BRIONA (NO). Chiesa parrocchiale di Santa Maria della Neve o ad Nives, affreschi con s. Antonio abate, XV secolo

Al centro dell’abitato di Briona, in Piazza Solaroli, si trova la chiesa gotica, molto rimaneggiata. L’antico soffitto, grazie ai lavori di restauro, è stato ripristinato ed è formato da tavelle di cotto a vista.
L’edificio, ad aula unica, con sobria facciata tardo settecentesca, si caratterizza per la struttura architettonica dominata da vaste arcate a sesto acuto e da cappelle laterali. Solo alcuni dei numerosi affreschi dei secoli XV, XVI e forse anche del XIV, che decoravano le pareti interne sono tuttora visibili, recentemente restaurati. Molti sono di Tommaso Cagnola o della sua bottega.

La terzultima campata della navata nord, che termina verso l’abside, presenta affreschi quattrocenteschi: Sant’Antonio abate sul pilastro, la mano destra nel gesto di benedizione, la sinistra regge bastone e libro (immagine in alto).

Segue una “Teoria di Santi”, tra cui si riconosce, a sinistra,  un altro Sant’Antonio abate , col bastone a tau e le mani giunte che reggono un rosario, un santo vescovo e San Giovanni Battista (ultimo a destra). Al di sopra dei Santi emerge un affresco seicentesco, restaurato, che rappresenta un “Bambino Gesù in grembo a Maria”, in cielo, con due Santi sotto.

 

 

Immagini e link per approfondire:
https://www.comune.briona.no.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere/chiesa-parrocchiale-madonna-della-neve-sec-xiii-17317-1-975c5c651328d5ff0a4e12b97b7b7f53

https://www.chieseromaniche.it/Schede/564-Briona-Santa-Maria-ad-Nives.htm

PIANEZZA (TO). Cappella di San Sebastiano, affresco con s. Antonio abate

La Cappella, dedicata alla Madonna delle Grazie e a San Sebastiano, era posta appena fuori dell’abitato del paese e fungeva da sentinella a difesa dai frequenti morbi endemici, in special modo a baluardo contro le epidemie. Non si può fissare l’anno esatto di costruzione nel corso del XV secolo e si pensa che sia stata edificata dopo la peste del 1428 o dopo il 1460 quando il morbo colpì le valli di Lanzo e anche Pianezza.

Negli anni 1931-32 la cappella fu trasferita tutta intera dal luogo più a monte, ove si trovava, fino al sito attuale, distante 140 metri. Opportunamente ingabbiata in una struttura di legno, fu fatta scorrere di pochi metri al giorno su rulli posti su rotaie. In quella occasione si eliminò la parete che chiudeva la facciata, sostituita poi da una cancellata di legno: soluzione più consona alla tipologia originaria.

La cappella è decorata internamente da AFFRESCHI eseguiti in tempi diversi. Il ciclo più sviluppato è quello della volta, che si snoda in sette campiture, sei uguali e uno di apertura maggiore, dedicato alla vita di San Sebastiano e realizzato dai pinerolesi Bartolomeo e Sebastiano Serra negli ultimi anni del XV secolo. Sulle pareti gli affreschi superstiti raffigurano i devoti sotto il manto della Vergine, a destra; san Sebastiano affiancato da san Rocco sulla parete di fondo e, a sinistra, le tentazioni di sant’Antonio abate o meglio le torture che subisce da parte dei diavoli. Gli artisti sono anonimi e si pensa a esponenti della scuola di Jaquerio.

Link:
https://archeocarta.org/pianezza-to-cappella-san-sebastiano/

https://www.cittaecattedrali.it/it/bces/659-cappella-di-san-sebastiano

https://www.chieseromaniche.it/Schede/171-Pianezza-San-Sebastiano.htm

FASANO (BR). Chiesa di Sant’Antonio abate

Corso Vittorio Emanuele, 72
https://maps.app.goo.gl/bLeY4fxz41L6RYGX6

La Chiesa di S. Antonio abate faceva parte del Convento dei Frati Minori Osservanti costruito nel Seicento con pubblica sottoscrizione. Successivamente al convento, nel 1679, fu edificato il chiostro decorato da affreschi con episodi della vita di san Francesco, attualmente di proprietà comunale, restaurato nel 2015 e aperto al pubblico solo in occasione di manifestazioni culturali.
Fu edificata anche una nuova ala, adibita a scuola elementare e scuola per la preparazione agli studi superiori, e una foresteria. Nel 1753 fu ultimato l’ampliamento della chiesa che fu consacrata.
Alla fine dell’Ottocento la chiesa subì un crollo; il convento aveva cessato la propria attività, in seguito alle soppressioni degli ordini religiosi e gli edifici furono riutilizzati come scuola elementare, fino alla completamento della scuola Collodi nel 1927.
La chiesa divenne proprietà della Confraternita dell’Immacolata.
Il 25 marzo del 1924 la chiesa divenne parrocchiale.
Nel 2008 la chiesa è stata interessata da un ampio lavoro di restauro caratterizzato dal ridimensionamento interno, ricolorazione e risanamento dei muri perimetrali riportando allo splendore l’edificio e le opere d’arte in esso presenti.

Oggi il complesso si presenta con una cupola che poggia su un tamburo di forma circolare, al suo fianco sorge il campanile cuspidato “a cipolla”.

All’interno l’altare maggiore è dedicato all’Immacolata, mentre gli altari laterali di sinistra sono dedicati a Santa Lucia e a Maria Santissima del Rosario e quelli di destra a Sant’Antonio di Padova e una cappelletta dedicata alla Divina Passione.


Un affresco di 180 x 220, una lunetta del chiostro, secondo il Catalogo dei Beni Culturali, raffigura sant’Antonio abate, ma la fotografia è poco leggibile.
Chi avesse informazioni, o fotografie dopo il restauro, per favore le invii a: info@afom.it . Grazie.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Fasano)

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1600044505A-15

UDINE. Ex chiesa di Sant’Antonio abate, con statua del Santo

La Chiesa si trova nella Piazza Patriarcato di fianco al Palazzo Arcivescovile ed è stata fondata nel 1354.
https://maps.app.goo.gl/gZbeZJze1X7npXV57

Faceva parte di un ampio complesso comprendente un ospedale ed un cimitero. Della struttura originaria conserva resti della costruzione gotica nella parte esterna dell’abside.
Venne assunta al grado di chiesa patriarcale nel secolo XVI, quando i patriarchi dovettero abbandonare il castello al luogotenente veneto e recarsi ad abitare nell’ospizio degli spedalieri di Sant’Antonio di Vienna, che era unito a questa chiesa.
Venne ridotta nella forma attuale dal patriarca Barbaro e trasformata nel 1731 per volontà del patriarca Dionisio Dolfin. La facciata, fatta costruire dal patriarca Daniele Delfino, è di Giorgio Massari (1733): il prospetto è caratterizzato da quattro possenti colonne con capitello composito ed alto basamento sormontate da un timpano di gusto classicheggiante.

L’interno, a navata unica, conserva a destra i mausolei dei patriarchi Francesco ed Ermolao Barbaro, oltre a quelli di Daniele e Dionisio Dolfin, come pure numerosi frammenti di affreschi trecenteschi.

All’altar maggiore, la statua di S. Antonio abate, di Giovanni Maria Morlaiter (1737). 

Fruibilità:
Attualmente la chiesa, sconsacrata, viene utilizzata per mostre temporanee e quindi soltanto in quelle circostanze è visitabile.

Vedi anche: SANT’ANTONIO ABATE riapre dopo il restauro

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 15/11/2008 – 26/04/2025

MONTALDEO (AL). Chiesa di San Michele, affresco con s. Antonio abate, XV secolo

La data di fondazione dell’oratorio non è supportata da documentazione. Al XII secolo, secondo alcune fonti, potrebbe risalire la data di ampliamento di un preesistente edificio di culto del X secolo. Fu la prima parrocchiale.
Nel XV secolo furono realizzati gli affreschi sulla parete di sinistra; nei secoli successivi vi fu la sopraelevazione dei muri perimetrali della fabbrica con inserimento di nuove aperture e modifica di alcune esistenti
Nel 1960-70 furono restaurati gli affreschi.

Nella facciata a capanna sono visibili alcuni elementi architettonici attestanti i lavori di ampliamento realizzati sull’edificio originario. Un porta di ingresso con serramento in legno massiccio e due piccole finestre rettangolari sono le aperture inferiori. Superiormente, nella zona di ampliamento, è collocata una trifora riconducibile allo schema a serliana. Sempre sulla facciata è collocata, nella porzione di sinistra, una piccola campana.

All’interno, caratterizzato da una unica navata a pianta rettangolare, sono riconoscibili alcuni elementi architettonici realizzati nel corso degli ampliamenti. La pavimentazione è in laterizio, con un gradino di separazione della zona del presbiterio. La copertura, a vista dall’interno, è realizzata con coppi posati su tavelle su orditura in legno.
L’altare, di forme barocche, è posto contro la parete piana dell’abside ed è sormontato da un affresco trompe-l’oeil, raffigurante, fra due colonne, una pala con al centro l’Arcangelo Michele, che calpesta il demonio, e i santi Rita da Cascia, Antonio di Padova e Vincenzo Ferreri.

Sulla parete sinistra della navata si conservano i resti di due riquadri ad affresco: una Madonna con Bambino, san Lorenzo, una figurina su di un carro trascinato da due cavalli, un frammento di figura a cavallo (probabilmente s. Martino); il secondo riquadro raffigura Sant’Antonio abate e Madonna in trono con il Bambino in piedi. Le figure sono abrase e non facilmente leggibili; nel complesso tutta la composizione pare eseguita nello stesso periodo, che può risalire alla fine del XV secolo.

Sant’Antonio ha una lunga barba bianca, tiene con la mano sinistra una campanella e con la destra un lungo bastone alla cui sommità sembra essere una fiamma: iconografia inconsueta perché in genere l’attributo del fuoco è raffigurato o ai piedi o sul libro che tiene in mano.

 

Immagine tratta dalla guida edita dall’Accademia Urbense di Ovada www.accademiaurbense.it e reperibile su: https://www.archiviostorico.net/guide/pdf/Montaldeo.pdf

Info sulla chiesa oratorio:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/72112/Oratorio+di+San+Michele