VALLELAGHI (TN), frazione Vezzano. Chiesa di Sant’Antonio abate a Lon

Località Lon, Via alla Chiesa, 12. La chiesetta sorge isolata su un modesto rilievo ad Est dell’abitato.
https://goo.gl/maps/t5WQmx31oTUwtHu76

 

La Chiesa di Sant’Antonio abate, patrono di Lon, è citata nel 1537; quando era dedicata ai Santi Barnaba e Antonio, come ricorda la pala posta dietro l’altare e che ritrae i due Santi ai piedi della Madonna.
Eretta a primissaria della curazia di Fraveggio nel 1881, è tuttora curazia della stessa parrocchia. Durante i secoli ha subito numerose modifiche, la più importante nel 1892, quando fu completamente ristrutturata e ampliata.
Il campanile ha bifore romaniche alla cella campanaria e cuspide piramidale.

Al suo interno è composta da un’unica navata con tre altari ottocenteschi. L’altare maggiore, in marmo, è di semplice fattura; sopra il tabernacolo è posto un crocifisso ligneo; al suo interno si trovano: delle statue, come il Sacro cuore di Gesù, la Madonna, Sant’Antonio; un quadretto con San Giuseppe e il Bambino in braccio.

 

Link:
https://www.comune.vallelaghi.tn.it/Territorio/Cosa-visitare/A-Vezzano/Chiesetta-di-Sant-Antonio-a-Lon
https://archiviomemoria.ecomuseovalledeilaghi.it/s/archivio/item/10554

Data compilazione scheda:
15-3-2022
Rilevatore: AC

PEIO (TN), frazione Celledizzo. Cappella di Sant’Antonio abate e San Rocco

Dietro la chiesa parrocchiale, accanto al campanile, sorge l’antica cappella.
https://goo.gl/maps/uGMRjd12fqY5eijy5

La costruzione della cappella – originariamente dedicata a San Rocco e attualmente a Sant’Antonio – risale presumibilmente al XV secolo.
L’edificio fu affrescato dai fratelli Giovanni e Battista Baschenis: i lavori terminarono il 3 luglio 1473 (data riportata sugli affreschi).
La costruzione del nuovo campanile della parrocchiale (1893) portò alla distruzione dell’aula della cappella.
Nella rimasta zona absidale si conserva un importante ciclo d’affresco di Giovanni e Battista Baschenis: sono raffigurati i simboli degli Evangelisti, una Crocifissione, la Natività, l’Adorazione dei Magi, teorie di Santi.
Gli affreschi, scialbati, furono scoperti nel 1910 da don Antonio Montelli e ripristinati; un altro restauro avvenne nel 1980

 

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=33022

Data compilazione scheda: 15-3-2022
Rilevatore: AC

COMMEZZADURA (TN), frazione Mastellina. Chiesa di Sant’Antonio abate

All’estremità ovest della frazione
https://goo.gl/maps/nYUv7Pdzh2keEpof9

 

La chiesa, alla quale era annesso anche un ospizio con casa orto e cappella, dipendente dal priorato di Campiglio, fu nominata in una concessione d’indulgenza del 5 gennaio 1460 del cardinale Prospero Colonna. L’edificio fu consacrato il 16 aprile 1461 e dedicato alla Vergine Maria e a Sant’Antonio abate.
La chiesa fu affrescata da pittori Giovanni e Battista Baschenis tra il 1483 e il 1489.
All’inizio del XVII secolo la chiesa fu colpita da una frana che ostruì l’accesso della chiesa che fu restaurata modificando l’assetto del prospetto principale con l’apertura, nel 1607, di una nuova facciata con una nuova porta d’ingresso (il portale è firmato dallo scalpellino Antonio Gramola di Deggiano), che venne a trovarsi molto più in alto del piano stradale.
Nel 1617, in seguito alla visita pastorale fu aperta una porta verso la canonica e fu realizzato un muro di contenimento per proteggere la chiesa da possibili frane.
Nel 1649 si decise di rimuovere l’altare esterno, di restaurare il tetto e di aprire una finestra in facciata.
Il pavimento fu rifatto nel 1695 e nuovamente nel 1742. Tra il 1812 e il 1814 sono registrate spese per rifare il tetto.

Nel marzo del 1933 il restauratore Massimo Tua, su incarico del soprintendente di allora Giuseppe Gerola, fece riemergere gli affreschi quattrocenteschi che si ritenevano perduti.
Tra il 1970 e il 1971 furono eseguiti numerosi lavori: fu realizzato uno scavo di drenaggio; fu ripristinato il tetto con la sostituzione delle travature e delle scandole; furono riaperte alcune finestre e rifatti gli intonaci. Nel 1971 la chiesa fu dichiarata inagibile a causa del cedimento del soffitto che nel 1975 fu sostituito con la messa in opera di tavole di larice piallate.
Gli affreschi quattrocenteschi furono restaurati tra il 1979 e il 1982.

La facciata a due spioventi irregolari risale al 1607, presenta un portale architravato affiancato da due finestre rettangolari con inferriate.
Sul lato sinistro si erge il campanile con copertura piramidale, accanto al quale si sviluppa il fabbricato dell’ex ospizio.
L’interno si presenta ribassato di nove gradini rispetto al piano stradale, a navata unica coperta da un soffitto ligneo piano; l’arco santo a tutto sesto raccorda l’aula con il presbiterio, che è sopraelevato su un gradino e illuminato da una finestra, di forma rettangolare con volta a botte e ornato da affreschi quattrocenteschi.
Gli affreschi rimasti sono: tra le finestre, una Crocifissione tagliata nella parte superiore e recante la data 1483; all’estremità dello stesso muro le figure di san Defendente e san Giovanni battista. Sopra la finestra destra Cristo benedicente in mandorla. Nella parete sud, sono visibili la parte superiore delle scene raffiguranti: Natività, Adorazione dei Magi, Fuga in Egitto. Nell’arco santo parte della figura di san Pietro con cartiglio con l’inizio del Credo e la data 1489a

All’altare maggiore vi è un’ancona lignea scolpita del 1629 che reca parti di uno smembrato trittico tardogotico.

 

Bibliografia:
http://docplayer.it/26943345-A-cura-di-salvatore-ferrari.html

Link:

http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=33309

Data compilazione scheda: 15-3-2022
Rilevatore: AC

POMAROLO (TN). Chiesa di Sant’Antonio abate

La chiesa è situata nella località omonima, su un colle nei pressi dell’abitato di Pomarolo.
https://goo.gl/maps/chpm6WmuijkHTfHd9

 

Si può ipotizzare che il luogo di culto sia sorto al titolo di semplice cappella intorno ai primi decenni del XIII secolo; la prima menzione dell’esistenza del tempio è stata individuata negli atti di accusa rivolti verso Federico di Borsa Castelnuovo, incriminato della spoliazione della chiesa di San Zenone (l’odierna parrocchiale di Pomarolo) e della “ecclesiam beati Antonii”; Curzel (1999). Secondo altri autori nei pressi della chiesa, sorta in un punto strategico su una antica via di comunicazione sulle pendici montane della destra Adige, era presente un cenobio di eremiti agostiniani.
Alcuni documenti del XIV secolo testimoniano la presenza di uno xenodochio, individuato nella struttura adiacente la chiesa, che in seguito all’abbandono da parte della comunità di religiosi, avvenuta prima del 1683, viene impiegato come romitorio fino al 1775.
Secondo Gerola (1912) gli affreschi ancora parzialmente visibili presso la parete settentrionale esterna del luogo di culto sarebbero stati commissionati da Antonio Castelbarco di Lizzana tra il 1390 ed il 1405; è presumibile che contestualmente alla stesura degli affreschi o in un momento successivo anteriore al 1489 (il termine ante quem è fornito da un’epigrafe presso il campanile riportante il millesimo “1489” la cui esistenza è riportata da Fruet, 1990) abbiano avuto luogo gli interventi architettonici di ampliamento dell’edificio, concretatisi nella costruzione della navata meridionale e del campanile.
Importanti restauri tra il 1978 ed il 2002 hanno preservato e valorizzato la preziosa testimonianza architettonica dell’edificio

Seppur con alcuni elementi gotici (l’abside poligonale e le volte della navata laterale), l’edificio si presenta romanico per molti aspetti (il campanile, la pianta, le colonne).
La facciata, a spioventi e asimmetrica, è rinserrata e bipartita da tre pilastri in conci lapidei. Nel settore sinistro sono presenti, in posizione disassata il portale lapideo d’ingresso caratterizzato da piedritti modanati e dotati di mensole a supporto dell’architrave e un sovrastante oculo strombato, dotato di cornice lapidea; il settore destro è aperto da una finestra quadrangolare dotata di cornice lapidea. La fiancata sinistra presenta una finestra a sesto acuto, strombata e dotata di cornice lapidea a livello della navata; in corrispondenza del presbiterio aderiscono al prospetto un sacello esterno, aperto da un’arcata a sesto ribassato, e il volume della torre campanaria. Quest’ultima è contigua, sul lato sudorientale, ad un corpo di fabbrica anticamente utilizzato come romitorio e tangente il prospetto di fondo della chiesa. La fiancata destra risulta scandita da pilastri in muratura intonacata in cinque settori, i primi quattro corrispondenti alle campate interne della navata destra ed il quinto aperto da una finestra a sesto acuto sul locale adibito a sacrestia. Una finestra simile si apre sul primo, sul terzo e sul quarto settore; il secondo presenta un portale d’ingresso laterale lapideo, architravato ed elevato da tre gradini, ed un sovrastante oculo tamponato.
La torre campanaria presenta un affusto quadrangolare dotato di basamento e aperto da numerose feritoie. La cella campanaria risulta aperta da due ordini sovrapposti di bifore a tutto sesto dotate di colonnine lapidee con capitelli fogliati poggianti su cornici marcapiano. Al di sopra della cella si impone la ripida cuspide conica in cotto veronese, coronata da sfera apicale lapidea, bandiera segnavento e croce apicale metallica.

L’interno della chiesa presenta una divisione in due navate scandite in quattro campate da colonne libere in materiale lapideo dotate di basamento, capitello fogliato e abaco, a sostegno delle volte a crociera che coprono l’ambiente e di arcate longitudinali e trasversali alle navate; queste ultime sono a sesto acuto presso la navata destra e a tutto sesto presso quella sinistra e sono supportate presso le pareti laterali da pilastri lapidei addossati. La navata sinistra presenta una quinta campata adibita a presbiterio e dotata di accesso ai locali della torre campanaria presso la parete laterale sinistra. Presso la parete laterale sinistra esterna, all’altezza della navata, sono visibili alcuni lacerti di un apparato decorativo ad affresco, rappresentante alcuni Santi e una Madonna con Bambino entro riquadri.
Un pregevole altare ligneo risale al 1515.

 

La domenica più vicina al 19 dicembre si celebra la festa di sant’Antonio con al benedizione degli animali.

 

Testo tratto da:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=26010

Data compilazione scheda: 14-3-2022
Rilevatore:
AC

LEDRO (TN), frazione Biacesa. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

La chiesa sorge lungo la strada statale 240 che attraversa il paese, con orientamento a ovest.
https://goo.gl/maps/Jgwt3mKXE4ozWScS8

 

La prima chiesa di Sant’Antonio abate fu consacrata il 3 ottobre 1521 da Monsignor Cipriano de Charis; fu ampliata nel 1585.
Nel 1681 fu eretta a curazia.
Tra il 1770 e il 1780 la chiesa fu oggetto di un ambizioso ampliamento che per mancanza di fondi interessò il solo presbiterio, con annessa sacrestia. La navata fu adeguata alle dimensioni del presbiterio settecentesco solo tra il 1907 e il 1912.
I danni prodotti dal primo conflitto mondiale vennero riparati nel primo dopoguerra. Nel 1921 il pittore piemontese Ernesto Stornino decorò le pareti del presbiterio. Una nuova consacrazione si ebbe nel 1950, dopo un ulteriore restauro.

La facciata con frontone triangolare è ripartita da cornici marcapiano. Il campanile in muratura è posto sulla fiancata settentrionale.
L’interno si articola in una navata unica con due cappelle speculari, conclusa da un presbiterio sopraelevato su alcuni gradini, dotato di abside.

Dietro l’altar maggiore è conservata la pala del 1928 con: Madonna Assunta con i santi Antonio e Battista, di Duilio Corompai/Korompay (Venezia, 1876 – Noventa Vicentina, 1952).
Interessante è il paliotto originale nell’altare laterale barocco di destra.

 

Immagine pala da:
Vania Gransinigh (a cura di), Duilio Corompai (Korompaÿ) – (1876-1952), Friuladria Credi Agricole – ZeL Edizioni,  Ponzano Veneto (TV) 2012, p. 36

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=6123
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_(Ledro)

Data compilazione scheda: 14-3-2022
Rilevatore: AC