CONFEDERAZIONE ELVETICA – ROSSA, frazione Santa Domenica. Affresco su una casa con s. Antonio abate

Rossa è un comune del Cantone Grigioni.
L’affresco si trova su una casa nella frazione Santa Domenica, Stradòn 34.

La scena è la Crocifissione, con ai piedi della croce Maria Maddalena; a destra San Francesco.
A sinistra la figura di Sant’Antonio abate, con una tau sul mantello, che tiene con la mano destra un alto bastone terminate a “L” cui è appesa una campanella; con la sinistra un libro.

La scritta in calce “S. Antonio, S.M. Maddalena, S. Francesco D S.”. La scritta in alto, non del tutto chiara, sembra indicare non l’artista ma il committente: “Francesco Antonio Calzino (h)a f(atto) fare la P.OS(?) S D l’ anno 1787 (o 1767)”

Immagine da:
https://lanostrastoria.ch/entries/xJLnLpmyn6q

CONFEDERAZIONE ELVETICA – LOSTALLO. Affresco su una casa con s. Antonio abate

Lostallo è un comune nel Cantone Grigioni.

Sulla parete esterna di una casa visibile dalla strada cantonale, vi è un affresco devozionale di fattura popolare che raffigura “Maria, Gesù e S. Antonio abate”.
Il Santo, a destra, tiene con la mano sinistra un bastone pastorale cui è appesa una campanella.
Il muso di un maiale spunta dietro di lui a sinistra.


Immagine da:

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ONETA (BG), frazione Cantoni. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

https://maps.app.goo.gl/eYDC9hGi1tQKhwCp7

Un edificio di culto nella frazione Cantoni d’Oneta risulta dagli atti della visita pastorale di san Carlo Borromeo dell’autunno del 1575. Gli atti di poco successivi del vescovo Federico Corner indicarono una chiesa in degrado.
L’edificio, probabilmente di piccole dimensioni, fu ricostruito a partire dal 1706, con un prosieguo dei lavori nel 1740 e terminanti nel 1771 come dimostrerebbero le cartine napoleoniche che riportano le dimensioni dell’edificio e del sagrato conformi a quelle successive. Data la lontananza dalla chiesa di Oneta ottenne la concessione di celebrare le messe domenicali, di amministrare i sacramenti e l’insegnamento della catechesi, dal vescovo Giovanni Paolo Dolfin il 2 novembre 1779. Fu solo il vescovo Pietro Luigi Speranza, con decreto del 16 settembre 1878, a elevarla a parrocchia dividendola da quella di Oneta. L’edificio fu consacrato e intitolato a sant’Antonio abate il 5 giugno 1883 dal vescovo Gaetano Camillo Guindani.
La torre campanaria fu elevata solo nel 1827 e nel 1947 furono poste cinque nuove campane.

La chiesa è sita nella parte centrale dell’abitato e si presenta di grandi dimensioni. Un porticato con tre aperture a tutto sesto precedono l’ingresso e poggiano su di un muretto interrotto nella parte centrale. La facciata è divisa da quattro lesene e controlesene, in tre parti di cui quella centrale più ampia, dove è posto il settecentesco postale d’ingresso in pietra. La facciata prosegue nella parte superiore con il prosieguo delle lesene complete di capitelli che sorreggono il timpano triangolare.

L’interno a croce greca è a navata unica e si sviluppa su tre campate divise da lesene. Il presbiterio ampio è accessibile da tre ampi gradini. Sul lato destro dell’aula vi è il pulpito opera di Giovan Battista Caniana del 1792 e proveniente dalla parrocchia di Santa Maria Annunziata di Serina.
La zona presbiteriale si presenta rettangolare terminando però nella forma semicircolare completa di cinque grandi tele del Sei-settecento di autori sconosciuti che raffigurano: Madonna Addolorata, Adorazione dei Magi, Natività, San Giuseppe col Bambino, Vescovo con i santi Antonio abate e Rocco.

 

La cupola presenta l’affresco opera di Vincenzo Angelo Orelli (1751 – 1813) raffigurante la Gloria di s. Antonio abate.
A sinistra dell’aula, in Cornu Evangelii, prima del presbiterio, è collocato l’organo a canne risalente al XIX secolo.

 

 

Si conserva sulla parete destra, prima del pulpito, una statua di sant’Antonio abate che viene portata in processione in occasione della sua festa che si celebra il 17 gennaio. È una scultura lignea di bella fattura donata negli anni trenta del Novecento da don Luigi Ricuperati.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/31724/Chiesa_di_Sant’Antonio_Cantoni_d’Oneta,_Oneta

VERONA. Chiesa di San Fermo, pala con s. Antonio abate di B. del Moro, 1535

Sopra l’altare di San Nicola si legge la scritta: “ARS NAUTERIORUM AERE SUO FIERI IUSIT ANNO SAL. MDXXXV” che ricorda l’anno di costruzione dello stesso e i committenti.
La pala mostra san Nicola, assiso su una nuvola in gloria, mentre benedice i fedeli attorniato da angeli.
Al livello inferiore sono sant’Agostino, a sinistra, in abito vescovile e a destra sant’Antonio abate che guarda verso l’alto, indossa un mantello blu; tiene la mano destra sul petto e la sinistra appoggiata un bastone cui è appesa una campanella.

Questa monumentale pala si rivela opera fondamentale del pittore veronese Battista Dall’Angolo o Dell’Agnolo, soprannominato il Moro (1512 – 1573), che qui esprime un monumentalismo già consapevolmente manierista e mantovano.

 

 

La chiesa fu edificata sulla riva dell’Adige, nello stesso luogo dove nell’anno 304 i santi Fermo e Rustico subirono il martirio. Su quell’area nei secoli V-VI il popolo dei fedeli cristiani costruì una chiesa a loro dedicata, dove nel 755 il Vescovo di Verona Annone ripose le Reliquie dei martiri. Dal 1065 al 1143 i monaci benedettini costruirono due chiese in stile romanico: in quella inferiore vennero conservate le Reliquie dove le aveva poste il vescovo Annone, mentre quella superiore serviva per le celebrazioni con il popolo. Nel 1261 i Francescani sostituirono i benedettini e ricostruirono la chiesa superiore nelle forme attuali, concludendola verso il 1350.
Da allora vennero aggiunti altari, cappelle e monumenti funebri. Nel 1759 le Reliquie dei Martiri furono riposte nell’altare della chiesa superiore per poterle preservare dalle frequenti alluvioni. Nel 1807 i Francescani furono costretti a lasciare il Convento mentre la chiesa fu affidata al clero diocesano diventando parrocchiale.

 

Immagine da Wikimedia
Info sulla chiesa:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Fermo_Maggiore

COSENZA. Cattedrale di Santa Maria Assunta, affreschi con storie di s. Antonio abate, XV secolo

La prima chiesa fu edificata intorno alla seconda metà dell’XI secolo, dopo il terremoto del 1184 che la distrusse, fu riedificata e terminata nel 1222.
Il 1748 segnò l’inizio di nuovi lavori di trasformazione che portarono la cattedrale ad essere ricoperta da sovrastrutture barocche che, oltre a nasconderne le originarie forme, provocarono la scomparsa di innumerevoli opere d’arte. Nel 1756, invece, venne costruita la nuova sacrestia. A completare l’opera di trasformazione si intervenne nella prima metà del XIX secolo con il rifacimento della facciata, all’epoca trasformata in un ibrido stile neogotico.
I lavori di restauro intrapresi già nel XIX secolo e finalmente portati a termine nel XX secolo, furono finalizzati a ripristinare, sia l’esterno che l’interno dell’edificio.

 

 

Scoperti nel 2023,  sono purtroppo poco leggibili e frammentari e sono in corso di restauro cinque riquadri con affreschi sulla vita di Sant’Antonio abate, risalenti al XV secolo e presenti lungo la volta della porta di accesso della sagrestia.

 

 

 


Link e immagini:
https://www.cosenzaduepuntozero.it/nuova-scoperta-nel-duomo-di-cosenza-spuntano-affreschi-rappresentanti-la-vita-di-santantonio-abate/

https://www.meravigliedicalabria.it/gli-affreschi-di-santantonio-nella-cattedrale-di-cosenza/