MONCALIERI (To). Collegiata di Santa Maria della Scala e S. Egidio, con statua di s. Antonio abate

La chiesa parrocchiale è situata in via principessa Maria Clotilde 3, in fondo alla piazza Vittorio Emanuele II, che si raggiunge percorrendo via S. Martino a partire dalla stazione ferroviaria. La località si trova sulla collina, in prossimità del Real Collegio e della via che sale al Castello Reale.

SAA 1L’interno presenta tre navate divise da pilastri, le due laterali terminano con un’abside, quella centrale con un presbiterio. Una quarta navata, su cui si aprono alcune cappelle, è stata inserita in in secondo tempo; la copertura è costituita da volte a crociera.

La statua di S. Antonio Abate è collocata in alto, sul lato destro del presbiterio ed è inserita in una nicchia. Il santo tiene il bastone nella mano destra, mentre nella sinistra regge il libro con le sacre scritture, e veste una tonaca ampiamente drappeggiata.

Fruibilità: la chiesa è quotidianamente aperta.

SAA 3Notizie storiche: la chiesa, fondata nel XIII secolo, a partire dal Settecento ha subito nel suo interno numerosi rimaneggiamenti; tra questi si cita la demolizione dell’abside della navata centrale, avvenuta nel 1745 circa, sostituita da un presbiterio, i cui stalli lignei sono stati eseguiti da Antonio Riva nel 1749.
Altri interventi si sono verificati nella prima metà dell’Ottocento, e solo il restauro del 1863 ha permesso di recuperare l’aspetto originario. Anche la facciata è stata modificata: nel corso dell’Ottocento è stato inserito il rosone e la scala in marmo ha sostituito quella originaria in mattoni.

Fase cronologica: la chiesa è stata costruita in due campagne successive (1262 e 1363). La costruzione, iniziata nel XIII secolo, ha poi subito numerosi interventi e restauri sino al XX secolo. Il campanile risale al XV secolo. La statua di S. Antonio abate probabilmente è contemporanea alla costruzione del presbiterio della navata centrale e all’esecuzione degli stalli ignei.

Link:
http://archeocarta.org/moncalieri-to-chiesa-collegiata-s-maria-scala/

Note: per informazioni 011 641915. Tra le numerose opere presenti nella chiesa è da ricordare il Compianto sul Cristo morto, opera d’arte fiamminga risalente al XV secolo.

Data compilazione scheda: luglio 2019

Nome del rilevatore: M. Gabriella Longhetti

RIMINI (Rn). Museo della Città, tela raffigurante Sant’Antonio abate di Gaetano Gandolfi

Museo della Città di Rimini – via Luigi Tonini, 1, 47921 Rimini RN . tel. 0541793851
Tipologia immagine:
olio su tela raffigurante Sant’Antonio Abate, proveniente dal deposito del museo delle Grazie dei MM. OO. di Rimini, opera di Gaetano Gandolfi (1734-1802)
Il Museo è aperto tutti i giorni dalle ore 10,00 alle ore 19,00.

 

Info:
musei@comune.rimini.ithttp://www.facebook.com/museicomunalirimini

Data compilazione scheda: 5-1-2020

Nome del rilevatore: Valter Bonello

RIMINI (Rn). Museo della Città, tela raffigurante Sant’Antonio abate di Guido Cagnacci

Museo della Città di Rimini – via Luigi Tonini, 1, 47921 Rimini RN – tel. 0541793851

Olio su tela raffigurante Sant’Antonio abate di Guido Cagnacci (1601-1663).

Il Santo, che ha nella mano sinistra il fuoco, è affiancato da san Pantaleone (a sinistra) e san Giuliano (a destra). A terra ci sono altri simboli di sant’Antonio (il campanello, il campanello…).

 

Il Museo è visitabile tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 19,00.

Info:
musei@comune.rimini.it –  http://www.facebook.com/museicomunalirimini

https://m.facebook.com/RiminiMusei/photos/a.249089798544218/3640007339452430/?type=3&_rdr

Data compilazione scheda: 5-1-2020

Nome del rilevatore: Valter Bonello

PONTECHIANALE (Cn), fraz. Chianale, Chiesa di Sant’Antonio.

L’edificio sorge a Est dell’abitato della frazione Chianale, lungo la principale via storica che l’attraversa, denominata “Chemin Royal”; sul lato opposto a questa via c’è il torrente Varaita che viene attraversato dal vicino ponte a schiena d’asino.
https://goo.gl/maps/XiK6BqYoqQ6RD5o48

 

La chiesa risale al XIV secolo, fu la Parrocchiale di Chianale dal 1459 fino a tutto il Seicento.
Nel 2003 sono venuti alla luce preziosi affreschi databili dal 1390 al 1430.
Chiesa semplice ed armoniosa, con campanile a vela a triplice traforo e un portichetto successivo, presenta un portale a triplice ghiera centinata che anticipa quelli di Casteldelfino, Sampeyre, Elva.
L’interno è ad aula con volta a botte.
Gli archi trasversali sono retti da mensole scolpite con espressivi mascheroni e têtes coupées.

 

Nella lunetta sopra il portale d’ingresso è raffigurata un’immagine di Sant’Antonio abate. 

 

 

All’interno, a sinistra dell’altare, una statua di sant’Antonio abate.

 

Info sulla chiesa:
http://archeocarta.org/pontechianale-chianale-cn-chiesa-di-santantonio/

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/44283/Chiesa+di+Sant%27Antonio

 

REGGELLO (FI), fraz. Cascia. Museo Masaccio, Trittico di San Giovenale con Sant’Antonio abate

Dipinto a tempera e oro su tavola (pannello centrale 108 x 65 cm, pannelli laterali 88 x 44 cm).
L’opera “… è un quadro che rappresenta in mezzo la Vergine Santissima con il Bambino Gesù in collo, corteggiata da due angeli , da mano destra S. Bartolomeo e S. Biagio, e da mano sinistra S. Giovenale e S. Antonio abate. Questo quadro fu dipinto l’anno 1422.”
Così leggiamo nelle carte del curato di S. Giovenale, Zanobi Tabarrini, l’8 agosto 1738.

E’ probabile che il Trittico sia stato commissionato a Masaccio, che stava lavorando a Firenze, da Vanni Castellani, patrono della chiesetta di S. Giovenale nel piviere di Cascia, forse su suggerimento del curato di quella stessa chiesa, Francesco di Bartolomeo, che era cappellano organista in San Lorenzo di Firenze. Quando la tavola fu terminata, in un primo tempo sarebbe rimasta a Firenze dove poteva essere ammirata dagli artisti dell’epoca. Nel 1446 durante una visita pastorale a S. Giovenale il Vescovo di Fiesole nota la “bella Madonna sull’altare”. In seguito il Trittico fu smembrato e andò perduta l’originale cornice. Quando fu rimesso insieme e nuovamente incorniciato, rimase nascosta l’iscrizione in basso in cui si leggono i nomi dei Santi e la data 23 aprile 1422. Questa iscrizione è particolarmente importante perché per la prima volta in Europa Masaccio usò le moderne lettere capitali umanistiche al posto di quelle gotiche tradizionali.
Il parroco di S. Giovenale, don Renato Lombardi, nel 1956 si rese conto che il trittico posto dietro l’altare maggiore si andava deteriorando irrimediabilmente a causa dell’umidità e ne chiese il restauro alla Sovrintendenza alle gallerie di Firenze. Il dipinto fu trasferito a Firenze nel 1961, per essere presentato alla mostra “Arte sacra antica” e per poter essere restaurato e studiato. Fu allora che Luciano Berti, dopo una intensa e lucida analisi, ne assegnò la paternità a Masaccio. L’iscrizione che corre sul bordo inferiore del trittico ricorda la data di esecuzione: ANNO DOMINI MCCCCXXII A DI VENTITRE D’APRILE si tratta quindi della prima opera a noi nota, eseguita da Masaccio: opinione accettata in modo quasi unanime.

 

Il Museo Masaccio è stato inaugurato il 21 aprile del 2002, in occasione del sesto centenario della nascita del pittore, nato a San Giovanni Valdarno il 21 dicembre 1401, e autore del Trittico di San Giovenale lì conservato.
Il museo è ubicato nella zona absidale della pieve di San Pietro a Cascia.

 

Vedi anche: www.museomasaccio.it