TENNO (TN), frazione Ville del Monte. Chiesa di Sant’Antonio (abate)

Via Villa Pastoedo, 4, / Via Villa Sant’Antonio. La chiesa sorge lungo la strada che da Tenno conduceva da una parte verso Ballino e dall’altra ai prati di Rancione, dai quali la popolazione locale traeva una parte della sussistenza quotidiana.
https://goo.gl/maps/DaKk7cvoFuaRFxCQ6

 

Nel XV secolo venne eretta la prima chiesa nella località di Ville del Monte, a Tenno, e nei due secoli successivi si procedette con diversi restauri ed ampliamenti, oltre che a decorazioni con affreschi. A testimonianza di questi interventi sono presenti molte date scolpite su lapidi ed elementi decorativi dell’edificio.
L’abside e la controfacciata sono state decorate da Grazioso Orsingher nel 1947.
La chiesa, prima dipendente dalla pieve di Tenno, fu eretta a parrocchia il 10 aprile 1955 e fu restaurata nel 1962 e poi nel 2002; altri lavori nel 2013-14.

L’edificio presenta un ampio portico ad archi a tutto sesto dove campeggia un affresco del Santo, ormai poco leggibile.

Da qui attraverso due porte, che fino a non molti anni fa servivano separatamente per gli uomini e le donne, si entra nell’edificio a tre navate, sostenuto da pilastri di pietra rossa di gusto rinascimentale. Le volte sono a crociera con costoloni gotici e sulla serraglia della navata appare incisa la data 1617, indice di uno dei tanti interventi testimoniati da diverse date che a partire quantomeno dal 1541 mostrano come la chiesa sia cresciuta  attorno ad un nucleo archetipo forse diversamente orientato.
Tre sono gli altari: quello maggiore e due laterali. Il primo, in marmo, è dedicato al patrono e si inserisce in un catino absidale, affrescato nel 1947 dall’Orsingher, sul fondo del quale è conservata una grande e preziosa pala con la Madonna in trono fra quattro Santi, datata 1532 e firmata dal valente monogrammista V. F., recentemente individuato in Francesco Vicentino, ovvero Francesco Gualtieri, pittore di Schio (entro il 1520 – 1565) . Il secondo Santo a sinistra, in vesti vescovili, è sicuramente sant’Antonio abate perché ha nella mano destra il bastone a Tau e nella sinistra il fuoco.
Sulla parete sinistra del presbiterio vi è un affresco con la figura di sant’Antonio.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/6359/Chiesa+di+Sant%27Antonio

http://www.parrocchiavarone-cologna.it/santonio.htm

https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Gualtieri

Rilevatore:
AC

NOVELLA (TN), frazione Traversara. Chiesa di Sant’Antonio abate e San Rocco

In località Traversara di Brez
https://goo.gl/maps/BT9jz6XDLKMXziGR8

 

L’affresco raffigurante la Pietà, rinvenuto nel corso degli ultimi restauri sulla parete destra dell’arco santo, risale al 1517; la stesura del dipinto indica un estremo ante quem circa la data d’erezione dell’edificio.
La chiesa viene menzionata per la prima volta negli atti visitali del 1537.
La chiave di volta della navata riporta il millesimo “1618”, presumibilmente riferito all’anno in cui la volta fu costruita. La torre campanaria fu eretta nel 1656.
Dal 2000 al 2001 fu effettuato un restauro conservativo che portò al consolidamento della struttura, all’eliminazione dell’umidità di risalita, al rifacimento della copertura, a una tinteggiatura interna ed esterna e alla sostituzione delle vetrate policrome.

La facciata è a spioventi; presso l’estremo destro è inserito il campanile, di cui è possibile apprezzare il prospetto meridionale. Il sagrato presenta quote di calpestio differenti, di modo che parte dell’alzato dell’estremità sinistra della facciata è occultato. Al centro si apre un portale lapideo a tutto sesto, ai cui fianchi è collocata una finestra quadrangolare; quella di destra insiste sul punto di incontro tra facciata e prospetto meridionale del campanile. Al di sopra del portale si apre un oculo. La fiancata sinistra è caratterizzata dalla presenza del volume della sacrestia, quella destra presenta il prospetto orientale del campanile ed è aperta da una stretta finestra ogivale strombata. Il prospetto absidale ne rivela la forma poligonale e la presenza di due finestre a sommo trilobato presso i lati diagonali. Il campanile, inserito tra la facciata ed il fianco destro della chiesa, presenta un fusto a sezione quadrangolare, partito da una cornice verso la metà.

L’interno presenta una navata unica, coperta da una volta reticolata con costoloni lapidei, attraversata da barre metalliche di sostegno. È presente un accesso alla sacrestia dotato di portale architravato presso la parete laterale sinistra. L’arco santo a tutto sesto in conci lapidei introduce all’ambiente del presbiterio, illuminato da due finestre absidali e coperto da una volta a spicchi.
La pala sopra l’altare maggiore rappresenta la Madonna con s. Antonio abate e s. Rocco, protettori contro la peste ed è del 1598.


Link:

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/25639/Chiesa+dei+Santi+Antonio+Abate+e+Rocco+Confessore

https://www.comune.novella.tn.it/Amministrazione/Luoghi/Cappella-dei-SS.-Antonio-e-Rocco-a-Traversara

Rilevatore:
AC

MILANO. Pinacoteca di Brera, “La tentazione di sant’Antonio abate”, di G.B. Tiepolo, 1724-25

Olio su tela di 40 x 47 cm
Opera di Giovanni Battista Tiepolo (1696–1770)
Inventario numero 5969
Esposta nella Sala XXXV
Secondo il Rizzi (1966) il dipinto avrebbe fatto parte della collezione Caiselli di Udine. L’opera giunse a Brera come dono del viennese Augusto Lederer al governo italiano nel 1929; appartiene alla produzione giovanile dell’artista, precedente gli impegni del pittore nel palazzo vescovile di Udine (1726).

 

La visione fantastica ripropone un paesaggio di pura invenzione, in cui il vecchio monaco Antonio cerca di farsi scudo con un gigantesco libro per allontanare la tentazione che un diavolo dalle ali di pipistrello gli presenta sotto forma di bellissima, giovane donna nuda. Il racconto biblico è trasfigurato dal pittore in un’allegoria delle stagioni della vita, conferendo alla scena un carattere quasi profano.

I toni dell’opera sono caldi e scuri. In alto a sinistra prevale un’atmosfera dominata all’arancione-rosso della nuvola, del corpo del demonio e delle ombre della giovane. In basso a destra invece il suolo è verde chiaro con luci giallo pallido. Nel cielo e nel paesaggio prevalgono toni in grigio-scuro e nero. I forti contrasti di luminosità creano un’atmosfera drammatica e cupa. La sagoma di sant’Antonio si staglia infatti netta contro il grigio chiaro della nuvola che in realtà è percepita come bianca. La figura della giovane è illuminata contro lo scuro del cielo e della pelle del demonio. L’illuminazione è fantastica. Lo spazio non è costruito mediante linee prospettiche ma attraverso alcuni elementi quali i tronchi a destra e le strutture nuvolose che congiungono terra e cielo

 

Immagine da Wikimedia

Link:
https://pinacotecabrera.org/collezione-online/opere/le-tentazioni-di-santantonio-abate/
https://www.analisidellopera.it/tiepolo-tentazioni-di-sant-antonio-abate/

Rilevatore: AC

BELGIO – ANVERSA. Museo Mayer van den Bergh, trittico del “Maestro delle figure di Santi” con s. Antonio abate, 1510-20

Olio su pannelli di legno di quercia. Il trittico con cornice misura 57,5 x 93,4; il solo dipinto con sant’Antonio è di 50,1 x 15,7 cm
L’ignoto pittore è anche denominato “Maestro della Leggenda di Maria Maddalena”, attivo dal 1480 al 1537.
Il trittico raffigura i Santi Cristoforo, Antonio e Gerolamo.
Inventario numero MMB.0024
Esposto nella Sala 4 del Museo

 

Questo trittico mostra un totale di cinque Santi: al centro san Cristoforo; a sinistra san Girolamo in meditazione e sul retro del pannello la figura di san Giovanni Battista; a destra vi è sant’Antonio abate con sant’Anna metterza sul retro.

Quest’opera ricorda molto Bosch, riporta alcune sue tipiche figurazioni ed è probabilmente una delle prime imitazioni. Invece non vi sono prototipi boschiani per i due uomini che guardano e la scimmia con il braciere: i due uomini potrebbero essere un’allusione a due filosofi “malvagi” che cercarono di distrarre Antonio dalla sua fede; il braciere della scimmia si riferisce probabilmente al fuoco di Antonio e l’animale rappresenta la fornicazione e l’impudicizia.
La donna nuda che fa il bagno e la sua compagna con le corna alludono alla leggenda della regina dei diavoli che un giorno andò vicino ad Antonio a fare il bagno con le sue belle seguaci, ma il Santo riuscì a resistere a questa tentazione.

Immagine da Wikimedia

Link:

https://museummayervandenbergh.be/nl/pagina/verzoeking-van-h-antonius#313.field_text.5

Rilevatore: AC

BELGIO – ANVERSA. Museo Mayer van den Bergh, “Paesaggio rupestre con la tentazione di sant’Antonio abate” di anonimo, 1600 circa

Olio su pannello di quercia, 33,1 x 46,6 cm
Inventario numero MMB.0090

L’enfasi qui è sul paesaggio fantasioso, che ospita un tema religioso, e non sulla scena religiosa stessa.
Antonio sta pregando inginocchiato e viene attaccato da vari mostri e donne/diavolesse cercano di sedurlo.

 

Link:
https://museummayervandenbergh.be/nl/pagina/verzoeking-van-h-antonius#313.field_text.5

Rilevatore: AC