PAVIA. Basilica di San Salvatore (o San Mauro), affreschi con episodi della “Vita di sant’Antonio abate”, 1500-10

All’interno della Basilica, la quarta cappella a sinistra è dedicata a sant’Antonio abate.
Gli affreschi sono della bottega di Bernardino Lanzani (San Colombano al Lambro, 1460 – 1530 circa) e descrivono episodi della Vita di sant’Antonio.

Il riquadro dell’incontro col satiro misura 140 x 140 cm. A sinistra Antonio, con saio senape, mantello scuro e il bastone a tau, chiede notizie di san Paolo al satiro, dipinto in rosso-rosa e senape. Sul fondo roccioso del deserto, modulato in toni di verde spento e grigio, si scorge a destra la successiva scena di s. Antonio mentre bussa ad una porta.

Un altro riquadro illustra sant’Antonio e san Paolo eremita che ricevono il pane dal corvo, un successivo rappresenta la la sepoltura di san Paolo, con la fossa scavata dai leoni. (Foto in basso)

 

La basilica fu fondata dal re longobardo Ariperto verso la metà del sec. VIII. L’imperatrice Adelaide, verso il 962, vi fondò una comunità benedettina cluniacense, cui subentravano nel 1449 i benedettini dell’obbedienza di Santa Giustina di Padova che riedificarono la chiesa nelle forme attuali. Tra il XV e il XVI secolo la chiesa è stata riccamente affrescata e decorata al suo interno. Il monastero fu soppresso da Giuseppe II nel 1786 e successivamente trasformato insieme alla chiesa in caserma e deposito militare. La chiesa fu riscattata dal cardinale Agostino Riboldi e riaperta al culto il 21 marzo 1901.
Nel 2016 la parrocchia è riuscita a riacquistare una porzione dell’antico monastero, l’area contigua al fianco ovest della basilica detta “chiostro piccolo” per restaurarla e dedicarla a servizi caritatevoli, educativi e culturali.
Della genesi antica del complesso religioso permangono testimonianze letterarie (nell’Historia Langobardorum di Paolo Diacono; nel Liber de laudibus civitatis Ticinensis di Opicino de Canistris) e archeologiche (la lapide con l’epitaffio di Re Cuniperto ora ai Musei Civici di Pavia). La chiesa ha conservato una veste decorativa rinascimentale databile al principio del Cinquecento di altissima qualità e impatto visivo che ricopre quasi interamente le superfici murarie. L’iconografia è fortemente identitaria, si celebrano il Cristo Salvatore, san Benedetto e i santi più importanti dell’Ordine e la regina Adelaide. Il soggetto delle Storie della vita di San Maiolo nella prima cappella di sinistra (ante 1525) rappresenta un unicum iconografico nel panorama artistico italiano ed europeo ed è considerato il capolavoro dell’artista pavese Bernardino Lanzani. La cappella dedicata a S. Martino, alla sinistra dell’altare maggiore racconta in 16 scene la vita del Santo.

 

Bibliografia:
Sora Anna, Storie dei santi nella Basilica del SS. Salvatore a Pavia. Le cappelle di san Maiolo, sant’Antonio abate, san Martino e san Benedetto, Edizioni TCP, Pavia 2013

Immagini:

http://arborea-ars.blogspot.com/2013/01/gli-affreschi-della-basilica-di-s.html

Link:

http://arborea-ars.blogspot.com/2013/01/gli-affreschi-della-basilica-di-s.html

https://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/4f030-00213/

https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_del_Santissimo_Salvatore_(Pavia)

 


NOTA

Nella chiesa di San Teodoro, nel centro storico di Pavia, vi è un affresco di Bernardino Lanzani del 1522 raffigurante una dettagliatissima veduta “a volo d’uccello” di Pavia ancora irta di decine di alte torri medievali, nella quale si riconoscono facilmente il castello, il ponte, il Regisole e molte chiese tuttora esistenti.
Opera commissionata dal parroco Giovanni Luchino Corti come ex voto civico per la vittoria nell’assedio del 1522. Al centro campeggia la figura di Sant’Antonio abate (titolare della cappella e protettore del sobborgo di Pavia posto oltre il Ticino) mentre in cielo, sopra la città, si trovano le figure dell’Eterno Padre, e dei santi Siro, Teodoro e Agostino.

Info sulla Chiesa di San Teodoro:
https://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/CEI10-50850/

Rilevatore:
AC

FIAVÈ (TN), frazione Stumiaga. Chiesa di Sant’Antonio abate

La chiesa e sita sulla strada statale 421 che conduce a Dasindo, con il fianco sinistro parallelo alla strada.
https://goo.gl/maps/ADuTDSY1Mf5C9qHQ7

 

La chiesa dedicata a Sant’Antonio abate a Stumiaga è ricordata per la prima volta in un documento del 1482.
La visita pastorale del 3 settembre 1603 ordinò di eseguire dei lavori di manutenzione e finitura della chiesa e di riparare il tetto.
Nel 1859 la chiesa venne eretta a primissaria della pieve di Lomaso.
L’arco santo, le pareti e la volta del presbiterio furono ornati da dipinti murali figurati verso la metà del XX secolo. Nel 1959 la chiesa divenne curazia.
Nel 1973 venne costruita la nuova sacrestia, sul lato ovest, con scala di accesso indipendente. La sacrestia vecchia, che si trovava sul lato opposto, fu demolita; con l’occasione fu costruito anche il muro a protezione del sagrato sul fianco sinistro, verso la strada.
Nel 1997 si realizzò la tinteggiatura interna, venne restaurata la scala esterna e furono eseguiti i lavori di messa a norma dell’impianto elettrico. Nel 2008 fu rifatto il tetto.

La chiesa, orientata a sud-ovest, ha la facciata a due spioventi con portale a luce rettangolare sormontato da nicchia a lunetta con la figura di sant’Antonio abate e da oculo è preceduta da una scalinata; un muretto di granito con una seconda scala colma il dislivello del terreno sul fianco sinistro, scandito da due monofore centinate intervallate da un contrafforte.
Il campaniletto a vela si trova in facciata, sulla destra.
All’interno la navata unica è divisa in due campate con volte a crociera, sostenute da capitelli e peducci in granito. Il presbiterio, disassato ed elevato di un gradino rispetto alla navata, è concluso da abside poligonale e coperto da volta a ombrello. L’altare maggiore è in marmo.


Link:

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/6021/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

https://www.sentieridifamiglia.com/itinerari-nei-luoghi-di-culto

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Fiav%C3%A9)

Rilevatore: AC

CAVEDINE (TN), frazione Stravino. Chiesa di Sant’Antonio abate

Viale Dante, 3-1. La chiesa sorge nella parte alta del paese di Stravino
https://goo.gl/maps/F9kWoNZ65ubWnBEN6

 

La chiesa di Stravino è documentata a partire dal 1537; fu probabilmente riedificata a partire da un edificio medievale.
II frammentari affreschi che decorano la parete destra del presbiterio furono realizzati nel secondo quarto del XVI secolo da Simone Baschenis.
L’edificio fu consacrato il 18 ottobre del 1539. La chiesa fu ampliata tra il 1558 (data che compare sul portale) e il 1560. Nel 1597 fu realizzato il pronao in facciata.
L’edificio fu nuovamente ampliato e parzialmente restaurato tra il 1875 ed il 1876.
La chiesa fu eretta a parrocchia il 23 luglio 1959 e restaurata nel 1984.

La facciata a due spioventi è caratterizzata dalla presenza di un ampio portico aperto da arcate a tutto sesto con volte a crociera sostenute da quattro colonne cilindriche (in pietra rossa locale) e da un pavimentato con un grezzo acciottolato.
Il campanile in muratura parzialmente intonacata, terminante in una copertura a cuspide conica in cotto, si eleva sul lato settentrionale, è in stile romanico.

L’interno è caratterizzato da una navata unica con due campate, divise da un arco a tutto sesto, e coperto da volte a crociera. All’altezza del presbiterio si incontra un altro arco a tutto sesto di dimensione minore rispetto a quelli della navata.
Sulla sinistra si apre il vano della cappella nella quale sono posti gli altari dorati lignei seicenteschi dei Santi Simone e Giuda e di San Mauro. Nel presbiterio è ospitato l’altare maggiore (opera d’intaglio ligneo del tardo Seicento) ed al suo interno, sul lato sinistro, si ammira un ciclo d’affreschi cinquecenteschi rappresentanti le Storie di Sant’Antonio abate.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/26123/Chiesa+di+Sant%27Antonio

https://www.sentieridifamiglia.com/itinerari-nei-luoghi-di-culto

Rilevatore:
AC

FILM. “La Tentation de Saint-Antoine” di G. Méliès, 1898

La Tentation de Saint-Antoine, è un breve film muto, in bianco e nero, della durata di 1 minuto e 7”, realizzato nel 1898, Star Film Catalogo n. 169.
Regista e interprete Georges Méliès.

Nella sua grotta, l’eremita sant’Antonio prega davanti all’effigie del Cristo crocifisso. All’improvviso appare una donna poco vestita e sant’Antonio si protegge gli occhi dalla vista della tentazione. Lei scompare e lui ricomincia a leggere la Bibbia. Due donne appaiono ai suoi lati e lui si ritrae inorridito. Svaniscono e lui raccoglie un teschio dalla base della croce. Tuttavia, quando lo bacia, si trasforma in un’altra donna, con altre due che appaiono in rapida successione. Danzano in cerchio intorno al tormentato Sant’Antonio prima di svanire. Un sant’Antonio disperato si inginocchia davanti a Cristo, che si trasforma in un’altra donna. Ma appare anche un angelo, al quale sant’Antonio si rivolge con evidente sollievo. La donna scompare e Cristo riappare.

Georges Méliès (Parigi, 1861 – Parigi, 1938), è stato un regista cinematografico, attore e illusionista francese.
Viene riconosciuto come il secondo padre del cinema (dopo i fratelli Lumière), per l’introduzione e la sperimentazione di numerose novità tecniche e narrative, ed è considerato da molti critici come l’inventore della regia cinematografica in senso stretto.


Link:

https://it.wikipedia.org/wiki/Georges_M%C3%A9li%C3%A8s

Il film è visibile su:
https://archive.org/details/LaTentationDeSaintAntoine
oppure
https://www.youtube.com/watch?v=_aKqRVsKPdI

PADOVA. Chiesa di Sant’Antonio abate (di Vienne).

Via Savonarola 176 – Padova

https://goo.gl/maps/fdn7q3hBM8T8PK4L6

Ricorda il Portenari, nel suo libro su Padova del 1623, che l’ordine degli Ospitalieri di S. Antonio di Vienne fondòin contrada della Savonarola… l’hospitale… un monastero e una chiesa ad honore dell’istesso santo”. Era forse l’inizio del XIII secolo. In seguito la chiesa e il monastero passarono ai Canonici Lateranensi che restaurarono nel 1570 l’intero complesso, erigendo il porticato che si affaccia sulla via.

Con le soppressione dei conventi del 1769 i vari edifici furono adattati a collegio destinato agli studenti disagiati. Il “Collegio San Marco” fu chiuso con l’arrivo delle truppe francesi nel 1797 che lo ridussero a caserma. La chiesa fu chiusa al culto e l’intero complesso, di proprietà militare, divenne caserma del VII reggimento degli Alpini e danneggiato dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale.
In seguito gli spazi furono rioccupati nuovamente dal “Collegio universitario don Nicola Mazza” che ancora vi ha sede.

La chiesa, radicalmente restaurata negli anni cinquanta del Novecento, è officiata come cappella del collegio.
La facciata, rivolta a sud, s’innalza verso via Savonarola. È preceduta da un portico a serliana, cinquecentesco come il portale a tutto sesto che si apre sulla gotica muratura del XIII-XIV secolo, mossa da lesene e archetti pensili e alleggerita da un grande rosone. Le grate accanto al portale servivano forse alla distribuzione della carità.
Il fianco destro, lungo via Collegio San Marco, mostra le spiccate caratteristiche gotiche, come lesene e archetti pensili, slanciate monofore decorate da archetti in pietra trilobati. L’abside, suggestiva, è poligonale e aperta da monofore. Verso l’abside, una sacrestia pure gotica.

L’interno è a navata unica, luminoso e ampio, è coperto da capriate, mentre l’abside è voltata a ombrello, con costoloni molto marcati di sapore francese, raro caso in Veneto.

Imponente il Sant’Antonio abate raffigurato in proporzioni giganti sulla parete dell’abside.

Lungo le pareti si susseguono brani di affresco, alcuni attribuibili ad Altichiero da Zevio. Bellissima la Crocifissione con offerente. La chiesa conserva un dossale ligneo quattrocentesco e un angelo ligneo barocco.

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_di_Vienna

 

 

Due immagini di Sant’ Antonio abate sono scolpite sui due lati del portone d’ingresso, lato esterno.