FINALE LIGURE (SV), frazione Varigotti. Oratorio di Sant’Antonio abate

SS1 (via Aurelia), 99
https://goo.gl/maps/jdFp6nu38tJqixbq5

 

L’Oratorio sorge a fianco alla chiesa parrocchiale di San Lorenzo, a pochi metri dalla spiaggia.
L’edificio, in stile barocco, è a navata unica con volta a botte. La facciata, alleggerita da tre finestroni, ha linee semplici come del resto quelle della chiesa parrocchiale, e presentava un dipinto sopra l’ingresso, ormai completamente cancellato.
L’oratorio è sede della omonima confraternita e fu la parrocchiale di Varigotti dal 1586, quando la chiesa vecchia di San Lorenzo nella parte alta del paese) non fu più idonea per le esigenze del nuovo polo abitativo sorto a ponente del promontorio e vicino al mare. Il titolo di parrocchiale passò alla nuova chiesa di San Lorenzo, sorta nel 1624-37 accanto all’oratorio, a sostituire una precedente chiesa della quale rimane il campanile tardogotico, anche se rimaneggiato in epoche successive.

Nel giorno della festa del Santo, si svolge nell’oratorio la tradizionale benedizione del pane e degli animali.

 

Nota
Nella chiesa parrocchiale vi è, alla parete sinistra, un polittico del 1584 che raffigura la Vergine con san Lorenzo e sant’Antonio, opera di un artista locale e proveniente dalla vecchia chiesa di S. Lorenzo.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Oratorio_di_Sant%27Antonio_Abate_(Finale_Ligure)

Data compilazione scheda: 29-1-2022
Rilevatore: AC

CASELLA (GE). Oratorio di Sant’Antonio abate

Via Pietro De Negri
https://goo.gl/maps/VuSQvbpVpEuPULASA

 

Casella è situata nella piana formata dallo Scrivia presso il valico di Crocetta d’Orero, percorso da un itinerario preromano parallelo alla Via Postumia – la cosiddetta Via del sale.

L’Oratorio di S. Antonio abate fu eretto nel 1556 dal forlivese prete Domenico da Dovadola come sede della Confraternita che fa ancora oggi riferimento alla parrocchia di Santo Stefano, che appartiene alla diocesi di Tortona.

All’esterno, piuttosto spoglio e tutto sommato anonimo, corrisponde un interno caldo e raccolto, con il pavimento in cotto, che conserva le “banche” in castagno su cui sedevano i confratelli nelle loro adunate di preghiera e di discussione di opere caritatevoli; i settecenteschi piatti in peltro per la raccolta delle offerte; le mazze pastorali dei santi Antonio e Stefano in argento cesellato; i “tabarrini” in velluto cremisi; l’urna per l’ elezione del Priore; due grandi Crocifissi processionali.

 

Presso questo oratorio, con i secolari “stampi” recanti l’effige di s. Antonio, si producono ancor oggi le Focaccette di S. Antonio, distribuite dopo la benedizione degli animali il 17 gennaio e la domenica successiva a questa data.

 

Link:
https://comune.casella.ge.it/turismo-e-territorio/monumenti/

https://www.unionedelloscrivia.ge.it/?page_id=660

https://it.wikipedia.org/wiki/Oratorio_di_Sant%27Antonio_Abate_(Casella)

Data compilazione scheda:28-1-2022
Rilevatore: AC

CABELLA LIGURE (AL), loc. Dova Inf. Chiesa di Sant’Antonio abate

Località Dova Inferiore, 8
https://goo.gl/maps/KwboSfunw6dhFJGLA

 

Nel XVII secolo si ha notizia di esistenza dell’allora Oratorio di Sant’Antonio abate.
Nel 1942 la chiese fu restaurata e decorata.
Nel 2007 si effettuò tinteggiatura di facciata, campanile e rifacimento tetto abside
Nel 2014 sono iniziati i restauri degli affreschi interni.

La facciata a capanna, intonacata, è suddivisa in due registri da paraste doriche sorreggenti una aggettante trabeazione, mentre è ripartita orizzontalmente in quattro differenti parti. Nel registro inferiore centrale si trova l’unico portone di ingresso. Il registro superiore ospita la lunetta centrale. A coronamento della facciata il timpano incompleto sul fianco destro a causa della presenza del campanile. Il campanile, di sezione quadra, è posto sul fianco destro della facciata e la struttura risulta inglobata nella navata.

Schema planimetrico a navata unica, con cappelle laterali è presbiterio allungato con abside curvilinea; l’abside è rialzato rispetta al piano dell’aula mentre il fonte battesimale è posto sul fianco sinistro. La copertura è a botte.

 

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=43186

Data compilazione scheda:
28-1-2022
Rilevatore: AC

FINALE LIGURE (SV). Cappella di Sant’Antonio abate al Monte

Finalpia – Località Monte – Strada Provinciale 45
https://goo.gl/maps/9aaJnEp24YM6QyvB9

 

La Cappella si trova lungo la strada che sale dal nucleo urbano di Finalpia all’altopiano delle Manie, in una posizione panoramica. È dedicata a S. Antonio abate patrono degli animali che si festeggia la domenica successiva al 17 gennaio.
Al suo interno si trovano due pregevoli bassorilievi di scuola albissolese raffiguranti il Santo con gli animali e la Madonna con Bambino. Sono presenti anche due statue lignee di San Sebastiano e di Santa Teresa di Lisieux. Il campanile di forma triangolare è uno dei rari esempi in Liguria.

 

Link:
http://turismo.comunefinaleligure.it/it/chiesa/cappella-san-antonio-abate#:~:text=La%20Cappella%20di%20Sant’Antonio,Manie%2C%20in%20una%20posizione%20panoramica

Data compilazione scheda:
28-1-2022
Rilevatore: AC

GENOVA. Oratorio di Sant’Antonio abate alla Marina, con immagini del Santo

Vico sotto le Murette, quartiere del Molo
https://goo.gl/maps/n7ZqBTfSjGeUTRiC7

 

L’oratorio (detto anche “di Sarzano”), posto sulle mura della Marina, sul fronte a mare del colle di Sarzano, a fianco della ex chiesa di San Salvatore, risale al primo decennio del Seicento; fu edificato come sede della omonima “casaccia” (confraternita), costituita nel  1460 presso la scomparsa chiesa di S. Domenico. Si arricchì, soprattutto nel Seicento, di un’importante quadreria.
Nel 1684 venne gravemente danneggiato dal bombardamento navale francese e fu restaurato a partire dal 1706. Nel 1777 ben venti “Compagnie” risultavano aggregate alla casaccia che faceva capo all’oratorio.
Soppresso come tutti gli oratori nel 1811, durante il periodo napoleonico, fu riaperto al culto il 22 settembre 1816; nel 1828 subì un profondo restauro, su progetto di Carlo Barabino, con la collaborazione dello scultore Ignazio Peschiera, e il 17 aprile 1836, privilegio insolito per un oratorio, fu consacrato dall’arcivescovo Placido Maria Tadini.
Nell’ultimo dopoguerra, pur continuando ad ospitare la confraternita di Sant’Antonio abate, divenne sede della parrocchia del SS. Salvatore e S. Croce, che aveva perso per i bombardamenti il suo principale luogo di culto.

Il portale, essenziale nei suoi elementi architettonici (risalenti alle fase di restauro ottocentesca), è decorato dalla statua del Santo omonimo collocata entro una nicchia ed è datata 1607.

 

L’interno ha un’unica navata con volta a botte. Pur senza poter più vantare il corredo artistico di un tempo, in gran parte disperso con la chiusura del 1811, conserva ancora alcuni pezzi notevoli: la cassa processionale settecentesca con San Giacomo che sconfigge i Mori, commissionata a Pasquale Navone. Il Cristo Bianco (1710) e  il Cristo Moro, crocifisso processionale di Domenico Bissoni (1639), non facevano parte del patrimonio storico di Sant’Antonio abate, ma provengono dall’oratorio di San Giacomo delle Fucine, demolito nel 1872 per il tracciamento di via Roma. Con le innovazioni urbanistiche di fine Ottocento varie confraternite, che avevano visto distrutti i loro oratori, vennero infatti accolte nell’oratorio di Sant’Antonio, portando anche parte del loro patrimonio artistico, compreso un ricco apparato processionale.

Delle varie opere di Luca Cambiaso l’unica rimasta è una tavola del 1575-85 con “Sant’Antonio che ritrova le spoglie (veglia il corpo) di san Paolo Eremita” (257 x 165 cm) posta sull’altar maggiore; quest’ultimo realizzato nel XIX secolo su progetto di Carlo Barabino (1768/ 1835) in marmo e decorato da bassorilievi bronzei di Niccolò Macchiavello che raffigurano: sant’Antonio abate/ quattro Evangelisti/ Fede.

Le due tele laterali all’altare sono opera del genovese Giuseppe Passano (1786 – 1849) che le realizzò nel 1828-36 e raffigurano “S. Antonio e s. Paolo che spartiscono il pane miracoloso” (220 x 180 cm) e “La sepoltura di s. Antonio” (220 x 180 cm).

Nella sacrestia si conserva una tela raffigurante “S. Antonio circondato dai diavoli” sullo sfondo di un incendio, da alcuni considerato opera giovanile (1616) del genovese Gioacchino Assereto (1600 – 1649).

 

Link:
https://www.fosca.unige.it/gewiki/index.php/Oratorio_di_Sant%27Antonio_Abate

https://it.wikipedia.org/wiki/Oratorio_di_Sant%27Antonio_Abate_(Genova)

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0700075144-0 (altare)

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0700075153 (Cambiaso, S. Antonio veglia il corpo di s. Paolo)

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0700075155 (S. Antonio e s. Paolo che spartiscono il pane)

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0700075151 (Sepoltura s. Antonio abate)

https://www.treccani.it/enciclopedia/gioacchino-assereto_%28Dizionario-Biografico%29/

 

Data compilazione scheda: 27-1-2022
Rilevatore: AC