USA – LOS ANGELES. The J. Paul Getty Museum, “Paesaggio con tentazione di sant’Antonio abate” di R. Savery, 1617

Olio su tela di 48,7 x 94 cm
Opera del pittore fiammingo Roelant Savery, o Roelandt Maertensz Saverij, o de Savery (1576 – 1639)
Inventario numero: 2008.73
In mostra al Getty Center, Museum East Pavilion, Gallery E203

Dominante il dipinto è il paesaggio boschivo, a sinistra in basso, la piccola immagine di sant’Antonio in una capanna.

 

Link:
http://www.getty.edu/art/collection/objects/240287/roelandt-savery-landscape-with-the-temptation-of-saint-anthony-flemish-1617/
Rilevatore: AC

GRAN GRETAGNA – WIMBORNE. Kingston Lacy Estate, “La tentazione di sant’Antonio abate” di imitatore di P. Huys, 1570-99

Olio su pannello di legno di 17,8 x 22,2 cm
Opera di un imitatore del pittore di Anversa Pieter Huys (1520 circa – 1581) realizzato nel 1570–99.
Inventario numero 1257120

Il dipinto è nelle collezioni del National Trust, conservato nella tenuta Kingston Lacy, una storica residenza del villaggio inglese di Wimborne Minster, nel Dorset, progettata nel 1663 da Roger Pratt.

 

Immagine da Wikimedia
Link:
https://www.nationaltrustcollections.org.uk/object/1257120
Rilevatore: AC

EGITTO – IL CAIRO. Icona con Sant’Antonio Abate che fa visita a San Paolo.

Questa icona, famosa in Egitto, rappresenta la visita di Sant’Antonio abate (a sinistra) a San Paolo, che viveva come un anacoreta nel deserto orientale, vicino al Mar Rosso. Alcune delle caratteristiche dell’arte copta delle origini sono ancora presenti in questa icona.
L’icona presenta una cornice in legno a motivi geometrici. Il fondo è metà verde e metà dorato, colori che simboleggiano rispettivamente la terra e il cielo. I nomi dei santi sono scritti in copto. San Paolo da Tebe, l’anacoreta dalla lunga barba, è vestito con una tunica di foglie di palma intrecciate e due leoni sono ai suoi piedi. Antonio porta l’abito monastico, tiene un bastone col segno tau e un rotolo scritto in arabo.
Il corvo con un pane nel becco allude ad un aneddoto sulla visita di Sant’Antonio a San Paolo: ogni giorno un corvo portava a Paolo la metà di un pane che gli permetteva di sopravvivere, ma il giorno della visita di Antonio il corvo si presentò con un pane intero.
Il testo arabo posto fra i due personaggi menziona il Monastero di San Mercurio (Abu Sayfayn) nella Cairo vecchia, al quale l’icona era dedicata e la data 1493 dell’Era dei Martiri (corrispondente al 1777 d.C.).
La tavola venne dipinta su legno da un autore sconosciuto e misura 55 x 56,5 x 3 centimetri.

Data ultima verifica: novembre 2017

Rilevatore: Marina Celegon

Fonte:
– Gabra Gawdat Il Cairo. Il Museo copto. Le Chiese antiche. Egyptian International Publishing Co. – Longman 1992.

VALLELAGHI (TN), frazione Vezzano. Chiesa di Sant’Antonio abate a Lon

Località Lon, Via alla Chiesa, 12. La chiesetta sorge isolata su un modesto rilievo ad Est dell’abitato.
https://goo.gl/maps/t5WQmx31oTUwtHu76

 

La Chiesa di Sant’Antonio abate, patrono di Lon, è citata nel 1537; quando era dedicata ai Santi Barnaba e Antonio, come ricorda la pala posta dietro l’altare e che ritrae i due Santi ai piedi della Madonna.
Eretta a primissaria della curazia di Fraveggio nel 1881, è tuttora curazia della stessa parrocchia. Durante i secoli ha subito numerose modifiche, la più importante nel 1892, quando fu completamente ristrutturata e ampliata.
Il campanile ha bifore romaniche alla cella campanaria e cuspide piramidale.

Al suo interno è composta da un’unica navata con tre altari ottocenteschi. L’altare maggiore, in marmo, è di semplice fattura; sopra il tabernacolo è posto un crocifisso ligneo; al suo interno si trovano: delle statue, come il Sacro cuore di Gesù, la Madonna, Sant’Antonio; un quadretto con San Giuseppe e il Bambino in braccio.

 

Link:
https://www.comune.vallelaghi.tn.it/Territorio/Cosa-visitare/A-Vezzano/Chiesetta-di-Sant-Antonio-a-Lon
https://archiviomemoria.ecomuseovalledeilaghi.it/s/archivio/item/10554

Data compilazione scheda:
15-3-2022
Rilevatore: AC

MILANO. Pinacoteca di Brera, “Sant’Antonio abate tra i Santi Cornelio e Cipriano”, di P. Veronese, 1565-71

Olio su tela di 270 x 180 cm
Inventario numero 150. Esposto nella Sala IX
Acquisito dalla Pinacoteca nel 1808.

L’opera fu eseguita per l’altare maggiore della chiesa veneziana di Sant’Antonio abate a Torcello, soppressa e demolita in epoca napoleonica; in assenza di elementi documentari, la datazione è ricostruita sulla base della lettura stilistica del dipinto e viene riferita agli anni compresi fra il 1565 e il 1571 circa.
Il recente restauro ha consentito di recuperare il tono vibrante dei colori originali, annullando i dubbi residui circa la paternità del dipinto.

Da una nicchia sant’Antonio china lo sguardo verso gli altri due santi e verso il paggio in penombra che regge il Vangelo. L’impianto spaziale è semplice, giocato sull’alternanza delle forme convesse delle colonne e quella concava della nicchia, sottolineata dal disporsi delle figure. I volti sono concentrati, ma sulla resa psicologica prevale il colore smagliante, che con i suoi raffinati accostamenti di verdi e di gialli e il gusto per i contrasti diviene elemento fondamentale della composizione.

Uno studio per questo dipinto si trova a Parigi al Museo del Louvre VEDI SCHEDA.

 

Link:
https://pinacotecabrera.org/collezione-online/opere/santantonio-abate-tra-i-santi-cornelio-e-cipriano/