MONSAMPIETRO MORICO (FM). Chiesa parrocchiale di San Pietro e Sant’Antonio abate

Via Villanova, 6
https://maps.app.goo.gl/sXm5YcsFfou5iFmFA

La chiesa parrocchiale fu costruita sfruttando un torrione e una terrazza panoramica che si affaccia sul sottostante borgo e sulle colline della valle dell’Ete vivo che degradano fino al mare. Nella prima metà del 500 la Chiesa alto-medievale, eretta sul colle ad est del centro storico, fu in certo senso traslata e accolta in un edificio urbico che nel corso dei secoli è stato più volte ampliato e rimaneggiato a partire dal 1595, in particolare nel 1639 quando da modesto edificio fu trasformato in dignitosa chiesa intra moenia, grazie anche al contributo della Comunità locale.
Durante la seconda metà del Settecento, a seguito del distruttivo terremoto del 1703, sotto la guida dell’architetto Bernardino Bernardini furono ricostruite tutte le parti crollate, inclusa la vasta abside, e rinnovati tutti gli altari e le decorazioni, la facciata, gli stucchi, il timpano e la cantoria.

All’interno della chiesa sono conservate numerose opere d’arte e arredi per lo più tardo settecenteschi.
L’altare della parete sinistra della navata , più vicino all’abside, conserva un dipinto a olio su tela raffigurante “S. Antonio abate”, di un anonimo artista di fine ‘700.
Nell’abside, un olio su tela “Immacolata concezione con gli apostoli S. Pietro, S. Paolo, S. Barnaba e S. Sebastiano”, opera di un ignoto pittore di fine ‘700.
Coppia di credenze con ante dipinte contenenti reliquiari. Databile a fine ‘700, opera di artigianato locale.
Dopo il terremoto del 2016, l’Anci Marche insieme al Pio Sodalizio dei Piceni (con sede a Roma), con il parere della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio delle Marche, ha deliberato nel 2018 l’intera copertura delle spese di restauro della pala dell’altare maggiore, della ante dipinte e del pregevole reliquiario della Chiesa. Le opere sono rientrate nel 2019.

 

Bibliografia:
Rocchi Giovanni, “L’arte sacra a Monsampietro Morico e Sant’Elpidio”, Edizione fuori commercio, aprile 2011

Link:
http://www.tecuting.it/c044030/totem/chiesa-dei-santi-pietro-e-antonio.html

MONTEFORTINO (FM). Chiesa di Santa Maria degli Angeli, affresco di s. Antonio abate, XV secolo

La costruzione originaria si può far risalire al XIII secolo. La chiesa fu ricostruita intorno all’anno 1439 e nel 1773 fu aggiunta la torre campanaria. Al suo interno e custodisce un altare ligneo policromo del Seicento.

Sulla parete di fondo fu realizzato un affresco riconducibile all’arte umbro-marchigiana della metà del XV secolo. Raffigura in alto una Crocifissione; in basso una Madonna del latte e figure di Santi tra cui s. Antonio abate.
Del Santo, a sinistra della Vergine; si è conservata solo la parte superiore. La mano destra è aperta con sul palmo il fuoco, iconografia rara. La sinistra tiene un libro chiuso.

 

 

 

Immagini e info :
https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-di-santa-maria-degli-angeli-montefortino-fm/

MONTEFORTINO (FM). Chiesa di Santa Maria delle Grazie, dipinto con s. Antonio abate, 1761

Presso i giardini pubblici sorge la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, conosciuta anche come Chiesa della Madonna della Fonte, edificata nel 1647, come riportato inciso sull’architrave dell’ingresso laterale di sinistra.
In origine qui vi era una fonte ed un’edicola votiva in cui era un’immagine della Vergine con Bambino. Alcune famiglie decisero in seguito di costruire un pregevole spazio devozionale dove collocare e venerare l’icona, ora posta sopra l’altare maggiore. La chiesa venne consacrata il 5 Settembre del 1750. L’interno assume caratteri barocchi per gli stucchi di Domenico Malpiedi, che vi dipinge ad olio su muro le “Storie della Vergine” e numerose figure di Santi.

Conserva alcuni oli su tela di Antonio Liozzi di Penna S. Giovanni MC (1730-1807); uno di 186 x 116 cm, raffigura la “Madonna Assunta con angeli e sant’Antonio abate.
Sul libro aperto, sostenuto da un teschio, è dipinta dipinta a lettere capitali l’iscrizione: «SI QUIS VULT VENITE POST ME ABNEGET SEMETIPSUM TOLLAT CRUCEM SUAM ET SEQUATUR ME ANT. LIOZZI DE PINNA S. JOANNIS PINXIT 1761».

Il Santo è seduto, guarda in adorazione verso la Vergine, tiene le braccia aperte. Ai suoi piedi la mitria vescovile.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100115923

BELGIO – MONS. Chiesa di San Nicola con statua di s. Antonio abate e bassorilievo su facciata di casa

La barocca Chiesa di San Nicola, sita in Rue d’Havré 107, ha un altare dedicato a sant’Antonio abate, con una profonda nicchia che contiene la statua del Santo con bastone a tau, e libro. Un maialino è ai suoi piedi. Sopra di lui due angioletti lo incoronano.
L’altare è completato da due colonne ioniche e dalle statue di San Sebastiano e San Giovanni della Croce.


 

In Rue de La Coupe 37, una casa d’epoca presenta, sotto una finestra del primo piano, un antico pannello con un bassorilievo in pietra raffigurante sant’Antonio abate col suo maiale!

 

Link:
https://eglisesaintnicolas.be/visite/chapelle-de-saint-antoine/

https://www.facebook.com/photo/?fbid=521053200025127&set=pcb.521067726690341

BELGIO – MONS, frazione Havré. Cappella dell’Ordine di Saint-Antoine-en-Barbefosse

L’Ordine fu istituito, presumibilmente, nel 1352. Papa Clemente VII, con un documento dell’ottobre 1389, consentì la fondazione di una cappella dedicata a Sant’Antonio.
Chiesa e priorato furono ceduti all’Ordine degli Antoniani nel 1415 cui rimasero sino al 1578. In quel periodo la casa dell’ordine di Barbefosse era in piena decadenza e fu ceduta nel 1584 da Alessandro Farnese ai Gesuiti, da poco stabilitisi a Mons.
Per approfondire la storia dell’Ordine, vedi https://www.santantonioabate.afom.it/lordine-di-saint-antoine-en-barbefosse/

La cappella si trova a Mons nella provincia dell’Hainaut.
https://maps.app.goo.gl/VRKb2EcKq1mer2Bn9

Il priorato rimase ai Gesuiti fino al 1773; i beni furono poi venduti e progressivamente si deteriorarono. Dell’edificio originario, che tra il 1773 e il 1822 subì un’amputazione della navata, rimane poco, tranne una navata a tre campate e un’abside a tre lati, realizzata in blocchi di arenaria; l’edificio gotico misura 10 x 6,45 m. Ad esso è annessa una sagrestia quadrangolare curiosamente coperta da un tetto a gradoni decorato con bracieri Luigi XVI.
Il portale ad arco ribassato della chiesa è elegantemente incorniciato da colonne con capitelli a foglie di cavolo poggianti su basi prismatiche, decorazione dominata dallo stemma della famiglia de Lattre de Bosqueau. Cinque campate gotiche, una delle quali reca il simbolo del tau di Sant’Antonio, scandiscono le pareti mentre un cornicione a modiglioni sostiene l’alto tetto in zinco con pinnacolo quadrato che assume, all’interno, la forma di una culla. I costoloni del coro poggiano su basamenti scolpiti e fanno da cornice ad arredi che vanno dal XV al XVII secolo. Vetrate decorate, una con la figura di s. Antonio abate, danno luce all’edificio.

 

Conserva opere del XV secolo e, alle pareti, sculture della Via Crucis.
A sinistra della porta, una statua di sant’Antonio abate in pietra bianca policromata, del XV secolo, è stata tolta dalla cappella nel 2020 e restaurata, nel 2022 è stata posta provvisoriamente nella chiesa di Saint-Martin a Havré, in attesa di ritornare al suo posto originario. Raffigura sant’Antonio, con barba biforcata, che tiene nella mano destra un grande bastone a tau e nella sinistra un cartiglio.

Sulla parete sinistra un “armadio delle reliquie” degli inizi del XV secolo in pietra bianca sormontato da due sculture gotiche: quella a sinistra raffigura un’Ultima Cena, anche se sembra con un numero minore di Apostoli attorno a un tavolo rettangolare.

Nel 2020 un’organizzazione no-profit si è impegnata a raccogliere fondi per restaurare la cappella e riaprirla al pubblico dopo molti anni di chiusura e di degrado dovuto anche all’umidità di risalita, essendo l’edificio in una conca, e dall’acqua proveniente dal tetto, che  è stato riparato.


MONS. Edificio della antica sede dell’Ordine di Saint-Antoine-en-Barbefosse

Rue Jean Lescart, 13  https://maps.app.goo.gl/8GwbwcomhdSic2Yp7
Gli edifici sono disposti a “U” attorno ad un cortile racchiuso da ali perpendicolari che terminano, verso la strada, in un padiglione. Il muro di chiusura è cementato e forato con porta carraia ad arco ribassato con catenelle alternate. Il corpo principale, probabilmente in origine rivestito, sovrappone due livelli di cinque campate disuguali su un basamento accoppiato. La porta, molto semplice, risponde alle finestre che hanno montanti con larghe catenelle alternate. Un incavo nella muratura sostiene una loggia in legno sul lato destro della facciata. Le ali hanno lo stesso carattere del corpo principale ma più ordinate, con le loro fasce piatte che collegano gli architravi e le soglie sporgenti. L’ala sinistra è caratterizzata da un basso annesso dello stesso carattere che forma un padiglione. L’ala destra presenta una rimessa formante un secondo padiglione e forata da due portoni ad arco ribassato con catenelle alternate, sotto una fascia. La facciata su strada è simile a quella del padiglione di sinistra, con le sue aperture con architravi diritti sul lato strada e architravi ad arco sul lato cortile.

 

Parte delle immagini da:
https://www.facebook.com/barbefosse/

Link:
https://fr.wikipedia.org/wiki/Ordre_de_Saint-Antoine-en-Barbefosse

https://fr.wikipedia.org/wiki/Prieur%C3%A9_de_Saint-Antoine_en_Barbefosse

http://home.scarlet.be/~ab123800/StAntoineintro.htm

https://www.facebook.com/100027970394992/videos/pcb.4246921255330874/574416683890452 (filmato dell’interno della cappella)

https://connaitrelawallonie.wallonie.be/fr/culture-et-patrimoine/patrimoine/ancien-refuge-des-chevaliers-de-saint-antoine-en-barbefosse