a losanghe con timpani forati da monofore cuspidate.
L’interno si sviluppa su navata unica, ripartita in quattro campate da esili semicolonne in sienite dei Monzoni, alle quali si raccordano le nervature della volta reticolata. L’ampio presbiterio a due campate, rialzato su due gradini, è introdotto dall’arco santo a sesto acuto in pietra e si conclude in un’abside poligonale.
Nella prima campata del coro restano le figure di tre apostoli, probabilmente attorno era raffigurato il resto di un ciclo di apostoli.
Le pareti della navata sono decorate con scene della vita di S. Antonio abate.

 

Link e immagini:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/26200/Chiesa+di+Sant’Antonio+%3CAlba,+Canazei%3E
https://www.google.it/maps/place/Parrocchia+di+Sant’Antonio

PIEVE DI BONO-PREZZO (TN), frazione Agrone. Chiesa parrocchiale di sant’Antonio abate

L’edificio è orientato a nord-est e sorge in posizione leggermente abbassata rispetto alla vicina strada statale 237, nella parte nord dell’abitato. Via Frazione Agrone, 21
https://goo.gl/maps/cMFeP881dtnAWb12A

La chiesa di Agrone fu costruita nel 1530 probabilmente sul sito ove sorgeva in precedenza una piccola cappella; fu consacrata il 10 maggio 1533 o, secondo altri documenti nel 1530. Nel 1532 fu edificata la torre campanaria che, al pianterreno, svolgeva anche la funzione di sagrestia. Fu elevata a dignità curaziale dipendente dalla pieve di Santa Giustina nel 1652. Ampliata tra il 1719 e il 1726. Durante la prima guerra mondiale fu adibita a magazzino. Nuovamente consacrata e riaperta al culto venne elevata a dignità di chiesa parrocchiale nel 1944. Tra la fine degli anni settanta e il 2011 fu oggetto di lavori riguardanti l’adeguamento liturgico .
La chiesa, dopo alcuni lavori di restauro, è stata restituita alla comunità in occasione della festa del patrono sant’Antonio abate dall’arcivescovo di Trento Luigi Bressan nel gennaio 2015.

La facciata a capanna è neoclassica con quattro lesene poste a reggere il grande frontone triangolare superiore. Il portale di accesso architravato è incorniciato in granito e sopra, in asse, si apre la grande finestra che porta luce alla sala col contorno superiore mistilineo. All’esterno si trova la targa in memoria del padre missionario Remo Armani. La torre campanaria si alza sulla sinistra, in posizione arretrata accanto alla strada.
La navata interna è unica è suddivisa in tre campate. La sala è ampliata da due cappelle laterali simmetriche con altare. Il presbiterio è leggermente elevato e senza balaustra. Frammenti di affresco cinquecenteschi si trovano sulla parete di fondo del presbiterio.

 

La festa di sant’Antonio abate, patrono del paese vien celebrata la domenica più vicina al 17 gennaio anche con il portare in processione la statua del Santo accompagnata dai membri della Confraternita.

 

Immagini e info da:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Pieve_di_Bono-Prezzo)

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/6206/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

Rilevatore:
AC

PORTOFINO (GE). Eremo di Sant’Antonio abate di Niasca

Località Sant’Antonio, 1
https://goo.gl/maps/ogPou8hMqUWDoYYq5

L’Eremo si trova proprio sopra il borgo di Paraggi, nel cosiddetto fossato, una valle che sale dalla spiaggetta di Niasca sino alla località San Sebastiano e si raggiunge solo a piedi tramite un sentiero in salita che parte sulla strada provinciale 227 da Paraggi (15 minuti) o dalla Baia di Niasca (10 minuti).

Il 13 Gennaio del 1312, l’eremita frate Nicolò di Traversaria di Capodimonte, lasciò questo fabbricato – con terreno circostante – ad un altro eremita, frate Gioacchino di Chiavari che chiamò altri sui confratelli, per abitarvi insieme. Nel 1317 il Capitolo di Roma liberò la terra su cui sorge la chiesuola di Sant’Antonio – poi scomparsa – da ogni obbligo nei suoi confronti. Tre fraticelli vivevano qui in comunità. Nel 1348 si sa che è priore di questa piccola congregazione frate Andrea, uomo dinamico che svolge molte attività produttive e di relazione. All’inizio del XV secolo, la chiesa e le terre circostanti diventano proprietà dell’abbazia di San Girolamo della Cervara, che vi mantiene almeno un eremita e che, a più riprese, intraprende lavori di restauri edilizi.
Negli anni successivi, fu più volte trasformato. Nel 1481, nel 1554 e nel 1762, quando Papa Urbano Ottavo ottenne l’indulgenza plenaria per la Chiesa di Sant’Antonio.
Ogni anno, il 17 Gennaio si celebrava la festa del Santo dell’Eremo. Era un appuntamento così sentito, che era diventata l’occasione di incontro per tutti i monasteri del circondario, persino dal levante genovese e oltre.
Questo oratorio fu soppresso, insieme con la Badia della Cervara, nel 1798 e venne venduto ad Agostino Molfino, nel 1802.
Non si sa dove si trovasse la “chiesuola”, citata in molti documenti, né come fosse l’eremo nel Medioevo, forse era addossato al pendio, senza la copertura del rio, creata successivamente. Tra gli anni ’30 e ’60 del ‘900, il barone Giacomo Baratta ristrutturò e ampliò gli edifici, conservando solo nel decoro esterno il ricordo del piccolo edificio monastico medievale, adibendolo ad azienda agricola, con macine, torchi e frantoi.
Nel 1980, la famiglia Piaggio lo donò al Comune di Portofino.

I restauri, iniziati nel 2010 e terminati nel 2021, hanno consentito di trasformare la sala macine in sala da pranzo; il granaio, il fienile, il dispensario e la piccionaia sono state adibite a camere da letto; un luogo che rinasce con un’attenzione agli sprechi, riciclando e recuperando il più possibile della struttura originaria. Il recupero del complesso dell’Eremo ha l’obiettivo di creare, nel quadro del miglioramento dell’offerta per i visitatori del Parco Naturale Regionale di Portofino, nel cui territorio è sito l’Eremo, un rifugio escursionistico da utilizzare come punto di accoglienza e ristoro e come centro culturale e didattico (esposizione, educazione ambientale).

 

Link:
http://www.parcoportofino.it/monaci/monumenti/Eremo-di-Niasca.html

https://fondoambiente.it/luoghi/eremo-di-sant-antonio-di-niasca-portofino?gfp

Rilevatore: AC