AVIGLIANA (To), Pilone di via Don Marco Cravotto, con quadretti di sant’Antonio abate

Sorge in aperta campagna sotto una vecchia quercia, dopo le ultime case di Drubiaglio verso Cascina del Conte.

Pilone a base quadrata con zoccolatura in pietra a spacco naturale e muratura intonacata a resina granulare.
Nella facciata rivolta verso la strada, nicchia ad arco chiusa con serramento in lamiera e grata in rete metallica sormontato da croce.
Copertura a quattro falde, con croce in ferro sovrastante.
Costruito intorno al 1888, si presenta in buone condizioni.

Proprietà degli eredi di Perotto Roberto.

Note storiche:
Nella nicchia, oltre ad una statua di Madonna con Bambino, vi sono due quadretti di sant’Antonio abate, un santo molto amato dai coltivatori della terra e considerato protettore degli animali.

Fu fatto erigere dalla vedova di Antonio Perotto, deceduto nel 1887 in quel luogo cadendo da un albero di pere. La vedova volle piamente ricordare il marito e ringraziare Dio per la nascita del figlio Antonio, avvenuta cinque giorni dopo il tragico evento.

Bibliografia:
 – AA.VV., I piloni di Avigliana. Riscopriamo i segni della religiosità popolare, Comune di Avigliana e Associazione Amici di Avigliana, Avigliana 2002, pp. 32.

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 12/11/2011

 

AVIGLIANA (To). Pilone ed la ca’ Nova, intitolazione presunta a Sant’Antonio abate

Corso Laghi di fronte a via Giaveno.

 Pilone a base quadrata in muratura intonacata con basamento con tre sfondati.
Verso la strada, nicchia con altarino in pietra a due gradini con affreschi non identificabili sulle pareti.
La grata è in ferro verniciato.
Sulle facciate nord e sud sfondati.
Copertura a quattro falde in lose e costolatura in cotto, sormontata da croce.

Note storiche:
Risale probabilmente all’inizio del secolo XX. Buona la struttura. Parzialmente deteriorata l’intonacatura. Sfioriti gli affreschi, non più rilevabili.

Sul fondo della nicchia si intravvede una figura dipinta di abate.
Statua di Madonna con Bambino.

Ne è proprietaria la famiglia Allais Michele, che risiede nella cascina adiacente.

Bibliografia:
 – AA.VV. I piloni di Avigliana. Riscopriamo i segni della religiosità popolare, Comune di Avigliana e Associazione Amici di Avigliana, Avigliana 2002, p 8.

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 12/11/2011

 

BENNA (Bi). Chiesa di San Pietro, affresco raffigurante sant’Antonio abate

La Chiesa Parrocchiale di San Pietro a Benna in stile rinascimentale custodisce interessanti testimonianze della pittura ad affresco del primo Cinquecento nel biellese.

La chiesa, costruita all’inizio del XVI secolo, presenta un’architettura fatta di linee semplici ed eleganti. Assieme alla contemporanea Basilica di San Sebastiano a Biella, è uno dei pochi edifici sacri in stile rinascimentale presente nel biellese (entrambe ebbero come committente Sebastiano Ferrero, generale delle finanze della Corte dei Savoia).
L’interno della chiesa è a tre navate con volte a crociera; la navata centrale termina con un ampio presbiterio a pianta rettangolare, mentre le navate laterali culminano in due cappelle poligonali con volta a botte.

 

Affreschi
Nella cappella al termine della navata destra – la cui volta è ornata dal gioco prospettico di una finta cassonatura – troviamo, sulla parete di fondo, una Madonna della Misericordia sormontata da una lunetta con il Cristo in Pietà; sulle pareti laterali sono raffigurate figure di Santi: si tratta di dipinti attribuiti al pittore vercellese Gaspare da Ponderano (post 1450 – ca. 1530).
Nella cappella che chiude la navata sinistra, sotto un fregio in cotto, troviamo una (piuttosto rara) raffigurazione della Trinità in forma di triplice figura del Cristo benedicente (“Trinità triandrica e cristomorfa”). Affiancate ad essa sono figure di santi – sant’Antonio Abate e san Pietro – e sante – santa Lucia e santa Apollonia).  Si tratta di affreschi di scuola di Defendente Ferrari databili all’altezza del 1535.
Sempre nella navata sinistra altri affreschi (una Annunciazione della Vergine con San Nicola da Tolentino e un San Fabiano papa tra San Rocco e San Sebastiano) testimoniano, anch’essi, l’attardarsi del gusto gotico in Piemonte.

Immagini  in parte da  http://www.milanofotografo.it/

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 13/08/2011

ZOPPOLA (Pn), fraz. Orcenigo Inferiore. Chiesa di Sant’Ulderico e Sant’Antonio abate

La chiesa sorge in Via Sant’Ulderico, 11. https://maps.app.goo.gl/cmfzbuvw2iJf9zAr8

L’edificio è fatto risalire al 1479, anno in cui in un documento si attesta l’erezione della curazia e quindi si presuppone l’esistenza di una propria chiesa.
La parrocchiale, già dedicata a Sant’Antonio abate e poi a Sant’Ulderico, ha subito nel XIX secolo diversi rimaneggiamenti che le diedero l’aspetto attuale.
La facciata, scandita da quattro lesene che sostengono il timpano, presenta una bella porta d’ingresso inquadrata in pietra con due testine scolpite, databile al XVI sec.
Nella lunetta soprastante, c’è un affresco recente.
A destra della facciata, in posizione isolata, sorge il campanile in pietra con quattro bifore, timpano ottagonale e coronamento superiore.

All’interno l’aula rettangolare con soffitto piatto a cassettoni presenta due altari laterali, dedicati alla Madonna ed a Sant’Antonio, realizzati da Giacomo Costiero (1765).

Si conserva anche un dipinto settecentesco con la Visitazione attribuito a Nicolò Bambini.

Bibliografia:
AA.VV. Il Sanvitese, percorsi artistici, storici, naturalistici, Consorzio fra le Pro Loco del Sanvitese, 2005

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 20/04/2011 – 02/04/2023

VALVASONE ARZENE (Pn), fraz. Valvasone. Borgo Sant’Antonio

Era una borgata isolata posta fuori le mura di Valvasone, comune che si è fuso con Arzene nel 2015. Ancor oggi gli anziani di questo luogo, quando devono andare in municipio o in chiesa dicono: “Andiamo a Valvasone”.

Le abitazioni del borgo erano disposte attorno alla chiesetta dedicata a Sant’Antonio abate.
La chiesa, trasformata poi in abitazione privata, aveva sulla facciata un affresco raffigurante un San Cristoforo a grandezza naturale. Con i lavori di ristrutturazione se ne sono cancellate completamente le tracce.
Nella facciata dell’abitazione, resta soltanto una nicchia contenente tre vecchie statuine in legno di Sant’Antonio a ricordo dell’esistenza del luogo sacro.
Nel borgo vi è anche la casa natale del poeta e letterato Antonio De Marchi.

 

Bibliografia:
AA.VV., Il Sanvitese, percorsi artistici, storici, naturalistici, Consorzio fra le Pro Loco del Sanvitese, 2005

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 20/04/2011